5.0

Redazione

8.1

Lettori (81)


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  • Data di uscita: 16 settembre 2011
  • Piattaforme: ps3
  • Tipologia di gioco: Action

Bleach: Soul ResurreccionProfessione Shinigami 49

Ichigo Kurosaki non è un ragazzo normale: è un sostituto shinigami e anche il protagonista di una serie di videogiochi sempre più deludenti

E' strano parlare della versione europea di Bleach: Soul Resurrección quando la serie animata non è stata ancora nemmeno trasmessa sulle nostre reti televisive. Questo è sicuramente uno dei tanti difetti del nuovo tie-in sviluppato da SCE: la storia, già complicata di suo, è esposta in modo confuso e lacunoso e chi non ha confidenza con il cartone animato o il fumetto farà una fatica incredibile a capire qualcosa di Bankai, Hogyoku, Espada e quant'altro. Per fortuna ci siamo noi che siamo un po' nerd: per chi non lo sapesse, Bleach è un manga di Tite Kubo che narra le vicende di Ichigo Kurosaki, un teenager giapponese che suo malgrado diventerà temporaneamente uno Shinigami, cioè un dio della morte. Professione Shinigami Il manga, nonostante le premesse molto originali e un ricchissimo cast di personaggi davvero interessanti, nel corso degli anni è diventato sempre più un clone di Dragon Ball in cui i personaggi, di saga in saga, acquisiscono nuovi poteri necessari a sconfiggere i cattivoni di turno, sempre più potenti e diabolici. Tuttavia, Bleach è probabilmente uno degli shonen-manga più interessanti del panorama fumettistico con una mole di fan da mungere con un po' di cel-shading e molto fan service...

Dilaga la moda dei Musou

Il gameplay di Bleach: Soul Resurrección si ispira profondamente a giochi come Dinasty Warriors: il giocatore in pratica deve combattere contro dozzine di nemici contemporaneamente per raggiungere la fine del livello, generalmente rappresentata da un'ulteriore battaglia con il boss di turno. E' in questo modo che si struttura ogni singola modalità del gioco, divisa in missioni o capitoli in cui prenderemo il controllo di Ichigo o altri personaggi. Il sistema di controllo è piuttosto intuitivo, con un pulsante assegnato ai colpi normali per eseguire un paio di semplici combo, un tasto dedicato al salto, uno ai colpi a distanza e uno ai colpi speciali. I dorsali consentono principalmente di parare e schivare, aumentare la velocità di movimento o attivare una sorta di potenziamento temporaneo. In un gioco di questo tipo non può mancare un sistema di lock-on che purtroppo in Bleach: Soul Resurrección si rivela piuttosto fallace e scomodo, tant'è che quando si affrontano più nemici è molto più semplice menare un po' di fendenti a caso, tanto i nostri avversari soccomberanno nel giro di pochissimi colpi: non c'è praticamente sfida, in effetti, e anche al livello di difficoltà più alto la vostra massima preoccupazione sarà evitare qualche attacco, utilizzando gli attacchi speciali alla prima occasione; questi sono delle vere e proprie smart-bomb in grado di fare piazza pulita dei nemici circostanti: ogni personaggio ne possiede due, uno in aria e l'altro a terra, ed è necessario un breve tempo di ricarica per utilizzarli. Professione Shinigami Infine, colpendo i nemici è possibile caricare un indicatore che ci consentirà una temporanea trasformazione: infliggeremo più danni, ne riceveremo meno e potremo rilasciare un devastante e coreografico attacco speciale in grado di obliterare addirittura una buona metà dell'energia dei boss. La verità è che il sistema di combattimento in Bleach: Soul Resurrección è perfino divertente, ma incredibilmente blando: non è solo un problema di difficoltà generale, davvero molto bassa, ma anche di varietà, in quanto ogni personaggio si gioca fondamentalmente allo stesso modo. Le differenze in termine di attacchi sono ridotte ai minimi termini e ogni character è un clone dell'altro: sconfiggendo i nemici si guadagnano dei punti da spendere su un'apposita griglia al fine di acquisire dei bonus e migliorare le performance dei vari personaggi, ma non c'è alcuna abilità o specialità che li differenzi e, alla fine, il sistema di level-up non diventa altro che un grinding infinito a base di quadrato, quadrato e qualche volta cerchio...

Dov'è finita la zanpakuto...

La modalità Storia di Bleach: Soul Resurrección è probabilmente quella più debole del gioco sotto ogni aspetto: divisa in quattordici capitoli, essa comincia in media res, con Ichigo e compagni già a Hueco Mundo per salvare Orihime dalle grinfie del perfido Aizen. Confusi? Beh, normale: se non conoscete la serie, il gioco se ne infischia e vi propone soltanto una breve quanto criptica spiegazione della vicenda all'inizio di ogni missione, senza spiegare alcunché della complessa terminologia nipponica (e spagnola). Professione Shinigami I fan della serie, invece, avranno capito subito che il gioco copre il ciclo di battaglie ambientate prima a Hueco Mundo e poi a Karakura, ma non aspettatevi di trovare i tantissimi personaggi coinvolti negli scontri del manga: Bleach: Soul Resurrección ne propone soltanto una manciata, dimenticandosi per esempio dei Vizard o di svariati Espada, rilegati al ruolo di comparse a fondo schermo durante i numerosi dialoghi che dovrebbero approfondire la storia o la relazione tra i personaggi ma che, se possibile, risultano ancora più oscuri nonché fastidiosi. I vari capitoli appaiono scollegati tra loro e le brevissime cutscene si limitano a uno scambio di battute tra i due combattenti: una vera delusione, considerata poi la mole di flashback e dialoghi presenti nella storia originale. La modalità Storia permette però di sbloccare le sfide proposte nella modalità Missione, sicuramente quella più interessante ma non meno ripetitiva: in questo caso potremo scegliere uno qualunque dei personaggi sbloccati (appena una ventina) e affrontare una serie di stage, per esempio, a tempo limitato o in cui è impossibile saltare.

Professione Shinigami

Tutto qui?

Lo scopo di tutto questo? Guadagnare altri punti per potenziare i personaggi e confrontare i propri punteggi con quelli dei giocatori di tutto il mondo tramite un'apposita leaderboard. Bleach: Soul Resurrección è tutto qui: non c'è una modalità cooperativa ma neanche una modalità competitiva, non è possibile giocare contro un amico in locale o online e non ci sono particolari extra da sbloccare a parte una discutibile serie di illustrazioni. L'impressione è quella di un gioco castrato su tutti i fronti. Professione Shinigami Ed è un peccato perché in passato abbiamo già visto ottimi giochi dedicati a Ichigo e compagni, come per esempio i due picchiaduro per Nintendo DS sviluppati da Treasure. Bleach: Soul Resurrección sarebbe potuto essere un ottimo picchiaduro sulla falsariga di Naruto Ultimate Ninja Storm, per esempio, con il quale condivide un eccellente utilizzo del cel-shading: dal punto di vista di modellazione e animazione dei personaggi, infatti, il risultato è ineccepibile. I combattimenti sembrano veri e propri cartoni animati interattivi, la definizione è ottima e la scelta di colori e texture davvero azzeccata, le cutscene che mostrano l'esecuzione dei colpi speciali sono particolarmente efficaci e appaganti. Nonostante questo, resta l'amaro in bocca anche sul fronte delle ambientazioni: anche nel fumetto questa saga in effetti non fornisce chissà quale varietà da questo punto di vista, ma il gioco propone appena tre o quattro location, due delle quali praticamente bicromatiche. E poi, non è altrettanto fedele l'accompagnamento sonoro, basato su una manciata di tracce pseudo-rock appropriate ma non certo memorabili, purtroppo completamente diverse da quelle, ottime, della serie animata. Per fortuna, ci è data la possibilità almeno di scegliere tra il doppiaggio inglese e quello originale giapponese, senza dubbio più efficace ed esaltante.

Bleach: Soul Resurrección poteva essere molto di più, magari copiando la struttura dei più recenti Dragon Ball Raging Blast o del già citato Naruto Ultimate Ninja Storm, e poteva proporre una trama comprensibile anche a chi è a digiuno di manga e anime. Invece, è un'accozzaglia di livelli disgiunti con ben poco rispetto per la sceneggiatura originale e la grandissima varietà di personaggi e rispettivi poteri ideata da Tite Kubo. Qualche modalità in più, magari un'opzione multigiocatore, avrebbero salvato un titolo tecnicamente molto valido e basato su una licenza comunque ottima dalla più totale mediocrità. Non è che i manga d'azione debbano tutti diventare picchiaduro, ma questa mania dei cloni di Dinasty Warriors, considerando anche il recente videogioco dedicato a Kenshiro, non sta portando proprio a niente di buono.

Christian La Via Colli

Pro

  • Personaggi ottimamente modellati e animati
  • Controlli semplici e intuitivi

Contro

  • Trama assolutamente incomprensibile per chi non conosce la serie
  • Terribilmente semplice e ripetitivo
  • Pochi personaggi tutti uguali, poche modalità tutte uguali