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NBA JamBoom-shaka-laka! 13

Dopo una lunga assenza dalle scene, NBA Jam torna su Wii sotto l'ala protettrice di EA Sports: vediamo se un gameplay ideato 17 anni fa riesce a resistere ancora oggi.

Boom-shaka-laka! Quando si parla di un titolo le cui radici affondano parecchio indietro negli anni, è opportuno fare una breve introduzione per chi all'epoca fosse ancora troppo piccolo per potersene ricordare: il qui presente NBA Jam è dunque un reboot dell'omonima serie nata nel 1993 ad opera di Midway, caratterizzata da uno stile di gioco estremamente arcade, improntato su sfide due-contro-due votate esclusivamente alla spettacolarità ed alla velocità. Celeberrimo nel periodo delle console 16-bit, il franchise si è un po' perso per strada attorno alla fine degli anni '90, ma ecco che EA ha deciso di rimetterlo in gioco chiamando in causa il suo creatore, Mark Turmell, che ha ben pensato di non cambiare praticamente una virgola del gameplay originale. Per buona pace di chi, nel 1993, era già perfettamente in grado di intendere, di volere e di smanettare sul joypad...

Una schiacciata di nostalgia

I fan di vecchia data della serie NBA Jam saranno felici di sapere che, nonostante il passaggio di mano da Midway ad Electronic Arts, poco o nulla è cambiato in questo ultimo episodio, che di fatto ripropone tutte le caratteristiche che hanno reso famoso il franchise. L'impostazione è dunque la solita, e vede squadre composte da due soli elementi per parte sfidarsi in frenetiche partite all'ultima schiacciata, dove la tattica viene bellamente gettata fuori dalla finestra per lasciare spazio a pura e semplice azione arcade. Tant'è che il sistema di controllo, pur essendosi adattato alla particolare configurazione di Wii, fa comunque uso di pochi tasti, lo stretto necessario per consentire all'utente di imbastire passaggi, tiri e acrobazie varie sfruttando una manciata di imput. Giocato con un Classic Controller, NBA Jam, è uguale in tutto e per tutto ai capitoli per console a 16-bit, mentre la combo Nunchuck + Remote impone di utilizzare il motion sensor di quest'ultimo per andare a canestro e per saltare in difesa, semplicemente con un flick della periferica verso l'alto: una soluzione che si può dire funzioni a dovere, visto che non è percepibile nessun particolare lag rispetto alla configurazione più tradizionale. Boom-shaka-laka! Come in ogni prodotto moderno che si rispetti, comunque, EA ha ben pensato di inserire una sezione tutorial piuttosto estensiva, utile a rispolverare i fondamenti del gioco e ad impratichirsi per quel che concerne il tempismo necessario per infilare la palla nel canestro. Il titolo è comunque estremamente immediato, e sono sufficienti poche partite per lanciarsi in spettacolari giocate dividendosi tra schiacciate che fanno cadere a terra gli avversari, triple che incendiano la palla e alley-oop che distruggono il tabellone del canestro. Certo la profondità non è mai stata il punto forte della serie, e NBA Jam ne è la conferma, visto che il single player risulta un po' stantio già dopo poche partite (nonostante la presenza di diverse modalità che poi andremo a descrivere): di contro, giocare in quattro è un'esperienza a tratti delirante, specialmente se a confrontarsi ci sono utenti skillati capaci di ribaltare il fronte dell'azione nel giro di pochi secondi, andando a cogliere quella che è l'essenza stessa del gameplay del franchise. In tal senso, la mancanza di una modalità online è un vero peccato, che costringe chi volesse godere al massimo dell'offerta ludica del prodotto EA a cercarsi dei validi compagni da sfidare in locale.

Il nuovo che avanza

Facendo parte della gamma EA Sports, NBA Jam può contare ovviamente sulle licenze ufficiali per tutte le squadre del campionato statunitense, ognuna delle quali mette a disposizione una manciata delle proprie stelle da selezionare per il proprio duo preferito, tenendo conto delle statistiche che definiscono le abilità dei vari atleti (tra i quali figura anche il nostro Gallinari). Sul fronte delle modalità di gioco, invece, appare evidente l'impegno degli sviluppatori di offrire quante più alternative possibile, anche se la parte migliore del titolo resta sempre e comunque quella multiplayer. Giocando da soli, ci si può cimentare in una Classic Campaign, che segue a grandi linee l'andamento del vero campionato, con la frammentazione in divisioni, i playoff e via discorrendo, oppure nel cosiddetto Remix Tour, nel quale è necessario portare a termine specifiche challenges per poter proseguire. Di fatto, l'unico reale incentivo ad affrontare queste esperienze un po' prive di mordente sta nella possibilità di sbloccare vari extra, che culminano nelle Boss Battles nelle quali si è chiamati ad affrontare vere e proprie leggende del basket. Il menu dei Remix Modes presenta poi una serie di alternative all'azione di gioco standard, quasi tutte destinate esclusivamente al gioco di gruppo: in Smash vince la squadra che per prima distrugge il tabellone avversario a suon di schiacciate; in Domination bisogna andare a canestro in specifiche zone del campo per ottenere dei moltiplicatori di punteggio; Boom-shaka-laka! Elimination è un survival mode nel quale vengono progressivamente scartati gli atleti con lo score più basso; in 21 si aggiudica la vittoria il team che raggiunge per primo il punteggio designato; infine, in Remix 2 Vs 2 si possono giocare delle partite modificate dalla presenza di power-up da raccogliere sul parquet. Come le modalità di gioco, anche il comparto tecnico ha subito un ovvio aggiornamento agli standard odierni, a cominciare da una grafica che comunque mantiene inalterati il tono caricaturale e la spettacolarità tipiche della serie: effetti visivi ed animazioni esagerate si sprecano, mentre risulta abbastanza convincente -ma anche un filino disturbante- la soluzione di abbinare ai corpi tridimensionali degli atleti dei visi digitalizzati in 2D con tanto di espressioni diversificate a seconda dell'azione in corso. Buono anche il sonoro, nel quale spicca il ritorno di un esagitato telecronista che commenta la partita con urla ed espressioni (anch'esse) tipicamente anni '90...

NBA Jam rappresenta il gradevole ritorno di una serie storica, che non a caso ha scelto il Wii come console destinata ad ospitarla, visto il suo pressoché totale sbilanciamento nei confronti del multiplayer. In tal senso, l'assenza di una componente online appare piuttosto fastidiosa ed anacronistica, così come lo sono alcune delle meccaniche di un gameplay che -volutamente- non si è smosso di un millimetro dal titolo originale datato 1993. Considerata la presenza di piacevoli modalità extra e di un comparto tecnico rinnovato, dunque, NBA Jam è un titolo che i fan storici accoglieranno a braccia aperte, un po' meno forse tutti quelli che si sono oramai fatti la bocca con produzioni più al passo coi tempi.

Fabio Palmisano

Pro

  • Divertente come sempre
  • Varie modalità alternative
  • Tecnicamente grazioso

Contro

  • Manca il multiplayer online
  • Single player irrilevante
  • Meccaniche talvolta davvero antiquate