6.3

Redazione

7.5

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Hyperdimension NeptuniaLa guerra dei fan  28

Una trama folle, una immaginaria guerra fra fan, console e personaggi fuori di testa: il nuovo RPG di Idea Factory è tutto un programma

La console war è da sempre uno degli aspetti di contorno più diffusi nell'universo dei videogiochi, almeno da quando sono nate le prime piattaforme, da gioco e non, concorrenti, personal computer compresi. Sarà per lo stranissimo concetto naturale umano del "ciò che è mio è meglio del tuo", sarà per la fissazione di alcuni di essere i depositari della verità assoluta (in senso videoludico, nel nostro caso), ma gli utenti si sono sempre divisi fra coloro che amano una console o una serie specifica di videogame piuttosto che un'altra. E non esiste al mondo forum in cui essi non si cimentino in autentiche battaglie virtuali in difesa o contro questo o quello. La guerra dei fan Compa e la prorompente Purple Heart Proprio partendo da questo argomento, Nippon Ichi, NIS, Compile Heart e Idea Factory hanno immaginato, per il loro nuovo gioco di ruolo intitolato Hyperdimension Neptunia, uno strano universo il cui le console rappresentano idealmente quattro divinità venerate visceralmente da altrettanti gruppi di fedeli che litigano e combattono fra loro per imporre l'uno sull'altro le proprie idee. I nomi delle regioni del mondo di Gameindustri, quello cioè dove si svolgono i fatti narrati nel prodotto, sono tutto un programma: Lastation (PlayStation), Leanbox (Xbox), Lowee (Wii) e Planeptune (Neptune, che qualcuno identifica a nostro parere correttamente come la console di SEGA precedente il Dreamcast, quella cioè che nelle intenzioni della compagnia nipponica avrebbe unito MegaDrive e Sega Mega Drive 32X in unico chassis. Altri con la piattaforma che avrebbe dovuto invece succedere allo stesso Dreamcast e che avrebbe avuto anch'essa il nome Neptune). Idem gli esseri divini, che come vedremo nell'apposito paragrafo dedicato alla grafica hanno look diversi sia a seconda della forma che assumono (umana o divina) che della console che rappresentano.

GDR vecchia maniera

Tornando alla trama, una bella mattina, una giovane studentessa presso una scuola per infermiere di nome Compa, vede cadere un oggetto dal cielo. Raggiunto il luogo dell'impatto trova la buffa Neptune (la divinità conosciuta come Purple Heart, qui in forma umana), priva della memoria, proveniente dal regno delle CPU (Console Control Unit), Celestia. Insieme, dopo qualche vicissitudine, decidono di mettersi in viaggio per scoprire cosa si cela dietro ai sempre più frequenti attacchi portati da esseri mostruosi nel mondo. La guerra dei fan Le combo si eseguono pigiando in sequenza, anche sparsa, i quattro pulsanti del pad Hyperdimension Neptunia è il classico JRpg vecchio stile, a parte l'interazione coi mondi e i NPC che avvengono esclusivamente tramite menù da cui scegliere con chi parlare, cosa acquistare e a quale dungeon accedere. L'esplorazione di questi ultimi costituisce il cuore del gioco. Per il resto aspettatevi lunghi dialoghi gestiti attraverso apposite schermate più o meno statiche, con gli avatar dei personaggi in stile anime e combattimenti casuali e a turni. Questi ultimi sono piuttosto frequenti e talvolta, pertanto, possono risultare fastidiosi ai più. Tuttavia più avanti nel gioco, grazie al particolare potere di una delle protagoniste diventa possibile ridurne un po' il ritmo di comparsa (la durata a quel punto di pausa fra uno scontro e l'altro viene scandita tramite un countdown). Durante la battaglia, che avviene chiaramente a turni alterni come da tradizione, ogni gesto compiuto dai membri del party consuma un certo numero di AP, esauriti i quali il turno passa al personaggio o all'avversario successivo. Le azioni che un personaggio può eseguire sono molteplici e correlate alla tipologia di gioco: può disporsi in posizione da difesa, tentare una fuga o attaccare previo imput da parte dell'utente attraverso l'apposito menù di scelta, mentre per le "mosse" curative o di recupero dei compagni uccisi il tutto avviene in maniera automatica in base a un sistema di probabilità determinato dal giocatore stesso precedentemente. In caso di azioni d'offesa, il videogiocatore può scegliere il tipo di attacco da effettuare fra quelli a distanza, in mischia o con un'arma, realizzando pure delle combo. Queste ultime costituiscono certamente uno degli elementi più originali del gioco, visto che è l'utente stesso a sceglierne la composizione e perfino il potere speciale con cui concluderne la sequenza. Addirittura vi è la possibilità di personalizzarne la resa visiva e il nome. La guerra dei fan

Trofei PlayStation 3

Hyperdimension Neptunia offre quarantasei Trofei da sbloccare, compresi quelli segreti: sono distribuiti principalmente nella modalità principale e si ottengono semplicemente con la progressione del gioco. Per esempio giungendo in determinate locazioni o sintetizzando alcuni oggetti, per ottenere i premi più facili. O completando i vari scenari, eseguendo un certo numero di combo, camminando per tutta la mappa, giusto per fare degli esempi, per i Trofei più prestigiosi.

Combo a go go

Le combo si eseguono generalmente con la pressione di sequenze di tasti corrispondenti ai pulsanti frontali del pad dei PlayStation 3. A ognuno di essi corrisponde una particolare azione: ci sono quattro slot e questi vanno riempiti con poteri a scelta da concatenare fra loro (attacchi con arma, a mani nude, magie, abilità, etc). Le combinazioni sono molteplici e sempre modificabili a piacimento, il che permette di sperimentare tantissimo. Interessante notare come a seconda di come si decide di chiudere la combo si possono poi generare ulteriori effetti legati principalmente a funzioni chiamate rispettivamente Combo Link, Switch e Trasformazione. Il primo permette di unire le combo di due personaggi diversi uno dopo l'altra. Basta inserire nell'ultimo dei quattro slot disponibili per l'esecuzione, un comando che la combini alla successiva e il gioco è fatto. Switch, invece, consente a colui che sta eseguendo la combo, di lasciare a un secondo membro del party la continuazione dell'attacco. Solitamente, infatti, la formazione di tre combattenti che costituisce il team gestito dall'utente in prima linea ha tre elementi di riserva (quando li si reclutano ovviamente). Per cui, richiamandolo, l'altro personaggio entrerà in azione iniziando con il tasto usato per il cambio. Se lo Switch, per intenderci, viene effettuato con il pulsante Quadrato, allora egli inizierà il suo attacco dal Quadrato. Infine con Trasformazione, capacità che solo le divinità possono eseguire, si assiste alla evoluzione di taluni eroine in una versione potenziata di sé stesse, con tanto di sequenza di trasformazione particolarmente simile a quelle di Sailor Moon o de L'incantevole Creamy. La guerra dei fan Neptune e statistiche E', infine, possibile associare elementi naturali ai propri attacchi, aumentando il danno inflitto ai nemici in relazione al loro status fisico. Per esempio un mostro "caldo" sarà chiaramente debole all'elemento gelo e viceversa. Ci sono parecchie altre cose da fare nel gioco, alcune a dir la verità banalotte, altre più interessanti come la innovativa e insolita gestione della cura dei personaggi sempre durante le battaglie, che avviene, come detto nel paragrafo precedente, in maniera del tutto automatica. Ma che in realtà viene determinata precedentemente da percentuali di possibilità attribuite all'azione dal giocatore. In sostanza e in maniera molto semplificata diciamo che dal menù del personaggio si deve attribuire una determinata percentuale alla possibilità che esso esegua una data mossa in una particolare circostanza. Per esempio, possiamo dire all'eroina che quando il suo HP scende sotto al 40% deve curarsi in automatico utilizzando la pozione "tal dei tali". Per farlo gli si attribuisce un punteggio, per esempio del 45%: questa percentuale indica la probabilità che si attivi l'oggetto curativo o la magia relativa quando, come detto, le condizioni di attivazione si verificano. La cosa è meno complessa di quanto possa sembrare e basta giocare un po' con pazienza per capirne i meccanismi. Alcune mosse hanno un parametro End Bonus che può, se le si posiziona in coda alla combo, dare un'ulteriore beneficio all'attacco.

Come un anime

Quanto comunque descritto alla fine del paragrafo precedente fa capire come in realtà il prodotto sia in grado anche di offrire agli utenti una certa dose di strategia, poiché a un certo punto diventa indispensabile, durante lo scontro, pensare a cosa potrebbe fare il nemico che si sta affrontando, a chi tocca il turno successivo, etc. Alla fine di ogni battaglia, come consuetudine, si viene premiati da punti esperienza e altri elementi utili per potenziare abilità e parametri dei vari personaggi. Per venire incontro alle esigenze dei vari tipi di videogiocatori, Hyperdimension Neptunia mette inoltre a disposizione tre livelli di difficoltà tra cui scegliere, in modo che ogni utente possa affrontarlo con il grado di sfida che preferisce. La guerra dei fan La grafica del gioco, in cel-shading e tridimensionale per le fasi esplorative, rispecchia lo stile scanzonato e ironico della trama, con un engine che punta decisamente allo stile anime anche per il look dei personaggi. In particolare le eroine sono semi svestite e ammiccanti, ma mai volgari, come solo nei manga giapponesi si vedono. Lo stesso look che le contraddistingue sembra rispecchiare, idealmente, quello delle console che rappresentano: l'aggressiva giapponese Black Heart (Noire) per PlayStation 2, la bionda occidentale Green Heart (Vert) a rappresentare Xbox, la dolce e sensuale Neptune di SEGA, e perfino la più adolescente, nelle forme, White Heart (Blanc) Nintendo, quasi a voler indicare visivamente la bontà di una console che però sembra indirizzata a una tipologia di pubblico diversa dalle altre, più casual e giovane (non è un'offesa, sia chiaro). Se i personaggi principali sono ben realizzati, lo stesso non può dirsi per il resto. Gli scenari, specie i dungeon, tendono a essere piuttosto scialbi, primi di dettaglio e ripetitivi, al punto che in alcuni casi sembra di rivisitare gli stessi luoghi già esplorati. Idem i mostri da affrontare. L'audio presenta invece un ottimo doppiaggio in giapponese e un altro discreto in inglese, per i dialoghi principali (molti di essi, soprattutto i secondari, sono solo testuali), mentre delude parecchio nella colonna sonora, dove musiche che definire anonime e ripetitive sembra un eufemismo, accompagnano sia le scenette di dialogo che le fasi di esplorazione. Hyperdimension Neptunia - Filmato di gioco Battle System Hyperdimension Neptunia - Filmato di gioco Battle System

Palesemente indirizzato a un pubblico di nicchia, appassionato di una certa tipologia di anime e di giochi di ruolo alla giapponese dallo stile classico, Hyperdimension Neptunia è un titolo meno brutto di quanto sia stato dipinto da alcuni media. Esso non è certamente un capolavoro, né pretende di esserlo, ma un "normale" JRPG con elementi di dungeon crawling che, difetti a parte, fa dell'autoironia, del fanservice e di un discreto gameplay i suoi punti di forza. Il battle system, poi, se capito fino in fondo regala tra l'altro buone soddisfazioni, specie a chi non si limiterà a darvi una occhiata veloce. Certamente gli utenti PlayStation 3 si aspettano da anni un JRPG di grande spessore, e in questo senso Neptunia non lo è, e forse pure per questo ha finito per deludere e raccogliere critiche superiori di quanto in realtà meriti. In definitiva, da provare ma senza eccessive pretese o pregiudizi.

Massimo Reina

Pro

  • Personaggi simpatici
  • I cari, vecchi combattimenti a turni
  • Battle system buono, a patto di studiarlo fino in fondo
  • Longevità oltre le venti ore. Di più se giocato in fondo.

Contro

  • Dialoghi talvolta troppo lunghi
  • Scenari un po' ripetitivi
  • Mancata localizzazione in italiano
  • Combattimenti casuali un po' troppo frequenti