Darwinia - Recensione  0

Darwinia arriva finalmente anche nei negozi, con tutto il suo fascino anni '80 ed uno stile assolutamente unico. Un titolo curioso e per questo degno di grande attenzione.

Introversion Software

Nata in Inghilterra dalla passione di tre amici per i videogiochi, Introversion Software si è distinta nel corso degli ultimi anni per un numero non elevatissimo di progetti, tutti però in grado di avere un forte impatto sull'utenza, grazie all'unione di elementi tratti dai grandi classici del passato ad altri molto innovativi.
Nel 2001 viene rilasciato il loro primo progetto, Uplink, che mette il giocatore nei panni di un hacker, ma il successo globale arriva solo a fine 2005, quando Darwinia ottiene incredibili risultati, sia di pubblico che di critica. Nemmeno un anno dopo, il settembre scorso, Defcon, si impone come un capolavoro assoluto, il Risiko del ventunesimo secolo.
Attualmente, Introversion Software è al lavoro su Subversion, progetto ancora avvolto nella più stretta riservatezza. Per chi ancora non lo avesse fatto, il consiglio è quello di procurarsi al più presto l'intera softeca di questo incredibile sviluppatore.

Di tutto un po'

La prima caratteristica che Darwinia mostra di sé è quella che attinge a piene mani dagli strategici in tempo reale, dato che per sconfiggere i temibili intrusi che stanno devastando l'hard disk – ehm, il mondo – che fa da sfondo alle vicende, è necessario creare un massimo di tre unità, utili sia per attaccare, gli squadroni, che per svolgere ricerche ed interfacciarsi con i molti congegni sparsi per le mappe, gli ingegneri. Da queste limitate scelte di partenza se ne dipaneranno molte altre, ottenibili tramite il ritrovamento di alcuni artefatti, che aumenteranno arsenale, tecnologia e molto altro ancora. Qualsiasi unità, abilità o equipaggiamento si voglia utilizzare, lo si dovrà invocare tramite un apposito disegno, da tracciare con il mouse all'interno del menù principale; in modo simile a quanto visto in Black & White.
Al momento della battaglia il gameplay prende una prima, radicale svolta. Gli attacchi delle truppe devono essere effettuati manualmente, non è quindi possibile “linkarsi” ai nemici ed attendere che i propri sottoposti svolgano il loro lavoro. Se a ciò si aggiunge l'enorme presenza di virus da debellare contemporaneamente e la loro velocità nel muoversi, si capisce quanto la natura RTS del titolo si faccia da parte, a favore di una sfida quasi d'azione.
Alle fasi di creazione e di attacco, ne seguiranno altre in cui conquistare tramite le apposite unità alcuni punti di controllo, utili per aprire varchi che permettano di utilizzare i teletrasporti, necessari per muovere i nostri squadroni attraverso zone altrimenti invalicabili, o per attivare i gate di fine livello. La gestione delle risorse è quasi inesistente, così come non è possibile costruire edifici da zero; si potranno infatti solamente utilizzare per i propri scopi quelli già originariamente presenti. Questa estrema semplificazione degli aspetti gestionali, comunque, non inficia per nulla la profondità complessiva del gameplay, aiutando semplicemente ad aumentarne il ritmo.
I controlli sono piuttosto intuitivi, anche se purtroppo il solo mouse non è sufficiente e si è costretti a muovere la telecamera tramite tastiera. La difficoltà della sfida proposta non è mai eccessiva e la curva d'apprendimento è piuttosto morbida, così che anche gli utenti meno smaliziati potranno godere di un'esperienza appagante.
La longevità rappresenta invece la maggiore nota dolente, dato che non saranno necessarie più di una decina di ore a completare le missioni proposte e, fatto ciò, gli stimoli a caricare nuovamente Darwinia saranno minimi, vista l'assenza di modalità secondarie e soprattutto di una qualsiasi forma di multiplayer. Gli appassionati di modding saranno comunque felici di sapere che, portato a termine il gioco, sarà disponibile un editor delle mappe e la possibilità di utilizzare quelle già create da altri utenti.

Gusto retrò

Lo stile grafico scelto per Darwinia è semplicemente perfetto. L'ambientazione “interna” ad un computer è resa grazie alla rappresentazione di personaggi ed oggetti in maniera stilizzata e con colori cangianti, per un effetto finale che non può non riportare alla mente gli anni '80 e, nello specifico, una pellicola come Tron.
Detto ciò, non è lecito aspettarsi nulla di veramente sconvolgente. Gli effetti sono realizzati in modo piuttosto approssimativo, così come quasi tutte le animazioni, mentre le texture offrono un livello di dettaglio davvero minimo; il tutto, comunque, a beneficio di chi non disponesse di un PC dalla configurazione particolarmente spinta.
Il sonoro è buono, le musiche accompagnano l'azione senza mai essere invadenti e offrono una discreta qualità. Effetti poco vari ed un doppiaggio ottimo, anche se a parlare è sempre e solo Sepulveda, chiudono un quadro mediamente convincente.

Requisiti di sistema


Requisiti Minimi:

  • Processore: Pentium 3 800 Mhz
  • RAM: 128 Mb
  • Scheda Video: 3D 32 Mb
  • Spazio su disco: 50 Mb
Configurazione di prova
  • Processore: Intel Pentium 4 3,4 Ghz HT
  • RAM: 1 Gb
  • Scheda Video: NVIDIA 7900

Conclusioni

Darwinia è il gioco che non ti aspetti. Propone una gameplay estremamente vario, che unisce elementi da RTS ad altri d'azione e, in alcuni casi, addirittura da puzzle game. La varietà è quindi garantita, così come l'immediatezza e il divertimento. Casomai il problema è la durata, troppo limitata e minata da una rigiocabilità inesistente.
Sonoro e grafica hanno fascino da vendere, anche se quest'ultima è un po' limitata da una realizzazione piacevole ma migliorabile.
Consigliato senza riserve, comunque, anche solo per giocare a qualcosa di diverso, tra un blockbuster ed il successivo.

Pro

  • Originale e molto divertente
  • Stile e atmosfera unici
  • Non richiede un PC di ultimissima generazione
Contro
  • Tecnicamente non al passo con le ultime produzioni
  • Il gameplay ibrido potrebbe indispettire qualcuno
  • Longevità scarsa

Darwinia è un gioco particolare, non incredibilmente innovativo come sembrerebbe, ma unico e ricco di spunti interessanti. La storia è tanto semplice quanto bizzarra e mette il giocatore nei panni di una non precisata entità, che all'interno di un computer dovrà cercare di salvare i darwiniani, piccole creature misteriose nonché ultima trovata nel campo dell'intelligenza artificiale di un curioso genio dell'informatica, Sepulveda, costantemente messe in pericolo da temibili virus dalle non troppo originali sembianze di vermi, ragni ed altre orribili bestiole.
Se le premesse sono quantomeno atipiche, tutta l'impostazione scelta per le 10 missioni che compongono questo prodotto, inizialmente distribuito su piattaforma Steam ed oggi nei negozi italiani grazie a DDE, formano un quadro interessante, una commistione di generi difficilmente ripetibile, con richiami costanti ad altri titoli.