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Redazione

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StackingSpodestiamo il Barone! 24

Torna il buon Tim Schafer che ci catapulta in situazioni decisamente più scanzonate e dal vago accento russo...

Il Gioco è disponibile per il download sul servizio PSN e Xbox Live Arcade

Versione testata: Xbox 360

Alla Double Fine pongono particolare attenzione al rendere peculiare ogni loro lavoro, del resto come potrebbe essere altrimenti quando si ha tra i membri fondatori quel Tim Schafer che ha contribuito a creare delle pietre miliari come Monkey Island, Grim Fandango e Psychonauts fino ad arrivare al recente Brütal Legend. Tutte le sue creazioni possono vantare identità forti e mondi eccezionalmente dettagliati che si scolpiscono nei ricordi grazie alla stupefacente coerenza artistica offerta agli occhi dei giocatori.
Spodestiamo il Barone! Stacking non fa certo eccezione, dimostrando di essere un progetto che non soffre della sindrome da "digital delivery" che talvolta porta molti titoli ad offrire esperienze castrate se non nel gameplay quantomeno nella realizzazione artistica come se la distribuzione online fosse un alibi per la minor ambizione degli sviluppatori. Stacking, invece, dimostra fin dalle prime battute di essere un gioco dalla grande personalità e dalla cura nei dettagli sopraffina.

Dalla Russia con furore

Stacking ci trascina all'interno di un micromondo popolato da matrioske viventi immerse in un contesto che ricorda come stile gli anni '30 del novecento. Noi impersoniamo Charlie Blackmore una piccola bambola, anzi la più piccola in assoluto che ha il compito di ritrovare i propri fratelli messi ai lavori dal perfido Barone per pagare i debiti che la famiglia è stata costretta a contrarre dopo che il padre non ha fatto mai più ritorno a casa. Sebbene la storia sia degna di un film drammatico strappalacrime in realtà Stacking ha il merito di trattare temi crudi e importanti con un canone surreale e scanzonato, così da non rendere la narrazione emotivamente pesante ma anzi, le situazioni che Charlie si trova ad affrontare strappano spesso un sorriso per l'innocente leggerezza con la quale sono presentate al giocatore. Il mondo di Stacking infatti è molto simile ad una dimensione giocosa dove a volte alcuni oggetti si trasformano magicamente in parti dello scenario, come dei sigari facenti funzione di fumaioli di una nave da crociera. Oltre a questo una palette di colori virata verso tinte calde rafforza la sensazione di una contestualizzazione storica del titolo insieme alla presenza di alcuni personaggi che richiamano agli stereotipi di quegli anni.
Le numerosissime matrioske, nonostante la tipica forma ovoidale e la famosa divisione orizzontale del corpo, sono ben caratterizzate e diversificate tra loro, rese ben riconoscibili l'una dall'altra dalle skin finemente dipinte che ricoprono il loro corpo ligneo, ma oltre a questo stupisce come i designer di Double Fine siano riusciti a dare vita propria a questa insolita popolazione. Ogni personaggio infatti esprime emozioni attraverso buffi movimenti del corpo e alle graziose animazioni dei disegni del volto sferico. Spodestiamo il Barone!

Concatenazione

La caratteristica peculiare del gameplay di Stacking è quella di poter entrare dentro le altre bambole (grazie alle contenute dimensioni del protagonista) potendo così controllarne i movimenti e l'abilità peculiare di cui ogni matrioska è fornita. Seguendo un rigido ordine di grandezza è anche possibile concatenare più bambole di grandezza crescente così potersi portare appresso più soggetti utili per determinate situazioni.
Per raggiungere l'obiettivo di ricongiungere la sua famiglia, Charlie deve superare delle sfide in diversi contesti (uno per ogni fratello da salvare) come stazioni ferroviarie, navi da crociera, dirigibili e via dicendo. Ogni scenario ha una sua mini storia da raccontare che s'intreccia alla missione del nostro piccolo protagonista, storia che va sviluppata attraverso la risoluzione di sfide superabili sfruttando l'eterogenee abilità delle bambole, molte dagli effetti davvero esilaranti capaci di strappare più di un sorriso. Queste sfide spesso non si rivelano molto complesse visto che bastano pochi passaggi per arrivare alla soluzione ed anche l'individuazione della strada da seguire appare in alcuni casi quasi palese, cosa che potrebbe far storcere il naso agli avventurieri di lungo corso, quelli che si sono fatti le ossa sui caposaldi del genere, ma è così che va approcciato Stacking: rilassandosi e godendosi la magia di questo singolare mondo magari approfondendone la conoscenza il più possibile andando alla ricerca di tutte le matrioske uniche presenti in ogni area o ancora concatenando insieme i set di bambole così da poter vedere qualche breve scena della loro vita. Va specificato che ogni sfida viene resettata una volta completata, così da avere al possibilità di poterla riaffrontare seguendo un approccio diverso visto che ogni piccolo enigma del gioco presenta più di una modalità di superamento, tutte ugualmente strambe e geniali. Di certo riuscire a sbloccare tutte le diverse risoluzioni presenta tutto un altro livello di sfida per il giocatore.
Sono presenti anche numerosi scherzetti anch'essi legati alle abilità di alcune bambole così da rendere felici quei giocatori che hanno il pallino per il completamento al cento per cento di ogni obiettivo. Stacking - Video del gameplay Be the Bear Stacking - Video del gameplay Be the Bear

Obiettivi Xbox 360

Finendo il gioco si sbloccano metà dei 200 punti in palio, per raggiungere il bottino completo è necessario raccogliere tutte le bambole uniche e superare le sfide in tutte le modalità possibili.

Bambole tirate a lucido

Stacking offre un gradevole colpo d'occhio, nonostante non mostri i muscoli in fatto di opulenza grafica, del resto non ce ne sarebbe alcun motivo essendo l'azione lenta e il design lontano da alcuna pretesa di realismo. È apprezzabile però come l'immagine su schermo sia pulita e libera da scalette e come sia ben resa la differenza tra i vari materiali, in particolare quello delle matriosche caratterizzate dalla classica laccatura lucida tipica delle bambole russe. L'accompagnamento audio non è mai invasivo mentre è totalmente assente il doppiaggio sostituito da dei balloon durante le fasi in game e da degli intermezzi stile cinema muto in occasione dei filmati. La longevità del titolo non si attesta su livelli eccelsi, nel caso si volesse portare a termine l'avventura senza curarsi di obiettivi secondari o di rifare in maniera diversa le sfide già affrontate, bastano una manciata di ore per giungere ai titoli di coda, ma vi invitiamo caldamente a soffermarvi in mezzo alle matrioske animate per godere il più possibile della magia del gioco, dilettandovi in ogni sfida e obiettivo disponibile.
Sembra che il tocco di Tim Schafer nel caratterizzare ambientazioni non si sia affatto arrugginito e, se dai tempi Grim Fandango ne è passata d'acqua sotto i ponti, la vena geniale del nostro autore pare ancora lungi dall'esaurirsi. La cura che i Double Fine ripongono anche in progetti apparentemente meno ambiziosi non può che far ben sperare, oltre che rappresentare un segno di rispetto verso la massa di videogiocatori che in passato hanno fatto la fortuna di questo eccentrico personaggio.

Seppur di difficile classificazione all'interno di un genere, Stacking è un'avventura rilassante e assolutamente godibile, resa unica da un'idea di fondo tanto semplice quanto geniale e da una cura realizzazione che non può non essere apprezzata. Chi in passato si è spremuto le meningi sulle vecchie avventure grafiche troverà le sfide delle matrioske inevitabilmente facili, ma qui si tratta di godersi a fondo il titolo, affrontando anche tutte le attività secondarie. Stacking è una piccola perla da assaporare nella sua innocente ironia e rappresenta un modo di fare videogiochi ancora legato a una concezione onirica dell'avventura da vivere su schermo. Il tocco di un vecchio maestro in questo campo lo si sente ad ogni goffo passo di Charlie e a ogni strano borbottio della bambola di turno. Stacking è un'esperienza da prendere così, senza fretta, senza la pressione da punteggio o da classifica, una piacevole e rilassante parentesi da godersi come un viaggio in treno, o una crociera, o un viaggio in dirigibile...

Michele Bertini

Pro

  • Grande ironia e narrazione piacevole
  • Splendide ambientazioni
  • Numerose matrioske e abilità differenti

Contro

  • In generale piuttosto semplice
  • Si esaurisce piuttosto in fretta