Atelier Iris: Eternal ManaAtelier Iris: Eternal Mana 

Benvenuti a Regallzine, giovani alchimisti. Gli spiriti del Mana ed il potere degli elementi siano vostri compagni, nel sesto episodio di una serie RPG che finalmente anche noi europei abbiamo la possibilità di apprezzare.

Atelier Iris: Eternal Mana Atelier Iris: Eternal Mana

Ho un amico nel paese vicino...

Il gioco si svolge secondo i canoni più classici degli RPG da console, portandoci attraverso una serie di dialoghi snelli e leggeri che, inizialmente, lasciano addirittura perplessi se ci si aspettava un'atmosfera dai toni epici. In realtà Atelier Iris cattura subdolamente, dopo le prime ore di gioco ci si ritrova letteralmente invischiati nella palude della narrazione e proseguire per scoprire in che modo si dipani la storia diventa imprescindibile, incatenandoci davanti allo schermo e costringendoci a cercare di scoprire ogni dettaglio delle vicende presentateci. Come in ogni gioco di ruolo che si rispetti, l'avanzamento nel corso della storia verrà affidato ad una serie di missioni che otterremo andando di città in città e sbloccando così, mano a mano, le varie locazioni. Ovviamente in tutto questo andarcene in giro a destra e a manca come trottole impazzite, rincorrendo personaggi con cui parlare per avere indizi in una città, che ci rimanderanno inevitabilmente a cercare dialogo con personaggi che si ritroveranno dalla parte diametralmente opposta del mondo conosciuto (o sconosciuto, che sia) non potremo non inciampare in una variegata serie di creature ostili che cercheranno di sbarrarci il cammino.

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Oggetti da forgiare e spiriti del Mana

Il sistema di combattimento, pur rispettando anch'esso i classici canoni del sistema a turni, porta con sé una serie di interessanti innovazioni, che rendono il titolo giocabile con maggior interesse anche da parte dei veterani del genere, avvezzi ormai ad un certo tipo di automatismo e frustrati, sempre più spesso, dall'assenza di reali guizzi di novità nei titoli presenti sul mercato. Ciò che distingue il gioco è, in questo caso, la gestione del mana. Se infatti abbiamo detto di essere degli alchimisti, nostra abilità sarà quella di costruire una serie di oggetti che variano da semplice cibo a pozioni per recuperare mana o salute nel corso delle battaglie. Ci sono un'infinità di oggetti del genere da scoprire e forgiare grazie alle nostre abilità, cosa che ci porterà ad occupare non poco tempo negli shop per cercare di mettere insieme una pozione. Ovviamente, siamo un giovane alchimista in corso di formazione, non ce ne dimentichiamo. Questo significa che non abbiamo a disposizione fin da subito tutte le capacità necessarie per forgiare strumenti, capacità che acquisiremo nel corso del gioco, sbloccando degli scrigni che ci permetteranno di apprendere le nostre nuove skills. Non solo: esistono anche degli “world mana” che ci saranno di supporto quando non ci troviamo in battaglia. Una volta evocati questa sorta di spiriti ci saranno utili per distruggere oggetti lungo il cammino, liberandoci la via, o permettendoci di raggiungere locazioni altrimenti inaccessibili, ad esempio.

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C'e' un turno per ogni cosa

Tornando ai combattimenti, il numero dei personaggi partecipanti ad una battaglia sarà limitato a tre. Da notare l'introduzione del costo in turni necessario per compiere determinate azioni. Attacchi di maggior potenza richiederanno due turni per poter essere lanciati, rispetto agli attacchi standard che potranno essere consumati nell'arco di un singolo turno di combattimento. Questo tipo di sistema, come è intuibile, ci fa trovare di fronte ad un sistema di combattimento che solo apparentemente è semplice e meccanico come spesso siamo costretti a rilevare in questi casi, ma richiede lo studio, soprattutto andando avanti nel gioco, di una serie di strategie tutt'altro che superficiali, se vogliamo uscire con successo dagli scontri che dovremo affrontare. Oltre alla gestione dei turni, non dobbiamo naturalmente dimenticare di considerare le abilità e caratteristiche specifiche di ogni personaggio. Le abilità dell'uno potrebbero non funzionare contro determinati obiettivi, mentre risultare essenziali per abbattere altri mostri, creando così un'intercambiabilità ed una complementarità fra i membri del gruppo che dovremo imparare a ben gestire.

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Puff, pant, quanta strada da fare

Non tutto è rose e fiori, però, sulla strada del mana. Il gioco, infatti, pur rimanendo costantemente ad un livello piuttosto alto di godibilità non è privo di difetti. Come in ogni RPG i nostri personaggi “cresceranno” nell'avanzamento del gioco, come già precedentemente accennato. Il sistema di levelling up che incontriamo in Atelier Iris è, con disappunto da parte degli appassionati e dei puristi del genere, piuttosto lineare e superficiale. Ogni personaggio possiede otto abilità uniche che devono essere sbloccate per poter essere utilizzate in battaglia. Il controllo che abbiamo su tale processo è, purtroppo, davvero limitato. Un altro punto a demerito è sicuramente rappresentato dalla necessità di fare in continuazione avanti e indietro fra una locazione ed un'altra, aspetto che può risultare piuttosto noioso dopo un certo tempo. Fortunatamente un sistema di teletrasporto che si renderà disponibile un poco più avanti nel gioco alleggerirà i trasporti, anche se limitatamente ad una serie di aree circoscritte. Il gioco rimane comunque piuttosto longevo, e questo sicuramente gioca un grosso punto a suo favore. Se vogliamo terminare solamente la storyline principale ce la caveremo tranquillamente con una ventina di ore di gioco. Se invece decidiamo di sbloccare tutto lo sbloccabile, giocando le missioni secondarie e cercando di rendere accessibili bonus come filmati e gallerie possiamo serenamente mettere in conto una cinquantina di ore di impegno. Ad un calcolo approssimativo, allora, se considerate che chi vi scrive davvero non ha avuto la dedizione necessaria per estinguere una mole di gioco di tale portata.

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Gusto retro per un gioco moderno

Per quanto riguarda il comparto grafico del gioco, ci troviamo di fronte ad una scelta retro-classica, che i fan Nintendo ricorderanno per averla goduta sul vecchio SNES. Certo, con gli occhi di oggi siamo un po' arretratelli rispetto agli standard visivi, ma da dire che le atmosfere evocate dalla scelta classicamente isometrica a due dimensioni e dall'aspetto anime del gioco sono tutt'altro che sgradevoli, grazie all'ottima resa dei dettagli e dal grande numero di particolari, che ci regalano un gioco pulito e dal sapore perfino nostalgico. Un tributo gradito ai giorni del 16bit, con la qualità dei nostri giorni. L'audio è abbastanza gradevole nel corso di tutto il gioco, anche se a volte soffre di qualche sovrapposizione fra voce e suoni di fondo.

Atelier Iris: Eternal Mana

Atelier Iris si propone come un RPG solido, godibile, contenente sufficienti innovazioni da renderlo coinvolgente anche per gli appassionati del genere. L'avventura principale non impegnerà il giocatore per più di 25 ore di gioco, ma un gran numero di bonus sbloccabili e di sotto-missioni possono portare la longevità del titolo a cifre davvero più elevate. Purtroppo il titolo patisce una serie di peccati più o meno veniali, fra cui la lentezza e a volte la frammentarietà con cui si dipana la storia e la necessità di vagabondare forse troppo per non mettere alla prova la pazienza del giocatore. Un gioco che rimane comunque meritevole di essere giocato, nella migliore tradizione giapponese degli RPG, con un sapore retro che non può lasciare indifferenti i vecchi fan.

Pro Innovativo sistema alchemico Combattimenti a turni semplici ma richiedenti strategie approfondite Dialoghi leggeri e divertenti Grafica dal gusto retro, particolareggiata e gradevole Contro Spostamenti nel mondo a volte tediosi Missioni secondarie talvolta frustranti Dipanamento della trama inizialmente confusionaria

In viaggio attraverso Regallzine

Grazie a KOEI, che ha già portato in Europa titoli come La Pucelle e Phantom Brave, abbiamo finalmente la possibilità di giocare anche noi ad Atelier Iris: Eternal Mana, sesto capitolo di una serie che fino a questo momento non aveva mai superato il confine Giapponese. Eccoci arrivare, dunque, finalmente a Regallzine, la terra del mana, un mondo formato da tre diversi territori popolati dagli spiriti del mana e da poco simpatici mostri che incontreremo spesso e volentieri sul nostro cammino. Questi spiriti del mana svolgevano la funzione, in tempi passati, di permettere ad una stirpe elitaria di utilizzare i poteri alchemici per produrre oggetti magici, almeno fino a quando la sapienza alchemica non è andata via via dimenticata. Da tutti tranne che da noi, ovviamente, protagonisti di un'avventura che ci farà vestire i panni del giovane Klein. Nostro oppositore sarà un alchimista malvagio di nome Mull, dalle grinfie del quale dovremo, come di consueto, salvare il mondo. La giovane Lita, nella quale ci imbatteremo all'inizio del gioco, ci accompagnerà più avanti giocando un ruolo non indifferente nella vicenda.

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