Call of Duty 3Call of Duty 3 - Recensione 

A conferma dell'ottimo periodo di Xbox 360 è da poco uscito il nuovo capitolo della saga di Call of Duty. Activision e i Treyarch ci riportano al fronte e tra assalti frontali e scontri a fuoco interminabili ne vedremo delle belle. Leggete la nostra recensione per conoscere ogni dettaglio

Call of Duty 2 è stato uno dei migliori giochi usciti al lancio di Xbox 360, ed è riuscito a ritagliarsi un ampio spazio tra gli appassionati che per mesi gli si sono dedicati, popolando anche i server approntati per le battaglie online seppur lamentando sotto questo aspetto alcune pesanti limitazioni, limate solo in parte da una patch rilasciata dopo qualche mese. Activision riparte da qui per presentare il nuovo capitolo della saga, perfezionamento della modalità in single player e con un online decisamente migliore.

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WWII
Questa volta la campagna, che si articola attraverso 14 missioni, è tutta incentrata sulla lunga serie di combattimenti che portarono gli alleati alla riconquista di Parigi, che giaceva sotto lo scacco dei nazisti. Le truppe di Hitler anche in questo nuovo episodio rappresentano il nemico da sconfiggere per portare la libertà tra le terre d'Europa. Per riuscire nell'impresa bisogna fare affidamento su quattro eserciti diversi, impersonando di volta in volta soldati differenti, americano, inglese, canadese e polacco. Si vestono quindi i panni delle truppe americane, lottando fianco a fianco con soldati che spesso perdono la vita, anche se i soggetti principali, peraltro caratterizzati benissimo, ci seguono nel corso di tutta la storia. L’esercito di Sua maestà invece avrà a che fare con la resistenza francese, che collaborerà per portare a termine tutti i compiti più delicati per fiaccare le brigate tedesche. I Polacchi e i Canadesi fanno per la prima volta la comparsa nell’universo di Call of Duty, e non possiamo che essere felici che venga sottolineata l’importanza del loro apporto e dei loro mezzi, per sconfiggere le belve naziste.

L'origine del gioco non viene tradita facendolo rimanere nell’elite degli fps

La meccanica di gioco di questo sparatutto in soggettiva non è cambiata rispetto al secondo episodio, ci sono state certamente alcune aggiunte al gameplay che analizzeremo, ma possiamo affermare senza timore di smentita che l’origine del gioco non viene tradita facendolo rimanere nell’elite degli fps ambientati nella Seconda Guerra Mondiale. La sensazione che abbiamo provato nel corso delle nostre prove è stata certamente quella di un netto miglioramento generale del titolo Activision, e mai come in questo capitolo il realismo la fa da padrone. Call of Duty 3 riesce a riprodurre su schermo, soprattutto in certi momenti, il feeling di trovarsi sul campo di battaglia. Scavalcare un muretto e trovarsi in mezzo a fragorose esplosioni, proiettili che sfiorano la nostra testa, compagni che corrono in cerca di protezione e rispondono al fuoco dei tedeschi impegnati in una strenua difesa. Sullo sfondo edifici diroccati e un cielo attraversato da aerei impegnati nei bombardamenti. Ecco questo è Call of Duty 3.

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Al fronte con onore

A livello normale il titolo già dimostra di essere abbastanza impegnativo, ma la vera sfida la si prova a livello veterano, nel quale sarà determinante non sbagliare una mossa e cercare sempre la giusta copertura delle strutture disposte sullo scenario. Per rompere il ritmo di gioco sono stati inseriti intermezzi di guida, ad esempio della jeep inglese e dei tank polacchi, che si dimostrano decisamente divertenti e contribuiscono ad una migliore immedesimazione nella campagna. Una delle novità introdotte, che ha più risvolti sulla giocabilità, è quella relativa alle granate nemiche che, se giunte nelle nostre vicinanze, potranno essere raccolte con il tasto X per essere poi velocemente rilanciate con il bumper RB. Il giusto tempismo garantirà un perfetto effetto boomerang che colpirà a dovere le incredule postazioni tedesche. Ovviamente in caso di lenta esecuzione ci lasceremo le penne o, nel caso in cui la granata da noi rilanciata finisca sotto i piedi di un nostro compagno il game over è assicurato, come sempre il fuoco amico non è ammesso. Il gameplay è stato poi anche arricchito da alcune scene di combattimento corpo a corpo che devono essere eseguite premendo con la giusta velocità i griletti dorsali, per finire con un ko del soldato avversario. Quando piazzeremo le cariche esplosive, sulle pareti degli edifici o sui cingoli dei carri armato, si avvierà una sorta di cut scene in real time nella quale dovremo premere in sequenza i tasti corretti per inserire la carica, e far partire l’innesco.
Le scene di intermezzo, come da consuetudine per la saga Activision, servono a spiegare la situazione dal punto di vista storico-strategico e anche a farci conoscere i nostri commilitoni e alleati. Ad una prima visione qualcuna di esse può suscitare anche qualche risata, a causa delle rozze battute da militari, ma di certo gli sviluppatori di Treyarch avrebbero fatto meglio ad inserire la possibilità di saltare questi spezzoni che, se visti più di una volta, riescono decisamente annoiare.

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Forza bruta o tecnica sopraffina?

Tecnicamente Call of Duty 3 si pone su un altro livello, ovviamente superiore, rispetto alla prima uscita della saga su Xbox 360. L'engine è migliorato e in grado di gestire scene di combattimento più articolate, con scenari interattivi, e decine di personaggi su schermo. I soldati appaiono assolutamente realistici, non solo nell’estetica ma anche nelle routine di comportamento, si difendono, si alternano ai fucili e, soppiantando i commilitoni morti, coprono a dovere gli spazi aperti tra le loro fila dai nostri colpi di artiglieria. Le reazioni degli alleati, come quelle dei nostri avversari, sono davvero credibili: vedremo i primi avanzare coprendosi vicendevolmente, e i secondi una volta schiacciati ritirarsi oppure riorganizzarsi e contrattaccare. Il motore di gioco riesce a gestire con fluidità quasi tutte le situazioni, tentennando inspiegabilmente solo in alcuni brevi spezzoni di gioco, come ad esempio all'interno di alcuni edifici o a bordo dei mezzi. Gli agenti atmosferici sono riprodotti fedelmente e la pioggia, con tuoni e fulmini a corredare il tutto, è da brividi per come è realizzata. Sullo scenario le innumerevoli esplosioni sono rese al meglio come pure tutti gli effetti particellari dedicati al fumo della battaglia, come quello delle granate. Alcune chicche, come l’effetto blur che simula il calore e distorce la visuale che si ha utilizzando le mitragliatrici fisse, rendono l’esperienza complessiva davvero immersiva. Quello che ci preme sottolineare è il netto stacco rispetto a Call of Duty 2 che si prova giocando a questo terzo episodio, soprattutto per la sensazione di coralità che sono riusciti a rendere gli sviluppatori di Treyarch. Forse per la prima volta in assoluto, Halo a parte, sembra davvero di combattere insieme ad un esercito contro un'altra entità organizzata, non più solo come lupi solitari nel cuore della battaglia.

Per la prima volta in assoluto sembra di combattere insieme ad un vero esercito

Forza bruta o tecnica sopraffina?

Ovviamente qualche piccolo problema l’abbiamo riscontrato, oltre al fatto che il gioco innova troppo marginalmente una formula già collaudata, e non è tanto la linearità delle missioni (segui il radar fino al prossimo obiettivo esprime bene il concetto) che è si presente ma che è stata mitigata dalla possibilità di scegliere, in alcuni momenti di gioco, l’itinerario da percorrere tra i due disponibili. I difetti sono più che altro tecnici, qualche collisione non accurata crea situazioni fastidiose come il rimanere incastrati tra elementi dello scenario oppure ostacolati dai nostri stessi commilitoni. L'interazione con l’ambiente è presente ma solo fino ad un certo punto, ne siano d'esempio emblematico le lampade che illuminano gli ambienti che, se colpite dai proiettili, emettono scintille come se si fossero rotte ma che invece rimangono integre anche se prese di mira da lunghe raffiche di colpi. La stessa interazione, come anche la gestione della fisica, sono in linea di massima curate, garantendo situazioni credibili, come le esplosioni fragorose dei barili di carburante che schizzano in aria travolgendo tutto quello che incontrano, e soldati che rotolano al suolo. Una menzione in particolare da punto di vista tecnico va fatta alla realizzazione della vegetazione nel suo complesso, dall’erbetta poligonale che si muove al vento alle foglie degli alberi. Davvero forse una delle migliori vegetazioni mai viste fino ad oggi in un videogame.

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24 online

Il multiplayer online perfezionato rispetto all'anno scorso è l'aggiunta più succosa di questo Call of Duty 3, anche se non si deve dimenticare che le modalità multigiocatore sono presenti anche via split screen per 4 giocatori e via system link fino a 24. Anche su Xbox Live si può giocare fino a 24 contemporaneamente e, per quanto abbiamo potuto verificare con i nostri occhi, senza fastidioso lag ad inficiare le partite. Le modalità, da affrontate in partite classificate e non, sono più o meno le classiche: deathmatch e deathmatch a squadre, qui rinominati battle e team battle, quartieri, cattura la bandiera e un'inedita modalità War che prevede la presenza di alcune zone di gioco da catturare e tenere sotto controllo il più a lungo possibile. Sono inoltre presenti le classi di gioco: fuciliere, assalto leggero e pesante, medico, ricognitore, supporto e anti-carro. Ogni volta che saremo uccisi potremo cambiare classe e quindi modificare il nostro atteggiamento di gioco cercando di sfruttare le relative peculiarità di ognuno. Moltissimi mezzi utilizzabili farciscono i grandi schemi delle modalità online, carri armati e camionette su tutti. Il motore di gioco anche online è eccezionale e quasi non si nota la differenza con quanto visto nella campagna in single player, il frame rate tiene il passo ed è costante garantendo partite decisamente fluide e godibili. Per la gioia di tutti noi videogiocatori le lobby funzionano correttamente e alla fine di ogni partita il gruppo di compagni di squadra si ritroverà insieme per affrontare nuove sfide.

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Obiettivi

I 1000 punti messi in palio da Call of Duty 3 sono concentrati soprattutto sulla campagna offline, non tralasciando però le partite online. Nove dei 26 achievements, infatti, sono dedicati al multiplayer. Prenderemo punti in maniera tradizionale finendo il gioco o terminando almeno 2 livelli con i diversi soldati a nostra disposizione, ma anche in modo meno consono, compiendo spericolate acrobazie a bordo delle jeep oppure rilanciando le granate tirate dai nostri avversari. C'è sicuramente di che divertirsi!

Commento

Call of Duty 3 riparte da dove si era fermato il secondo episodio di questa amatissima saga ambientata nella Seconda Guerra Mondiale, colmandone alcune lacune, ma non innovando granché una formula già vincente. COD 3 è il classico “more of the same”, la campagna offline pur rimanendo nel solco della tradizione è stata resa sempre più realistica, grazie ad un ottimo motore di gioco che garantisce momenti davvero appaganti ed emozionanti. L'online è stato arricchito e non è neanche lontanamente parente di quanto visto in Call of Duty 2; ogni aspetto è stato approfondito, con le classi, i mezzi, e le lobby che funzionano nella maniera corretta con anche 24 giocatori. Non abbiamo dubbi Call of Duty 3 è sicuramente il miglior fps ambientato durante il secondo conflitto attualmente in circolazione. Fate l'acquisto e non ve ne pentirete.

Pro: Sempre più realistico Tecnicamente notevole Online migliorato

Contro: C'è bisogno di una svolta per la serie Linearità delle missioni Interazione con il fondale da migliorare ancora