Atari Masterpieces Vol. 2  0

Atari si rituffa nell’amarcord su N-Gage con una seconda collezione dei suoi videogame classici.

Atari...Magari!

Seguendo pedissequamente la strada già tracciata dal proprio predecessore, Atari Masterpieces Vol. II offre una serie di titoli risalenti agli anni ’80 nelle proprie versioni arcade originali, senza grossi fronzoli o particolari tentativi di arricchire la portata. Si seleziona il gioco desiderato, si preme un tasto deputato a simulare l’inserimento del gettone e si va avanti fino all’esaurimento delle vite disponibili evidenziato dall’immancabile schermata di game over. Niente di più: Atari Masterpieces Vol. II non tenta nemmeno lontanamente di differenziarsi dal prequel, addirittura conservando le medesime scelte cosmetiche per quanto riguarda menu e affini. Una tendenza al lassismo che può essere tollerata senza problemi in questo ambito, ma che diviene oltremodo fastidiosa nel momento in cui si estende anche alla selection di giochi messi a disposizione. Ma facciamo un passo indietro: del titolo Backbone Entertainment fanno parte Asteroids Deluxe, Centipede, Crystal Castles, Liberator, Pong, Space Duel, Tempest e Warlords, oltre a quattro “vecchie glorie” Atari 2600 da sbloccare a suon di hi-score (e si tratta di 2600 Air Sea Battle, 2600 Mini Golf, 2600 Canyon Bomber e 2600 Video Checkers). Ebbene, basti sapere che forse appena un paio dei giochi fin qui elencati sono degni di far parte di una collezione come si deve. Anzitutto, Asteroids Deluxe e Centipede non sono altro che versioni impercettibilmente diverse di titoli già offerti dal precedente Vol. I, e la cui presenza in questo secondo episodio appare davvero sconsiderata. Se a questo aggiungiamo il fatto che Space Duel altro non è che “Asteroids coi colori”, appare evidente come la produzione Atari cominci ad assumere tutte le caratteristiche di una presa in giro bella e buona...

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Togliendo i tre titoli-fantoccio sopra elencati, ne mancano cinque all’appello, che ora andiamo ad illustrare. Crystal Castle è sostanzialmente un Pac-Man isometrico, sicuramente impressionante per l’epoca ma che rigiocato adesso perde la quasi totalità del suo fascino risultando anzi piuttosto debole. Liberator è strutturato come un Missile Command “al contrario”, con l’utente impegnato a dirigere il fuoco di quattro navicelle spaziali contro gli attacchi provenienti dal pianeta di turno: piacevole, anche se fin troppo simile al titolo sopraccitato (guarda caso anch’esso presente nel precedente volume). Pong non necessita di spiegazioni, essendo a tutti gli effetti il capostipite storico del videogioco, ma per quanto commovente la sua presenza in una collection nel 2006 appare oltremodo azzardata: sfidiamo chiunque a giocarci per più di cinque minuti. Tempest, mitica creatura di Jeff Minter, è invece ancora capace di divertire grazie alla sua struttura ludica particolare (si tratta di uno shoot’em up ambientato in gallerie vettoriali nel quale si comanda una navicella che si muove costeggiando le pareti stesse dei tunnel) e al suo stile psichedelico. Chiude la carrellata Warlords, poco memorabile evoluzione di Pong che vede quattro racchette disposte agli angoli dello schermo impegnate a scagliarsi addosso una palla di fuoco nel tentativo di distruggere il castello altrui. Insomma, come è evidente, Atari Classic Vol. II unisce ad alcuni titoli-fotocopia altri non esaltanti, lasciando l’onere di sostenere il tutto a due-tre giochi effettivamente apprezzabili (i revival 2600 non fanno nemmeno testo). Troppo poco per sfuggire alla definizione di mera operazione commerciale e per scampare ad un’impietosa bocciatura da parte nostra.

Commento

Atari Masterpieces Vol. II rappresenta un tentativo piuttosto maldestro di “battere il ferro finché è caldo”: a relativamente breve distanza dalla prima collezione, l’uscita di questo titolo dimostra tutta la sua inadeguatezza attraverso una selection di giochi davvero deludente per qualità e varietà degli stessi. A poco servono i bonus sbloccabili e gli extra (peraltro non esaltanti) a salvare un prodotto che semplicemente non vale i soldi che costa.

Pro

  • Tempest e Liberator piacevoli
Contro
  • Selezione risicata e poco convincente
  • Materiale extra di scarso interesse
  • Evidente operazione commerciale

Strano genere, quello delle compilation di videogiochi storici: per quanto non rappresentino certamente uno dei prodotti di maggiore impatto all’interno del mercato videoludico, queste antologie del retrogaming fioccano su ogni piattaforma, nel tentativo di attirare pubblico giovane e di instillare una sana nostalgia negli utenti più anziani. Ma il troppo stroppia, come dimostra questo Atari Masterpieces Vol. II...