Burnout LegendsBurnout Legends 

Dopo ben 4 episodi in una sola generazione di console, e dopo il buon esordio su Psp, la serie Burnout fa il suo debutto anche su DS.

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Scontri Tascabili

Il dubbio che nasce pensando ad una versione DS di Burnout (la PSP ha dimostrato di poter ospitare la serie con capitoli di tutto rispetto), è se il feeling del gioco può essere riproposto in una console dalle prestazioni così limitate rispetto alla generazione di riferimento. La risposta potrebbe essere sì (con ovvi sacrifici), ma sicuramente non con questo esordio sulla console a due schermi. Partendo dagli aspetti più riusciti possiamo parlare dell’aspetto grafico che riesce a farsi apprezzare anche se la console può offrire di più. C’è cura nella presentazione globale del titolo, e si percepisce la volontà di offrire qualcosa di valido. Il motore di fatti vanta una onesta grafica 3d a 60fps molto stabili, che cedono solo in rarissime occasioni di gioco. Le piste classiche della serie sono riproposte con una certa attenzione, cercando di mantenere il più possibile l’atmosfera originale dello scenario, anche se talvolta le ambientazioni sembrano un po’ desolate. Il traffico è ridotto al minimo, e le vetture di contorno sono indubbiamente scarne al fine di non sforzare oltremisura il motore del gioco, a dirla tutta anche le nostre auto non brillano per realizzazione, ma il colpo d’occhio, soprattutto in vista del piccolo schermo DS, è per lo meno soddisfacente. Una critica legittima da fare al motore grafico, è che non sempre si riesce a scorgere gli ostacoli e le curve, almeno fino a che non avrete imparato il tracciato a memoria.
Sul 32” del salotto Burnout schizzava via in una maniera da impensierire quasi F-zero. Le velocità folli che si raggiungevano col turbo uniti agli ottimi effetti audio e video, lasciavano talvolta senza parole. Questo aspetto del gioco non è stato mantenuto su DS. Tuttavia, sebbene la velocità di gioco subisca una inevitabile limitazione, su DS il gioco scorre comunque con un certa scioltezza e velocità di scrolling, soprattutto con le vetture che arrivano ai 300km/h. L’effetto del turbo si limita ad allargare un po’ l’angolo di visuale, e prova a simulare con modesti risultati l’effetto sfocatura della versione da casa. Se Burnout Legends non rende a dovere il senso di velocità, il problema va riscontrato maggiormente sulla fisica che governa il gioco, piuttosto che sulla velocità a schermo vera e propria.

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Una fisica abbozzata

Si poteva pensare che l’ostacolo più grosso per una conversione del genere sarebbe stato l’aspetto tecnico, ma dimostrato che nonostante i tagli, quello che conta è stato portato su DS, è il turno di fare il conto con altri fattori fondamentali del gioco: fisica e sistema di controllo. I programmatori si sono persi indubbiamente in un bicchiere d’acqua: forse costretti ad una uscita prematura, o forse perché sono partiti col piede sbagliato e non sono più riusciti a cavarne un ragno dal buco. Il controllo della vettura è decisamente limitato e sbilanciato. Di primo impatto si nota che l’auto non risponde come ci si aspetterebbe alle sollecitazione del pad. Con piccoli tocchi si ha una risposta immediata ma docile, mentre tenendo premuto si ha una reazione più lenta, che tende ad andare in derapata. Una volta portata la macchina di traverso, un colpo di contro sterzo si risolve in una totale ed immediata sovrasterzata dal lato opposto, in una risposta del tutto irrazionale e incontrollabile. E così ci si ritrova da un lato all’altro della pista senza averne avuto la minima intenzione. Qualche macchina si comporta in modo migliore, ma la fisica di base è comune per tutte. Oltre a questo non c’è un senso fisico di velocità, schizzare a 280 all’ora o a 100 sembra la medesima cosa, l’unica differenza è che si allarga la curva.
Tutto questo fa sì che il piacere di gioco provato nelle versioni casalinghe del titolo, non venga riproposto alla stessa maniera in questa conversione per Nintendo DS.

Collisioni in conflitto

Se per qualche strano motivo il sistema di controllo risulta piuttosto irrazionale, lo stesso si può dire del sistema di collisioni. Dopo una prova approfondita, sembra quasi che il gioco preveda dei punti in cui si va in penalità, e altri in cui la si fa franca, senza tenere sufficientemente conto della velocità o del modo in cui si colpisce l’ostacolo. Probabilmente non sarà così, ma la sensazione rimane comunque questa. Nella maggior parte dei guardrail potrete tranquillamente raschiare tutta la fiancata aggiungendo pure il boost, mentre in altri punti che imparerete a conoscere col tempo, scoprirete che il minimo urto potrebbe essere fatale. Alcune piste contengono dei pilastri in mezzo alla corsia, e anche se colpiti con buona parte della vettura, il risultato sarà che la vostra macchina in seguito all’urto si sposterà di qualche pixel e passerà indenne. Alcune rare volte dopo uno scontro “risorgerete” in mezzo a macchine ferme, o addirittura in mezzo a strutture poligonali della pista, con una certa perdita di tempo per uscire dall’inghippo. Anche le collisioni con il traffico sono solo abbozzate: pizzicare leggermente un auto in genere si risolve in uno scontro mortale, e talvolta sembra che vengano considerato un urto anche se non c’è stato contatto. Sarà problematico anche compiere alcuni takedown (ovvero sbattere le vetture contro gli ostacoli e contro il traffico) verso le vetture avversari. Il modo più sicuro per prendere il punto è quello di tamponare l'avversario con un buono scarto di velocità. Spintonare e dare sportellate all’avversario, magari cercando di buttarlo fuori pista è quasi sempre inutile.

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La conta dei danni

In conclusione, un gioco che deficita nei punti in cui dovrebbe brillare non può pretendere di aspirare alla sufficienza. Ed è un peccato perché si ha l’impressione che il gioco sia stato quasi sviluppato in due momenti o con due team differenti. Da un lato il motore grafico soddisfacente, e dall’altro la fisica di gioco carente. Agli inizi il gioco è anche divertente, ma col tempo scoprirete che alcune magagne erano evitabili, e da evitare. Nonostante tutto, grazie alla collaudata ed intrigante formula di gioco nasceranno momenti di gioco interessanti, ma per la prossima uscita (sperando che ce ne sarà un’altra) è lecito aspettarsi maggiore attenzione a quelli che sono i punti cardine della serie. Nessuno si aspetta i miracoli su Nintendo DS, ma se il motore grafico riesce ad essere funzionale, non c’è un motivo perché non lo debbano essere anche i controlli e fisica. E forse sarà il caso, per la prossima volta, di considerare anche l’eventualità di togliere la modalità Crash, almeno se deve essere realizzata come in questa uscita. Se in una partita in cui lo scopo principale è quello di causare l’incidente più spettacolare e vasto possibile, manca sia il traffico che la spettacolarità, quello che rimane è solo la noia e la desolazione.

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Commento

Nonostante tutto, questa incarnazione di Burnout dimostra che la serie può funzionare anche su DS. Nessuno si aspetta la maestosità delle versioni casalinghe, quello che si pretende è che si racchiuda in un portatile lo spirito e la frenesia tipica della serie. Burnout Legends, ce l'avrebbe anche fatta se fossero stati risolti i problemi di controlli e di fisica, ma così com’è, rimane una premessa a quello che ci si può aspettare nei prossimi anni. Il motore grafico funziona, e col tempo dovrebbe solo arricchirsi di particolari e di traffico, magari mettendo più in evidenza il contorno delle curve. Gli altri difetti invece si possono risolvere semplicemente con più attenzione nella programmazione o con persone più volenterose. Assolutamente noiso il sonoro e inadeguati gli effetti, e totalmente sottosfruttate le caratteristiche del DS. Sarà per la prossima.

Pro Apprezzabile motore grafico Buon numero di vetture e tracciati Contro Evidenti problemi di collisioni e di controlli Tracce audio inappropriate, ed effetti limitati Nessun uso delle proprietà del DS

Sarà perché in Burnout la trasgressione stuzzica il giocatore, sarà per il modello di guida di stampo arcade piuttosto riuscito o per l’aspetto tecnico da mascella al suolo, ma la serie si è meritatamente guadagnata già dal primo episodio le simpatie dei giocatori. Fondamentalmente Burnout unisce il piacere virtuale della guida, al gusto per l’azzardo. Più sarete spericolati e più vi avvicinerete allo schianto più distruttivo, e più sarete premiati: certo, non sempre va tutto per il verso giusto…

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