City Life Deluxe - Recensione  3

Montecristo tenta l'arrembaggio ad uno dei brand storici di casa Maxis. Questo City Life sarà in grado di spazzare via l'egemonia del Sim City di Will Wright?

quello che non ci aspettavamo era un attacco al cuore storico della produzione di Will Wright

''Big City Life, Me try fi get by''

Che Montecristo ammiccasse alle recenti produzioni di Maxis, brand di casa EA con decennale specializzazione nel campo delle simulazioni gestionali, l'avevamo già capito dai tempi del discutibile 7 Sins, che riproponeva in chiave pesantemente riarrangiata alcuni dei temi affrontati in The Sims, mischiandoli ad un aggressivo e trasgressivo appeal edonistico.
Quello che non ci aspettavamo era un attacco al cuore storico della produzione di Will Wright, la matrice dei simulatori urbanisti, il mitico e finora inviolato, Sim City; e invece, proprio quando non te lo aspetti, eccoti spuntare dalle fucine franco-russe di Montecristo un titolo dalle spiccate ambizioni corsare, pronto a saccheggiare e piene mani il concept della gloria di una delle maggiori glorie di casa Maxis. Ammesso che sia perdonabile, e scherzi a parte lo è pienamente, un simile affronto, abbiamo deciso di affrontare l'analisi di questo titolo con l'occhio critico di colui che va cercando non il pelo nell'uovo, ma una qualsiasi giustificazione per un eventuale abbandono di un Sim City (che peraltro gira ancora sul PC del sottocritto) in favore di questo nuovo e sfavillante City Life.

Specchio per le allodole?

Quello che balza subito all'occhio, ancora prima di assaporare fino in fondo il gioco in sé, è di certo l'impatto grafico. Fatta eccezione per una impercettibile, ma fastidiosa sensazione di persistente dejavù, colori sfavillanti e una discreta realizzazione dell'interfaccia fanno da contorno ad un motore grafico capace di presentarci sotto il naso una portata davvero invitante, in poche parole ed in pochi secondi tutto quello che almeno superficialmente poteva mancare ad un Sim City. Finalmente un motore grafico applicato ad un gestionale come questo in grado di offrire un'esperienza totalmente tridimensionale. E non è cosa da poco, dato che uno dei maggiori godimenti dati da un gioco in grado di riprodurre la città dei propri sogni è proprio quello di poter “vivere” in prima persona le strade della propria creatura fatta di asfalto e mattoni virtuali.

finalmente un motore grafico applicato ad un gestionale come questo in grado di offrire un'esperienza totalmente tridimensionale

Specchio per le allodole?

L'engine è in grado di offrire un'immersione totale nel paesaggio fino all'esagerata possibilità di penetrare, grado per grado, a livello del dettaglio estremo mettendo in evidenza l'ottima realizzazione dei modelli degli edifici e delle textures utilizzate. Al massimo livello di zoom è possibile addirittura camminare per le strade come un comune cittadino ammirando la città dal punto di vista di chi vi abita.

Il tram tram del ''compra-vendi''

L'impostazione di gioco si concentra sul concetto di acquisto e rivendita di ampie zone di terra su cui edificare le fondamenta del futuro centro urbano. In quest'ottica il giocatore entra a contatto con lo scenario e di conseguenza, a seconda della disponibilità di denaro e dei requisiti dello scenario l'utente fa il suo ingresso nel vivo del gioco preparandosi alla stesura dei primi schizzi del piano regolatore. La filosofia del gioco pone le sue fondamenta sul concetto che vuole una città crescere e svilupparsi in base alle esigenze sociali dei cittadini.

come si evince dall'efficace tutorial animato, il mondo visto dagli occhi degli sviluppatori si divide in sei macro categorie, simili a caste, che identificano le tipologie di cittadino

Il tram tram del ''compra-vendi''

Mentre Sim City ha sempre preferito un approccio tecnico al problema, legato agli aspetti economico-finanziari, sociali e tecnici, City Life lascia più spazio all'organizzazione in base alla tipologia di cittadino che andrà ad occupare le varie zone della città. Determinate scelte vanno immediatamente ad influire su quella che sarà la distribuzione effettiva della popolazione nel territorio. In poche parole, come si evince dall'efficace tutorial animato, il mondo visto dagli occhi degli sviluppatori si divide in sei macro categorie, simili a caste, che identificano le tipologie di cittadino. Questi sei “ceti urbani” costituiscono la totalità della popolazione, senza eccezioni; ogni fazione ha rapporti di stima e buona convivenza con i due più vicini e simili ad essa, mentre non sopporta la vicinanza con i cittadini appartenenti alle fazioni più distanti, messe per così dire, agli antipodi. Gli abitanti della città sono così' ripartiti: Elite, il ceto più abbiente, raffinato e snob delle città; Colletti Bianchi, caratterizzati da redditi importanti e impieghi di massima responsabilità; Radical Chic, rappresentano l'anima progressista e democratica dei cugini colletti bianchi, con uno spiccato gusto per il tempo libero ed il divertimento; Colletti Blu, la classe operaia, seria e fondata sui principi di lavoro e famiglia; Alternative, un ceto di progressisti orientato ad un reddito medio; Nullatenenti, rappresentanti del ceto più svantaggiato, agli antipodi del benessere. La presenza di una determinata classe di persone in un quartiere residenziale va ad influire su numerosi aspetti che spaziano dallo sviluppo degli edifici, modellato ovviamente dalla natura di coloro che vi abitano, alle tensioni sociali che possono svilupparsi qualora dovessero verificarsi pericolose sovrapposizioni o vicinanze fra fazioni incompatibili.

Quando si dice ''vivere la città''

Sfogliando il manuale del gioco (tra l'altro davvero ben realizzato sia dal punto di vista dei contenuti che da quello della localizzazione) abbiamo notato una “NdA” scritta in grassetto ed in bella evidenza: nel capitolo relativo ai ceti urbani si sottolinea la natura caricaturale di questo gioco. In effetti è proprio questa la differenza che pone una barriera fra City Life e Sim City.

è da sottolineare che mentre le prime battute di gioco si concentrano sulla formazione del primo nucleo urbano, a gioco inoltrato la situazione sociale può esplodere dando il via a vere e proprie battaglie intestine alla città

Quando si dice ''vivere la città''

Il titolo di Maxis pone i suoi obiettivi al di là del puro e semplice divertimento, proponendosi di fornire un serio approccio alla gestione urbana che non sia limitato esclusivamente alla pura fantasia ludica. City Life propone un'altra visione, o se vogliamo ci fa vedere l'altra faccia della medaglia. Quello che conta in City Life è sperimentare la difficoltà della gestione di una città non solo dal punto di vista manageriale, ma anche da quello sociale.
Il “Life” del titolo sta proprio ad indicare la natura di questo approccio al tema. E' da sottolineare che mentre le prime battute di gioco si concentrano sulla formazione del primo nucleo urbano, a gioco inoltrato la situazione sociale può esplodere dando il via a vere e proprie battaglie intestine alla città, in cui i cittadini dei ceti antagonisti possono arrivare al punto di scontrarsi fino allo scoppio di una vera e propria guerra civile. Prevenire questo genere di scontri è alla base del successo, per questo è consigliabile strutturare la città in settori in cui lo sviluppo dei vari ceti possa essere tenuto il più possibile sotto controllo. Esistono diverse tecniche per far sì che la convivenza risulti pacifica. La presenza di centri di polizia può garantire una buona gestione dell'ordine, ma può anche reprimere lo sviluppo dei ceti più stravaganti e ricchi. La crescita di un determinato ceto in seno alla città è influenzata enormemente dalla presenza di aziende e industrie, se nelle fasi iniziali del gioco è possibile solo scegliere fra lo sviluppo in favore dei rappresentanti dei ceti meno abbienti (colletti blu, alternative e nullatenenti) uno sviluppo oculato porterà in città rappresentanti dei ceti più ricchi, e di conseguenza sviluppo e maggiore benessere per tutti.

Piani regolatori

La struttura del gioco ricorderebbe per molti aspetti quella già vista in Sim City se non fosse per l'uso massiccio della grafica 3D, assente o quasi nel titolo di casa Maxis. Eppure le somiglianze che a prima vista sembrano essere spudorate si assottigliano ad uno sguardo più profondo ed attento. A partire dalla disposizione delle aree urbane sulla mappa ci rendiamo conto che le differenze non sono poche. In Sim City, alla base di tutto, trovavamo il concetto di pianificazione urbana, ovvero la necessità da parte del giocatore di gestire l'allocazione dei terreni e la dislocazione dei servizi come davanti ad un piano regolatore. In City Life lo sviluppo è maggiormente controllato dal giocatore, che in prima persona deve disporre i lotti uno ad uno, formando i quartieri che costituiranno il cuore della città. La differenziazione delle industrie e delle attività produttive in genere per ceto urbano fa si che l'arrivo di un determinato tipo di cittadini sia esclusiva responsabilità del giocatore, e non dei flussi migratori imposti dalle correnti economiche decise dal gioco.
Volendo lasciare spazio alla tridimensionalità e alla totale libertà del giocatore di posizionare nelle maniere più disparate strade ed edifici ci si scontra subito con uno degli inghippi maggiori, forse la vera ed unica piaga del gioco. Gli edifici vengono posizionati lungo le strade e con esse prendono parte alla formazione della pianta della città. Per la natura irregolare dei lotti, formati da unità base di un numero variabile di caselle, spesso ci si trova a creare aree miste in cui per forza di cose si creeranno dei buchi nei quali non sarà possibile costruire nulla per mancanza di spazio. Questo problema non esisteva in Sim City poiché al giocatore non era chiesto di posizionare un edificio in particolare, ma solo di tracciare l'area adibita ad un certo tipo di costruzione, il programma avrebbe poi fatto il resto posizionando edifici grandi o piccoli laddove si fossero verificati i requisiti giusti.

le strade possono essere poste con angolazioni molto differenti, con variazioni anche di poche manciate di gradi

Piani regolatori

Altro neo è rappresentato dalla gestione delle strade. Seguendo un criterio di assoluta libertà nel disegno della pianta cittadina ci si aspetterebbe una flessibilità a tutto tondo anche dagli altri elementi ed invece spesso si incappa nella spiacevole sensazione che il “gioco degli incastri” non funzioni e che determinate aree vadano fastidiosamente fuori squadra impedendo di costruire in zone apparentemente libere. Le strade infatti possono essere poste con angolazioni molto differenti, con variazioni anche di poche manciate di gradi, ma gli edifici non si adattano a tali disegni con la medesima flessibilità creando dei veri e propri problemi di collocamento delle aree di costruzione; in situazioni simili, poi, è facile perdere le staffe e vedere interi quartieri lasciati a metà per l'impossibilità di mettere tutto in ordine.

Casa con vista

Una volta poste le basi per la colonizzazione del territorio è possibile entrare nel vivo dell'azione assaporando quanto questo titolo ha da offrire. Attraverso la cosiddetta interfaccia di allarme è possibile seguire le esigenze dei cittadini che di volta in volta metteranno il giocatore in difficoltà con le loro richieste. I cittadini potranno, ad esempio, richiedere la costruzione di punti di approvvigionamento, di centri medici o di locali adibiti al tempo libero.

attraverso la cosiddetta interfaccia di allarme è possibile seguire le esigenze dei cittadini che di volta in volta metteranno il giocatore in difficoltà con le loro richieste

Casa con vista

In caso di scarsa sicurezza per le strade apparirà sulle abitazioni un'iconcina che richiamerà l'attenzione sulla necessità di costruire centrali di polizia nella zona. Allo stesso modo l'istruzione ed il verde pubblico entrano di prepotenza nelle aspettative di coloro che vogliano vivere in maniera agiata. Attraverso la medesima interfaccia è possibile seguire l'andamento del lavoro: sulle abitazioni di coloro che stanno ancora cercando un lavoro apparirà la relativa icona, così come sulle industrie, aziende e servizi privi di manodopera apparirà un indicatore con il numero dei posti vacanti. Come da tradizione per ogni gestionale che si rispetti anche City Life troveremo un robusto impianto di grafici e strumenti per valutare lo sviluppo della città sotto ogni aspetto. A nostra disposizione vi è un'interfaccia per la valutazione della suddivisione e le aspettative dei cittadini, una per l'analisi delle infrastrutture (qualità dei servizi, fluidità del traffico, capacità di produzione elettrica e smaltimento dei rifiuti), una per la visualizzazione dei flussi di entrata e uscita dei cittadini (compresi i flussi relativi al turismo), infine è presente una modalità ispirata pesantemente a quella già conosciuta con Sim City per la gestione dei cittadini “contrassegnati” che potranno essere seguiti in ogni loro spostamento e che forniscono in maniera continua un'analisi a campione della qualità della vita in città. Un apposito riquadro mette in continua evidenza le informazioni più sensibili relative allo sviluppo urbano, come un vero e proprio notiziario sempre in funzione capace di riportare l'umore dei cittadini ed i problemi più in vista come una cartina al tornasole.

Grande città, grandi problemi

Quando le dimensioni della città saranno aumentate il giocatore dovrà per forza di cose imbattersi nei problemi tipici della grande metropoli. Il sovraffollamento e la sovrapposizione dei ceti antagonisti è solo uno degli aspetti da valutare con attenzione per la buona gestione del centro urbano. Ampliare i confini, ad esempio, è una delle prime cose da tenere a mente. Una volta raggiunti determinati obiettivi è possibile acquistare nuovi appezzamenti di terra adiacenti a quelli già a nostra disposizione. L'arrivo delle televisioni nazionali, poi, segna uno dei primi eventi significativi dell'espansione della città. Esistono sei emittenti specifiche, uno per ogni ceto, che prenderanno vita da una delle abitazioni già presenti in città. Gli edifici adibiti ai media dispongono di elicotteri che inizieranno a sorvolare la città alla ricerca di scoop da dare in pasto ad una popolazione sempre più affamata di notizie e pettegolezzi. E' da sottolineare che la presenza di media in città darà il via ad una serie di tensioni sociali, proprio come avviene nella realtà dove le televisioni la fanno da padrona al centro dei dibattiti e delle vicissitudini politiche di un paese. I media costituiscono uno degli elementi fondamentali per lo sviluppo cittadino, una tappa non evitabile, ma i conflitti che possono nascere far la popolazione devono essere gestiti con la massima serietà prima che un banale scontro fra cittadini si trasformi in una vera guerra civile. Se le tensioni non verranno risolte in modo pacifico in breve tempo sarà l'esercito in persona a fare l'ingresso in città, con conseguenze gravi per la stabilità e l'economia del centro abitato.
La gestione degli incendi costituisce un altro degli aspetti fondamentali del gioco, in quanto le fiamme, se non domate, possono dilagare in tutta la città e degenerare in un vero e proprio rogo dalla immane potenza distruttiva. Un incendio può svilupparsi sia per natura accidentale che per natura dolosa. Quando le tensioni sociali arrivano ad un punto elevato i cittadini potrebbero cominciare ad appiccare incendi dolosi davvero pericolosi, meglio correre ai ripari dotando la città di una robusta rete di prevenzione costituita da squadre di pompieri preparati ad ogni evenienza.

se le tensioni non verranno risolte in modo pacifico in breve tempo sarà l'esercito in persona a fare l'ingresso in città, con conseguenze gravi per la stabilità e l'economia del centro abitato

Grande città, grandi problemi

Una città sviluppata, poi, può costituire con molta facilità un'attrattiva per la malavita organizzata. Per questo è necessario tenere a mente che la malavita è stimolata a crescere laddove vi sono problemi di occupazione, non vi istruzione e vige una totale mancanza di controllo da parte delle forze dell'ordine. Una mancanza di controllo del fenomeno potrebbe richiedere l'intervento di “forze d'intervento speciale”, causando ulteriori problemi alla gestione pacifica della città.

Commento finale

In sostanza ci troviamo di fronte ad un bell'esempio di restauro di uno dei più grandi titoli gestionali della storia dei videogames. Questo City Life targato Montecristo fa il verso per molti, forse troppi, aspetti al Sim City di Maxis. E stiamo parlando di un'istituzione, difficile da demolire. E' chiaro che City Life va a mettere tamponi laddove Sim City non era arrivato, come, ad esempio, nel caso della veste grafica, con la strabiliante possibilità di arrivare persino a camminare per le strade della città. Però forse la magia di City Life finisce lì. Ci sono tante cose, che ad onor del vero fanno venire voglia di buttare ancora un occhio al vecchio Sim City 4. La solidità, la profondità, l'approccio più serio al tema. City Life è senza ombra di dubbio un titolo più nuovo, e quindi accattivante, e non mancherà di soddisfare una vasta fetta di mercato, magari guardando ai più giovani. Da parte nostra non ce la sentiamo di gridare al miracolo, né di spodestare dal trono assoluto il titolo di casa Maxis, ma non possiamo neanche permetterci di escludere a priori che City Life possa avere i requisiti necessari per crearsi una piccola nicchia nei cuori di tanti neofiti del genere, alla ricerca di un titolo fresco che possa far gridare di gioia non solo l'intelletto ma anche le speranze riposte nell'investimento su un PC nuovo fiammante, in cui anche la scheda grafica, per una buona volta in questo genere, fa la differenza.

Pro

  • Motore 3D efficace
  • Vasta gamma di ambienti disponibili
  • Non troppo complicato
Contro
  • Difficile gestire il posizionamento non allineato degli edifici
  • A tratti superficiale

City Life Deluxe

L’edizione Deluxe di City Life non aggiunge molto a quanto visto nella versione originale. Semplicemente viene rimpolpata l’offerta base aggiungendo delle funzioni e accrescendo il numero di edifici costruibili (i nuovi sono ben cento). A parte gli edifici (tra cui svettano quelli storici che aggiungono personalità e riconoscibilità alle città), la novità più rilevante è la possibilità di disegnare i propri scenari tramite un editor potente, semplice e versatile. La maggior parte delle sue funzioni sono intuitive e facilmente padroneggiabili senza troppi grattacapi.
Per il resto le dinamiche di gioco sono rimaste identiche e, sicuramente, chi ha la versione base non dovrebbe prendere assolutamente in considerazione l’idea di acquistare anche questa (anche perché l’editor ve lo potete scaricare gratis dal sito ufficiale).
Insomma, la conclusione è che City Life Deluxe aggiunge poco all’originale ma rimane comunque un buon sandbox game (continuare a chiamarli “gestionali” pareva brutto) se lo consideriamo come prodotto a sè. Diciamo che se l’originale ha preso 7.2 qui su Multiplayer.it, a questo possiamo dare un meritato 7.4.

''Big City Life, Me try fi get by''

Montecristo è una software house che da anni insegue il successo proponendo titoli che spaziano dallo strategico al gestionale, con un occhio rivolto sempre verso l'esempio delle grandi etichette. Ci sono limiti anche nel mondo dei videogames, categorie riservate a certi pochi eletti che da anni coltivano e fanno crescere lentamente quel bene prezioso che è l'esperienza in un settore.
Ci sono ambiti in cui molti si cimentano, e talvolta scopriamo la sorpresa dietro l'angolo, quello che non ti aspettavi e che invece è inesorabilmente accaduto.