Nella line-up di lancio di ogni console c'è sempre quel gioco un po' meno ambizioso il cui unico ruolo è dimostrare, nel modo più chiaro e diretto possibile, le capacità della macchina in questione, sopratutto se queste capacità sono meno tradizionali del solito. La qualità del gioco in sé è relativamente importante, il suo compito è incuriosire gli acquirenti della console, sopratutto se non conoscono bene l'apparecchio, e suggerire le potenzialità delle sue feature, divertendo quel tanto che basta. E' una grande anteprima, accessibile a tutti, comprensibile da chiunque, e se poi il gioco è di alta qualità, tanto meglio. Little Deviants ovviamente è proprio un gioco di questo tipo, pensato per dimostrare subito, nel giro di pochi secondi, le peculiari caratteristiche di PlayStation Vita, probabilmente in modo più esplicito di qualunque altro gioco di lancio. Il problema è che non ci riesce poi così bene e, in certi casi, rischia perfino di essere una pubblicità controproducente. Torna al Sommario
Per sbloccare 45 Trofei bronzo, 8 argento, 1 oro e 1 platino, il giocatore dovrà armarsi di tanta pazienza e sbloccare ogni regione e ogni minigioco, guadagnando tantissimi punti, collezionando tutte le varie stelle e icone bonus, compiendo a volte perfino azioni particolari all'interno di un livello come per esempio completarlo entro un certo limite di tempo o interagendo in un certo ordine con gli elementi dello scenario.
Checcarini!
I deviant sono una banda di alieni precipitati sul nostro pianeta e costretti a ricostruire la propria astronave sfuggendo anche alle grinfie dei robot malvagi che vogliono catturarli. Nonostante la presenza di una "modalità storia", di narrativo in Little Deviants c'è ben poco e le cutscene che introducono i vari stage sono a tratti incomprensibili, ma sicuramente non è questo l'obiettivo del gioco e perciò è abbastanza inutile fare i pignoli sulle lacune narrative di quello che vuole essere, a tutti gli effetti, un semplice contenitore di minigiochi. Non per questo BigBig Studios ha dormito sugli allori senza preoccuparsi di offrire un prodotto quantomeno tecnicamente gradevole, e infatti Little Deviants gode di una cosmesi che non fa certamente gridare al miracolo, considerando che viene venduto assieme a Uncharted: L'Abisso d'oro e Ultimate Marvel Vs Capcom 3, ma che riesce a distinguersi per lo stile accattivante e stilizzato dei simpatici deviant e una palette di colori a dir poco sgargiante, esaltata dallo schermo OLED di PlayStation Vita.
I deviant, che per certi versi ci ricordano un po' i pokémon, vivono le loro avventure in un mondo poligonale che forse non mostra pienamente i muscoli della console, ma che è soggetto alle leggi della fisica con cui in nuovo handheld Sony può interagire attraverso gli svariati sistemi di controllo implementati nei suoi circuiti. E in effetti è su quello che Little Deviants calca la mano fin dalla primissima schermata: non servono assolutamente i tasti e gli stick analogici o la croce direzionale per giocare, tutto si controlla con il touch-screen frontale o dorsale, con il sensore di movimento, perfino col microfono. A parte lo sporadico uso dei tasti dorsali in una manciata di mini-game, l'uso dei tasti convenzionali è completamente abolito a favore di un'intuitiva navigazione dei menù tramite touch-screen e dei vari metodi di controllo imposti di volta in volta dal minigioco di turno. Sulla carta l'idea è ottima, ma l'esecuzione lascia un po' a desiderare...
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Checc@##0!
Little Deviants propone una trentina di minigiochi divisi in sei "regioni": all'inizio del gioco, neanche a dirlo, possiamo accedere a una sola regione e minigioco e soltanto raggiungendo un certo punteggio è possibile sbloccare il minigioco successivo. Inoltre, completandone uno con successo, a prescindere dal punteggio raggiunto,
riceveremo un pezzo dell'astronave dei deviant e una volta raccolti tutti i pezzi in una regione, la successiva si sbloccherà assieme a un nuovo minigioco e il ciclo si ripeterà fino all'ultima regione e al completamento della "storia". Little Deviants sembra porre l'accento sopratutto sui punteggi raggiunti in ogni minigioco, sui quali dovrebbe basarsi la totale rigiocabilità del titolo, tant'è che è possibile confrontarli online con quelli dei nostri amici in possesso della loro console e di una copia del gioco. Da questo punto di vista, quindi, Little Deviants offre sicuramente una più che discreta quantità e varietà di minigiochi basati sulle peculiari caratteristiche della macchina, il problema non è soltanto il fatto che non sono tutti accessibili dall'inizio, e ci sembra pure giusto, ma più che altro che alcuni di essi sono davvero frustranti e poco divertenti, sopratutto per l'implementazione discutibile delle suddette feature. In uno dei più riusciti, palesemente ispirato al classico "whack-a-mole", dovremo osservare una fattoria e colpire i robot che appariranno davanti a porte e finestre toccando il touch-screen anteriore o posteriore a seconda del punto verso cui sono rivolti,
evitando di colpire nella foga anche deviant e umani. Questa sezione funziona davvero bene ed è gradevolissima ma la successiva, in cui dovremo utilizzare il sensore di movimento per allineare un deviant in caduta libera con una serie di anelli sospesi a mezz'aria, è un vero e proprio dramma a causa dell'imprecisa risposta agli input del giocatore. Sono solo due esempi della qualità altalenante dei vari minigiochi inclusi nel pacchetto, che passano dunque dall'essere davvero divertenti e appaganti (sopratutto quelli basati sulla realtà aumentata, bisogna dire) a diventare veri e propri esercizi di frustrazione, peraltro difficilmente fruibili in ambienti in cui tutto sommato potrebbe essere poco appropriato dimenarsi come matti per colpire robot immaginari nella stanza. E per una console portatile pensata per giocare dappertutto questo è sicuramente un problema non da poco.
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- Alcuni minigiochi sono davvero simpatici e divertenti...
- ...e mostrano bene le caratteristiche di PlayStation Vita
- Altri però sono davvero frustranti e ripetitivi...
- ...e fanno pensare che la console abbia qualche problema, quando è invece colpa del gioco stesso


