Call of Duty 4: Modern WarfareCall of Duty 4 - Recensione 

La chiamata alle armi non è mai stata così piccola!

Quasi a voler rimarcare quello che è stato uno degli eventi videoludici più importanti di quest'anno, il lancio di Call of Duty 4, Activision ha deciso di intraprendere per il suo brand più famoso la strada portatile, mai tentata sino ad ora. Rimarcare cosa quindi? Il semplice fatto che la forza di un gioco come call of duty non sta tutta nel realistico comparto grafico, ma anche -e forse soprattutto- in quelle che sono le basi della serie, quel tocco in più che le permette di sopravvivere (e stupire) in mezzo ad un mercato che si è fin troppo velocemente saturato di sparatutto in prima persona ambientati in epoca di guerra (che sia la prima, la seconda o la moderna, non fa differenza). La scommessa chiamata Call of Duty 4 Ds è stata affidata ad un team noto a ben pochi chiamato nspace, passato alla ribalta più per i ritardi di Geist che per la bontà del gioco stesso. E sapete cosa? La scommessa si può considerare vinta, Call of Duty 4 non ha le fattezze del suo fratello più grande, ma riesce -sgomitando- a farsi posto nell'affollata lineup Ds come uno degli sparatutto più interessanti. Proseguite nella lettura per scoprirne il perchè...

Call of Duty 4 - Recensione

La grande discriminante per un gioco realizzato su Ds è la quantità di dimensioni utilizzate: seguendo un recente e felice trend, imitando l'esempio dell'ottimo (e alla stessa misura ignorato) Metroid Prime Hunters e del sorprendente Brother in Arms, l'intero gioco viene ambientato in mondi completamente tridimensionali, lasciando la sola rappresentazione dell'arma in uso ad un 2D mascherato piuttosto bene. Il gioco, riprende in tutto e per tutto la controparte casalinga: armi, ambientazioni, squadre d'assalto, missioni, tenendo il tutto più sulla linea della citazione piuttosto che della spudorata copia. Anche in questa versione a doppio schermo il protagonista è un soldato appena arruolato che in seguito al breve tutorial si ritrova catapultato nel vivo della battaglia per via degli attacchi nemici. E così si passa a combattere a fianco della SAS (l'unità d'assalto britannica) a bordo di un mercantile che naviga nel bel mezzo del pacifico per recuperare una serie di documenti, mentre i marine combattono in medio oriente sulle tracce di Al-Asad. Le missioni di CoD4 Ds fungono da compendio alla storia vissuta in CoD4 per console (giusto con qualche inspiegabile buco di sceneggiatura), svolgendosi parallelamente ma presentando obiettivi differenti e spesso più complessi delle versioni maggiori. Se infatti su console spesso ci si ritrova con l'unico scopo di difendere un tal obiettivo o attaccarne un altro, l'apporto del touch screen permette di differenziare quelli che sono i compiti assegnati al giocatore. Le task di attacco e difesa sono ovviamente all'ordine del giorno, ma vengono affiancate da recupero documenti tramite hackeraggio di terminali e di disinnesco (e innesco) di cariche di C4 e bombe. E sono proprio gli ultimi due obiettivi citati che donano una spinta in più al gioco, mettendo il giocatore davanti ad una serie di rompicapo da portare a termine per poter proseguire o terminare la missione. Nel primo caso, il recupero dei documenti, il touch screen si trasforma in una sorta di circuito stampato in cui unendo contemporaneamente 4 transistor all'unica fonte di energia si riesce a sbloccare l'accesso al file criptato; la seconda interazione proposta, il disinnesco, mette invece il giocatore davanti ad una serie di fasci di cavi elettrici da congiungere nella giusta sequenza (e soprattutto con buona precisione e mano ferma) per riuscire ad evitare il triste epilogo della situazione.

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Proiettili di pixel

Il sistema di controllo di gioco, sfrutta una mappatura dei comandi in tutto e per tutto simile a quella già vista, sperimentata e collaudata con Brother in Arms Ds. Con il pennino si muove il puntatore dell'arma, con la croce analogica si sposta all'interno dell'ambientazione il personaggio in uso e con il trigger sinistro si fa fuoco (i comandi, nel caso la persona sia mancina, sono completamente specchiabili, con i quattro pulsanti adibiti al movimento ed il dorsale destro per il fuoco). Su touch screen invece si sviluppa il secondo livello di controllo, con tre 'pulsanti' da utilizzare per: raccogliere un oggetto (che sia un'arma, o un documento non fa differenza), cambiare l'arma in uso (facendo scorrere il pennino tra le varie possibilità offerte dal proprio arsenale di battaglia) e soprattutto passare dall'uso di un'arma da fuoco alla classica granata. L'espediente probabilmente meno riuscito del gioco (e sfortuna vuole, anche il più determinante) è quello relativo al passaggio tra la modalità di fuoco normale a quella zoomata con il mirino: il comando è infatti attivabile con una normalissima doppia pressione sul touch screen, pressione che -per la natura del gioco- è molto facile da realizzare per sbaglio nel momento in cui ci si trova a muoversi all'interno delle ambientazioni, muovendo costantemente l'arma nel tentativo di prevenire ogni attacco nemico. Capita quindi molto spesso di inserire la modalità con mirino senza volerlo realmente, ed avere notevoli difficoltà a disinserirla, creando momenti di scompiglio e grande confusione mentre i nemici attaccano il giocatore lasciandolo senza possibilità di ribattere.

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Call of Duty 4 Ds si presenta con un comparto grafico di tutto rispetto, con una resa delle ambientazioni e della profondità di campo leggermente inferiore rispetto a quella già vista in Brother in Arms Ds, ma con tutta una serie di eventi capaci di lasciare a bocca aperta. Gli sviluppatori accorciando il campo visivo del gioco, hanno avuto la possibilità di concentrarsi su altri elementi ben più d'impatto e decisamente più legati a quella che è la serie maggiore, elementi come la possibilità di far esplodere le automobili e di mettere su schermo in movimento veicoli come elicotteri, perfettamente modellati in ogni loro parte, per rendere ancora più credibili ed immersive le situazioni proposte dal gioco. Un particolare plauso va fatto anche per quello che riguarda musiche e doppiaggio, entrambe ottimamente realizzate e presenti in praticamente ogni fase del gioco. A differenza del single player, che riesce -in proporzione- a tener testa a quella che è l'avventura per console, il multiplayer per quanto vario e ben realizzato non conferma quanto di buono visto (e giocato) online. CoD4 Ds permette a quattro giocatori di sfidarsi in locale (anche in condivisione) nelle classiche modalità deatchmatch, deathmatch a squadre, cattura la bandiera e cacciatore/preda,dove il vero e grande assente è proprio l'aspetto online. Un vero peccato ed un'occasione mancata, in un gioco che di fatto basa la propria fortuna proprio sugli scontri a livello mondiale.

Call of Duty 4 per Ds è titolo da ricordare, non tanto perchè sia uno dei giochi migliori presenti sul portatile di Nintendo, ma per il fatto che gli sviluppatori sono riusciti con una serie di oculate scelte a portare quella che è l'idea che risiede dietro al brand di CoD, adattandolo a quello che il Ds sa e può offrire. Il single player è lungo e ben strutturato, le missioni scorrono parallelamente a quelle per console, impreziosite da una serie di espedienti di gioco decisamente ben pensati. Tralasciando la sezione multiplayer sicuramente ricca ma deficitaria dell'online, qualche problema di controlli e gli inevitabili e sporadici bug grafici, CoD4 Ds è una scommessa vinta da Activision e sicuramente uno dei migliori sparatutto presenti sul doppio schermo di Nintendo.

Pro Ottima trasposizione della serie originale Buona varietà di obiettivi da portare a termine Musica e doppiaggio al top Contro Poco originale Multiplayer non online Piccoli problemi nei controlli

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