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Redazione

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Triple TownSiam tre piccoli orsettin! 2

Dopo aver ottenuto numerosi apprezzamenti nella sua versione su Facebook, l'innovativo puzzle game di Spry Fox sbarca gratuitamente anche su iOS e Android

Versione testata: iPad

Il segreto per smettere di plagiare gli altri e diventare un maestro del game design sta nel saper "rubare" alcuni elementi da altri giochi e farli propri, personalizzandoli e proponendo al giocatore un'esperienza che appaia innovativa e divertente. Siam tre piccoli orsettin! Questo almeno è quello che Daniel Cook sostiene su Lostgarden.com, il suo blog personale in cui esprime pensieri e opinioni relative al game design e allo sviluppo di videogiochi. Autore di Realm of the Mad God e apprezzatissimo apologeta della game theory, il co-fondatore di Spry Fox ha chiaramente dimostrato la fondatezza delle sue parole grazie al recente Triple Town, un curioso puzzle game che attinge chiaramente e a piene mani dal genere dei match-3 à la Bejeweled e da quello dei city builder, riuscendo tuttavia a collocarsi al di fuori di entrambe le tipologie di gioco e, cosa ancora più importante, risultando allo stesso tempo divertente e innovativo.

Per fare l'albero...

È curioso pensare che il progetto originale sia nato come un gioco per una piattaforma atipica come Kindle, ma la gestazione di Triple Town è passata per diverse fasi prima di approdare su dispositivi iOS e Android. Il principale campo di prova è stato senza dubbio la versione su Facebook, ed è proprio sul social network in blu che il puzzle game di Spry Fox ha assunto la forma attuale e ha perfezionato quelle dinamiche di gioco alla base della sua perfetta alchimia. Le regole sono semplici, eppure funzionano come un ingranaggio ben oliato: lo scopo è quello di formare gruppi di tre oggetti uguali, una meccanica ormai abusata, ma che diventa d'un tratto fresca quando questi, una volta allineati, si uniscono in un nuovo elemento più elaborato. Siam tre piccoli orsettin! Ed ecco che tre cespugli diventano un albero, tre alberi una casa e tre case una villa: non è Bejeweled, ma qualcosa di originale in cui l'obiettivo è costruire e abbinare elementi in modo da riempire la propria griglia di oggetti di alto valore, come castelli ed enormi chiese. Ovviamente più si evolvono i propri elementi e più è difficile allinearli, ma allo stesso tempo si viene premiati con un maggior numero di punti turno dopo turno nel tentativo di battere i record dei propri amici e migliorare costantemente il proprio punteggio. Ci sono poi una serie di oggetti che aggiungono un inaspettato spessore strategico: i cristalli, ad esempio, valgono come jolly e possono essere utilizzati al posto di qualsiasi altro elemento, mentre i robot eliminano dallo scenario un qualsiasi oggetto fastidioso. E infine ci sono gli orsetti, indisponenti creature che il giocatore comincerà presto ad odiare nonostante il loro design grazioso. Questi si spostano in maniera invadente turno dopo turno e si trasformano in una piccola tomba quando vengono rinchiusi all'interno di uno spazio in cui non possono più muoversi. Tre tombe allineate et voilà, una chiesa nuova di pacca pronta a macinare altri punti in attesa di essere trasformata in qualcos'altro. Il livello di difficoltà aumenta man mano, da un lato per via della frequenza sempre maggiore con cui appaiono gli orsetti, dall'altro per l'arrivo delle loro varianti ninja, le quali sono in grado di teletrasportarsi in qualsiasi posto dello scenario e tendono ad occupare i posti in cui l'oggetto a vostra disposizione potrebbe essere più utile. In aiuto del giocatore arriva la possibilità di spendere delle monete per acquistare un qualsiasi oggetto, ed è proprio nella gestione delle proprie risorse che si vede dove Spry Fox ha attinto dal genere dei city game manageriali e lo abbia mescolato alla formula dei match-3, un connubio rivelatosi riuscitissimo contro ogni aspettativa. Siam tre piccoli orsettin! Col tempo il giocatore impara a ragionare su più livelli, ad esempio allineando i cespugli tenendo presente fin da subito dove far apparire successivamente gli alberi, magari tenendosi più vicino alle case già disposte precedentemente e cercando allo stesso tempo di non creare punti ciechi. Questo perché in Triple Town la vera sfida sta nella gestione degli spazi a propria disposizione, e man mano che il piccolo scenario si riempie diventa sempre più difficile riuscire a pianificare le proprie mosse, al punto che una decisione sbagliata può compromettere l'intero esito della partita. Il tutto viene presentato efficacemente attraverso una grafica colorata, pochi suoni e uno stile semplice, sebbene menù e asset finiscano per stiracchiarsi in malo modo quando su iPhone e iPod Touch si gioca con il dispositivo in landscape. Il fatto che Triple Town per iOS e Android riprenda dalla versione Facebook lo stesso modello di business ha certamente i suoi pro e contro: la formula free-to-play rappresenta un incentivo notevole per chiunque sia minimamente interessato ai puzzle game, ma gli acquisti in-app vengono proposti attraverso la stessa formula che ha fatto inferocire i fan di Let's Golf con il terzo capitolo della serie golfistica di Gameloft. A meno di non acquistare un bonus specifico, infatti, il numero di mosse eseguibili dal giocatore è limitato e costringe di tanto in tanto ad aspettare che si ricarichi: un piccolo compromesso considerata l'originalità e la qualità del gioco, ma quello che ha fatto storcere il naso a molti è la possibilità di utilizzare denaro reale per acquistare monete virtuali. Va detto che ai livelli di gioco più alti è improbabile che gli acquisti in-app influiscano sul punteggio al punto da stravolgere la classifica, e da questo punto di vista gli sviluppatori sono stati abbastanza previdenti da porre delle limitazioni (ad esempio, non è possibile acquistare più di un certo numero di oggetti per partita). Eppure il sistema basato sull'accumulo di monete finisce inevitabilmente per rovinare un bilanciamento altrimenti perfetto tra due utenti dello stesso livello, considerando soprattutto che un cristallo al momento giusto può fare la differenza in una partita ormai persa.

La versione testata è la 1.01
Prezzo: Gratis
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Triple Town è un porting piuttosto fedele dell'ottima versione su Facebook, ma il fatto che ne erediti il modello di business potrebbe far storcere il naso a qualcuno. Al di là di microtransazioni più o meno intrusive, tuttavia, il puzzle game di Spry Fox si afferma senza dubbio tra i giochi match-3 più originali dall'uscita di Puzzle Quest. Per chi poi si lascia prendere dalle meccaniche al punto da voler sbloccare il limite delle mosse, 3€ sono un prezzo più che accettabile, anche solo per premiare l'inventiva e lo spessore di un gioco che per molti diventerà lo scacciapensieri perfetto per i prossimi mesi.

Vincenzo Lettera

Pro

  • Geniale mix tra match-3 e city builder
  • Meccaniche intuitive nascondono un'enorme profondità

Contro

  • Il sistema basato sull'accumulo di monete rovina in parte il bilanciamento del gioco