Dead or Alive Xtreme Beach VolleyballDead or Alive Xtreme Beach Volleyball 

La pallavolo secondo Tecmo? Discinte ed avvenenti fanciulle che si divertono sulle spiagge di una sperduta quanto idilliaca isola tropicale, facendo shopping, prendendo il sole e giocando al casinò.
Scoprite tutto su uno dei più controversi giochi per Xbox leggendo la nostra esaustiva recensione completa!

Dead or Alive Xtreme Beach Volleyball Dead or Alive Xtreme Beach Volleyball

Tutto qui? Affatto. La pallavolo è giusto un prestesto, DoAX in realtà è un perfetto simulatore di vacanza virtuale, che attinge a piene mani come concetto dai classici giochi di appuntamento tanto amati dai videogiocatori giapponesi quanto snobbati e ignorati qui da noi. Si sceglie un personaggio, tutte ragazze già viste in DoA3 più la new entry Lisa, e si parte per quindici giorni di vacanza sull’esotica Zack Island. Lo scopo del gioco è principalmente quello di divertirsi, guadagnando soldi, facendo shopping sfrenato, visitando svariate locazioni, interagendo con le altre inquiline dell’isola e, perché no, facendo una partita di pallavolo di tanto in tanto. Le giornate sono divise in quattro periodi (mattina, pomeriggio, sera, notte), durante i quali possiamo scegliere di compiere una sola azione o di recarci in un solo luogo dell’isola, selezionandolo da un’apposita mappa: si va in piscina, si prende il sole, si salta sui materassini, si chiacchiera e si prova a convincere le altre gentili donzelle, a suon di costosi regali, a far coppia con noi e ad accompagnarci. A seconda del periodo della giornata e del luogo in cui ci troviamo il nostro personaggio si renderà partecipe di diverse scenette, svelandoci particolari della sua vita privata e compiendo svariate azioni: in questo caso un ottimo sistema di gestione della telecamera virtuale ci consentirà di gestire l’inquadratura della scena e di zoomare sui, ahem, ‘particolari’ più interessanti…
Di notte tutti al casinò virtuale, dove incrementare le proprie disponibilità economiche giocando a Black Jack, Poker, al tavolo della Roulette o a svariate Slot Machine. Con l’unico scopo di ammassare abbastanza quattrini per poter acquistare e collezionare la moltitudine di oggetti con cui abbigliare le nostre bamboline virtuali: cappellini, costumi, scarpe, mollette per i capelli, accessori di ogni genere e persino smalti per unghie e lozioni solari per prendere la tintarella.
Divertente? Beh, questo è molto, molto soggettivo e dipende direttamente dal vostro amore per la serie di DoA…

Dead or Alive Xtreme Beach Volleyball

Curve perfette...

Dal punto di vista tecnico il titolo Tecmo mette in mostra, ancora una volta, i poderosi muscoli di Xbox. Il motore grafico è portentoso, con personaggi e ambienti dettagliatissimi ed un frame rate sempre saldamente ancorato ai 60fps. Grande il dispendio di poligoni per riprodurre al meglio le curve digitali, pressochè perfette, delle protagoniste del gioco, ottime e fluidissime le animazioni. Gli unici difetti, proprio a voler essere maniacalmente pignoli, sono da ricercarsi in un paio di texture non all’altezza come dettaglio e nella mancanza di animazioni di transizione durante le partite di pallavolo, con il risultato che il passaggio da una posizione all’altra delle giocatrici risulta un po’ troppo brusco. La ricca colonna sonora, prevalentemente pop, spazia da Christina Aguilera a Bob Marley passando per le Spice Girl e non mancherà di soddisfare gli appassionati del genere. La selezione è azzeccata e si adatta perfettamente allo spirito del gioco ma, nel caso non dovesse essere di vostro gradimento, è stata ovviamente inclusa la possibilità di rippare e utilizzare i vostri brani musicali preferiti.

Commento

DoA Xtreme Beach Volleyball va visto, e giudicato, per quello che è e per quello che propone. E’ un divertissment rivolto principalmente ai fanatici adoratori della serie di Dead or Alive e delle sue prosperose protagoniste femminili. E’ un classico ‘gioco di appuntamenti’, di quelli che tanto fanno impazzire i giocatori nipponici, condito da un buon numero di minigame più o meno divertenti e con una sezione pallavolo troppo limitata per essere proposta come gioco in sé. Certo i fans lo ameranno, galvanizzati dalla possibilità di collezionare una gran quantità di oggetti e di interagire, influenzare, spiare la vita delle loro beniamine. Gli altri si stuferanno ben presto di collezionare costumi e smalti per unghie. Uomo avvisato… Pro:
Ottimo impatto grafico Struttura di gioco originale Buona colonna sonora
Contro:
Eccessivamente carente la parte volleyball Estremamente ripetitivo e limitato Rivolto soprattutto ai fans della serie

Dead or Alive Xtreme Beach Volleyball Dead or Alive Xtreme Beach Volleyball
Dead or Alive Xtreme Beach Volleyball Dead or Alive Xtreme Beach Volleyball
Dead or Alive Xtreme Beach Volleyball

Basta la presentazione per comprendere appieno lo spirito di Dead or Alive Xtreme Beach Volleyball: una carrellata di scene che ritraggono le protagoniste del gioco, le belle lottatrici rese celebri dalla serie di DoA, intente a divertirsi nei modi più disparati, ben poco vestite e con sguardo costantemente ammiccante alla telecamera. Ballano, si divertono in mare e in piscina, vanno a pattinare. E non giocano nemmeno per un istante a pallavolo.

Eh già, non lasciatevi ingannare dal titolo: DoA X non è una simulazione di pallavolo. Non è nemmeno un gioco di pallavolo, né vuole esserlo. La parte volleyball nel titolo Tecmo è poco più che un minigame, semplicistico e dalle opinabili scelte di design. E’ divertente? Certo. Ma è anche molto, molto limitato. L’azione, veloce e spettacolare, è controllata, oltre che dallo stick analogico con sui muovere il nostro alter ego digitale, dall’utilizzo di soli due tasti: uno per passare/alzare la palla alla nostra compagna di squadra, l’altro per spedirla nel campo avversario. Una scelta di per sé condivisibile, non foss’altro che le partite si riducono a un casuale pigia pigia di tasti nel tentativo di combinare qualcosa. La prospettiva adottata rende estremamente difficile stabilire l’esatta posizione della palla in relazione al terreno e la telecamera, la cui posizione non può essere manualmente impostata dal giocatore, ci regala spesso inquadrature infelici e che tendono a rendere ancora più confuso il gameplay. Inoltre la nostra compagna di squadra controllata dal computer tende ad essere un po’ troppo indipendente: volete che vi alzi la palla e lei schiaccia, anche da metà campo e da distanze impossibili, è nella posizione migliore per ricevere e rimane impalata a guardare la palla cadergli inesorabilmente a un metro dai piedi. Con il risultato che è pressochè impossibile riuscire a impostare una qualsivoglia strategia offensiva/difensiva efficace. Per concludere nonostante sia stata inclusa una modalità di gioco Exhibition il Team Ninja non si è preso la briga, e non ne capiamo proprio il motivo, di introdurre una modalità a quattro giocatori.

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