Europa Universalis III Complete - Recensione  8

Arriva l'antologia completa dedicata a Europa Universalis III. Siete pronti a tuffarvi a capofitto in quasi 500 anni di storia?

Ormai presumibilmente in dirittura finale del suo ciclo vitale, Paradox celebra i due anni dall'uscita della terza iterazione del suo titolo più famoso e apprezzato con l'uscita di Europa Universalis III Complete, una raccolta a prezzo "da amisci" che in un disco unico racchiude il titolo base e le due espansioni Napoleon's Ambition e In Nomine. Il tutto si traduce in una minuziosa e completa riproduzione storica della situazione geopolitica europea (e non solo) compresa tra il 1399 (l'incoronazione di Enrico IV d'Inghilterra) e il 1820 - più o meno il capolinea dell'Europa di Napoleone. Al giocatore il compito di scegliere l'arco temporale preferito e prendere le redini di uno qualsiasi dei 250 stati sovrani a disposizione, entrare nei panni sporchi e puzzolenti di un reggente dell'epoca e tentare di dominare il mondo, piuttosto che semplicemente cercare di non essere annientati dalla violenta espansione delle nuove potenze sorte delle ceneri dell'Impero Romano o destreggiarsi con intrighi e abili manovre di corte per cavalcare sapientemente le onde della diplomazia. O fare tutto questo contemporaneamente.

Un giorno, tutto questo sarà tuo

Descrivere con poche migliaia di caratteri un titolo come Europa Universalis III è compito difficile - per chi sta scrivendo - e ingrato - per il gioco - soprattutto alla luce di quella moltitudine di piccoli e grandi miglioramenti che le due espansioni hanno apportato al già complesso cuore ludico del titolo base. Bastano poche ore di gioco, tuttavia, per apprezzare sopra tutti l'inedito sistema di Decisioni e di Missioni introdotte proprio con In Nomine.
Le Decisioni, in particolare, sostituiscono grosso modo quello che precedentemente rappresentavano gli Eventi (fissi o casuali che fossero) e permettono al giocatore di tentare di influenzare la vita civile, politica e religiosa dell'intera nazione o di singole regioni. Ogni Decisione sarà attuabile solo dopo l'accadimento di particolari pre-condizioni e, sporadicamente, alcune di esse saranno rese disponibili solo per certi stati.
Giocando con la Venezia dei Dogi, ad esempio, tra l'ampio ventaglio di Decisioni a disposizione sarà presente anche quella che prevede l'unificazione dell'Italia, che ovviamente sarà però attivabile solo dopo aver conquistato o annesso il resto degli stati italiani. Giocando con la Spagna, invece, potreste istituire l'Inquisizione mentre comandando le Americhe, a un certo punto del gioco, potrete richiedere l'Indipendenza e così via. Se le Decisioni vengono comunque relegate a un ruolo passivo, lasciate semplicemente a disposizione del giocatore, le Missioni invece sono delle vere e proprie sfide lanciate dal gioco nei confronti del giocatore. Anch'esse direttamente legate alla Nazione interessata consistono tanto in azioni militari, quanto diplomatiche o anche semplicemente commerciali. Gli americani, ad esempio, potrebbero dover conquistare la Florida, piuttosto che difenderla. Mentre guidando gli Spagnoli ci è capitato di vederci chiedere di migliorare le nostre relazioni con i vicini casigliani per poi farli diventare Cristiani.
Il compimento di ogni missione porterà in dote bonus particolari come ad esempio prestigio o stabilità aggiuntiva.
Indirettamente, soprattutto le missioni aiutano anche la già raffinata intelligenza artificiale dei nostri nemici, donando alle fazioni comandate dal computer una certa personalità e coerenza di comportamento. Più in generale, Missioni e Decisioni sono un modo tanto semplice quanto intelligente per offrire ai giocatori più spaesati e meno avvezzi a questo genere di giochi una sorta di traccia guida, una serie di piccole tappe intermedie in grado di accompagnare e al tempo spesso stimolare lungo tutto il proseguimento del gioco. Il tutto senza intaccare la natura aperta e in un certo qual modo "anarchica" che da sempre contraddistingue tutti i titoli della serie.
A differenza di molti altri strategici sulla piazza, in Europa Universalis il concetto di vittoria è sempre piuttosto vago ed ambiguo, oltre che lasciato alla libera interpretazione del giocatore. Dopo qualche partita potreste riscoprirvi a trarre maggiori soddisfazioni a sopravvivere a stento guidando il Granducato di Toscana, di matrimonio in matrimonio, piuttosto che tentando di conquistare il Mondo mettendolo a ferro e fuoco con il potente Impero Spagnolo.
Per il resto, le due espansioni riescono ad incrementare senza ombra di dubbio la profondità e il fascino di Europa Universalis III, arricchendolo di inedite sfumature inedite e quanto mai benvenute, non dimenticando di mettere qualche pezza sugli aspetti più claudicanti delle meccaniche del gioco base, come la gestione dei mercanti (finalmente automatizzata) e dei coloni (colonizzare l'America del Sud con la Polonia sarà decisamente più difficile e verosimile).

In attesa del quarto capitolo

Il motore grafico di Europa Universalis III Complete non porta in dote nessuno dei miglioramenti che hanno invece interessato lo spin-off Europa Universalis: Rome e rimane quindi pressoché identico a quello di due anni fa. Parliamo quindi di un dettaglio grafico sacrificato in nome del treddì senza però fregiarsi di nessun reale vantaggio apportato dall'introduzione della terza dimensione. Anzi.
Almeno da questo punto di vista Civilization IV o anche solo la sezione strategica della serie Total War potrebbe - e dovrebbe - insegnare molto ai designer di Paradox.
L'interfaccia utente, invece, è stata revisionata con il chiaro intento di rendere ancora più accessibili le informazioni e intuitive le azioni. Purtroppo, l'obiettivo sembra essere riuscito solo a metà. Se infatti le informazioni riguardo lo stato del nostro Impero appaiono facilmente raggiungibili - almeno dopo un certo periodo di apprendimento - ancora troppo spesso operazioni apparentemente semplici e innocue, come il consolidamento delle truppe o delle flotte, all'atto pratico diventano complesse e a volte addirittura oscure.
A peggiorare la situazione, la mancanza della lingua italiana e la totale assenza di un qualsivoglia manuale cartaceo. Ma per le poche decine di euro a cui il pacchetto viene venduto, non potevamo certo chiedere di più. Inoltre potremo rifarci con un bellissimo - e inutile - poster tutto a colori e con la lodevole iniziativa di offrire a tutti gli acquirenti una seconda copia digitale aggiuntiva (di backup) e completamente gratuita, da poter scaricare tramite un servizio di Digital Delivery.

Commento

Per tutti quelli che ancora avevano il dubbio se cimentarsi o meno con il terzo capitolo della serie Europa Universalis il momento è giunto: comprate il gioco e chiedete delle ferie sul lavoro.
Allo stesso modo, tanto che vi siate goduti il titolo base o che vi sia rimasto in bocca un amarognolo retrogusto di delusione, sappiate che specialmente i contenuti introdotti dall'ultima espansione - In Nomine - sono in grado di valorizzare Europa Universalis III e di farlo diventare un titolo imprescindibile per tutti gli amanti del genere.
Certo, la grafica rimane quella che è (bruttina) e anche l'interfaccia utente per quanto ulteriormente rivista e riprogettata, tende a rimanere sporadicamente ostica, per non dire criptica. Ma è un prezzo che paghiamo volentieri, a fronte di una tale mole di contenuti ludici.

Pro

  • Praticamente infinito
  • Stabile, completo e rifinito
  • Modalità multiplayer completa e ben implementata
Contro
  • Graficamente obsoleto
  • Manca il manuale cartaceo e il gioco è completamente in inglese
  • Interfaccia utente perfezionabile

PC - Requisiti di Sistema


Requisiti Consigliati

  • Processore: Pentium 1.9 GHz o Athlon equivalente
  • RAM: 512 MB
  • Scheda Video: 3D 128 MB compatibile DirectX 9.0c e Pixel Shader 2.0
  • Lettore: CD-ROM
  • Interfaccia di rete (per partite via LAN o Internet)
  • Scheda audio compatibile DirectX 9.0c
Configurazione di Prova
  • Processore: AMD Athlon64 X2 4200+
  • RAM: 4 GB
  • Scheda Video: ATI HD 4850 512MB