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Redazione

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Prince of Persia: I Due Troni - Trilogy HDLa conclusione della trilogia 18

L'ultimo capitolo della saga della Sabbia del Tempo, provata in alta definizione

I Due Troni è l'ultimo episodio della trilogia contenuta nella raccolta Prince of Persia Trilogy HD, facente parte della quadrilogia della saga de Le Sabbie del Tempo. In questo capitolo conclusivo vengono approfonditi ulteriormente alcuni aspetti della trama e dei personaggi, come nel caso del lato oscuro del Principe che qui evolve fino addirittura a generarsi in un vero e proprio alter ego che arriverà a personificarsi, prendendo in alcuni frangenti il sopravvento sulla personalità e sul fisico del nostro impavido eroe orientale. La conclusione della trilogia Dopo la sua avventura nell'Isola del Tempo, il Principe fa ritorno nella sua città natale assieme al suo nuovo amore Kaileena, l'Imperatrice del Tempo incontrata e salvata in Spirito Guerriero. Purtroppo, però, i due vengono accolti in maniera non certo amichevole: mentre Babilonia è sotto assedio e messa a ferro e fuoco, Kaileena viene rapita dopo che lei e il suo compagno sono naufragati su una spiaggia per essere stati gettati in mare da un gruppo di assalitori della nave sulla quale si trovavano. Il nostro eroe parte dunque alla ricerca della donna amata ma a sorpresa si imbatte in un vecchio nemico, l'odioso Visir Zervan. Questi a causa delle imprese del Principe di Persia sull'Isola del Tempo e dei risvolti di quei fatti sul continuum storico, non è mai morto visto che gli eventi del primo gioco non sono mai accaduti. Quindi il cattivone libera le Sabbie del Tempo e scatena di nuovo il caos. Come se non bastasse lo sfortunato Principe scopre che le sabbie di cui sopra hanno provocato in lui ulteriori danni collaterali: le "polveri" magiche hanno infatti diviso in due la sua personalità, scindendo quindi la parte logica, normale, tutto sommato buona della sua psiche da quella più rancorosa, crudele e violenta. In assenza di acqua e accecato dalla rabbia e dalla paura il Principe cede alla presenza del suo lato negativo che assume completamente il controllo di tutto il suo corpo, mutandolo. Già dal plot oltre che come vedremo dalle primissime battute di gioco risulta evidente come I Due Troni marchi un deciso ritorno al passato in termini di atmosfere e gameplay.

La metà oscura

Il prodotto presenta quindi la classica struttura della serie: ci sono le Sabbie magiche con le quali controllare lo spazio-tempo. Poi i salti, gli enigmi, le acrobazie e i combattimenti. Va detto che questi ultimi non denotano grosse migliorie di sorta, risultando spettacolari più dal punto di vista visivo che da quello ludico, a causa di un sistema orientato al mero button-smashing. Parecchie però anche le novità presenti nel gioco. La conclusione della trilogia Fra queste spiccano in particolare le cosiddette uccisioni rapide, che consentono cioè al Principe di eliminare i nemici in un colpo solo facendo uso di alcuni semplici accorgimenti stealth, e la possibilità di far trasformare il nostro eroe nella sua metà oscura, come accennato poco sopra parlando della trama. Nel primo caso l'utente ha a disposizione, in determinati frangenti dell'avventura, l'opportunità di muoversi silenziosamente alle spalle del nemico piombandogli poi da dietro per eliminarlo con una mossa veloce. Inoltre questa tipologia di uccisioni è intelligentemente stata inserita in molti casi dagli sviluppatori all'interno dei puzzle, in modo da stimolare il giocatore a cercare sempre più spesso tale forma di attacco. Nel secondo, invece, il videogiocatore può sfruttare la forza devastante e le abilità speciali che il Principe acquisisce, a intervalli più o meno regolari nel corso dell'avventura, trasformandosi in una vera e propria creatura malefica. Equipaggiato con una devastante catena legata al braccio, il Principe Oscuro regala momenti di gioco assolutamente diversi rispetto a quelli tradizionali per la serie: la sua forza sovrumana, la sua furia cieca, ma anche il bisogno impellente di recuperare energia vitale (in questo stato il Principe di Persia tende a indebolirsi dal punto di vista della salute) portano il nostro personaggio a scontrarsi con decine di nemici in combattimenti frenetici all'ultimo sangue, e senza troppi fronzoli.

Trofei PlayStation 3

Prince of Persia: I due troni ha 18 Trofei da sbloccare durante il gioco. Questi sono rispettivamente 1 di Platino, 8 d'Oro, 4 d'Argento, 1 di Bronzo e 4 Segreti, tutti ottenibili durante l'avventura principale. Raccogliete 10.000 Crediti di Sabbia e otterrete il premio chiamato Collezionista di sabbia, ottenete tutte le vite extra e avrete invece quello denominato In salute, uccidete 50 nemici con un Assassinio rapido e vi guadagnerete la ricompensa Principe silenzioso. E così via.

Abilità nuove… ma non troppo

Il tempo a disposizione per recuperare dai corpi degli avversari sconfitti le sabbie per ripristinare la propria energia è difatti reso "breve" proprio dalla velocità con cui tale forza vitale scema, decresce. Per cui l'utente viene costretto ad agire con estrema rapidità, sfruttando spesso la catena al braccio della creatura oscura per aggrapparsi ad appigli altrimenti irraggiungibili, per attivare leve o interruttori vari e spostarsi quindi nell'area alla ricerca di nemici alla massima velocità. Qualche novità anche per le abilità "tecnico-acrobatiche" del Principe. Queste appaiono in verità e nella maggior parte dei casi, più che altro, delle estensioni delle capacità già note ai conoscitori dei precedenti capitoli: per esempio quella che rende possibile far appendere l'eroe alle sbarre. Ebbene, adesso, a questa abilità, è stata aggiunta la possibilità di fare salire sopra di esse il personaggio. Ma tuttavia non manca qualche vera e propria new entry, come quella relativa alla capacità del Principe di appendersi col proprio pugnale ad alcune feritoie, muovendosi poi da lì se necessario. La conclusione della trilogia In sostanza si tratta dunque di nuove opportunità di gioco offerte agli utenti senza però con questo compromettere le funzionalità di un sistema di controllo di per sé sempre ottimo, abbastanza preciso nella gestione dei movimenti del personaggio sullo schermo e elemento attivo del successo di una telecamera virtuale comoda e versatile da controllare. Tra tutti gli elementi tecnici che giocano a favore di questo episodio di Prince of Persia non va poi dimenticato neppure il più volte citato design generale del prodotto, anche in questo caso tornato sulle orme del primo capitolo. Chiudendo la parentesi del backtracking selvaggio visto in Spirito Guerriero, I Due Troni presenta uno scenario certamente più lineare del prequel ma paradossalmente proprio per questo motivo esso appare molto più godibile e fluido.

La saga de Le Sabbie del Tempo


Le Sabbie del Tempo è una quadrilogia composta da 4 giochi, tutti legati tra loro da una avvincente trama che si svolge in uno stesso universo narrativo. Il primo è Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo (PlayStation 2, 2003), pseudo remake dell'originale Prince of Persia. Il secondo in ordine cronologico, seguendo cioè la trama della serie, è Prince of Persia: Le sabbie dimenticate (PlayStation 3, PlayStation Portable, Xbox 360, PC, Nintendo DS e Wii, 2010), che però è l'ultimo come produzione. Terzo episodio è Prince of Persia: Spirito guerriero (PlayStation 2, 2004), il secondo in ordine di tempo invece a essere stato rilasciato sul mercato. Mentre il quarto e ultimo capitolo è Prince of Persia: I due troni (PlayStation 2, 2005), che è il terzo come produzione.

Babilonia in fiamme

L'avventura si snoda scorrevolmente per le vie e per i palazzi babilonesi, tra le sempre esaltanti movenze plastiche del protagonista che scandiscono le sessioni platform e si alternano agli intelligenti puzzle acrobatici divenuti simbolo della serie. E poco conta se alla fine la durata dell'avventura è leggermente inferiore alla precedente. La conclusione della trilogia In fondo gli sviluppatori devono aver giustamente pensato che a volte è meglio puntare sulla qualità piuttosto che sulla quantità. I Due Troni mette da parte gli scenari e il look dark visti nel precedente Spirito Guerriero, presentandosi agli occhi dei videogiocatori con una cosmesi convincente sotto ogni punto di vista. A partire dalle lussureggianti scenografie che, grazie al ritorno ad ambientazioni più classiche per la saga, mostra interni di edifici colorati e dal gusto mediorientale che si alternano agli spettacolari scorci visibili quando ci si muove per le strade di Babilonia. Grazie poi a colori vivi e a effetti di luce e di rifrazione assai suggestivi, ben valorizzati dalla nuova veste grafica a 720p della collection Prince of Persia Trilogy HD, che conferisce all'insieme un aspetto sensibilmente più pulito rispetto al passato grazie alla risoluzione maggiore e a texture più definite, il prodotto si lascia godere alla vista. Meno belli invece gli spigolosetti modelli poligonali dei personaggi, che mostrano i propri anni, anche se c'è da dire che visti in movimento, grazie alle tante animazioni di cui dispongono, specie il Principe, non danno troppo "fastidio". Buono il comparto audio, con un bel doppiaggio e una colonna sonora vecchio stile che ben si sposa col contesto in cui sono ambientate le vicende narrate e giocate ne I Due Troni. Stesso discorso per i vari campionamenti e i rumori ambientali. In definitiva, un bel lavoro. Prince of Persia: Trilogy HD - Trailer di Prince of Persia: I Due Troni Prince of Persia: Trilogy HD - Trailer di Prince of Persia: I Due Troni

Prince of Persia: I Due Troni si rivela a conti fatti una sorta di riuscito mix fra i suoi due predecessori: da entrambi, infatti, il titolo Ubisoft prende alcuni degli aspetti migliori del gameplay, fondendoli assieme per creare, con l'aggiunta di ulteriori elementi inediti, una struttura di gioco valida ed efficace. Anche a distanza di anni. Probabilmente anche per questi motivi questo gioco è considerato ancora oggi, nonostante una giocabilità non sempre perfetta, uno dei massimi esponenti del genere avventuroso-platform. Come detto per gli altri due giochi della raccolta Prince of Persia Trilogy HD.

Massimo Reina

Pro

  • Divertente e impegnativo quanto basta
  • Buone le aggiunte al gameplay
  • Gli elementi mutuati dai predecessori funzionano

Contro

  • Sistema di combattimento non perfetto
  • Longevità limitata
  • Alcune sessioni di gioco da rivedere