Dynasty Warriors: Fighter\'s Battle DSDynasty Warriors: Fighter's Battle - Recensione 

La scintilla del combattimento scocca anche sul portatile di Nintendo. La dinastia riuscirà a far breccia tra gli utenti del Ds?

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C'era una volta in Cina

La storia che fa da sfondo a Dynasty Warriors è la stessa di sempre: diverse fazioni sono i lotta per conquistare le regioni dell'antica Cina, il giocatore dovrà schierarsi e prendere parte alla battaglia, sbaragliando tutti i nemici che si pareranno davanti per conquistare la vittoria finale. Oltre a non riuscire a trovare un pretesto nuovo, oltre che decente, la struttura di gioco di questo capitolo su Ds non cambia di una virgola rispetto ai propri predecessori. La modalità principale di gioco è quella dedicata alla campagna single player, prima però di posare i propri piedi sul campo di battaglia si viene introdotti all'arte della guerra (pratica) da un breve ma esauriente tutorial, che prende in considerazione nella prima parte i controlli di gioco per passare nella seconda alle condizioni di vittoria sul campo. Ogni capitolo di gioco, relativo alla campagna in una delle 11 regioni presenti nell'impero, è suddiviso in due macro-fasi, in cui il giocatore prima dispone tatticamente le proprie risorse ed in secondo luogo viene catapultato direttamente sul terreno di scontro. La prima fase, sicuramente la meno 'attiva' tra le due, è il momento in cui il giocatore sceglie all'interno di un mazzo di carte (all'inizio decisamente limitato e col procedere nell'avventura sempre più completo) i suoi 3 generali di supporto in battaglia, ovvero i tre personaggi che avranno il compito di difendere gli avamposti intermedi ed il campo base finale. La seconda fase, come precedentemente annunciato, è quella dedicata al combattimento ovvero al momento in cui il giocatore ed il proprio avversario si sfidano sul campo nel tentativo di conquistare la base nemica e proseguire l'opera di conquista. Il terreno di gioco è rappresentato nello schermo inferiore del Ds come una mappa con una serie di icone che simboleggiano la posizione (e la situazione) dei propri avamposti e di quelli dell'avversario. Lo scopo del giocatore è quello di muoversi lungo la mappa, conquistando prima gli avamposti nemici e poi andando dritti al campo principale per combattere il generale preposto alla difesa dell'accampamento. Nel corso degli spostamenti tra le differenti aree, il giocatore può strategicamente decidere di scontrarsi sul campo direttamente con il proprio avversario e -risultando vincente- relegarlo per un breve lasso di tempo lontano dal terreno di scontro. Ad ogni battaglia vinta corrisponde un carta conquistata per il proprio mazzo di carte, in modo da poter sfruttare forze nuove e più potenti per le battaglie a seguire.

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Animi di guerra

Le fasi di battaglia ricalcano i capisaldi della serie: all'interno di ambientazioni di medie dimensioni, il giocatore ha l'obbligo di combattere un certo numero di avversari (indicato in alto a destra nella schermo) per far sì che vengano sbloccate le porte che conducono alle aree successive. Nel caso di ambientazioni che contengono avamposti nemici, il numero di nemici da battere indicherà inoltre il segnale di apertura della porta dell'avamposto, portando il giocatore allo scontro con il generale di turno. Anche il sistema di combattimento resta totalmente invariato: orde di nemici attaccano contemporaneamente il giocatore che, dotato di incredibile forza ed una serie di mosse speciali, riesce a tener testa anche a decine e decine di avversari in una sola volta. Il sistema di controllo del proprio personaggio, permette al giocatore di sfruttare due tipi diversi di attacchi basati sull'arma, di utilizzare la classica mossa 'Musou' (una super mossa speciale in grado di infliggere un grandissimo danno) ed infine di utilizzare una sorta di mossa speciale elementale per aiutarsi ulteriormente. Quest'ultimo tipo di attacco è possibile utilizzarlo solo dopo aver raccolto i token/monete che compaiono dopo aver sconfitto i nemici. Seppur sulla carta abbastanza valido, l'esperienza di gioco soffre -prima di tutto- di un eccessiva semplicità ed appiattimento: le battaglie sono simili tra loro, non ci sono obiettivi che diversificano l'avventura ed anche l'inserimento delle carte per dare un tono 'tattico' al gioco, risulta essere a conti fatti un elemento alla lunga monotono poichè, con ben 120 carte a disposizione, il giocatore si troverà spesso e volentieri a giocare sempre e solo con le stesse 10/15.

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Animi di guerra


Se dal lato relativo alla struttura di gioco, questo Dynasty Warriors è assimilabile quasi in tutto e per tutto ai suoi predecessori sulle altre piattaforme, l'aspetto in cui è assolutamente più deficitario è quello grafico. Le animazioni dei personaggi su schermo sono scarne, con pochissimi frame e soprattutto per nulla definite; i nemici sono rappresentati da elementi che ricordano da molto più vicino delle semplici macchie di colore in toni che vanno dal grigio al marrone piuttosto che forme umane, i personaggi principali e secondari pur avendo a disposizione un folto numero di mosse ed attacchi, sembrano essere sempre e comunque caratterizzati alla stessa maniera, rendendo spesso anche difficile il solo riconoscimento di questi. Le ambientazioni -allo stesso modo- sono minuscole e noiosamente monotone, con texture scialbe e piatte. Il comparto sonoro non vive di miglior fortuna, le musiche della serie non sono mai state memorabili e anche queste non fanno purtroppo differenza, la differenza la fanno però gli effetti sonori, decisamente al di sotto della sufficienza per un gioco per Ds.

Commento

Questo Dynasty Warriors per Ds ha una grossa mancanza: toglie la spettacolarità ad un prodotto a cui ormai non è rimasto nient'altro. Seppur supportato da una buona struttura di gioco, portata con buoni risultati su Ds (il pennino non viene comunque mai utilizzato e così -ovviamente- il touch screen), il lato grafico ed un eccessiva monotonia ne pregiudicano il risultato finale. Forse per KOEI è giunto il momento di rivedere la serie o di cominciare a sviluppare nuove idee.

Pro Struttura di gioco in tutto e per tutto simile alle versioni casalinghe 120 carte relative a personaggi di gioco Contro Reparto grafico totalmente inadeguato Alla lunga noioso e monotono E' sempre il solito Dynasty Warriors

Dynasty Warriors: Fighter's Battle DS è disponibile per DS.
La versione usata per questa recensione è quella per DS.

Nel mondo dei videogiochi esistono tutta una serie di giochi 'itineranti', di quelli che si segnalano per almeno un'incarnazione in tutte le console presenti attualmente sul mercato. Uno degli esempi più lampanti è probabilmente quello rappresentato dalla saga dedicata ai Dynasty Warriors, capaci di combattere le loro guerre per il predominio del clan su tutte le console che sono venute dopo la nascita del primissimo capitolo su psx. Da allora, per KOEI, la strada è strada lastricata di dinastie più o meno simili che hanno lottato duramente pur di ottenere un minimo di visibilità. E, terminato il giro delle console casalinghe, è ora arrivato il turno del Nintendo Ds di ospitare la saga, con tutto il suo carico di atmosfere d'oriente, spade, lance e cavalli sellati da battaglia.

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