Moto Racer 15th AnniversaryIn sella alla storia 

15 anni e non sentirli: approda su piattaforme iOS l'edizione celebrativa di una delle più longeve e giocate serie dedicate al mondo delle due ruote, in tutte (o quasi) le varianti

Moto Racer 15th Anniversary per iPad
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Versione testata: iPad

Era il 1997 quando il primo Moto Racer arrivò letteralmente come un terremoto su PC e PlayStation: forte di un innovativo modo di intendere le gare motociclistiche e, soprattutto, della possibilità di guidare diversi tipi di mezzi a due ruote, il titolo sviluppato dai Delphine Software International e pubblicato da Electronic Arts stupì anche per la capacità di sfruttare a fondo i potenti acceleratori grafici 3DFX, per anni sinonimo di grafica avanzata su PC. In sella alla storia A distanza di 15 anni questa gloriosa serie, un po' dimenticata dal mercato ma non certo dai numerosi fan che ne ricordano i fasti, torna sulle nuove piattaforme mobili di Apple: Moto Racer 15th Anniversary (da qui in poi semplicemente Moto Racer) si rifà dunque il look, pronto (forse) ad affrontare il temibile confronto con l'attuale generazione di giochi presente su App Store.

Terreni sconnessi

Come da tradizione dunque, Moto Racer propone fin da subito la possibilità di affrontare 3 tra le principali categoria di motociclismo: la gara su pista, denominata MotoGP ma che del campionato ufficiale porta solo il nome (non esiste nessuna licenza infatti), quella su sterrato grazie al ben noto SuperCross e lo spettacolare FreeStyle, dove eseguire salti e trick di ogni sorta senza badare a tempi o a percorsi. Ogni categoria può essere affrontata secondo i tre classici livelli di difficoltà e in modalità gara singola, campionato o sfida a tempo; come si vedrà però, le differenze tra le tre modalità sia in termini di gameplay che in generale sono molto marcate. La MotoGP, prima delle tre tipologie di gare in ordine di presentazione, è sicuramente la parte più curata e meglio riuscita di tutto il gioco: considerando infatti che ci si trova davanti ad un approccio prettamente arcade, il comportamento delle moto e dei centauri risulta apprezzabile, così come la fisica generale. Nonostante quanto appena detto però, è chiaro che chi cerca velleità simulative in un simile titolo può tranquillamente fare a meno del suo acquisto; tuttavia per tutti gli altri il divertimento è assicurato dall'immediatezza e dalla facile curva di apprendimento. In sella alla storia Urti e cadute poi, per quanto presenti, avvengono solo in situazioni al limite (se non oltre), quando cioè neppure la fisica "diversamente attendibile" alle leggi di Newton può giustificare certe manovre. La situazione si complica abbastanza quando si intraprende la strada del SuperCross: la postura del pilota, da sdraiata e aerodinamica che era sulla pista, diventa adesso eretta e alla ricerca continua dell'equilibrio, restituendo alla vista una posizione totalmente innaturale, rigida, come se il guidatore indossasse un busto di sostegno. Ad aggravare il tutto ci pensano poi le anacronistiche pareti trasparenti, quegli odiosi muri invisibili che in virtù di non si sa quale campo magnetico o forza mistica impediscono alla moto di uscire dal percorso, raddrizzandola spesso anche in caso di salti abbondantemente sbagliati. La pessima visione delle animazioni del pilota, inquadrato dall'esterno in terza persona, può essere celata allo sguardo avvicinando la telecamera (posizionabile in 4 posizioni diverse fino al cupolino); questa opzione è possibile in tutte e tre le categorie di gioco ma è chiaro che, in presenza di terreni sconnessi e salti pericolosi, la visuale più ravvicinata finisce per ostacolare il giocatore oltre che provocare, nei soggetti più sensibili, fenomeni di nausea e mal di testa. In sella alla storia L'ultima modalità, ossia il FreeStyle, risolleva un po' le sorti di questa nuova edizione di Moto Racer: se è vero infatti che le animazioni restano sempre legnose e che correre in certi circuiti ripropone ancora gli odiosi muri invisibili, in questa tipologia di gare è anche possibile cimentarsi in arene totalmente prive di regole, il cui unico obiettivo è prendere alla massima velocità le diverse rampe ed eseguire più acrobazie possibili. Il sistema di controllo, comune a tutte le tre categorie, è uno dei punti di forza del gioco, grazie alla sua semplicità e immediatezza: con un tap sulla manopola di destra si accelera, con quella di sinistra si frena e con gli accelerometri si affrontano le curve. Il tasto turbo, posto appena sopra il freno, e la rosa dei comandi per i vari trick, posizionata a portata di entrambi i pollici (per mancini e destrorsi) completano poi il quadro. Esiste anche una variante dei comandi priva dell'uso dei sensori di movimento, mediante uno stick virtuale di destra: tale soluzione è assolutamente da evitare, perchè con una sola levetta si comandano sia le curve che le accelerazioni e decelerazioni, in maniera scomoda e imprecisa. Avendo già introdotto il discorso sulle (non buone) animazioni dei piloti, resta da parlare dei restanti aspetti legati alla grafica: a scapito di una eccellente fluidità, si nota purtroppo l'assoluto deserto attorno alle varie piste, senza neppure un piccolo dettaglio di qualunque genere, oltre che un marcato effetto alising. Anche le texture spalmate sulle tribune sanno di vecchio, con un retrogusto assolutamente amaro visto il potenziale tecnico a disposizione. Si salvano da questo piattume generale soltanto i modelli poligonali delle motociclette, non tanto per merito loro quanto per demerito del contesto in cui corrono.

La versione testata è la 1.0
Prezzo: 2,99€
Link App Store

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6.4

Redazione

5.5

Lettori (4)

Moto Racer, nato come tributo alla serie, finisce per mortificarne almeno in parte il ricordo. Tolta infatti la MotoGP, nettamente più curata rispetto al resto dell'offerta, il titolo appare molto più vecchio dei suoi 15 anni, sia tecnicamente sia per le discutibili scelte di gameplay. Con un costo non certo simbolico, l'acquisto è sicuramente da vagliare con attenzione, aspettando magari eventuali offerte e solo se la forte voglia di giocarci in giro, memori degli antichi ricordi, è in grado di far soprassedere ad alcuni macroscopici difetti.

Giovanni Polito

Pro

  • Parte su pista abbastanza curata
  • I trick sono divertenti

Contro

  • Privo di qualunque dettaglio a bordo pista
  • Animazioni del pilota inguardabili
  • Muri invisibili, texture spalmate, scalettature

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