8.5

Redazione

8.2

Lettori (5)


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  • Data di uscita: 14 maggio 2010
  • Piattaforme: wii, pc
  • Tipologia di gioco: Platform

Bit.Trip RunnerUn trip di corsa al ritmo di beat 9

Un omino a quadretti, degli ostacoli e una corsa folle: ingredienti semplici ma esplosivi.

Il Gioco è disponibile per il download sul servizio WiiWare

Che ci sia un'evidente genialità dietro il progetto "Bit.Trip" è ormai fuori di dubbio, in particolare dopo il buon Bit.Trip Void e quest'ultimo, ottimo, Bit.Trip Runner. Runner è in effetti il titolo finora più completo e indipendente della serie, almeno da un punto di vista concettuale. Non si tratta qui di offrire tributi a particolari grandi classici del passato come poteva accadere in Bit.Trip Beat per il vecchio Pong o in Core per il genere degli sparatutto "antichi", in questo caso ci troviamo di fronte ad una struttura non necessariamente derivata da arcade del passato e che anche senza affidarsi eccessivamente al "retro-chic" stiloso trova maggiormente un senso all'interno dell'offerta ludica odierna. Un trip di corsa al ritmo di beat Il concetto alla base del gioco è semplice nonché sostanzialmente già visto in altri ambiti (Canabalt e il folle Robot Unicorn Attack ci sono arrivati prima e ne hanno dimostrato ampiamente la bontà): si tratta di una corsa inesorabile verso la conclusione dei livelli, con pochi ed elementari controlli lasciati al giocatore che, sostanzialmente, si limita a fare in modo che il personaggio principale riesca a sorpassare indenne gli innumerevoli ostacoli che si frappongono lungo il cammino. Tre o quattro semplici comandi che vengono integrati gradualmente nel tessuto ludico possono sembrare pochi, ma il gameplay che ne deriva è tutt'altro che povero. La frequenza con cui gli ostacoli si presentano e la velocità del protagonista non concedono un attimo di riposo, mentre il ritmo frenetico viene sottolineato dalla tipica connessione tra l'input dei comandi e i suoni che ne derivano, perfettamente integrati all'interno della psichedelica colonna sonora in pieno stile digitale "8-bit", caratteristica comune all'intero comparto estetico di tutta la serie.

Una folle corsa

Bit.Trip Runner è suddiviso in diversi mondi rappresentati con particolari caratteristiche grafiche differenti, tutti ovviamente astratti e minimalisti come impone la cifra stilistica della serie. Ogni mondo è a sua volta suddiviso in vari sotto-livelli. Al giocatore è richiesto semplicemente di far arrivare il pixelloso Commander Video al traguardo, facendo in modo che gli ostacoli non concludano prematuramente la sua folle corsa, alternando salti, scivolate, calci e parate in base alla diversa tipologia di minaccia che ci si para di fronte. Ogni ostacolo richiede uno specifico movimento, dunque non c'è spazio per interpretazioni personali o margini di errore, rendendo necessario l'esatto comando con la perfetta tempistica, pena l'immediato ritorno all'inizio del livello. Ecco dunque una caratteristica dalla duplice valenza: non c'è una barra di energia o un conteggio delle "vite" per il protagonista, semplicemente ogni errore viene punito con il ritorno all'inizio del livello, da dove Commander Video ripartirà immediatamente con la sua folle corsa. Un trip di corsa al ritmo di beat Questo da una parte contribuisce a serrare il ritmo di gioco su livelli altissimi, poiché cancella i tempi morti creando un continuo flusso di gioco nonostante il succedersi (a volte forsennato) dei tentativi, dall'altra può generare frustrazione e stanchezza nel giocatore, poiché ogni minimo sbaglio millimetrico costa l'azzeramento dei progressi fatti (all'interno del sotto-livello in corso, ovviamente) e l'immediato rilancio della partita. Bisogna dire che, dato l'alto tasso di assuefazione che genera il gameplay, una soluzione del genere risulta positiva in termini di longevità e attaccamento al gioco. Senza la "scusa" di una schermata d'intermezzo a spezza il ritmo e con un rilancio continuo dell'azione, diventa veramente difficile abbandonare il Telecomando Wii e concludere la sessione. Nei livelli più avanzati il succedersi di più ostacoli di tipologia diversa in rapida successione genera la necessità di input veloci e sequenziali, risultanti in vere e proprie combinazioni di tasti da premere quasi in stile picchiaduro, mentre il corretto prosieguo della corsa e la raccolta dei bonus viene esaltata dall'apparizione di un arcobaleno sempre più definito che fa da scia al protagonista.

Mondi digitali

Lo stile retrò è ovviamente un elemento cardine del gioco, anche se all'aumentare dello spessore ludico l'aspetto estetico non rappresenta più quel fondamentale pretesto stilistico che da senso all'intera produzione, quanto piuttosto una splendida cornice caratterizzante. Tornano anche qui gli elementi tipici della serie: personaggi ed elementi in 2D dall'aspetto "pixelloso" che ricordano i videogiochi degli anni 70-80, misti però ad altri elementi tridimensionali che riproducono il medesimo stile grafico attraverso l'uso di poligoni, con un effetto grafico generale decisamente piacevole. A questo impianto estetico si aggiunge la colonna sonora che segue i canoni imposti dalla serie Bit.Trip proponendo delle basi elettroniche con le quali l'utente si trova ad interagire semplicemente giocando: ad ogni azione corrisponde infatti un particolare suono che si integra perfettamente con la musica di sottofondo, ed essendoci ostacoli disposti ad intervalli più o meno regolari durante il percorso, ne risulta una scansione ritmica che fonde l'azione di gioco con la musica in un tutt'uno organico che incrementa l'effetto psichedelico e assuefacente. E' probabilmente anche questa omogeneità tra grafica, sonoro e azione che spinge a continuare a giocare dopo il centesimo errore che rimanda all'inizio del livello e che ci fa anelare la performance perfetta nonostante l'estrema semplicità del gameplay e ricompense semplici come la scia arcobaleno che si forma alle spalle del protagonista con la raccolta dei bonus. Un vero e proprio omaggio al passato, ben distinguibile in mezzo alle vaghe suggestioni è ovviamente quello a Pitfall, ritrovabile sia nella suddetta scia colorata, presente nell'iconografia del gioco Activision (in particolare nella copertina storica) sia nei livelli bonus, dove ci troviamo a correre e raccogliere lingotti d'oro in un'ambientazione che ricorda da vicino il vecchio classico di David Crane.
Un trip di corsa al ritmo di beat

Bit.Trip Runner porta la serie verso un nuovo livello, con una decisa evoluzione, riscontrabile nella ricerca della forma videogioco, da "esperimento stiloso" a prodotto più completo. Certo, si tratta sempre di una decostruzione ai minimi termini dei gameplay a cui siamo attualmente abituati, ma ne risulta una sorta di archetipo videoludico dotato di una precisa identità, una struttura estremamente semplice eppure incredibilmente divertente. Nella folle corsa di Captain Video riscopriamo le origini del videogioco, ovvero la stimolazione sensoriale continua e il semplice processo di stimolo-risposta con input basilari che, sommersi dalle sovrastrutture extra-ludiche moderne, abbiamo probabilmente scordato da diverso tempo e che paiono risvegliare l'originario istinto del videogiocatore. Ciò non toglie che l'estrema semplicità possa non piacere a tutti e che la mancanza di classifiche e risultati online elimini un'importante dose di competizione che avrebbe potuto allungare la longevità del gioco.

Giorgio Melani

Pro

  • Particolare esperienza audio-visiva
  • Divertente e assuefacente
  • Prezzo contenuto

Contro

  • Forse troppo spartano per alcuni
  • Mancanza di confronto online
  • Frustrante in diversi casi