8.9

Redazione

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Lettori (7)


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  • Data di uscita: 9 settembre 2011
  • Piattaforme: x360, ps3
  • Tipologia di gioco: Sportivo

NHL 12Ghiaccio bollente 12

Come ogni anno si torna a vestire pattini e bastone per scendere sul ghiaccio offertoci da EA Canada, ma si può migliorare uno show quasi perfetto?

Versione testata: Xbox 360

Dopo il periodo buio del lock-out del 2005 la NHL sta vivendo negli ultimi anni un nuovo periodo di grande successo e con essa anche la sua controparte virtuale sviluppata da EA Canada che si dimostra essere da anni a questa parte una delle migliori simulazioni sportive realizzate dal colosso statunitense. Il già ottimo NHL 11 era stato marginalmente investito da delle critiche circa lo scarso peso delle innovazioni apportate rispetto alla versione precedente, un difetto questo comune a gran parte delle serializzazioni sportive ma giustificato quando, come nel caso di questo brand, si ha tra le mani un prodotto che già da alcuni anni rasenta la perfezione simulativa. Ghiaccio bollente Difficile quindi arrivare ad offrire un pacchetto di corpose novità senza andare a rovinare un meccanismo già ampliamente rodato e apprezzato dai fan, eppure nonostante questo, con NHL 12 ci si trova ad avere un'offerta impressionante sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo andando ad aggiungere e ad affinare una molteplicità di aspetti che in passato hanno rappresentato dei limiti storici alla serie.

Choose your destiny

Appena lanciato il gioco si viene subito catapultati sulla pista ghiacciata a disputare uno degli eventi più particolari di tutta l'offerta NHL: la Winter Classic, una gara rievocativa dei tempi passati giocata con maglie vintage e all'aperto nel famoso stadio Heinz Field sotto un'intensa e spettacolare nevicata. Qui il gioco è sensibilmente rallentato per simulare le avverse condizioni atmosferiche e si presta particolarmente bene a fare da presentazione interattiva alle profonde meccaniche del gameplay. Una volta nei menù la prima cosa che salta agli occhi è la varietà di modalità di gioco e opzioni di personalizzazione. Oltre alla immancabile carriera dove è possibile inseguire il sogno di portare la propria squadra fino ai playoff di lega e magari a conquistare l'ingombrante e desiderata Stanley Cup, sono presenti altre le oramai famosissime Be a Pro, Be a Legend e Be a GM.
Giocando in Be a Pro è possibile forgiare un nostro pattinatore da zero e seguirne la carriera fin dagli albori delle serie minori quali la Canadian Hockey League nella speranza di essere notato e ingaggiato da un talent scout della NHL. In questa modalità, si avrà sempre e solo il controllo del nostro avatar con le partite settate necessariamente sul tempo regolamentare di 20 minuti per tempo, logicamente essendo dei giocatori a inizio carriera è inevitabile doversi accontentare in particolare nei primi incontri a fare molta panchina per questo viene in aiuto la possibilità di mandare avanti veloce o addirittura simulare i minuti di gioco che non passiamo in campo così da rendere meno noiosa la gavetta del nostro alter ego digitale. Ghiaccio bollente Ogni vittoria e buona prestazione ci regalano dei punti da poter spendere per sbloccare numerosissimi extra e un buon modo per massimizzare il bottino di punti è quello di soddisfare le direttive del nostro coach che man mano in base all'esito dello svolgersi delle partite ci dirà come vuole che noi e la squadra ci comportiamo in campo. Uno dei premi sbloccabili più interessanti, nonché ardui da ottenere, è senza ombra di dubbio dato dall'ottenere nove leggende della storia della NHL che si rendono possibili da impersonare nella modalità Be a Legend. I grandi nomi sono quelli di Ray Bourque (già disponibile fin dall'inizio), Chris Chelios, Steve Yzerman, Patrick Roy, Jeremy Roenick, Gordie Howe, Mario Lemieux, Börje Salming e il leggendario Wayne Gretzky, tutti dotati di animazioni personalizzate, questi grandi atleti sono ottenibili soddisfando delle determinate sfide a essi correlate chiamate milestone. Purtroppo, a differenza di quanto succedeva con Michael Jordan nell'ultimo NBA di 2K, qua non è data la possibilità di ripercorrere le carriere di questi nove giocatori storici, ma è possibile utilizzarli soltanto nei team odierni, cosa senz'altro interessante viste anche le loro eccezionali statistiche, ma resta un po' l'amaro in bocca per una modalità, Be a Legend, che avrebbe magari meritato una maggiore profondità.
A completare il trittico dei "Be a" c'è l'opportunità di poter gestire la squadra dalla panchina grazie a Be a GM dove oltre ad alcuni aspetti gestionali si pone l'accento sul duro lavoro del coach per quanto riguarda le direttive da dare ai giocatori in campo, una ottima declinazione gestionale per chi vuol prendersi una pausa dagli spintoni sulle barriere e dalle combattute lotte per il puck.

Incrociate le mazze

Se dal punto di vista delle modalità di gioco di carne al fuoco ce n'è davvero tanta, molto più arduo era da parte degli sviluppatori riuscire ad affinare le meccaniche che già l'anno precedente potevano vantare un livello di quasi eccellenza. Anche sotto questo aspetto i passi avanti sono stati fatti e non sono poi così marginali come ci si potrebbe aspettare, l'evoluzione più sostanziosa l'ha avuta il motore fisico adesso chiamato Full Contact Physics Engine in grado di calcolare con maggior precisione le collisioni del puck e dei giocatori così da regalare alla partita una senso di fisicità e realismo mai visto prima, in particolare nelle mischie e nelle frequentissime deviazioni dei tiri in porta. Questa evoluzione è facilmente riscontrabile nel modo in cui il puck e i giocatori scivolano sul ghiaccio, presentando una minore inerzia, che in passato dava l'idea che gli elementi quasi "volassero" sopra la superficie ghiacciata. Finalmente si è anche andato a perdere quel senso di magnetismo del disco con il giocatore in possesso, infatti qualora dovessimo caricare troppo il tiro vedremo inesorabilmente il puck scivolare via lontano dal giocatore, questo, unito al controllo tutto analogico tramite i due stick, aumenta sensibilmente il realismo anche se necessita sicuramente si un periodo di adattamento a queste nuove variabili del gameplay. Un gameplay da sempre piuttosto complesso quello della serie NHL, in particolare per noi italiani, vista la poca dimestichezza che abbiamo con questo singolare sport, che porta la curva di apprendimento a essere piuttosto ripida e per i meno avvezzi all'hockey già il livello di difficoltà normale può presentare più di qualche imbarazzo, quando invece a livello rookie (equivalente di facile) la giocabilità viene mortificata da una IA particolarmente attendista e impacciata. È proprio l'intelligenza artificiale avversaria e dei compagni l'altra importante evoluzione presente in NHL 12 che sotto l'insegna di Anticipation AI sfoggia dei comportamenti più credibili soprattutto per quanto riguarda la partecipazione dei compagni all'azione che adesso coprono finalmente con maggior decisione la zona neutra della pista, si prodigano in intercettazioni dei passaggi avversari e partecipano in maniera più corale alle azioni guidate dal giocatore, complice anche una migliorata gestione delle linee di attacco e difesa. Un discorso a parte lo merita il comportamento dei portieri: dimenticatevi gli statici figuri delle passate edizioni, adesso l'estremo difensore non esita ad allontanarsi dalla porta e giocare d'anticipo sugli attaccanti o a dar supporto alla difesa, inoltre oggi sembrano essersi ridotti al minimo quei frangenti in cui segnare diventava estremamente facile, magari da determinate parti del campo e con il portiere coperto, dato che questi occupa con maggior consapevolezza lo specchio della porta e le nuove animazioni donano un senso di realismo ad ogni parata effettuata. NHL 12 - La fisica dei contatti NHL 12 - La fisica dei contatti

Obiettivi Xbox 360

Vista la varietà di modalità di gioco per raggiungere il bottino pieno di 1000G ogni aspirante pattinatore dovrà sudare le proverbiali sette camicie prodigandosi in particolare in Be a Pro e Be a Legend per riuscire a sbloccare ogni premio e milestone. Il resto degli obiettivi sono destinati al gioco multiplayer online.

Una simulazione da brividi

Oltre al lavoro di cesello che ha portato all'affinamento delle meccaniche di gioco nell'NHL di quest'anno sono presenti altri contenuti accessori come la Ultimate Hockey League che consiste in una sorta di fantahockey dove è possibile creare la squadra dei nostri sogni tramite delle carte raffiguranti i giocatori sbloccabili spendendo punti del gioco (oppure pagandoli con denaro reale o microsoft points), i team creati dai giocatori possono esser poi impiegati per giocare online e addirittura si è in grado di affrontare contro i team personalizzati degli altri giocatori anche offline una volta scaricati i dati sulla console grazie alla EAUHL 24/7. Sotto l'aspetto più tecnico il gioco presenta una cosmesi piuttosto simile a quella dell'episodio precedente, con un miglioramento generale più nei dettagli che sull'aspetto generale, un ottimo lavoro è stato svolto sulle animazioni, in particolare quelle personalizzate dei giocatori più famosi e dei portieri, adesso i giocatori merito anche della fisica più raffinata reagiscono con maggior naturalezza agli scontri e in situazioni come le lotte alle barriere, infrangibili con i colpi più duri. È addirittura possibile riuscire a scaraventare un avversario al di là delle barriere con conseguente reazione delle panchine e dei tifosi che si scaldano e si agitano quando avvengono delle azioni salienti proprio sotto i loro occhi e sono presenti altre piccole perle come i caschi che volano via in seguito a un duro scontro mentre le risse tra due giocatori sono "regolamentate" da uno schema di controlli ad hoc che permette di gestire pugni, parate e strattoni quasi come in un picchiaduro in prima persona (sono presenti anche delle barre di energia), ovviamente ogni scazzottata è punita con un'espulsione ma la sensazione di uscire vincitori dallo scontro è impagabile.
Ghiaccio bollente NHL 12 è impreziosito anche dalla presenza di squadre provenienti da altre leghe come la National League svizzera, la DEL tedesca, SM-Liga finlandese, l'Elitserien svedese e l'Extraliga della Repubblica Ceca, a queste si aggiungono anche numerose nazionali tra le quali figura anche l'Italia, con statistiche però piuttosto mediocri. Il comparto audio è dominato da pezzi rock e metal che ben si sposano con la rapidità e violenza di questo sport mentre il commento (esclusivamente in inglese, è assente del tutto la localizzazione in italiano anche dei testi) è affidato anche quest'anno alla rodata coppia Gary Thorne e Bill Clemente. Il gioco vanta anche un ottimo sistema di replay la cui regia è gestibile dal giocatore così da creare dei filmati che è possibile salvare sul hard disk e condividere online sui server EA.

Ovvio che un titolo come NHL 12 non possa incontrare il favore del grande pubblico italiano, non certo per demeriti del prodotto quanto per una poca dimestichezza del pubblico del bel paese con questo particolare sport. Valutando l'ultima fatica di EA Canada al netto di questa premessa però non si può che considerare questa simulazione come una delle più riuscite di tutta la ludoteca prodotta da EA Sport. Riuscire a migliorare ulteriormente un brand che già da anni godeva di livelli qualitativi altissimi non era certo facile, ma in particolare le correzioni della fisica e dell'IA elevano il gameplay ad un nuovo standard di eccellenza. La vasta gamma di modalità di gioco unite ai numerosi premi sbloccabili promettono una longevità altissima. Un acquisto obbligato per gli amanti dello hockey su ghiaccio, NHL 12 merita di esser preso in considerazione anche da quei giocatori che, armati di pazienza, vogliano dedicarsi ad una delle migliori simulazioni sportive digitali di tutto il panorama videoludico a patto di non farsi spaventare dalla inizialmente ripida curva di apprendimento e dalla completa mancanza della localizzazione in italiano.

Michele Bertini

Pro

  • Meccaniche di gioco pressoché perfette
  • Nuovo motore fisico e IA evoluta
  • Una grande varietà di modalità di gioco e contenuti

Contro

  • La ripida curva di apprendimento non lo rendono un gioco per tutti
  • La modalità Be a Legend avrebbe meritato una maggiore profondità
  • Nessuna localizzazione in italiano