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FIFA 12Partita d'addio 18

Nonostante Wii si stia avviando verso il tramonto, EA non rinuncia all'annuale appuntamento calcistico, continuando anzi a cambiare formula...

Partita d'addio Che si apprezzi o meno il lavoro di EA Sports su Wii, è innegabile come il suo impegno con la serie FIFA sull'ammiraglia Nintendo sia sempre stato orientato alla ricerca di soluzioni diverse tra un'edizione e l'altra. Certo, si potrebbe obiettare che il motivo dietro ad una simile condotta sia da imputare all'incapacità di trovare una formula davvero convincente da espandere nei successivi update, ma allo stesso tempo le versioni Wii di FIFA hanno sempre sopperito alle inevitabili lacune tecniche con idee interessanti, per quanto non sempre riuscite all'esame dei fatti. Fa dunque un certo effetto notare come questo FIFA 12 contenga ancora una tale quantità di feature nuove estratte dal cilindro per l'occasione. Andiamo a vedere di che si tratta.

Buona l'ultima

Probabilmente consci del fatto che la modalità single player dei precedenti episodi su Wii lasciava abbastanza a desiderare, gli sviluppatori di EA hanno puntato forte su questo aspetto con FIFA 12, incrementando esponenzialmente il senso di progressione dell'utente grazie a degli espedienti effettivamente ben congeniati e che soprattutto si legano fra loro in maniera coerente. Il bandolo della matassa è rappresentato dalla cosiddetta FIFA City, che fa da sfondo al menu principale di gioco e che si arricchisce in termini di popolazione e strutture architettoniche man mano che si ottengono determinati trofei nel contesto delle varie modalità. Mettendo a segno una tripletta in un match di esibizione si vedrà sorgere uno studio televisivo, vincere il primo campionato da allenatore porterà alla costruzione di un centro sportivo, portare la carriera del proprio giocatore virtuale al massimo livello di fama farà comparire una statua nel bel mezzo della città e così via. Partita d'addio Per quanto l'evoluzione di FIFA City scorra lungo binari prefissati e il giocatore non abbia reali facoltà di interazione con essa, vederla crescere è comunque uno stimolo notevole a sviscerare l'intera offerta ludica del prodotto, che peraltro si dimostra senza dubbio la più ricca e completa da quando la serie è approdata su Wii. Ad esclusione delle basilari Partita Veloce e Torneo, tutte le altre sezioni di FIFA 12 denotano una profondità ed una cura davvero inaspettate. La modalità Allenatore ricalca -con tutte le semplificazioni del caso- quella che ormai da tempo fa bella mostra di sé nelle versioni PS3 e 360, completa di componenti tecniche e di calciomercato che, seppure all'acqua di rose, risultano comunque gradevoli. C'è poi una vera e propria carriera, chiamata Dalle Strade agli Stadi , che impegna l'utente a comandare soltanto il proprio alter ego digitale nel tentativo di diventare una star del pallone, partendo da campetti di calcetto di periferia fino ad arrivare ai campionati del mondo. Molto interessante, in questo contesto, il processo di evoluzione del proprio giocatore, le cui caratteristiche possono essere migliorate con i punti ottenuti vincendo le scommesse fatte prima di ogni singola partita: si può azzardare, ad esempio, sulle reti o sugli assist che verranno effettuati, sul risultato finale e così via, con il rischio però di veder decrescere il proprio score se tali requisiti non vengono soddisfatti. Sempre sul fronte delle modalità nuove va segnalata anche la Coppa Intercity, nella quale bisogna fondare la squadra della propria città e migliorarla pezzo per pezzo vincendo le sfide contro compagini di altre metropoli. Del tutto assente invece la componente online, giudicata evidentemente superflua da EA.

Centromediano metodista

A fronte delle numerose e gradevolissime novità sotto il profilo dell'offerta ludica, non corrispondono però purtroppo uguali migliorie sul campo da gioco, anzi: parlando di gameplay in senso stretto, FIFA 12 differisce pochissimo dalla precedente iterazione del franchise, conservandone i pregi ma anche dei macroscopici difetti che avrebbero avuto davvero bisogno di un bel colpo di spugna. Se dunque in questa incarnazione Wii il gioco è apprezzabile per il suo approccio più arcade, d'altra parte risulta arduo sorvolare su un'intelligenza artificiale scadente, un sistema di controllo realmente valido solo tramite Classic Controller e su una sezione di calcio a 5 che risente ancora delle grosse limitazioni del prequel. Pur rivestendo ora un ruolo importante nella componente single player, infatti, il futsal non è stato minimamente ritoccato, anche se ne avrebbe avuto un gran bisogno: le partite si risolvono dunque ancora in convulse azioni da effettuare in spazi troppo stretti, dove i gesti tecnici sono obiettivamente impraticabili e per la maggior parte del tempo vince chi si ritrova con il power-up giusto. Partita d'addio Se contro un avversario umano il problema si pone in maniera relativa, nelle sfide contro la CPU portare a casa il risultato diventa più una questione di fortuna che di abilità, con tutto ciò che ne consegue in termini di soddisfazione ludica. Le cose vanno un po' meglio nel più classico 11 contro 11, anche se l'esperienza non può essere minimamente paragonata a quella offerta dalle versioni PS3 e 360: impact engine e difesa tattica sono parole che non rientrano nel dizionario di FIFA 12 per Wii, che si limita a riproporre le palpabili contaminazioni arcade già introdotte nell'edizione scorsa. Non si tratta di un'esperienza fastidiosa o sgradevole, beninteso, ma completamente scevra del rigore simulativo che ha fatto la fortuna della serie in questi ultimi anni: dribbling di precisione e giocate di fino lasciano dunque spazio a potenti tiri dalla distanza, passaggi elementari e poco altro, per un gameplay sicuramente più immediato ma anche molto meno profondo ed appagante. I mugugni finali riguardano la componente tecnica del prodotto: anche se non è mai stato il fiore all'occhiello del franchise su Wii, la grafica di FIFA 12 non presenta alcun upgrade di sorta, risultando inevitabilmente ancor più datata e poco definita, con lo stesso taglio caricaturale dei calciatori e la loro pressoché nulla somiglianza con le controparti reali. Invariati anche gli effetti sonori e la telecronaca, con il duo Caressa-Bergomi che si produce in poche e ripetitive frasi che di certo non aiutano la già fievole spettacolarità degli incontri.

FIFA 12 è un titolo controverso: da un lato è impossibile non premiare l'impegno degli sviluppatori di EA profuso nel miglioramento della struttura single player, arricchitasi di nuove modalità ben realizzate e di un intelligente sistema di progressione. D'altro canto, però, vedere che l'azione sul campo è rimasta identica a quella della scorsa edizione - completa ovviamente di tutti i difetti - lascia un po' di amaro in bocca per un prodotto comunque discretamente confezionato, ma che appare profondamente lacerato tra buone intenzioni ed una realizzazione non sempre all'altezza. Ma in uno scenario in cui da mesi oramai quasi tutti hanno abbandonato il Wii, va dato merito a chi ancora ha voluto perlomeno provare a dimostrare qualcosa.

Fabio Palmisano

Pro

  • Tante modalità interessanti
  • Sistema di progressione stimolante
  • Gameplay immediato...

Contro

  • ...ma con tanti difetti
  • Gameplay e grafica uguali all'anno scorso
  • Componente online eliminata del tutto