Crisis Core: Final Fantasy VII - Recensione  26

L'attesissimo prequel di Final Fantasy VII arriva finalmente anche in Italia, raccontando la tragica storia di Zack Fair e i retroscena del RPG più famoso di sempre.

Crisis Core

La scelta di Square Enix è stata senz'altro coraggiosa: la storia di Crisis Core è un prequel all'avventura dell'originale Final Fantasy VII, ma invece di focalizzarsi sui protagonisti di quella storia, questo UMD racconta le vicissitudini di un comprimario, certo, ma di estrema importanza nella meccanica narrativa.
Chi ha giocato Final Fantasy VII ricorderà senz'altro Zack Fair, il mentore di Cloud Strife, la cui tragica storia veniva raccontata tramite i ricordi di Cloud stesso: Crisis Core chiarisce proprio questi retroscena.
All'inizio di Crisis Core, Zack è ancora un Soldier di seconda classe, addestrato personalmente da uno dei più famosi Soldier di prima classe, Angeal: l'amicizia con quest'ultimo porterà Zack a incrociare le strade di altri due Soldier di notevole importanza, Genesis e Sephiroth. In questo prequel il giocatore lavora per la Shinra Corporation, e sarà così che si comincerà ad alzare il sipario sui drammatici eventi che si evolveranno nell'apocalittica avventura narrata nei tre CD dell'originale titolo per PlayStation.
Scopriremo quindi come Zack è diventato un Soldier di prima classe e come ha conosciuto Cloud Strife ma sopratutto la dolcissima Aerith Gainsborough, e assisteremo alla trasformazione di Sephiroth da eroico soldato a psicopatico assassino, in una girandola di eventi che culminerà nella leggendaria sequenza al Reattore del Monte Niblehim.
In verità, Crisis Core propone un iter narrativo ascendente: il ritmo è graduale, con un inizio davvero lento che tende progressivamente a evolversi in una vicenda ricca di colpi di scena e dai toni estremamente drammatici: per quanto sia ormai conosciuta, la storia di Crisis Core viene raccontata in maniera esemplare, sottolineando specialmente la quotidianità della vita di Zack, per poi mettere in scena la tragicità degli eventi successivi con agghiacciante naturalezza. Rimaneggiata in certi momenti per favorire l'introduzione e caratterizzazione di alcuni personaggi (Genesis, su tutti) la trama offre una caratterizzazione ancora più approfondita di personaggi entrati ormai nella storia dei videogiochi, proponendoli spesso sotto una luce del tutto nuova e spaesante: Sephiroth che scherza con i suoi amici è un tuffo al cuore quanto la prima apparizione di Aerith o di quel comunissimo e timido soldato destinato a diventare un eroe praticamente leggendario.
Crisis Core centra quindi l'obbiettivo pienamente, raccontando gli antefatti di una storia amatissima senza stravolgerla o alienarla, toccando le corde dei più sentimentali con delle scelte registiche che dimostrano, ancora una volta, la bravura di una Square Enix in piena forma che riesce, quando vuole, a essere più sincera e meno commerciale.

Metamorfosi di un RPG

Un osservatore esperto noterà immediatamente una certa somiglianza a un'altra produzione Square Enix, Kingdom Hearts: le similitudini effettivamente non si limitano all'impostazione in terza persona, perfetta per l'impianto action del titolo, ma anche ad alcuni elementi grafici come l'incredibile espressività dei volti durante le cutscene, o le animazioni fluide e cartoonesche. La cura per il dettaglio in Crisis Core resta altissima durante tutta l'esperienza. Malgrado alcune location soffrano di una certa piattezza, altre colpiscono per la loro complessità e spettacolarità visiva, specialmente quelle all'aperto e, sopratutto, le ambientazioni riprese direttamente dal titolo originale, ricostruite per l'occasione per consentirne una “libera” esplorazione: in questi casi influisce rigorosamente l'effetto “nostalgia” e i fan riconosceranno immediatamente luoghi come il ghetto del Sector 7, la chiesa di Aerith, il palazzo della Shinra Corp. o il paese di Niblehim con tanto di Shinra Mansion. Nella maggior parte dei casi comunque l'itinerario da seguire per raggiungere la propria meta resta estremamente lineare, con sporadiche ramificazioni della mappa, pregio che limita la dispersività mantenendo comunque un'impostazione forse troppo rigida.
I combattimenti avvengono senza interruzioni dell'esplorazione, e la transazione è pressoché immediata: non si tratta di veri e propri random encounter, in quanto posizionati in precisi punti della mappa che se attraversati innescano la battaglia. In questi casi il motore tridimensionale di Crisis Core da' il meglio di se, proponendo una quantità variabile di nemici che attaccano Zack da ogni direzione, facendo uso all'occorrenza di magie e colpi speciali. In queste occasioni, il gioco scorre estremamente fluido senza rallentamenti degni di nota anche negli scontri più caotici e pirotecnici: le abilità che si utilizzano nelle fasi avanzate del gioco fanno uso in gran quantità di effetti luminosi e particellari che riempiono lo schermo, ripetutamente, mentre il giocatore controlla Zack direttamente per schivare e contrattaccare in tempo reale. Ben poche le incertezze della telecamera, che soltanto di rado sceglie angolazioni discutibili per inquadrare l'azione frenetica dello scontro.

... la trama offre una caratterizzazione ancora più approfondita di personaggi entrati ormai nella storia dei videogiochi...

Metamorfosi di un RPG


Una produzione Square Enix comunque non è niente senza una colonna sonora all'altezza. In questo caso, era dura bissare il successo di Nobuo Uematsu, che con Final Fantasy VII ci aveva regalato alcuni tra i brani più belli mai composti per un videogioco. Il suo successore, Takeharu Ishimoto, ha fortunatamente svolto un lavoro eccellente, producendo una moltitudine di tracce musicali che riescono a riprendere con naturalezza lo stile del maestro Uematsu e del titolo per PSOne. I brani inediti sono pregevoli, ma non mancano ottimi remix delle tracce ascoltate nel 1997, che amplificano ulteriormente l'effetto nostalgia al quale abbiamo già accennato: in particolare, non può non spiccare One Winged Angel, nella versione cinematografica realizzata per Advent Children.
Una menzione particolare merita il doppiaggio: gli attori scelti per doppiare Crisis Core sono principalmente quelli già utilizzati per prestare la propria voce ai medesimi personaggi in Advent Children e Dirge of Cerberus, mantenendo quindi una gradevole soluzione di continuità. La qualità generale è ottima, con una recitazione appropriata e naturale, un po' sottotono nel caso di alcuni personaggi, come Angeal e Genesis, ma sopra le righe per il resto del cast principale e secondario.

Revolution of Final Fantasy VII?

Crisis Core prende le distanze dal suo sequel temporale sul versante ludico, proponendo un impianto che miscela sapientemente i tratti più classici di Final Fantasy VII con un sistema di combattimento e gestione più moderno ed efficace.
L'esplorazione, come già detto, è un elemento minore in Crisis Core: essa è perlopiù lineare, intervallata dai canonici combattimenti e dalle cutscene che sviluppano la trama. Essenzialmente, il gioco procede attraverso una serie di capitoli durante i quali Zack dovrà raggiungere una certa destinazione o risolvere delle task, facendosi strada tra i nemici o interagendo con i personaggi secondari di turno. Il giocatore in prossimità di un punto di salvataggio può comunque accedere a un menù dove sono elencante delle missioni totalmente opzionali che possono essere intraprese per denaro o oggetti di vario genere: benché estremamente ripetitive, essenzialmente basate sull'esplorazione di una location e relativo annientamento di determinati mostri, le trecento missioni proposte si rivelano un diversivo per il potenziamento del personaggio e dell'equipaggiamento, ma sopratutto per garantire la possibilità di giocare partite veloci, una vera manna per chiunque scelga una console portatile. Il giocatore con pochi minuti a disposizione può accendere la PSP, completare una missione e tornare a lavoro.
Per quanto opzionali, le missioni permettono comunque di mettere le mani su oggetti di indubbio valore, sopratutto le Materia. Dai tempi di Final Fantasy VII il meccanismo che sfrutta questi cristalli magici non è cambiato: Zack può equipaggiare un numero variabile di Materia, e ognuna gli permette di utilizzare abilità e magie, o godere di bonus di vario genere. Il giocatore, poi, in combattimento seleziona rapidamente la Materia da utilizzare e l'attiva premendo l'apposito tasto, utilizzando gli MP o AP necessari, premurandosi di schivare i nemici o intrecciare la magia con combinazioni di colpi fisici basilari. Ogni Materia può essere potenziata e fusa con un'altra, per ottenerne sempre più potenti ed efficaci: questo ci rimanda direttamente al Digital Mind Wave.

Revolution of Final Fantasy VII?

Commento

L'attesa per questo nuovo capitolo della saga di Final Fantasy VII era spasmodica. Attese ripagate? Sì, ampiamente: Crisis Core regala ai nostalgici emozioni intense, grazie allo splendido revival del mondo di Zack e Aerith, merito di una PSP davvero in gran forma. Tecnicamente ottimo con ben pochi difetti, esempio insieme a God of War dei muscoli del portatile Sony, Crisis Core fonde una storia potente con un gameplay solido e accattivante. Combattimenti divertentissimi, longevità più che buona, un'enorme quantità di missioni secondarie che peccano di ripetitività almeno quanto sono encomiabili per l'offerta ai casual-gamer: un pacchetto di straordinaria qualità, che piacerà ai fan di Final Fantasy VII e a chi si avvicina, per la prima volta, al meraviglioso e cupo mondo creato da Squaresoft dieci anni fa. Imperdibile soprattutto per i fan, ma non solo.
Pro

  • Tecnicamente ottimo
  • Sistema di combattimento e gestione ben congegnati
  • Splendida trama
Contro
  • Missioni opzionali ripetitive
  • Il DMW talvolta è invadente

Il mistero della traduzione

Crisis Core è parlato in inglese, ma i testi sono stati tradotti completamente in italiano: chi non conosce la lingua straniera può tirare un sospiro di sollievo.