Pirates of the Burning SeaIl mare brucia! 

Dopo il cambio verso la formula freemium, abbiamo provato Pirates of the Burning Sea, (ri)lanciato da fine novembre

Chi è solitamente interessato ai giochi di ruolo online sicuramente conoscerà già Pirates of the Burning Sea, che sin da questo momento chiameremo per semplicità PotBS. Il titolo sviluppato da Flying Lab Software non è del resto una delle ultime novità sul panorama videoludico, nel quale ha fatto capolino per la prima volta circa tre anni: era infatti il 22 gennaio 2008 quando fu lanciato per la prima volta. Al tempo, come molti suoi simili, PotBS richiedeva il pagamento di un abbonamento mensile per giocare, cosa di cui però facendo un balzo ai giorni nostri non ci dobbiamo più preoccupare, visto che sviluppatori e publisher (Sony Online Entertainment per Europa e USA) hanno deciso di rendere il gioco gratuito a partire dal 22 novembre 2010. Il mare brucia! A circa un mese e mezzo di distanza dal grande passo, ci siamo presi la briga di provare questo gioco che ha visto la sua formula completamente rinnovata, abbracciando il cosiddetto freemium: contenuti di base gratuiti con la possibilità di effettuare microtransazioni per acquistare contenuti aggiuntivi e/o accedere a una versione dell'account normale di tipo "potenziato" attraverso il pagamento di un abbonamento mensile. Ma le meccaniche di gioco di PotBS sono ora completamente apprezzabili anche senza spendere un centesimo, per cui se dopo aver letto questa recensione avrete la voglia di giocare, tutto quello che dovrete fare sarà scaricare il client e lanciarvi nel mar dei Caraibi.

Ci sono un francese, un inglese...

Come da tradizione che si rispetti per un gioco di ruolo online, il primo passo da affrontare in PotBS è quello relativo alla scelta del personaggio, per il quale ci ritroviamo a scegliere in primis la fazione, passando poi ovviamente a crearne il look. Gli schieramenti presenti sono quattro, tre dei quali pressoché simili tra loro, vale a dire Francesi, Inglesi e Spagnoli, mentre come ultima fazione troviamo quella dei Pirati, sicuramente la più fascinosa del gruppetto, e non c'è bisogno di spiegare il motivo. Il mare brucia! Nel caso in cui si voglia scegliere di fare parte di una delle tre nazioni, il gioco ci chiede anche di selezionare il livello di carriera per il proprio personaggio: un Navy Officer al comando della propria ciurma, una specie di eroe-pirata "legalizzato" come Privateer o un libero mercante come Freetrader. Se invece l'avventura piratesca è quello che desideriamo, possiamo scegliere tra Buccaneer, simile al Freetrader delle nazioni, e Cutthroat, paragonabile invece al Privateer delle tre fazioni sopra descritte. In base alla carriera scelta è possibile avere dei bonus in alcuni aspetti del gioco: il Navy Officer per esempio può accedere a navi e armamenti precluse agli altri mentre il Freetrader ha un maggior impatto positivo sulla gestione della flotta. Facendo un passo avanti si arriva al momento di dare al nostro personaggio le proprie sembianze: l'editor è fatto abbastanza bene, ed è possibile scegliere tra una buona gamma di parametri che a loro volta vantano una buona varietà d'elementi, che fanno in modo così di offrire le giuste chanche di non vedere in giro replicanti dello stesso modello, anche se l'influenza di film come Pirati dei Caraibi c'è e si vede. A ogni modo, se dopo qualche tempo il look del vostro personaggio non vi soddisfa più, potete sempre scegliere di andare dal tailor per cambiarne un po' le sembianze.

Quindici uomini sulla cassa del morto, yo ho ho!

Le meccaniche di gioco di Pirates of the Burning Sea richiedono al giocatore una prima fase di ambientamento, decisiva soprattutto per decidere se si tratta del tipo di gioco che si desidera affrontare, visto che a conti fatti la creatura di Flying Lab si presenta come uno dei MMORPG più sfaccettati presenti sul mercato. Per fortuna comunque si viene introdotti in un sistema di quest iniziali destinato anche a fare da tutorial, spaziando un po' tra tutti gli aspetti del gioco che comunque richiedono un periodo di apprendimento anche abbastanza lungo. Dal punto di vista della crescita del personaggio troviamo il solito sistema di livelli, familiare ormai a ogni giocatore di ruolo online, tramite il quale ottenere punti abilità da spendere per il proprio personaggio e per i combattimenti navali. Il mare brucia! Allo stesso modo in cui si dividono le abilità troviamo i combattimenti, divisi tra quelli tra navi e quelli a suon di spada col proprio nemico faccia a faccia. La lotta a colpi di cannone in mare aperto è sicuramente l'aspetto più spettacolare di PotBS, nonché quello realizzato in maniera migliore, dove la tattica diventa praticamente tutto: bisogna infatti stare attenti ai venti, sapendo allo stesso tempo quale tipo di armamenti usare (non esistono solo le classiche palle da cannone) per far diminuire i vari parametri che contraddistinguono la nave nemica. Un po' sottotono rispetto ai combattimenti tra navi sono invece quelli melee, che non aggiungono né tolgono nulla al gioco, ma sicuramente non passano agli annali come invece restano da ricordare le lotte in mare aperto. Componente importante di PotBS è l'economia del gioco, interamente basata sulla produzione effettuata da parte dei giocatori stessi, che possono poi vendere i beni agli altri o tenerli per il proprio uso. Se partecipare all'economia non è espressamente richiesto dal gioco, perdersi questa opportunità vuol dire rinunciare a una fetta importante delle meccaniche, vista e considerata anche la presenza delle Societies, una sorta di quella che chiameremmo gilda negli altri giochi online, nelle quali i giocatori possono organizzarsi. Tornando all'economia, questa è strettamente collegata anche al sitema PvP, con il quale le fazioni si dividono i porti presenti nel gioco, a loro volta in grado di garantire la possibilità di accedere a beni specifici ottenibili solo controllando un determinato porto. Proprio le battaglie per i porti sono tra i momenti più emozionanti che si possono vivere giocando, a partire dalla loro preparazione che ha inizio giorni prima rispetto all'inizio dello scontro effettivo e che coinvolge la maggioranza dei giocatori.

Tra mare e terra

Dal punto di vista tecnico, prima di fare qualsiasi considerazione bisogna comunque tenere presente di essere al cospetto di un gioco arrivato sul mercato ormai circa tre anni fa, e che quindi pur essendo stato in grado di rinnovarsi nel corso del tempo, conserva nella grafica alcuni degli elementi risalenti al 2008. Tutto ciò si traduce in un impatto visivo che sicuramente non fa dei miliardi di poligoni il proprio punto di forza, andando però a giocarsi tutto nell'ambientazione e nel coinvolgimento, che gli sviluppatori riescono a garantire pur mostrando degli evidenti limiti nel comparto grafico. Se le animazioni dei personaggi sono spesso da dimenticare, i Caraibi mostrati in PotBS sono fatti di vita pulsante e sono esattamente come quelli che ci aspetteremmo di vedere in un film ambientato nel 1700. Una volta in mare aperto, poi, il discorso cambia ulteriormente in meglio, dando al giocatore la possibilità di godersi la propria nave in paesaggi esotici tutti da scoprire. Se la grafica mostra alti e bassi, il sonoro completa l'obiettivo di puntare sul coinvolgimento, dando vita alle città con tutti i loro suoni e rumori e offrendo anche una colonna sonora di tutto rispetto, non a caso offerta come bonus per i preordini all'epoca dell'uscita del gioco. Il mare brucia!

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7.8

Redazione

6.7

Lettori (8)

Pirates of the Burning Sea è un titolo sicuramente unico, in grado di offrire qualcosa di diverso all'interno di un genere dominato da World of Warcraft e nel quale l'originalità spesso non viene premiata. Se finora PotBS era confinato nel proprio sistema di pagamento, la scelta del freemium è l'evoluzione naturale di un titolo che tutti gli appassionati di giochi di ruolo online dovrebbero quantomeno provare, per passare un po' di tempo che sia diverso dall'ammazzare dieci murloc per avanzare di livello. Le meccaniche di gioco offrono un sistema complesso che potrà sicuramente finire per scoraggiare qualcuno, in quanto come detto nel corpo della recensione necessita di un periodo d'apprendimento sicuramente più elevato rispetto alla norma. Se si riesce ad avere pazienza, però, PotBS è in grado di offrire grandi soddisfazioni sia ai giocatori più casuali che ai cosiddetti hardcore. Per di più ora anche a costo zero, almeno nei suoi contenuti base.

Rosario Salatiello

Pro

  • Combattimenti tra navi divertenti
  • Profondità di gioco elevata
  • Ambientazione coinvolgente

Contro

  • Combattimenti di spada non entusiasmanti
  • Periodo d'apprendimento abbastanza lungo
  • Alcuni elementi non al top

Requisiti di Sistema PC

  • Configurazione di Prova
  • Sistema operativo: Windows 7
  • CPU: Intel Core i7 920 2,66GHz
  • RAM: 4GB
  • Scheda video: GeForce GTX 470
  • Requisiti Minimi
  • Sistema operativo: Windows XP/Vista
  • CPU: Pentium IV 1.5 Ghz
  • RAM: 512MB
  • Scheda video: GeForce FX 5700, ATI Radeon 9600, o equivalente con 128MB di memoria texture, compatibile PixelShader 2.0 e Graphics Shader 2.0
  • Audio compatibile DirectSound
  • Spazio su disco: 4GB
  • Requisiti Consigliati
  • CPU: Core Duo 2.0GHz
  • RAM: 1GB
  • Scheda video: GeForce 6600, ATI X850, o equivalente con 256MB di memoria texture