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Redazione

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Terminator Salvation: The VideogameChi ha ancora paura di skynet? 46

La guerra contro Skynet prosegue senza sosta, ma siamo sicuri che valga la pena continuare a combattere?

Versione Testata: Xbox 360

Il ritorno sulle scene di un brand come quello di Terminator, seppur orfano della sua icona Schwarzenegger, non può che smuovere gli interessi del pubblico e di tutta l'industria dell'intrattenimento, sia di quello cinematografico che di quello dei videogame. Stiamo ovviamente parlando dell'uscita nelle sale di Terminator Salvation che si presenta come il primo episodio di una nuova trilogia della saga delle macchine assassine creata da James Cameron e questo attesissimo evento non poteva che essere accompagnato, come da prassi, a un nuovo tie-in videoludico che sfrutti il nome e la narrazione della pellicola. Chi ha ancora paura di skynet? I giocatori spesso restano diffidenti di fronte a certe manovre commerciali visto il valore medio di queste produzioni, ma per fortuna negli ultimi tempi questo trend negativo sembra aver subito un cambio di rotta proponendo sul mercato dei giochi che finalmente riescono a rendere onore alle pellicole da cui sono tratti. A questo punto viene spontaneo chiederci se Terminator Salvation contribuisca a protrarre questo nuovo e incoraggiante trend, oppure no.

Guerra disperata

In Terminator Salvation impersoniamo un giovane John Connor militante nelle forze della Resistenza umana nella guerra contro Skynet. Lo scontro impari tra le due forze è abilmente descritto nel filmato iniziale che ci catapulta in una scena apocalittica dove l'umanità è stretta all'angolo dall'avanzata inarrestabile delle macchine, gli sforzi della Resistenza appaiono vani e il miraggio di una vittoria finale sbiadisce progressivamente nei cuori dei soldati in prima linea, disillusi dalle continue sconfitte. In questo contesto disperato iniziano gli eventi del gioco: il nostro primo obiettivo è proprio quello di raggiungere il punto di raccolta più vicino per completare l'ennesima ritirata disperata. Durante la nostra corsa verso la salvezza riceviamo una chiamata di soccorso da alcuni ribelli intrappolati oltre le linee nemiche, nel bel mezzo del territorio di Skynet, e da questo momento il nostro obiettivo diventa proprio quello di accorrere in aiuto ai compagni in una missione dall'alto contenuto di rischio. Fondamentalmente la storia che gravita attorno al videogame di Terminator Salvation è riassunta tutta qui, non c'è stato per lo sviluppo del gioco una trasposizione degli eventi del film che avrebbero sicuramente offerto maggiori spunti per imbastire una componente narrativa più profonda e convincente, qui lo sfruttamento della licenza è limitato alla fredda rappresentazione dell'universo del film, presentando alcuni personaggi che compaiono nella pellicola. Una componente narrativa così ridotta all'osso ha influito anche nella longevità generale del titolo, come vedremo più avanti.

Skynet come le Locuste

La giocabilità di Terminator Salvation ricorda molto da vicino quella del famosissimo shooter in terza persona di Epic, è infatti palese come sia stato Gears of War la principale fonte di ispirazione degli sviluppatori dello studio GRIN, gli stessi autori del recente Bionic Commando. L'azione di gioco, ripresa con l'ormai celebre inquadratura alle spalle del protagonista, si basa interamente su scontri a fuoco impostati su un sistema di copertura che richiama molto da vicino quello apprezzato nei combattimenti contro le Locuste di Cliff B.: muri, carcasse di automobili o quant'altro si rivelano nascondigli fondamentali per sfuggire alla potenza offensiva dei cyborg, soprattutto quando si devono effettuare tattiche di aggiramento per eliminare nemici il cui unico punto debole risiede nella parte posteriore della loro corazza metallica. Chi ha ancora paura di skynet? Purtroppo l'intero sistema non gode della stessa fluidità e praticità di quello ideato da Epic, capita spesso che la posizione del personaggio impedisca alla visuale di inquadrare l'avversario così da ritrovarsi a sparare nel muro davanti a noi, vanificando di fatto l'utilità della copertura, e anche la necessità di premere nuovamente l'apposito pulsante per allontanarsi dal nascondiglio non è molto efficace nel bel mezzo degli scontri più critici. A smorzare il ripetersi dei combattimenti arrivano in aiuto delle sezioni a bordo di mezzi, anch'esse piuttosto canoniche nella struttura: che sia un fuoristrada o un treno della metro, lo scopo è sempre quello di abbattere ogni presenza nemica ostile per giungere sani e salvi al checkpoint. Più avanti nell'avventura c'è anche la possibilità di mettersi alla guida di un mech sempre con la funzione di ripulire l'area da Skynet, in ogni caso non ci è concesso guidare alcunché e il nostro compito è sempre limitato a quello di artigliere.

Obiettivi Xbox 360

Venite tutti feticisti degli achievement e malati da gamescore! Voi che aspettate ardentemente un erede del generoso King Kong per infoltire in poco tempo il vostro gruzzolo di punti ecco che Terminator accorre in vostro aiuto proponendovi 11 obiettivi che non aspettano altro che essere sbloccati con relativa facilità. Grazie a John Connor, infatti, riceverete ben 80 punti per ognuno dei nove capitoli del gioco, più 100 punti per il completamento a livello normale ed ben 180 per il livello difficile (selezionabile da subito). I mille punti vi aspettano!

Los Angeles città monotona

La missione di soccorso porta John Connor ad attraversare una Los Angeles rappresentata come un teatro di guerra post apocalittico con palazzi diroccati e la vegetazione che invade le strade deserte. Anche sotto quest'aspetto il lavoro svolto non è all'insegna dell'originalità, né della varietà: le location appaiono spoglie con dei picchi negativi negli ambienti interni privi di alcuna caratterizzazione. La cura e l'attenzione che altri e ben più blasonati titoli hanno dato ad ambientazioni post apocalittiche (Fallout 3 su tutti) è lontana anni luce. Prende in parte le distanze la breve parentesi collocata nei tunnel della metropolitana, ma anche qui il senso di già visto è ridondante. Tutto ciò stupisce ancora di più alla luce del fatto che il gioco si appoggia a una licenza ricchissima di contenuti come quella di Terminator, è quindi ancor meno giustificabile la poca cura riposta dai game designer nella realizzazione, l'unica spiegazione potrebbe essere quella che una necessaria uscita in concomitanza con la controparte cinematografica abbia costretto a stringere con i tempi di sviluppo.
Povero è anche il numero di avversari da affrontare nel gioco, tanto che durante l'intera avventura i tipi di cyborg di Skynet incontrati sono appena sei, che si ripetono lungo tutti i nove capitoli, di questi solo uno offre un approccio tattico allo scontro dato dal suo punto debole posteriore, ma ciò vale solo durante le prime fasi del gioco quando cioè non possiamo disporre ancora delle armi più distruttive, che vanificano ogni residuo tatticismo portando a un ulteriore appiattimento dell'azione.

Macchine sottotono

Dal punto di vista visivo Terminator Salvation è lontano dalle vette offerte dagli standard attuali e lo dimostra sotto ogni aspetto dalla modellazione poligonale dei personaggi e delle macchine, a quella delle strutture e delle aree esplorabili, che sono sempre molto circoscritte e prive di alcuna interattività. Chi ha ancora paura di skynet? Anche sul fronte delle texture il lavoro è lontano dalla sufficienza, se pensiamo che il gioco gira sulle stesse console che ospitano gioie per gli occhi come Gears of War o Uncharted ci si rende subito conto come non potevamo che aspettarci qualcosa di più. L'azione, alla fine, riesce ad essere divertente, ma a peggiorare il giudizio generale c'è una longevità che si attesta sulle 5 ore per portare a termine l'intera avventura, che mantiene un livello di sfida medio basso, unito a una totale assenza di extra sbloccabili, affievolendo ulteriormente ogni stimolo alla rigiocabilità. Rimane interessante la possibilità di giocare in co-op in due giocatori sulla stessa console, ma purtroppo non online.

Terminator Salvation sembra essere un ritorno al filone dei giochi su licenza cinematografica, realizzati principalmente per sfruttarne il successo nelle sale. Proponendo un comparto tecnico non all'altezza ed essendo colpevole di sfruttare solo in piccola parte il potenziale di una così ricca licenza, il gioco di GRIN non riesce a far rivivere a casa le atmosfere e la tensione della celebre saga. In Terminator Salvation i fan troveranno poco che renda onore all'universo di Cameron, mentre a tutti gli altri giocatori rimane un prodotto che si lascia giocare, ma che prende chiaramente ispirazione da altri capolavori video ludici, offrendo, però, una campagna poco varia e dalla longevità che non riesce a ripagare il prezzo del biglietto per intero.

Michele Bertini

Pro

  • Si lascia giocare fino alla fine
  • Punti facili per i cacciatori di Obiettivi

Contro

  • Tecnicamente insufficiente
  • Poco vario e povero di contenuti
  • Bassa longevità e co op solo offline