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Redazione

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Resident Evil: The Mercenaries 3DMercenari a mezzo servizio 56

Capcom ci aveva abituato a tutto, ma prendere una "piccola" modalità di un gioco e farne un titolo a prezzo pieno?

Chi ha giocato Resident Evil 4 e relativo seguito si sarà con ogni probabilità dilettato almeno qualche minuto con la modalità "Mercenaries", che riciclava personaggi, nemici e ambientazioni del gioco principale sfidando l'utente ad abbattere, sostanzialmente, il maggior numero di avversari nel tempo dato. Era questa una naturale conseguenza dell'anima molto più action rispetto al passato degli ultimi due RE, e, come complemento al classico Story Mode, aveva certamente un senso e costituiva una succosa opportunità per aggiungere valore alla spesa; ma un gioco che consti solo di tale concept può ritenersi un prodotto completo da tutti i punti di vista? Andiamo a vedere.

Armatevi e partite

Il "pretesto" che The Mercenaries utilizza per catapultarci nelle classiche ambientazioni di Resident Evil 4 e 5, circondati dai nemici pure incontrati in questi giochi, è quello di un fantomatico corso d'addestramento: è per questo che gli unici personaggi utilizzabili sin dall'inizio sono Chris Redfield, Jill Valentine e Hunk, il supersoldato dell'Umbrella Corporation noto anche come "l'agente Morte", apparso per la prima volta in Resident Evil 2; tutti e tre questi personaggi hanno difatti un background militare, cosa non necessariamente vera per gli altri 5 storici characters che sbloccherete via via giocando. Ma giocando a cosa, esattamente? Beh, in realtà non c'è molto da aggiungere a quanto succintamente accennato finora, visto che il succo del gioco è e rimane il dover uccidere tutti i nemici che uno stage vi propone nel minor tempo possibile. La visuale di gioco è quella in auge dal quarto capitolo, alle spalle del personaggio che entra in una sorta di prima persona al momento di sparare, ed è certamente ammirevole il lavoro fatto per adattare il sistema di controllo al portatile Nintendo; l'unico vero problema si riscontra infatti in quello che è un inedito per la saga, la possibilità di muoversi mentre si spara. Tenendo premuto L mentre si mira, il nostro personaggio può infatti muoversi nell'ambiente di gioco: il difetto di controllo sta nella vicinanza di L agli altri pulsanti, cosa che non risulterà molto gradita a mani normali. Mercenari a mezzo servizio il limite di fondo sta nel fatto che, per la mancanza di un secondo stick analogico, quando si è pronti a sparare o muovere le braccia per mirare o il personaggio, la prima alternativa, quella classica, rimane assolutamente preferibile. Poco male, si tratta comunque di una novità e come tale apprezzata; per il resto non si avrà alcun problema a familiarizzare con un sistema di controllo che affida pure efficacemente al touch screen operazioni come la scelta dell'arma (ogni personaggio ha le sue armi specifiche) e il guardarsi attorno. Altra novità è un sistema di abilità, trenta in tutto da sbloccare delle quali solo tre alla volta possono essere "equipaggiate" per farle avanzare di grado e di efficacia; ma si tratta di abilità che non hanno un impatto enorme sul gameplay e il cui scopo principale è quello di spingere alla rigiocabilità, stessa ottica nella quale possiamo vedere sia il grado che viene assegnato a ogni missione in base alla performance (anche se è necessario arrivare almeno al grado "B" per sbloccare la missione successiva), gli obiettivi sullo stile degli Achievements di Xbox Live e i personaggi segreti, ognuno con caratteristiche leggermente differenti e con il proprio costume alternativo. Resident Evil: The Mercenaries 3D - Trailer War on Horror Resident Evil: The Mercenaries 3D - Trailer War on Horror

L'effetto 3D

Resident Evil: The Mercenaries 3D è praticamente scevro da ogni tentativo di effetto spettacolare e forzato, e preferisce concentrarsi su un 3D "di profondità" che rende un ottimo servizio alla notevole mole poligonale del gioco e alla sua buona draw distance. La prova che siamo di fronte ad un ottimo 3D, intelligente e ben realizzato sta nel fatto che quasi non ci si accorge dell'effetto, salvo poi avvertire subito la differenza, in negativo, quando lo si elimina. In questo, a Capcom va fatto tanto di cappello.

I Limiti dell'Orrore

A completare il pacchetto c'è la possibilità di giocare in cooperativa alcuni livelli, via Internet o locale, nonché una demo di Resident Evil: Revelations, il prossimo episodio della serie esclusivo per 3DS e che promette di riportarci su quei binari Survival Horror che da tempo ha abbandonato in favore dell'enfatizzazione della componente Action. Ma, anche in questi casi, siamo di fronte al solito copione: la demo di Revelations, per quanto faccia intravedere ottime cose, dura al massimo due minuti e, molto più importante, il gioco in cooperativa cambia di pochissimo la meccanica (c'è giusto la possibilità di curare il compagno) e manca di qualsiasi complemento come punteggi, leaderboard e così via. Insomma, come un po' tutto quello che il gioco offre in più rispetto al concept nudo e crudo, queste cose ci sono, ma sembrano non voler offrire alcun reale incentivo al giocatore; per quanto superficialmente sembri un prodotto molto ricco di contenuti, la realtà dei fatti è che The Mercenaries 3D non va quasi per nulla al di là di quello che offriva l'omonima modalità del quarto e del quinto episodio della saga, ma viene proposto a prezzo pieno come un gioco completo. Ciò basterebbe da solo a bocciare qualsiasi titolo, ma vedremo nel commento finale che il discorso da fare è un po' più complesso; intanto dobbiamo dedicarci a un aspetto molto importante del pacchetto, vale a dire quello tecnico. Graficamente, The Mercenaries 3D si presenta molto bene: le arene godono di una complessità poligonale rimarchevole, così come il personaggio principale, graziate Mercenari a mezzo servizio peraltro da texture eccezionali che solo ad un attento esame rivelano i propri limiti. Ad un primo sguardo e ad un colpo d'occhio complessivo, cui certamente contribuisce anche il 3D e il fatto che siamo su un portatile, si ha la sensazione che il gioco non abbia nulla da invidiare non solo al quarto episodio su GameCube, ma anche al quinto su PS3 e 360: ovviamente basta uno sguardo un po' più smaliziato per rendersi conto che i nemici non godono della stessa attenzione del resto (però possono essercene ben più di uno contemporaneamente su schermo), che quando sono lontani assumono comportamenti e animazioni totalmente sballati (e questo però testimonia dell'ottima draw distance), e che il framerate è ben lontano dalla fluidità dei 60 fps e per di più in particolari frangenti si abbassa ulteriormente, senza inficiare comunque il gameplay. Nonostante tutto ciò, il giudizio sulla grafica è estremamente positivo, e va a favore sia delle potenzialità della console sia della capacità già acquisita dai team di sviluppo non Nintendo di sfruttarla a dovere. All'audio solo un accenno veloce: la dinamica ormai totalmente Action del gioco non richiede una colonna sonora o effetti d'atmosfera, ma solo un robusto contributo al gameplay frenetico; il reparto in questione risponde perfettamente alla chiamata, con musiche, effetti e voci che hanno il punto di forza proprio nella capacità di non farsi notare particolarmente. Ultimissimo accenno per una questione controversa e molto dibattuta, il salvataggio unico ed "eterno": rimandando ad altri lidi per un esame delle questioni di tipo economico e "morale", qua vi possiamo assicurare che, per la natura stessa del gioco, non dovrebbe mai neanche venirvi il desiderio di cancellare i progressi raggiunti.

Nel suo nucleo, Resident Evil: The Mercenaries 3D è un buon, forse ottimo, Action Game, dedicato ai fanatici dell'azione nuda e cruda (e quindi non un Resident Evil classico), e a chi ama la natura "old school" del videogioco che consiste semplicemente nel giocare e rigiocare un livello alla ricerca spasmodica del Perfect Score. Per di più si presta ottimamente ad un portatile con sessioni di gioco brevi ed intense, e gode di un comparto tecnico più che buono e addirittura talvolta notevole. E allora, cosa c'è che non va? Semplicemente, siamo di fronte a quella che in altri giochi è solo una modalità complementare, venduta qui a prezzo pieno: il fatto che questa sia così ben fatta e divertente non giustifica l'operazione, a maggior ragione quando superficialmente si vedono tanti contenuti aggiuntivi che poi alla prova dei fatti si rivelano ben poco incisivi. Pensateci molto bene, e magari attendete un abbassamento di prezzo.

Michele Maria Lamberti

Pro

  • Divertente, frenetico, intenso
  • Comparto grafico di gran livello
  • Sistema di controllo ben adattato

Contro

  • Novità per nulla incisive
  • E' un piccolo pezzo di un gioco, venduto a prezzo pieno