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Braveheart

Parafrasando il famoso film Braveheart inizia l’avventura di Celtic Kings, sicuramente l’opzione di gioco più interessante e intrigante di tutto il gioco. Prima di entrare nei dettagli però soffermiamoci sulla struttura di gioco di Celtic Kings per scoprire come si può innovare un genere e renderlo attuale e originale al tempo stesso.

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A me guerrieri!

Solitamente nella stragrande maggioranza degli RTS in commercio per creare una forza di attacco bisogna: creare degli operai, fargli raccogliere le risorse necessarie (solitamente oro e legna), costruire una caserma, produrre l’unità desiderata.
Con Celtic Kings la Haemimont ha voluto innovare il genere proponendo una meccanica economica diversa.
In CK non dovremmo più preoccuparci di costruire le strutture, queste si troveranno realisticamente già costruite, in fondo fino alla guerra di Gallia migliaia di uomini vivevano nella terra di Asterix e quindi le mappe di gioco presentano villaggi, fortini e quant’altro completi di tutto.

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A me guerrieri!

Le uniche risorse che necessitano per la guerra sono ridotte a tre: cibo, oro e uomini.
Queste risorse vengono ottenute in maniera automatica, la smetteremo finalmente di fare i minatori e gli agricoltori comandando unicamente lo spostamento delle risorse di cibo fra villaggi agricoli e avamposti militari o cittadine fortificate.
Il cibo si rivela molto importante nell’economia di CK in quanto senza di esso le vostre truppe deperiranno e moriranno, imponendo il giocatore ad un’analisi attenta delle linee di rifornimento, introducendo elementi propri della logistica solitamente estranei agli RTS.
Purtroppo manca tutta una serie di riepiloghi informativi che ci diano una chiara immediata lettura dei carriaggi e degli spostamenti di risorse fra centri abitati.
Poco male se gli scenari fossero piccoli, nel caso in cui si abbiano parecchie città e villaggi ricordarsi tutto a memoria diventa tedioso.

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La creazione delle truppe in realtà è un arruolamento della popolazione nell’esercito. Potremmo decidere di arruolare un popolano e farlo divenire: guerriero con spada, arciere, guerriero con ascia, cavaliere fino ad ottenere unità speciali come le valkirie o i pretoriani.
Ottenuti i soldati necessari potremmo riunirli sotto la guida del generale con un semplice clic, da quel momento in poi basterà comandare il generale per impartire gli ordini a tutto l’esercito, inoltre quest’ultimo influirà positivamente sulle abilità dell’esercito condividendo con le truppe la propria esperienza e le proprie caratteristiche speciali.
Questo metodo di controllo delle truppe ricorda la trasposizione in tempo reale della struttura a turni propria della saga di Warlords o Might & Magic con l’utilizzo attivo degli eroi all’interno degli eserciti.

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Guerra!

L’impianto strategico di CK per il peculiare sistema economico introdotto impone una diversa strategia rispetto ai soliti RTS.
L’obiettivo primario non è più quello di accumulare truppe e partire all’annientamento del nemico, ma bensì quello di aggiudicarsi villaggi, cittadine e fortini in una guerra di conquista con interessanti spunti nell’introduzione di tattiche di guerriglia che taglino le vie di rifornimento principali dell’avversario.
La guerra da annientamento diventa una guerra di conquista e di possedimento.
Non è certo una novità assoluta, altri giochi hanno tentato un approccio tale, ad esempio “Z” della Bitmap Brothers introduceva un concetto di guerra molto simile; senza naturalmente andare a scomodare il capostipite degli innovatori fra gli strategici in tempo reale: Kohan.
Se la strategia di guerra viene piacevolmente innovata dalla struttura economica di CK, esso non riesce a rivitalizzare l’impianto tattico del gioco.
Quando le truppe avversarie incontrano le nostre ecco che la nostra attenzione alla formazione o i nostri tentativi di dare una parvenza di ordine allo scontro falliscono miseramente di fronte alla rissa da stadio in cui si trasforma qualsivoglia battaglia.
Le raffinatissime tattiche romane non vengono prese nella minima considerazione, l’esercito di Cesare si comporta come la più barbarica delle orde e questo è un serio deperimento per un titolo che tenta di suggerire un approccio storicistico al gioco.

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Guerra!


Avventura!

Se CK non avesse proposto la modalità avventura ci saremmo ritrovati davanti ad un gioco strategico di discreta fattura, sufficientemente innovativo, ma che purtroppo per i problemi descritti non sarebbe riuscito a districarsi fra ben più agguerriti avversari.
Ma fortunatamente alla Haemimont hanno introdotto una campagna di gioco interessante e coinvolgente come quella che narra le gesta di Larax.
La nostra avventura si muoverà di missione in missione, di scenario in scenario per vendicare il barbaro attacco teutone prima e per contrastare la più grande e distruttiva minaccia che le popolazioni celtiche abbiano mai affrontato: l’esercito pro consolare della Repubblica Romana comandato dal uno dei più grandi strateghi dell’antichità: Caio Giulio Cesare.
Nella narrazione dell’avventura vengono introdotti e utilizzati tutte le componenti classiche dei giochi di ruolo.
Larax avrà le proprie caratteristiche, accomulerà esperienza, ritroverà e userà artefatti magici in un impianto di gioco che ricorda molto quello introdotto dalla Blizzard con Warcraft III, ovvero eroe-centrico.
Le missioni stesse saranno molto varie, mai noiose o ripetitive, supportate da un impianto narrativo che ci aiuterà ad immergerci nelle guerre celtiche di liberazione dall’oppressore straniero.
Una modalità che insomma da sola vale l’acquisto del gioco!

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In conclusione

Celtic Kings si rivela essere un prodotto dalla controversa natura.
Poco più che discreto nella sua componente strategica trova in essa ben più completi e ben strutturati avversari.
Nella sua sola componente avventurosa, priva di quella strategica, ci ritroveremo con uno pseudo rpg con pochi e appena abbozzati elementi propri dei giochi di ruolo, ma con un ottimo impianto narrativo.
In conclusione l’unione dei due elementi si rivela vincente nella sola modalità avventura e speranzosamente nella ricerca in rete di nuove avventure realizzate dagli utenti tramite l’editor di gioco.
Quindi se cercate un ottimo RTS allora rivolgete altrove la vostra attenzione, stessa cosa nel caso steste cercando un gioco di ruolo. Ma se cercate un ibrido di buona fattura in grado di divertirvi a lungo con un’avventura ben scritta ambientata in uno dei più drammatici e affascinanti periodi dell’antichità allora benvenuti in Celtic Kings!



I voti:

Presentazione: 6
La confezione dovrebbe essere in DVD box. Non abbiamo tuttora informazioni sul manuale o sulla possibile presenza di una reference card. La sufficienza la raggiunge grazie alla localizazzione completa del gioco, esclusi i dialoghi parlati che rimangono in inglese.

Grafica: 7
Una visuale troppo ravvicinata e qualche problema nella scelta cromatica deperiscono un reparto grafico altresì molto dettagliato e gradevole nella modellazione degli edifici e delle unità.

Sonoro: 5
Purtroppo non ci siamo proprio, le musiche stufano dopo 10 minuti di gioco e gli effetti sonori non riescono da soli a risollevare le sorti di un reparto abbandonato a se stesso.

Gameplay: 8
Gameplay innovativo anche se non completamente originale e una modalità avventura veramente ben fatta ed estremamente gradevole rendono il gioco piacevole e soprattutto mai noioso.

Verdetto finale: 72
Si fosse migliorato l’impianto tattico del gioco e corretto qualche problema grafico e soprattutto sonoro il gioco avrebbe ottenuto molto di più.
Molto bello nella modalità avventura, si perde nella mediocrità se confrontato nei singoli elementi con i capostipiti dei rispettivi generi.



Gabriele "AarnaK" Dal Fiume




Informazioni tecniche:
Versione testata: 1.03 (Pre Master)
Configurazione computer di prova: AMD Athlon 900Mhz, 512Mb Ram, GeForce 4 TI 4200
Stabilità: Ottima


Links utili:
Sito ufficiale: Celtic Kings
Sviluppatore: Haenimont
Publisher: Wanadoo
Distributore: CTO
Screenshots 1 - Screenshots 2 - Intervista - Recensione parte prima

Braveheart

Larax stringeva il corpo senza vita della sua amata, il sangue caldo scivolava dalla ferita sulla schiena.
Era arrivato tardi, il suo villaggio, la sua casa, e la sua compagna erano stati spazzati via dalla furia omicida dei Teutoni raminghi.
Larax si ritrovava nel giro di un respiro con la vita distrutta, allora indossò la sua armatura, tirò fuori la sua spada dal baule impolverato nel quale la conservava e andò nel santuario del Dio della Guerra per votare la sua anima, la sua vita e il suo destino alla vendetta, alla guerra e alla morte.

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