Agatha Christie: Assassinio sull'Orient Express - Recensione  0

Nei panni di Antoinette Marceau dovrete indagare a fondo nella gelida e inquietante atmosfera dell'Orient Express ricreata da AWE Games. Per ottenere ulteriori indizi continuate pure a leggere...

Istanbul-Parigi sola andata

Trarre un’avventura direttamente da un romanzo così famoso può però rivelarsi un’arma a doppio taglio, poiché schiere di appassionati del giallo non aspettano altro che vedere come può essere rivivere il mistero di una tra le storie criminali più celebri, con il grosso rischio di rimanere delusi. Sebbene un finale alternativo a quello del romanzo possa solleticare il palato e incuriosire, non possiamo comunque fare mistero del fatto che AWE Games è ben lontana dallo scoprire il segreto che ha reso Agatha Christie la regina indiscussa della gelida suspance nella quale restano intrappolati i suoi lettori. Detto altrimenti, ci aspettavamo tutti di più da questo gioco.

Morti di noia

Nonostante il titolo sia di quelli che non passano inosservati, basta poco per rendersi conto che qualcosa di fondamentale è purtroppo assente nella versione targata AWE Games. Fin dalla stazione di Istanbul un presagio accoglie il giocatore avveduto: è difatti sufficiente lasciarsi alle spalle i primi enigmi, per altro un po’ forzati, per comprendere che nulla riesce a ricreare l’inconfondibile atmosfera del giallo. Dopo quasi mezz’ora di gioco non si avverte neppure un filo di tensione anticipatoria, quel sentore di accadimenti prossimi all’orizzonte. Presto vi renderete conto che la vostra permanenza in Turchia è servita solo a sbrigare piccole noie di poco conto prima di dare il via al racconto vero e proprio, che si mette in moto senza clamore né passione. L’interfaccia non richiede particolari introduzioni, essendo fondamentalmente basata sul concetto oramai istituzionale del punta e clicca; individuate le aree sensibili dello schermo, non vi resterà che premere un pulsante per interagire, mentre all’altro tasto è affidata la funzione di aprire l’inventario. Da qui non potrete miscelare erbette verdi e rosse né caricare una pistola, me bensì leggere impronte digitali, annoiarvi con la manipolazione degli oggetti e distrarvi con l’accumulo illimitato di risorse oltre ogni ragionevolezza.

Morti di noia

Anche se dal punto di vista prettamente ludico non c’è nulla che risvegli dal torpore del “già visto”, ci saremmo aspettati di godere almeno per la sceneggiatura, anche se purtroppo Assassinio sull’Orient Express manca decisamente il bersaglio. Gran parte di questo viaggio sarà infatti di un tedio mortale; assente un qualunque tipo di ritmo narrativo, sarete costretti ad assistere letteralmente a lunghi scambi di battute, che per quanto ben scritte falliscono nel fornire un qualunque mordente che catturi l’utente e lo trasporti nella maglie fitte dell’avventura. E’ inoltre sconcertante come la mole di informazioni non corrisponda affatto all’esigua richiesta di ricerca che comporta la soluzione degli enigmi presentati. Va bene voler essere fedeli all’opera omonima, ma per lo meno diamo al giocatore qualcosa da fare, perché potrebbero altrimenti (ri)leggersi il romanzo. Non è possibile che per risolvere un banalissimo enigma relativo alla mancata fornitura di pancetta, che non richiede più di qualche istante, sia necessario mandare giù una conversazione tanto lunga quanto soporifera tra Poirot e Antoinette. Sebbene i dialoghi siano di pregevole fattura, soprattutto nella forma linguistica, il doppiaggio riesce a spegnere qualunque scintilla di personalità nei personaggi, già mortificati dalle scadenti animazioni del volto.

diamo al giocatore qualcosa da fare, perché potrebbero altrimenti (ri)leggersi il romanzo

Morti di noia

Veniamo ora agli enigmi, la falla che affonda una barca già in procinto di imbarcare acqua. Fin dal principio qualcosa non quadra. Capiamo la coerenza, che comunque va e viene a seconda delle situazioni, ma costringerci a tornare indietro lungo il mercato per restituire un vaso che Antoinette "non ruberebbe mai", appare un po' eccessivo. Che poi qualcuno ci sbarri la strada, in modo del tutto poco credibile, perché non trova il proprio ombrellino da passeggio, fornisce al giocatore quello che sarà il tenore dell'avventura fin dalle sue primissime fasi. Purtroppo la situazione tende a peggiorare fino a stabilizzarsi su di una serie di azioni che diverranno la routine di Assassinio sull'Orient Express. Da un lato infatti dovremo raccogliere un'infinità di oggetti e documenti, mentre in un secondo tempo ci sarà chiesto di passare attraverso una fase di continui confronti, analisi, combinazioni e nuove comparazioni del materiale trovato. Non c'è spazio per alcuna intuizione folgorante o elaborata associazione di idee, niente che possa richiamare alla mente l'incedere brillante dell'indagine così ben descritta da una scrittrice che ha proiettato il giallo nella storia della letteratura. Antoinette sembra più una burocrate intenta nel lavoro di archiviazione, con l'unica richiesta da parte vostra di una grande pazienza e un filo di intuizione per capire come associare tra loro oggetti che spesso non hanno alcuna connessione logica, ma senza il gusto dell'assurdo che potrebbe giovare ad un'avventura più spensierata e meno riflessiva. Inutile dire che da una licenza così ingombrante ci attendevamo tutti un titolo serio e incalzante, mentre ci ritroviamo sul puntatore una scialba avventura riccamente decorata ma carente di spessore.

Un vuoto palcoscenico

L'abito non fa il monaco, ed è particolarmente vero nel caso di Assassinio sull'Orient Express. Le ricostruzioni d'epoca sono fedeli e finemente studiate nei particolari, mentre il motore grafico ci regala scenari solidi e convincenti. Non c'è nulla che si possa definire insoddisfacente nelle scene d'interni, chiaramente preponderanti rispetto alle sezioni outdoor, anche se sarebbe stata preferibile senza dubbio una cura maggiore nelle animazioni dei personaggi. Sebbene il sonoro sia accettabile, la versione da noi testata è totalmente doppiata in inglese. Al momento non sappiamo se il gioco finale che raggiungerà gli scaffali godrà o meno di una traduzione dei dialoghi, ma in caso contrario siete avvertiti che è richiesta una buona conoscenza della lingua straniera, non tanto per risolvere gli enigmi quanto per assistere con un minimo di partecipazione agli interrogatori costanti che dovrete portare a termine.

Conclusioni

Dopo Dieci Piccoli Indiani l'attesa per questo seguito lascia il posto all'amarezza davanti ad un titolo pallido e noioso. Non è stato fatto alcun tentativo per proporre qualcosa di nuovo al di fuori di una bella confezione grafica, che ha il solo scopo di costringere il giocatore ad assistere a una lunga serie di filmati e dialoghi, ben lontani dal catturare l'atmosfera unica e intrigante del romanzo. Quando finalmente la parola passa a noi, l'unica cosa che ci resta da fare è affrontare una serie di prove ripetitive e per nulla stimolanti, fallendo proprio sull'unico versante che dovrebbe rimanere centrale in un'avventura che possa definirsi tale. Forse i più irriducibili potranno volerlo giocare comunque, ma resta lontano dal soddisfare un pubblico esigente o anche solo curioso di fare un'escursione nel mondo punta e clicca delle avventure grafiche.

Pro

  • Ottimi i testi dei dialoghi
  • Ricostruzione scenica efficace
  • Nasce sulla scorta di un grande romanzo
Contro
  • Enigmi totalmente sbilanciati
  • Ripetitivo e privo di appeal

Istanbul-Parigi sola andata

Assassinio sull’Orient Express mi ricorda del giorno in cui Pierpaolo, travestito da NintendoWii, ha cercato di avvelenarmi sulla tratta Milano-Parigi per un ritardo nelle consegne. Lì con me non c’era Poirot, l’investigatore ideato dalla ben nota scrittrice Agatha Christie, ma nonostante questo sono ancora qui. In questa rivisitazione videoludica d’altronde, oltre a Poirot, relegato al ruolo di spalla, farà la sua comparsa Antoinette Marceau, la quale dirigerà le indagini supportata solo verbalmente dal vecchio francese, confinato a letto in seguito ad un infortunio. Vestirete dunque i panni della responsabile inviata dalla compagnia ferroviaria per assicurarsi che tutto proceda nel modo stabilito, il che esclude probabilmente gente pugnalata a morte o qualunque cosa che non sia coperta da una polizza assicurativa.