Condemned: Criminal Origins - Recensione  3

Prodotto da Sega e sviluppato da Monolith Studios, Condemned si presenta come una vera rivelazione nella lineup lancio di Xbox 360. Un'avventura che non vi farà più dormire la notte. Siete pronti ad avere paura?

Abbiate molta paura...

Comincia così il titolo sorpresa di questa lineup natalizia di XBox 360, un FPS atipico, con fortissimi innesti da picchiaduro, figlio di un'iconografia di forte stampo cinematografico, ma non solo. Il primo esempio che salta in mente, fin dai titoli di testa, è Seven di David Fincher, con la sua atmosfera apocalittica, morbosa e portatrice di morte, ma anche, in campo videogiocoso, la saga orientale di Silent Hill. Ciò significa che le tenebre seguiranno il protagonista ovunque, lambite solamente dalla debole luce della torcia. Lo scopo è indagare sulle tracce lasciate dall'assassino, scoprire la verità, e riportare la pellaccia a casa. Se accettate la sfida, vi aspettano 10 capitoli pieni di colpi di scena, locazioni fatiscenti, buio pesto ed un'infinità di oggetti da utilizzare per difendersi. Parlavamo di picchiaduro, ricordate? Il serial killer non è il solo problema, le strade sono infestate da psicopatici con tendenze omicide che Ethan dovrà inevitabilmente affrontare. Le armi da fuoco sono poche, i proiettili inesistenti, una condizione estremamente precaria che renderà ben presto necessario l'utilizzo delle armi più disparate: spranghe, travi di legno, pezzi di tubature, e tutto quello che potremo trovare lungo il nostro cammino.

ESP

Multiplayer non vuole svelare oltre riguardo l'interessante plot architettato da Monolith, ma la necessaria rivelazione dei suddetti piscopatici è un intrigante pretesto per contrapporre al player un'intelligenza artificiale in grado di donare varietà e sfida agli scontri. Questo significa che i nemici si comporteranno in maniera assolutamente imprevedibile, cercando oggetti di offesa prima di scagliarsi contro il protagonista, oppure unendosi con altri sopraggiunti, o ancora nascondendosi o attaccando alle spalle. Le possibilità sono davvero numerosissime e contribuiscono ad amplificare la drammaticità dell'azione.

E' molto difficile descriverlo in sede di recensione, ma vi assicuriamo che l'esperienza vissuta con questo gioco rimarrà a lungo impressa nella memoria.

ESP

A sottolineare ulteriormente questo fattore contribuisce l'ottimo sistema di combattimento corpo a corpo ideato dai programmatori. Oltre alla possibilità di parare i colpi avversari, Ethan può utilizzare un teaser, la pistola elettroshock della polizia, per disarmare l'aggressore. Inoltre è possibile infliggere il colpo di grazia come una fatality, selezionando sulla croce direzionale una delle possibili (e truculente) azioni offensive. Eccezionali si rivelano le animazioni dei personaggi, così come l'effetto dei colpi subiti dal protagonista, tra i più realistici mai visti in questo genere di prodotti. Sfruttando un legame con FEAR, altro titolo Monolith da cui Condemned condivide fisica e motore grafico, il gioco presenta numerose sequenze allucinatorie, correlate alle capacità extrasensoriali di Ethan, funzionali non solo a spaventare il giocatore, ma anche per comprendere i tasselli del criptico plot narrativo.

CSI

In precisi momenti stabiliti dalla cpu, saremo chiamati a raccogliere determinati indizi nello scenario, usufruendo di un'apposita attrezzatura scentifica. Queste fasi investigative forniscono ulteriori elementi narrativi alla storia, ma servono principalmente a spezzare le fasi di esplorazione e combattimento. Peccato solo che il procedimento sia molto pilotato dal gioco attraverso le istruzioni impartite da Rosa via cellulare, rendendolo quindi meccanico e sequenziale (se escludiamo un particolare capitolo). A controbilanciare la potenziale noia dell'atto contribuiscono i morbosi e intriganti indizi, e qualche magistrale colpo basso. Eccellente risulta l'utilizzo del sonoro. Al posto di musiche, il gioco sfoggia complessi suoni industriali per provocare precise emozioni al player, dal timore alla paura, ed immedesimarlo nella situazione. Non è una novità, ma lo è l'efficacia con cui Condmned riesce a far salire la tensione, anche con il semplice rumore di passi lontani. E' molto difficile descriverlo in sede di recensione, ma vi assicuriamo che l'esperienza vissuta con questo gioco rimarrà a lungo impressa nella memoria.

Il mio regno per un piede di porco!

Tecnicamente Condemned non sfoggia un comparto tecnico in grado di sfruttare seriamente le capacità della nuova piattaforma Microsoft, ma la sua stretta parentela con FEAR garantisce una resa visiva di notevole impatto. I personaggi sono modellati con un buon numero di poligoni, mentre l'utilizzo di texture e illuminazione di ottima qualità dona un impressionante realismo visivo. La fisica del motore è davvero molto buona e coinvolge non solo protagonista e nemici, ma anche diversi elementi dello scenario. Sfruttando un collegamento di tipo hdtv, è possibile godere della maggior definizione delle texture, ed un'immagine generale molto più pulita. Purtropo però, è impossibile non evidenziare una serie di difetti provocati dalla fretta del rilascio, in particolar modo clipping e compenetrazioni poligonali, avvertibili nonostante la perenne scarsa visibilità offerta al gicoatore. Il framerate non sempre riesce a reggere l'azione, difetto che non inificia l'esperienza, ma lascia un leggero amaro in bocca pensando alle specifiche della piattaforma.

I personaggi sono modellati con un buon numero di poligoni, mentre l'utilizzo di texture e illuminazione di ottima qualità dona un impressionante realismo visivo

Il mio regno per un piede di porco!

Lasciamo per ultimo il level design, la cui qualità è altalenante. Nonostante la forte linearità dell'avventura, troppo spesso il giocatore si ritrova completamente disorientato in corridoi simili tra loro, complice la mancanza di una qualsiasi mappa, e l'obbligo di utilizzare specifiche armi (chiavi simboliche) per aprire alcune porte non aiuta in tal senso. La durata complessiva si aggira sulle dieci ore di gioco, un tempo nella media per questo tipo di avventure, ma bisogna considerare che una larga parte è spesa girando a vuoto o per la ricerca delle suddette armi. Per quanto riguarda le opzioni, e'assente qualsiasi modalità multiplayer. L'unico incentivo per riprendere in mano il titolo una volta completato, consiste nel ritrovamento di alcuni oggetti bonus atti a sbloccare filmati ed artwork concettuali. Il gioco è in inglese con sottotitoli in italiano di ottima fattura.

Commento

Condemned è un poliziesco-horror decisamente adulto e di carattere, che non mancherà di soddisfare gli amanti del genere. L'utilizzo della soggettiva amplifica il senso di immersione, l'audio regala veri brividi, mentre l'alternanza di combattimenti e indagini dona una certa varietà al gameplay. La storia è intrigante e imprevedibile, anche se non priva di immancabili punti criptici soggetti alle interpretazioni del caso. Peccato per un level design non sempre brillante e la realizzazione tecnica non propriamente da next generation. Ma sono difetti su cui possiamo soprassedere considerata l'intensità dell'avventura. La base creata da Monoltih Studios è molto buona ed originale, ricca di interessanti spunti per un futuro sequel. Fino ad allora, potrete godervi una delle esperienze horror più brillanti degli ultimi anni, a patto di farlo con la luce accesa...

Pro

  • Grande atmosfera
  • Comparto audio di notevole fattura
  • Storia contorta e intrigante
Contro
  • Graficamente il 360 può fare di meglio
  • Level design non sempre soddisfacente
  • Si astengano gli impressionabili

Non è una bella giornata per l'agente Ethan Thomas. Quando entrò nella sezione omicidi credeva di guadagnarsi un facile compenso bivaccando tra le scartoffie, mai avrebbe pensato di trovarsi alla ricerca di uno spietato serial killer, un macabro sterminatore di donne che chiamano "agente matrimoniale". Ma adesso non c'è tempo per i ricordi, occorre agire, e in fretta. Perché stanotte Ethan è un uomo braccato, quelli che una volta erano suoi colleghi lo ritengono responsabile di un delitto che non ha mai commesso. E forse l'agente matrimoniale c'entra qualcosa. Perché tutto questo, e perché a lui? L'unica possibilità è trovare il killer, magari con l'aiuto telefonico di Rosa, il suo contatto all'FBI, o forse quel misterioso individuo che sembra perseguitarlo. Ethan impugna la pistola di ordinanza e si lascia inghiottire dalle tenebre, noncurante delle minacciose sagome che lo stanno seguendo...