7.8

Redazione

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Bit.Trip FateCommander Video e l'ineluttabile Fato 11

Dopo aver esplorato vari territori videoludici, la serie Bit Trip torna allo sparatutto a scorrimento, interpretandolo ovviamente a modo suo...

Il Gioco è disponibile per il download sul servizio WiiWare
Il Fato è una linea sinusoidale che si snoda tra ostacoli e colpi diretti al cuore, dalla quale non possiamo slegarci, costretti a seguire la strada che ci è stata tracciata dinanzi. Unica libertà concessa è quella di guardarci bene intorno e calcolare i tempi del nostro passaggio, oltre a cercare di schermarci rispondendo al fuoco col fuoco. Commander Video e l'ineluttabile Fato Ribadiamo il pensiero: è chiaro come dietro al minimalismo estetico di Bit Trip ci sia un certo sviluppo concettuale, così come risulta evidente una decisa evoluzione della serie all'interno di un percorso ragionato, che da un brodo primordiale fatto di pochi pixel e una struttura primitiva si sta evolvendo verso meccaniche sempre più complesse, seppure immancabilmente legate a poche e brevi azioni, alla coordinazione occhio-mano e al riflesso istantaneo per sfuggire all'onnipresente e iper-reale pericolo, che è poi parte fondamentale dello specifico videoludico. Non bisogna travisare il messaggio di Gaijin: Bit Trip Fate non è un semplice omaggio ai vecchi classici del videogioco, né solo un ritorno alle atmosfere arcade e agli sparatutto bidimensionali a scorrimento quanto piuttosto una nuova offerta ludica calata all'interno di "antiche" forme estetiche, un'altra gemma di gameplay che scava nelle radici dello stesso medium videludico. L'archetipo dello sparatutto viene dunque rielaborato con l'introduzione di un elemento principale in grado di trasformare profondamente l'intera esperienza, ovvero quella particolare linea che taglia in due lo schermo e che rappresenta l'unica traiettoria possibile per Commander Video, trasportato dal mondo dei salti e delle piattaforme dell'ottimo Bit Trip Runner ad un contesto, se possibile, ancora più alieno in questo Bit Trip Fate. Gli elementi di base sono gli stessi che caratterizzano il resto della serie così come le raccomandazioni da fare al giocatore: si tratta di eseguire comandi elementari ma con tempismo pressoché perfetto, avere un certo senso del ritmo e possibilmente una buona dose di pazienza. Armati di queste basi farsi rapire dal gioco in questione è facile.

La sottile linea gialla

Il concetto su cui si basa l'intera struttura del gioco è semplice ma geniale, trasformando con un unico elemento innovativo la struttura millenaria degli sparatutto. Commander Video, il protagonista dalla silhouette squadrata a colpi di pixel, si trova a viaggiare all'interno di vari livelli dall'ambientazione vagamente spaziale scorrendo da sinistra a destra, come da tradizione, ma il suo movimento è indissolubilmente legato ad una linea luminosa, variamente contorta, che taglia in due lo schermo. Ne deriva un'importante costrizione alle possibilità del giocatore, che laddove nei normali shooter può contare su un'ampia libertà di movimento in modo da poter schivare nel migliore dei modi la pioggia di proiettili nemica, qui può soltanto spostarsi avanti e indietro (attraverso lo stick analogico del Nunchuck) sulla linea, demandando al giusto tempismo e al calcolo preciso della traiettoria di nemici e proiettili le sue possibilità di salvezza. Di converso, lo "sparo" che normalmente segue la linea retta dalla punta dell'astronave al bordo esterno dello schermo, qui si irraggia liberamente a 360 gradi in base alla posizione del puntatore, controllato dal Telecomando. Commander Video e l'ineluttabile Fato Nonostante a prima vista l'esperienza ludica paia decisamente impostata sulla rievocazione nostalgica dei vecchi shootem'up, siamo costretti ad abbandonare subito le abitudini e i preconcetti e adattarsi ad un sistema di gioco completamente diverso, che ricorda solo nella forma la dinamica classica del genere. Nel viaggio di Commander Video troviamo infatti livelli a difficoltà progressiva, varie tipologie ricorrenti di nemici ognuna dotata di particolari caratteristiche in termini di movimento, difesa e capacità di fuoco, scontri con boss terribili e anche i tipici power-up di vecchia scuola, tra evoluzione continua delle armi e applicazioni di "pod" si supporto, tutti elementi tratti dalla tradizione ma reinterpretati in puro stile Bit Trip. Nel medesimo stile, bisogna anche menzionare la difficoltà alquanto sostenuta di tutto il gioco, in particolare in occasione degli scontri con i boss dove si impenna a livelli piuttosto frustranti, considerando anche la facilità con cui (altro elemento tradizionale delle produzioni Gaijin) veniamo rispediti all'inizio del livello. E' indispensabile, per poter apprezzare il gioco, disporre di una buona riserva di pazienza, anche considerando che l'essenzialità del gioco non consente praticamente alcun margine di errore.

Un altro irresistibile trip

L'estetica di Bit Trip Fate, come quella dei predecessori, è fortemente stilizzata secondo i precetti dei giochi della serie targata Gaijin. Minimalista e forzatamente semplice, il mondo disegnato per questa avventura di Commander Video è un altro omaggio all'iconografia videoludica classica, ovvero la grafica in bitmap degli anni 80, basata su pochi pixel squadrati dal tratto semplice. L'utilizzo dei poligoni e degli innesti tridimensionali non fa che ribadire il paradossale gioco prospettico che piega la nuova tecnologia grafica agli antichi stilemi, qui ricercati e ostentati come cifra stilistica invece che forzatamente accettati come il necessario compromesso tecnico originario. Commander Video e l'ineluttabile Fato Il risultato, comunque, è sempre piacevole, anche grazie all'ottima integrazione del comparto audio che, come altra caratteristica distintiva della serie, permea l'azione di gioco associando suoni intradiegetici (gli spari, le esplosioni) nello stesso tessuto musicale della colonna sonora, trasformando l'azione del giocatore sul controller in un ritmo che è parte integrante dell'accompagnamento audio extradiegetico, anche se la fusione non è qui così permeante come nell'episodio Runner, che resta probabilmente il punto più alto della serie. Quando si ha a che fare con un prodotto dalla forte connotazione stilistica, oltretutto impostato sulla semplicità e sul minimalismo è importante che il tutto risulti congruo e coerente con una certa visione d'insieme, cosa che in questo gioco si riscontra in pieno, nonostante l'evidente processo di arricchimento degli elementi su schermo avvenuto nel corso della serie, in particolare con la grossa accelerazione impartita in questo senso da Bit Trip Runner.

Gaijin è nuovamente riuscita bene a mettere il vino nuovo nell'otre vecchia, facendola esplodere con un ottimo stile. E' un esercizio a cui ormai la serie Bit Trip ci ha abituati ma risulta sempre sorprendentemente piacevole, proponendo ogni volta un'esperienza audio-visiva di grande impatto e una struttura ludica che, per quanto estremamente semplice, risulta calibrata al limite con la frustrazione, avvicinandosi quanto basta per tenere alta la sfida ma senza oltrepassare il segno che comporta il lancio del controller contro il muro. L'idea della traiettoria predefinita e dello sparo libero è molto interessante in quanto ribalta il canone dello sparatutto a scorrimento proponendone una variante inedita ben funzionante. Sebbene "Runner" rimanga probabilmente l'episodio migliore come ritmica nel senso di gameplay e compenetrazione cinetico-sonora, Bit Trip Fate rappresenta un'altra ottima aggiunta alla serie, indicato particolarmente a chi è dotato di una certa pazienza.

Giorgio Melani

Pro

  • Bella caratterizzazione estetica
  • Originale interpretazione dello shooter
  • Accattivante nella sua semplicità

Contro

  • Anche troppo essenziale
  • Difficoltà a tratti frustrante
  • Poca spinta a ritornarci