Castlevania: Order of Ecclesia - Recensione  25

La famiglia Belmont lascia le luci della ribalta ad una nuova eroina per un capitolo di Castlevania davvero interessante

Dopo aver ormai consolidato la permanenza su Nintendo DS, unica console che permetta alla serie di Konami di continuare sulla sua strada bidimensionale, la creatura di Koji Igarashi sembra infine aver trovato il coraggio anche per uscire definitivamente dalle costrizioni dell'ormai abusato castello e scoprire così il quello che c'è "fuori", nonostante il maniero sia comunque presente anche se non più centrale come importanza. Castlevania: Order of Ecclesia diventa così un capitolo di discreta importanza all'interno dell'economia della interminabile odissea contro Dracula e affini, anche se in realtà ben presto appare evidente che le cose sono cambiate più nella forma che nella sostanza. E per fortuna, verrebbe da dire...

Belmont? No, Shinoa

Se per voi non esiste un Castlevania senza un protagonista della famiglia Belmont, allora preparate i fazzoletti per asciugare lacrime amare; in quest'occasione infatti della famiglia di ammazzavampiri non c'è più traccia e il lavoro sporco è affidato invece ad una eroina, tale Shinoa, perfettamente a suo agio tra non morti e mostri di ogni tipo anche senza la storica frusta. Un personaggio ben realizzato e abbastanza intrigante che però viene svilito da una trama davvero all'acqua di rose, che si mantiene sempre e comunque ai margini dell'azione senza fornire particolari spunti di interesse. Un punto debole, questo, su cui Konami dovrebbe seriamente riflettere in prospettiva dei prossimi capitoli. Come se non bastasse anche il tutorial in-game dei comandi e dei vari aspetti del gameplay è praticamente del tutto assente, improntando un chiaro indirizzo del gioco verso la fascia di utenza che già ben conosce Castlevania. Detto questo, di molto interessante c'è che assieme a Shinoa viene introdotto anche un nuovo sistema di combattimento, particolarmente versatile e appagante; in pratica in Order of Ecclesia tutto avviene attraverso i glifi, espressioni di armi e magie che compaiono una volta eliminati i nemici e che la protagonista può assorbire e di conseguenza utilizzare; il bello sta nel fatto che ad ogni mano di Shinoa è associato un tasto (X e Y), a cui può essere affidata un'arma diversa. E così se all'inizio ci si limita ad associare ad entrambi i bottoni una normale spada, consentendo così di eseguire delle combo alternando la pressione dei bottoni, più avanti aumenta esponenzialmente la possibilità di sperimentazione man mano che si incrementano i glifi a propria disposizione, con una enorme varietà di diverse combinazioni tra cui cercare la più efficace. Tutto ciò tenendo però ben sott'occhio la barra dei magic points, che viene intaccata ad ogni colpo eseguito, in maniera proporzionale alla potenza dello stesso; sebbene la barra in questione si ricarichi automaticamente in breve tempo, tale componente fornisce un'ulteriore aspetto strategico da tenere in seria considerazione. La precisione dei controlli, da sempre marchio di fabbrica della serie, e la bontà del level design esaltano infine il tutto rendendo quindi il combattimento in Order of Ecclesia fresco e intrigante pur restando solidamente ancorato agli standard che ne hanno decretato il successo durante tutti questi anni.

Il mio regno per un castello

Dicevamo in apertura che uno dei punti più interessanti della produzione Konami va ricercata nella ambientazione del gioco, slegata finalmente dai limiti del castello. Ora la progressione dell'avventura è in pratica divisa in livelli, con diverse ambientazioni all'interno di un'unica mappa; fattore questo che ha permesso ai programmatori di offrire una varietà di location finora sconosciuta alla serie, assieme ad una linearità che spesso e volentieri si traduce in un backtracking sensibilmente ridotto rispetto agli standard. Una scelta quindi che ci sentiamo di promuovere, anche se in tutta onestà va detto che secondo chi vi scrive questo ha inciso con una leggera perdita del "fascino" e della personalità che ha contraddistinto Castlevania nel corso degli anni. Una svolta quindi utile senza dubbio, ma non priva dell'altra faccia della medaglia per intenderci, pur tenendo conto del gran finale nel maniero del Conte. Parlavamo qualche riga sopra di un trend di Order of Ecclesia tale da indirizzare questo capitolo più verso i fan della serie che verso i "nuovi arrivati"; una sensazione che diventa una solida certezza di fronte alla davvero elevata difficoltà assolutamente "old school" degli scontri coi boss, capaci di far sudare le proverbiali sette camicie anche ai giocatori navigati. Una scelta questa non particolarmente condivisibile, che anzi apre spesso le porte della frustrazione per gli utenti meno tenaci e stoici. Dal punto di vista tecnico invece la fatica dei programmatori nipponici ha ben poco da farsi perdonare, anzi; la ricchezza di dettaglio e la bontà delle animazioni pone Order of Ecclesia sicuramente tra i punti più alti della produzione bidimensionale su Nintendo DS, e l'unica piccola perplessità la lasciano un paio di ambientazioni non perfettamente coerenti a livello artistico con il resto e l'inclusione a volte forzata di elementi tridimensionali. Ma si tratta davvero di trovare il pelo nell'uovo. Eccellente come al solito l'accompagnamento sonoro, a cui si affianca addirittura un parlato (in inglese) di ottima fattura.

Commento

Order of Ecclesia è un capitolo della serie Castlevania che mette tanta carne al fuoco, mescolando le carte e introducendo alcune novità di particolare interesse, come un eccellente sistema di combattimento e l'uscita dal castello in favore di ambientazioni esterne che aggiungono varietà alla formula. Tutto questo senza però modificare la sostanza, che resta estremamente fedele ai dettami amati dal pubblico nel corso degli anni. Peccato che tali innovazioni e la grande qualità complessiva siano destinate a interessare solamente l'utenza "storica" della saga; la elevata difficoltà degli scontri coi boss e una generale scarsa accessibilità del prodotto sono fattori che portano inevitabilmente a chiudere le porte a molte persone potenzialmente interessate a prender parte alla lotta contro Dracula.

Pro

  • Ottimo sistema di controllo
  • Level design di grande qualità
  • Tecnicamente molto valido
Contro
  • Tutorial, questo sconosciuto
  • Difficoltà a tratti eccessiva
  • Fuori dal castello l'atmosfera non è la stessa