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Prince of Persia: Le Sabbie DimenticatePaletta e secchiello 12

Con la versione Wii del nuovo Prince of Persia, Ubisoft cerca vie alternative per divertirsi con la sabbia.

Paletta e secchiello Quando si parla di titoli multipiattaforma, tutte le grandi software house hanno ormai imparato (non senza qualche scottatura) che su Wii non ce la si può cavare con un semplice downgrade tecnico derivato dalle controparti next-gen: ecco dunque che sempre più franchise di una certa importanza arrivano accompagnati da una versione appositamente studiata per la console Nintendo, che spesso e volentieri si distacca notevolmente dal prodotto originale. E' proprio questo il caso di Prince of Persia: Le Sabbie Dimenticate, sviluppato da Ubisoft Quebec allo scopo di sfruttare al meglio le caratteristiche di Wii e di cercare di coinvolgere anche l'utenza più casual.

Castelli (di sabbia) in aria

Tanto per mettere subito le cose in chiaro, la versione Wii di Prince of Persia: Le Sabbie Dimenticate non ha nulla a che fare con il film con Jake Gyllenhall appena uscito nelle sale, né tanto meno con l'omonimo prodotto realizzato per Xbox 360, PlayStation3 e PC, a cominciare da una trama assolutamente slegata da qualsivoglia riferimento agli altri capitoli della serie. La volontà di Ubisoft Quebec è stata chiaramente quella di rendere il titolo appetibile anche a tutti coloro che non avessero familiarità con il franchise, ma è innegabile come gli sviluppatori siano andati troppo oltre: il gioco ha uno storyline incredibilmente esile, che fondamentalmente mette l'utente ai comandi del Principe senza fornire un background degno di questo nome. Qualche riga di testo spiega come il nostro eroe si sia imbattuto in Zarah -uno spirito che lo accompagnerà costantemente nelle sue peripezie- e subito dopo ci si ritrova già intenti a zompettare fra le rovine di una misteriosa città caduta vittima di una maledizione, che il Principe ha intenzione di riportare all'antico splendore praticamente solo per puro spirito avventuriero. Insomma, parliamo di un mero pretesto che si trascina stancamente fino ai titoli di coda senza regalare alcuna emozione che non sia la noia derivata dalle mediocri (e per fortuna sporadiche) cutscenes. Le evidenti lacune di Prince of Persia: Le Sabbie Dimenticate in termini di narrativa vengono fortunatamente compensate da una struttura ludica molto solida, che parte dai fondamenti del franchise senza tuttavia limitarsi in revisioni ed introduzioni di meccaniche inedite. Il cuore del prodotto è sempre costituito dal mix di platform, puzzle ambientali e combattimenti che i fan della saga conoscono bene, con un netto sbilanciamento nei confronti dei primi due elementi citati: gran parte del tempo viene dunque speso guidando l'agilissimo Principe fra salti, acrobazie, scalate e via discorrendo, spostandosi tra ambientazioni ricche di pulsanti e leve da attivare, blocchi da spostare nella giusta posizione eccetera eccetera. A spezzare la routine contribuiscono gli scontri con mostri di varia natura, che di fatto costituiscono l'aspetto probabilmente meno riuscito della produzione Ubisoft: Paletta e secchiello le mosse a disposizione non sono particolarmente elaborate, e la necessità di scuotere Remote e Nunchuck per effettuare gli attacchi viene ben presto a noia, riducendo questo aspetto ad una pratica da sbrigare al più presto per ritornare alla ben più appagante componente esplorativa. Un monito va però rivolto agli estimatori dei precedenti capitoli, abituati ad un livello di sfida che non troveranno di certo in questo Prince of Persia: Le Sabbie Dimenticate: l'opera di esemplificazione degli sviluppatori coinvolge ogni aspetto dell'avventura, dalla difficoltà dei rompicapi alla pericolosità delle trappole, toccando persino i movimenti stessi del principe, che appaiono quasi telecomandati allo scopo di evitare al massimo il senso di frustrazione generato per esempio da un salto mal calibrato. Non si tratta certo di uno sconfinamento nel casual gaming, ma è indubbio che gli utenti più esperti saranno in grado di completare il titolo senza versare nemmeno una goccia di sudore.

Magie Remote

Parlavamo in apertura di elementi originali inseriti nella struttura classica del franchise, e la maggior parte di essi coinvolge l'utilizzo del Remote, confermando Ubisoft come una delle software house third party che maggiormente si impegnano a dare importanza alla periferica Nintendo. La costante presenza di un cursore su schermo appare inutile nelle prime fasi dell'avventura, ma è sufficiente acquisire il primo potere magico per capire il perché di una simile scelta. Man mano che esplora la città maledetta, il Principe avrà modo di apprendere vari incantesimi la cui applicazione avviene proprio puntando il bersaglio interessato e premendo il tasto B: così facendo è possibile ad esempio creare appigli sui muri o vortici di sabbia per terra, ma anche paralizzare temporaneamente i nemici o lanciarli per aria. L'enfasi su queste attività è tale che il prodotto comprende una bizzarra modalità cooperative, nella quale il secondo partecipante è chiamato ad occuparsi di tutte le mansioni delegate al puntatore. Anche un altro aspetto cardine della serie quale la funzione di rewind in caso di morte viene qui riproposto in una veste nuova e di più facile assimilazione: il gioco gestisce in automatico le "resurrezioni" del Principe, e l'utente deve soltanto preoccuparsi di raccogliere un determinato numero di unità di sabbia, indispensabili per consentire tale procedimento. Questi stessi collectibles servono anche per sbloccare gli upgrade relativi alle varie abilità, in un sistema però a progressione prefissata che non consente al giocatore di scegliere arbitrariamente quali aspetti migliorare. In termini puramente contenutistici, Prince of Persia: Le Sabbie Dimenticate non è un'esperienza particolarmente longeva né contraddistinta da un livello di difficoltà davvero stimolante, ma non mancano alcuni extra piuttosto interessanti, tutti sbloccabili soddisfacendo dei particolari obiettivi nel corso dell'avventura: Paletta e secchiello oltre a costumi ed armi alternative per il protagonista, Ubisoft ha messo a disposizione una gamma notevole di stage tematici, nei quali spicca in particolare uno ispirato al gameplay bidimensionale del primissimo Prince of Persia datato 1989. Spostandoci sul fronte tecnico, non si può che apprezzare il lavoro svolto dagli sviluppatori con il modesto hardware di Wii, specialmente per quanto concerne le ambientazioni, tutte di ampio respiro e contraddistinte da un buon livello di dettaglio e da un sapiente utilizzo di luci e colori. Un po' meno positivo il giudizio nei confronti di alcune animazioni del Principe davvero legnose e della telecamera virtuale che spesso va richiamata all'ordine tramite il tasto C. Segno negativo infine per il sonoro: le musiche sono poco presenti, gli effetti sonori risultano ripetitivi e i continui commenti di Zarah e del Principe finiscono per essere ben presto irritanti.

Prince of Persia: Le Sabbie Dimenticate su Wii non è la versione "povera" dell'omonimo titolo uscito sulle altre console, ma al contrario è un titolo dotato di una propria identità ben distinta e di caratteristiche che lo rendono più vicino ai gusti del target audience di Nintendo: difficile dunque che gli utenti più esperti possano trarre grandissime soddisfazioni da un gameplay semplificato in molti dei suoi aspetti peculiari, mentre chi non ha mai giocato ai precedenti capitoli della serie troverà qui la più agevole via d'accesso al franchise. Per quanto appaia raffazzonato sotto certi aspetti, il prodotto Ubisoft è comunque un action game piacevole che sfrutta più che discretamente le potenzialità di Wii, tentando di applicare l'aristotelico concetto di "giusto mezzo" tra esigenze hardcore e concessioni casual.

Fabio Palmisano

Pro

  • Buon mix tra tradizione e innovazione
  • Graficamente notevole
  • Sistema di controllo valido

Contro

  • Trama praticamente nulla
  • Livello di sfida molto basso
  • Combattimenti privi di mordente