Containment: The Zombie PuzzlerAccerchia lo zombie 

L'ormai saturo mondo dei puzzle game incontra i sempre divertenti zombie dando vita ad una particolare e decisamete folle fusione di generi

Containment: The Zombie Puzzler per iPad
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Tra tutte le diverse declinazioni che hanno interessato gli zombie in chiave videoludica, quella dei puzzle game in senso stretto è forse la meno utilizzata se non, addirittura, inedita. Una componente action/strategica è infatti praticamente sempre presente laddove un non morto compare; immaginarsi invece un Tetris o un Bejeweled a forti tinte oscure appare, almeno fino ad oggi, quanto meno improbabile. Accerchia lo zombie Gli sviluppatori di Containment: The Zombie Puzzler (da qui in poi semplicemente Containment) tengono tuttavia a sottolineare con chiarezza che la loro opera è sostanzialmente diversa da quanto visto fino ad oggi, segnando una netta distanza in termini di gameplay proprio dai due capisaldi del genere citati poco sopra. Ninete zombi-blocchi da annullare quindi, e neanche gruppi da tre da far allineare per poi scomparire: qui, come nella migliore tradizione horror, i non morti vanno accerchiati, contenuti e brutalmente trucidati.

La salvezza sta nell’organizzazione

Il nuovo approccio scelto per Containment, nonostante la familiarità iniziale data dalla griglia quadrata in perfetto stile Bejeweled, si rivela subito dopo aver iniziato concretamente a giocare: all'interno della matrice infatti non sono presenti simboli o gemme, bensì un eterogeneo gruppo di personaggi, divisi tra sopravvissuti e zombie. Sorvolando sulle solite cause di zombificazione legate alla fuga di virus et similia, il gruppo dei superstiti da salvare risulta a sua volta composto da quattro categorie: poliziotti, militari, punk/teppisti e ricercatori. Nella griglia di gioco, in cui ogni personaggio rimane fermo, tutte le componenti (inclusi gli zombie) sono disposti a caso; compito del giocatore è quello di circondare da ogni lato un singolo infetto oppure un gruppo, utilizzando però la stessa categoria di sopravvissuti, il tutto prima che il contagio si propaghi attraverso i morsi degli infetti. Attorniare uno zombie di poliziotti, per fare un esempio, fa si che questi gli sparino con un fucile a pompa, annnientandolo. Chiaramente, il maggiore punteggio e i bonus migliori si hanno in presenza di uccisioni multiple o in successione, secondo gli standard del genere; in particolare, ogni categoria di superstiti è in grado di rilasciare al giocatore alcuni potenziamenti, davvero utili per risolvere le situazioni più complicate. Un'uccisione multipla operata dai poliziotti rilascia l'opzione di un tiro di precisione, una effettuata dai soldati invece offre l'opportunità di lanciare una granata; i teppisti regalano una sempre utile molotv incendiaria mentre i ricercatori, coerenti al proprio ruolo, danno come gentile omaggio una particolare tuta in grado di resistere ad un singolo attacco. Oltre a questi bonus, casualmente possono essere trovati altri tipi di attacchi di massa, come il supporto aereo (che elimina una intera fila orizzontale della griglia, inclusi però i superstiti) e il fulmine, che uccide tre personaggi contigui (anche qui senza distinzione tra sani e infetti). Accerchia lo zombie La gestione e l'utilizzo di questi potenziamenti deve essere soggetta ad un minimo di tatticismo, vista la presenza di soli tre slot per l'immagazzinamento. Come ulteriore elemento di imprevedibilità, capiteranno spesso elementi dello sfondo prossimi all'esplosione (sono i famosi e assai instabili"barili rossi"), o mezzi che investiranno parte dei personaggi, "sfoltendo" così una buona percentuale di presenze; di contro, non sarà raro subire attacchi da parte di zombie defilati che, avanzando dalle estremità del quadro di gioco, trasformeranno i sopravvissuti più vicini. La semplicità e l'intuitività di Containment è confermata anche dall'immediato sistema di controllo scelto: con uno slide del dito infatti si può con naturalezza spostare una unità da un posto all'altro, creando così in pochi secondi i giusti accerchiamenti. Andando avanti nell'avventura anche la resistenza dei non morti inevitabilmente aumenta: con creature più potenti infatti serviranno almeno due contenimenti per l'eliminazione. Questi sorta di Boss compaiono sostanzialmente da metà storia in poi: segnaliamo in questa sede un curioso mago zombie che, per essere ucciso, ha bisogno ogni volta di un preciso tipo di accerchiamento, indicato dal colore della sua aura. L'aspetto tecnico, visto il particolare contesto, assume qui un'importanza maggiore rispetto ad un semplice puzzle game: l'intero ambiente di gioco è infatti in 3D, perfettamente curato nei dettagli (con tanto di cinema di un Drive In funzionante!) e con ottime texture. Anche i personaggi sono riprodotti in forma poligonale e, sebbene piccoli di dimensioni, appaiono ben curati e animanti in maniera credibile. E' però tutta l'atmosfera alla "Dead Nation" che funziona bene, merito di una narrazione testuale d'effetto e delle musiche di sottofondo non originalissime ma comunque molto azzeccate. Un ultimo appunto sulla longevità generale, discreta se si considera la sola Campagna ma praticamente infinita vista la presenza del Survival Mode e degli obiettivi Game Center.

La versione testata è la 1.1
Prezzo: 3,99€
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8.5

Redazione

6.5

Lettori (1)

Containment riesce nella difficile operazione di innovare un genere stantio (anche se ancora seguitissimo) come quello dei puzzle, utilizzando se possibile un elemento ancora più sfruttato come gli zombie. Sebbene qualche richiamo e citazione ai mostri sacri del passato sia sempre presente, la promessa di creare un prodotto originale può tranquillamente dirsi mantenuta tanto che, per gli appassionati di rompicapo "atipici", l'acquisto è caldamente consigliato. Resta forse da valutare un minimo rischio ripetitività, in realtà congenito in tutti i puzzle game, ma che grazie a diversi escamotage si cerca almeno di limitare.

Giovanni Polito

Pro

  • Gameplay innovativo
  • Uccidere Zombie è sempre un piacere
  • Gradevole realizzazione tecnica

Contro

  • Forse alla lunga un po' ripetitivo
  • Difficoltà non sempre ben calibrata

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