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Redazione

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APB ReloadedBuoni o cattivi? 24

Dopo un primo tentativo di scarso successo e il fallimento di Realtime Worlds, APB - All Points Bulletin è stato acquistato da Gamersfirst e trasformato in un free-to-play: vediamo insieme cosa è cambiato

Un MMO in stile sandbox in cui due fazioni, vigilantes e criminali, si scontrano per il controllo della città di San Paro? Molti avrebbero scommesso su un progetto del genere, mosso peraltro dal collaudato Unreal Engine 3, ma ci sono dei "se" e dei "ma" che evidentemente il team di sviluppo originale di APB - All Points Bulletin, Realtime Worlds, non aveva preso in seria considerazione. Pubblicato nel giugno 2010, il gioco ha impiegato solo un paio di mesi per rivelarsi una catastrofe dal punto di vista economico: da un lato per via delle tipologie di abbonamento disponibili, in cui bisognava pagare in base al tempo e sborsare ulteriore denaro per determinati upgrade; dall'altro per alcuni limiti evidenti in termini di gameplay e struttura, che si sono tradotti in un'accoglienza quantomeno tiepida da parte della critica di settore. Buoni o cattivi? Una serie di fattori, dunque, che hanno determinato lo spegnimento dei server nel settembre dello stesso anno, mentre Realtime Worlds finiva in amministrazione controllata. Due mesi dopo l'acquisizione da parte di Gamersfirts, che dopo una rapida beta ha pubblicato nuovamente il gioco con il titolo APB Reloaded, trasformandolo in un free-to-play e arricchendo dunque il proprio catalogo di produzioni appartenenti alla medesima categoria. Nella sua nuova incarnazione, APB ha in primo luogo aperto nuovamente le porte agli utenti originali, garantendo loro il ripristino delle personalizzazioni e dell'equipaggiamento ottenuti, e contestualmente ha attirato qualcosa come tre milioni di nuovi giocatori.

More than meets the eye

È chiaro che l'operazione portata avanti dal publisher californiano non era tesa semplicemente alla riproposizione dello stesso prodotto visto nel 2010. In quest'ottica, sono state aggiunte rapidamente le feature promesse (ma mai implementate) da Realtime Worlds, a cominciare dai nuovi distretti dedicati all'azione pura. Di fianco ai già noti Financial, Waterfront e Social, dunque, troviamo ora una sezione denominata "Fight Club" con due location: The Beacon e Baylan Shipping. La prima è costituita da un enorme edificio in costruzione e comprende la zona immediatamente circostante, dunque vanta un gran numero di possibili postazioni dietro cui ripararsi durante gli scontri a fuoco, nonché una sorta di "gara nella gara" per il controllo dei piani alti del palazzo, da cui si gode di una posizione privilegiata rispetto a chi cercherà di eliminare la nostra squadra. La seconda si trova vicino al mare, in un'area portuale caratterizzata soprattutto da container che consentono non solo di ripararsi dal fuoco nemico, ma anche di nascondersi in uno spazio ristretto per poi prendere l'avversario alla sprovvista. Buoni o cattivi? Terminata la fase di tutorial obbligatoria, però, cimentarsi subito con i combattimenti potrebbe non essere l'idea migliore, come sempre accade nei titoli in cui il livello dei giocatori può essere molto differente e si crea il fenomeno della "carne da cannone" relativamente ai novizi. Insomma, se volete sparare subito potete farlo, ma le probabilità che vi vada male, e che dunque il primo impatto con il gioco non si riveli propriamente positivo, sono alte. Meglio dunque prendere confidenza con i distretti "classici" basati sulle missioni, Financial e Waterfront, che a seconda del vostro allineamento (Criminal o Enforcer) possono rivelarsi più o meno movimentati, e concentrarsi sul miglioramento del personaggio attraverso il completamento delle sfide. Al di là dell'esborso di denaro reale, infatti, il levelling è l'unico meccanismo che ci consente di accedere ad armi più potenti e a una serie di personalizzazioni per rendere unico il nostro alter ego.

E io pago!

Affrontiamo dunque la questione della gratuità dell'esperienza, chiarendo subito che il denaro virtuale guadagnato tramite le missioni, in concomitanza con l'aumento di livello, ci consente di giocare per ore senza sborsare un soldo. Chi vuole provare APB Reloaded può dunque farlo senza temere per l'incolumità della propria carta di credito, visto che non ci sono particolari limitazioni per gli utenti free. Buoni o cattivi? Diverso è il discorso della competitività, dove immancabilmente vale il motto "pay to win": vi capiterà di imbattervi in avversari che si muovono a bordo di auto estremamente personalizzate, armati fino ai denti e in grado di far esplodere il veicolo su cui vi trovate in pochi secondi. Spuntarla in tali circostanze non è impossibile, ma la qualità del gameplay non risulta ancora al livello delle produzioni tripla A e dunque non offre grandi sbocchi per chi vuole far emergere la propria abilità senza passare allo status premium. Il sistema di acquisto in-game è quello classico di Gamersfirst e utilizza blocchi di crediti pari a 400, 800, 1200, 1600, 2000, 2400, 3200 e 6400 unità, rispettivamente al prezzo di 5, 10, 15, 20, 25, 30, 40 e 80 dollari. Cosa ci si può comprare? Magari lo status Premium, che implica la moltiplicazione dei bonus e dei punti esperienza, nonché l'estensione per l'uso di determinate armi, e costa 999 crediti per trenta giorni. Oppure armi, veicoli, abbigliamento e slot aggiuntivi per i personaggi: la maggior parte dei fucili costa circa 700 crediti, le auto da 1400 crediti in su, gli accessori partono da 300 crediti, e così via. Alla fine dei conti si può raggiungere un discreto livello di competitività spendendo relativamente poco, a meno che non si voglia tutto e subito.
APB Reloaded - Trailer "Faceoff" APB Reloaded - Trailer "Faceoff"

L'evoluzione del gameplay

Al di là del passaggio al formato free-to-play e dell'aggiunta dei nuovi distretti, APB Reloaded ha subito anche un processo di ottimizzazione in termini di gameplay, limando alcuni degli spigoli più fastidiosi che minavano l'esperienza nella sua precedente incarnazione. Le dinamiche sparatutto sono state migliorate, in primo luogo, ed è stato aumentato il livello di danno inferto dai proiettili. In soldoni, è molto più facile uccidere ed essere uccisi, cosa che rende gli eventuali scontri a fuoco più rapidi da portare a termine e le fasi deathmatch più dinamiche e frenetiche. Buoni o cattivi? In secondo luogo, la guida dei veicoli è stata completamente ridisegnata allo scopo di renderla più piacevole e meno macchinosa. Possiamo dire che l'obiettivo è stato raggiunto a metà, visto che le auto soffrono ancora di un notevole ritardo nella risposta ai comandi e ciò rende quasi impossibile prodursi in manovre all'apparenza banali (investire un avversario che passeggia ignaro, ad esempio). Il problema viene ulteriormente amplificato dallo scarso supporto per i joypad: il controller per Xbox 360 viene rilevato ma bisogna personalizzare tutti i controlli perché funzioni, e nonostante ciò molte cose non si comportano a dovere (gli stick analogici non vengono presi in considerazione, ad esempio, eliminando la possibilità di assegnare azioni al d-pad). Insomma, bisogna necessariamente giocare con mouse e tastiera, il che non risulta spiacevolissimo durante le fasi action (pur rendendo ancora più eterea una sensazione di impatto già di per sé non eclatante) ma, come detto, pregiudica non poco la guida dei veicoli. Per quanto riguarda il comparto tecnico, da un lato la città di San Paro offre un bel panorama e strade discretamente popolate e verosimili, dall'altro il design delle location non risulta sempre convincente e talvolta appare semplicistico. A ciò bisogna aggiungere le problematiche relative al matchmaking e alla connessione, che hanno reso le nostre prove davvero difficoltose sia sulla piattaforma Gamersfirst che su Steam.

Il rilancio di APB era doveroso, viste le potenzialità del gioco, e il nuovo formato free-to-play si adatta bene alle caratteristiche di questo discreto action game in stile sandbox. L'aggiunta di nuove location e l'ottimizzazione di determinate meccaniche hanno certamente avuto il merito di rendere l'esperienza più sfaccettata e piacevole, e bisogna aggiungere che l'esborso di denaro reale non risulta assolutamente un obbligo, specie se all'inizio non si hanno grandi aspettative e si desidera valutare per bene il prodotto. Tuttavia permangono alcuni problemi non di poco conto relativi ai controlli, al feeling delle armi e, non ultimo, alla qualità del matchmaking e della connessione in generale. Sarà dunque interessante vedere come e quanto APB Reloaded verrà migliorato da qui a qualche mese. Come nuovo inizio comunque, è moderatamente incoraggiante.

Tommaso Pugliese

Pro

  • Nuovi contenuti rispetto al vecchio APB
  • Diversi miglioramenti nel gameplay
  • Si gioca gratis senza troppi problemi...

Contro

  • ...ma per essere competitivi bisogna pagare
  • I controlli lasciano a desiderare
  • Il gameplay manca ancora di solidità

Requisiti di Sistema PC

  • Configurazione di Prova
  • Processore AMD Phenom II X4 955
  • 8 GB di RAM
  • Scheda video NVIDIA GeForce GTX 560 Ti
  • Connessione ADSL a 20 Mega
  • Sistema operativo Windows 7
  • Requisiti Minimi
  • Processore Intel Core 2 Duo E6400, AMD Athlon X2 5800+
  • 3 GB di RAM
  • Scheda video NVIDIA GeForce 7800
  • 7 GB di spazio libero su hard disk
  • Connessione internet a banda larga
  • Sistema operativo Windows XP, Windows Vista, Windows 7
  • Requisiti Consigliati
  • Processore Intel Core 2 Duo da 2,4 GHz o equivalente AMD
  • 4 GB di RAM
  • Scheda video NVIDIA GeForce 8800GT
  • 7 GB di spazio libero su hard disk
  • Connessione internet a banda larga
  • Sistema operativo Windows XP, Windows Vista, Windows 7