Devil May Cry 4 - Recensione  0

Devil May Cry fa per la prima volta la sua apparizione sulle console dell'attuale generazione, saprà essere sempre il solito ottimo action/adventure di sempre?

PlayStation 3 vs Xbox 360

Dal punto di vista tecnico le due versioni sono praticamente indistinguibili tra loro, con leggere differenze dovute alla diversa uscita video, che rende l'immagine su PlayStation 3 leggermente più definita. Entrambe le versioni godono di un sistema di obiettivi, che in più su Xbox 360 viene come sempre legato alla gamertag del giocatore.
A fronte infine di un'installazione su disco di durata pari a circa 20 minuti (!), la versione PS3 offre dei caricamenti più immediati rispetto alla controparte 360, talvolta marginali, talvolta dimezzati. Detto questo, rimangono anche sulla console Microsoft assolutamente accettabili in qualsiasi momento dell'avventura.

Commento

Divertente, spettacolare, estremamente rigiocabile. Questi, in sintesi, i tre aspetti positivi principali di Devil May Cry 4, che prosegue la strada dei suoi predecessori e sfrutta le nuove tecnologie per proporre situazioni ancora più al limite e passaggi che permangono memorabili nella testa del videogiocatore. Di contro alcune meccaniche sono troppo legate al passato, così come la scarsa interazione con l'ambiente circostante e un backtracking talvolta eccessivo. Anche alla luce del fatto che attualmente concorrenti non è che ce ne siano così tanti, il titolo Capcom si posiziona nelle primissime posizioni, ed è sicuramente meritevole di essere preso in considerazione da tutti gli amanti del genere, che potrebbero eleggere Nero come proprio nuovo idolo o sacrificarlo sull'altare del redivivo Dante.

Pro

  • Ottimo sistema di controllo
  • Divertente e con molti extra
  • Buon impatto visivo
Contro
  • Meccaniche per certi versi retrograde
  • Backtracking evitabile
  • L'innovazione non è il suo forte

Xbox 360 - Obiettivi

Devil May Cry vi farà sudare le proverbiali sette camice per acquisire tutti i 1000 punti disponibili. Finendo una prima volta l'avventura principale se ne ottengono ben pochi (meno di 100) e quindi bisogna "sforzarsi" di ottenere valutazioni di stile elevate, completare il titolo ad ogni livello di difficoltà, acquisire un determinato numero di sfere rosse, portare a termine i 100 livelli della modalità survival e così via. Insomma, saranno necessarie un bel (tanto) po' di ore di gioco per conseguire il tanto agognato perfect score da esibire nella propria gamertag.

You, son of Sparda!

Pronti, via, si seleziona il livello di difficoltà tra i due inizialmente disponibili, e si viene catapultati nel mezzo dell'azione e nei panni di Nero, nemesi di Dante e anch'esso infuso di poteri demoniaci che si manifestano sottoforma del suo braccio destro, in grado di regalargli mosse inaspettate e sempre utili in combattimento. La parte iniziale è cosa nota, riprende infatti le locazioni già viste nella demo disponibile su PSN e Xbox Live e fa subito assorbire la struttura di gioco, decisamente simile ai precedenti capitoli. Venti missioni in tutto, inframezzate da sequenze precalcolate altamente spettacolari, nelle quali bisogna raggiungere una certo punto e affrontare i numerosi nemici e boss presenti, nel tentativo di sventare l'ennesima minaccia che questa volta vede l'indole umana cercare di ottenere un potere più grande di lei, aprendo alcuni portali che mettono in connessione il mondo umano con quello demoniaco. La configurazione dei tasti, completamente personalizzabile dal giocatore, prevede l'uso del triangolo (o Y in versione 360) per la spada, il quadrato (X) per le pistole, la X (A) per il salto e il cerchio (B) per la presa, caratteristica peculiare di Nero. Come da tradizione non manca la possibilità di usare questi tasti in congiunzione con quelli dorsali per eseguire mosse più sofisticate e soprattutto le combo, che contribuiscono ad aumentare i famosi punti stile, utili tra l'altro a rendere gli attacchi più potenti e ad acquisire un maggior numero di sfere.
Queste ultime come sempre sono di vario colore, con quelle rosse a farla da padrone e necessarie per acquistare oggetti che aumentano le varie barre di energia. Alla fine di ogni livello, in base ad alcuni fattori come il tempo impiegato o gli stessi punti stile, il gioco fornirà le cosiddette anime fiere, che possono essere spese per aggiungere nuove abilità al protagonista principale, e potenziarne un aspetto piuttosto che un altro.
Nero, che all'apparenza sembra essere il fratello più giovane di Dante, più pulito in volto e con un vestito di una marca concorrente, non può ovviamente lesinarsi dall'essere in possesso di diversi poteri demoniaci, grazie anche alla rediviva spada Yamato, colma di potere che può essere rilasciato ciclicamente aumentando l'apposita barra ed estremamente utile nei combattimenti contro i boss, vero punto dominante di questo quarto capitolo. Ne troverete infatti in ogni dove, piccoli, medi, giganti, alcuni dei quali davvero spettacolari e interessanti da sconfiggere.

You, son of Sparda!

Proprio quando Nero sembra aver dato tutto, e incomincia a stancare quella sua faccia da ragazzo per bene, il gioco fa una sterzata e permette di governare Dante (non vi diciamo a partire da quale missione e fino a quando, tiè), che pur facendo qualche qualche apparizione già in precedenza, ad un certo punto entra di prepotenza nella storia, con il proprio carisma e soprattutto proponendo un sistema di controllo e di combo differente. Non più un braccio demoniaco per le prese, ma quattro stili differenti e personalizzabili (vi consigliamo di puntare esclusivamente su uno, almeno al primo giro), alcune armi accessorie degne dell'ispettore gadget, e tanta cattiveria, che rendono, almeno a nostro modo di vedere, il suo utilizzo ancora più divertente.
Peccato che, di contro, proprio in queste missioni si concentrano e manifestano i maggiori difetti del gioco, dotato di una struttura che fa proprie meccaniche un po' antiquate, con livelli poco interattivi, alcune pecchè come la possibilità di selezionare gli oggetti solamente tramite menu e soprattutto un eccessivo backtracking e rimpasto degli stessi boss, che vengono affrontati più volte anzichè proporne di nuovi. A questo dobbiamo aggiungere la presenza di puzzle tutt'altro che impegnativi e soprattutto divertenti, anzi diremmo un paio alquanto fastidiosi.

Lo stile fa la differenza

Fortuna che a tenere a galla il tutto ci pensano l'estrema confidenza che si ha subito con i due protagonisti principali, le ottime sequenze di intermezzo e gli scontri spesso spettacolari, pur essendo per così dire retrò le meccaniche di Devil May Cry 4 permangono infatti piuttosto fresche, e il gioco si porta a termine con soddisfazione, grazie anche al sapiente rimescolamento dell'azione.
Altro marchio di fabbrica della serie è la rigiocabilità, chiara distinzione tra un gioco qualunque e un brand forte come quello di Devil May Cry. Portare a termine l'avventura una prima volta rappresenta infatti solo l'inizio per un gioco dalla vocazione così hardcore, nuovi livelli di difficoltà, una modalità survival composta da 100 livelli, gallerie fotografiche e filmati sono dietro la porta, nel tentativo anche di acquisire tutte le abilità di Dante e Nero, che dopo un primo giro vengono ottenute solo in parte e sono necessarie per sbloccare tutti gli obiettivi, presenti anche su PlayStation 3, seppur non legati a nessuna gamertag.
Il comparto grafico di Devil May Cry è un chiaro esempio di come il "mestiere" conti prima della realizzazione puramente tecnica, se esaminato infatti nel dettaglio il titolo le lacune si notano chiaramente, come texture che vanno dal buono all'appena sufficiente, ambienti mai troppo grandi e telecamera manuale solo a discrezione dei programmatori, di contro abbiamo un impatto complessivo assolutamente soddisfacente, merito delle ottime inquadrature, di come vengono usate le fonti di luce e le ombre, e delle animazioni, il tutto sempre e indissolubilmente a sessanta fotogrammi al secondo. Le musiche seguono il filo conduttore dei precedenti capitoli e vanno in base ai gusti, ce le saremmo aspettate meno ripetitive, soprattutto nei combattimenti, ma in generale garantiscono sempre un accompagnamento adeguato, e culminano con un brano interamente cantato nei titoli di coda.