Exit 2Exit 2 - Recensione 

L'Harry Houdini del ventunesimo secolo? Ma è Mr. Esc, ovvio! E indovinate un po? Ha appena trovato altri 100 stage da cui scappare...

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Io sono quello che ti tirerà fuori dai guai

Così recita il motto di Mr. Esc, maestro indiscusso di escapologia, unico uomo al mondo in grado di portare il salvo tutte le persone in difficoltà dotato della sua sola arguzia ed agilità. Exit 2 ricalca fedelmente la struttura del suo predecessore: il protagonista è alle prese con 10 ambientazioni differenti, ognuna delle quali costituita da ulteriori 10 livelli con difficoltà variabile. Unico e solo scopo del giocatore è quello di portare in salvo tutti i personaggi all'interno del livello, studiandone la struttura in modo da mediare le varie capacità delle persone incontrate lungo la strada e di portarle sane e salve alla porta di uscita prima che il tempo limite arrivi inesorabilmente allo zero. I livelli sono strutturati alla stregua dei giochi di generazioni passate: piattaforme, blocchi da spostare, ascensori e oggetti da utilizzare per "sbloccare" il percorso e proseguire così il proprio cammino verso la libertà; il sistema di controllo riflette l'assoluta semplicità del gioco: un tasto per correre, un altro per prendere gli oggetti e tutto il resto del lavoro deve essere realizzato grazie all'abilità e all'intelligenza del giocatore. Per rimarcare ancora di più la forte connessione con tutto quel filone di giochi di una volta, i livelli di Exit non permettono errori: se si sbaglia l'ordine delle azioni da compiere, l'unica soluzione per proseguire è quella di affidarsi al classico "riprova" per ricominciare il livello, muovendosi in una diversa -e si spera più sensata- direzione. Il secondo punto cardine di Exit, il perno su cui ruota l'elemento "rompicapo" del gioco è determinato dalle tipologie dei personaggi da salvare, che differiscono non solo per aspetto anatomico ma soprattutto per via delle capacità di ognuno di interagire con gli elementi inseriti all'interno dei livelli. Le scatole -ad esempio- sono infatti spostabili solo da alcune categorie di personaggi, altri possono compiere lunghi salti, altri ancora non hanno paura dell'acqua ed infine ci sono quelli che sono impossibilitati ad ogni compito -feriti- che hanno bisogno di essere portati in spalla da Mr. Esc o un altro dei salvati.I personaggi salvati possono essere comandati in maniera del tutto indipendente (e parallela) a Mr. Esc grazie all'utilizzo dello stick analogico e all'utilizzo del tasto Triangolo, con cui performare le azioni, spostarsi in un punto particolare dello stage e soprattutto recuperare preziosi oggetti -a volte irraggiungibili- per il grande escapologo. Per via di questo incastro di abilità è quindi assolutamente necessario che le azioni di salvataggio e sfruttamento dei salvati vengano eseguite in un preciso ed oculato ordine, è questo di fatto l'unico modo per portare a termine con successo il livello in gioco. Per via dei molti livelli e della possibilità degli sviluppatori di personalizzare i livelli sia secondo parametri di difficoltà legati alla presenza di ostacoli e di azioni legate ai personaggi, il gioco presenta un ottimo sistema di calibrazione di difficoltà dei livelli, dove i primi vengono utilizzati come una vera e propria palestra di comprensione degli strumenti in gioco, mentre gli ultimi rappresentano una vera e propria sfida anche per i giocatori più esigenti.

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Per chi proprio non fosse avvezzo ne alle capacità di Mr.Esc ne alla modalità di gioco "salva e scappa", Exit 2 mette a disposizione di tutti i giocatori un'ulteriore set di 10 livelli utilizzati come tutorial di apertura al gioco, utilissimi per capire i comandi, le capacità atletiche di Mr. Esc e soprattutto per esplorare per filo e per segno tutte le abilità delle tipologie di personaggi da salvare che poi si incontreranno nel corso del gioco, una gustosa anticipazione al gioco oltre che uno strumento vero e proprio di apprendimento all'escapologia. Oltre all'ormai classica struttura 10x10 dei livelli presenti nel gioco, è possibile scaricare ulteriori estensioni al gioco via internet grazie ai pacchetti resi disponibili sul sito ufficiale del gioco, un ottimo modo per prolungare l'esperienza di fuga di Exit. Le modalità di gioco terminano qui, ma due menzioni particolari vanno però fatte: la prima va all'opzione che permette al giocatore di vedersi i profili di tutti i personaggi salvati nel gioco, una vera e propria scheda contenente data e città di nascita, hobby ed informazioni particolari, assolutamente inutile ma da lodare la fantasia degli sviluppatori nel creare più di 300 profili differenti; seconda menzione speciale ai titoli di coda, in tutto e per tutto un lunghissimo livello del gioco da affrontare comandando Jet, l'acerrimo nemico (e collega) di Mr. Esc, l'uomo dotato di Jet Pack che preferisce salvare la gente volando per lo stage.

Per assurdo che sia, per quanto Exit si differenzi da tanti altri prodotti per un'assoluta semplicità dei controlli, è proprio in questo elemento che risiede il difetto principale del gioco: l'imprecisione


Per assurdo che sia, per quanto Exit si differenzi da tanti altri prodotti per un assoluta semplicità di controlli è proprio in questo elemento che risiede il difetto principale del gioco: l'imprecisione. Difetto già ampiamente presente nel primo capitolo di questa saga sulla fuga, gli sviluppatori per quanti sforzi abbiano fatto non sono riusciti a limare più di tanto la presenza di una serie di mancanze del sistema di controllo; il salto di Mr. Esc è probabilmente uno degli elementi che più risentono di questa imprecisione, dato che il gioco -per la sua struttura rompicapo- richiede spesso e volentieri che si superino degli ostacoli con salti che se mal eseguiti portano alla schermata di game over. Un altro degli elementi ancora purtroppo carenti è l'AI dei personaggi da salvare, spesso davvero difficili da muovere soprattutto tra un piano e l'altro del livello, con l'obbligo di studiare il loro percorso a tappe (ad esempio: sporgenza-scala mobile, scala mobile-oggetto) e perdere così secondi preziosissimi soprattutto avanzando nel corso dei livelli. Tutti difetti su cui è possibile soprassedere e che non inficiano drasticamente l'esperienza di gioco, ma che si spera che nel probabile Exit 3 vengano limati ancora una volta fino alla loro completa eliminazione. Graficamente Exit 2 è tanto bello quanto il primo e forse anche di più: lo stile minimalista, al tratto (che sembra strizzare l'occhio alla scuola di fumetti del calibro di Spy Vs. Spy), colorato con palette assolutamente sature che gli donano un particolare tocco retrò. Il comparto audio non resterà di certo nella storia dei videogiochi, i motivetti "jazzy" riescono più a stancare (se presi in grandi dosi) più che trasformarsi in brani orecchiabili e soprattutto le campionature delle voci dei personaggi vengono ripetute da questi fino alla morte, sin dal momento in cui compaiono in video fino al momento in cui non vengono salvati (il fatto che spesso alcuni livelli durino diversi minuti, va a scontrarsi duramente con questo elemento).

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Commento

Exit 2 è un bel rompicapo, costruito su fondamenta antiche e sicuramente ancora ben funzionanti, il tutto impiantato su di una delle più bizzarre e belle realizzazioni grafiche su PSP. I cento livelli a disposizione lo rendono un gioco decisamente longevo, e i livelli scaricabili dal sito ufficiale ne allungano ancora di più l'esperienza di gioco. Purtroppo Tecmo con questo capitolo innova davvero poco rispetto al primo, cavalcando evidentemente l'onda di successo riscontrata per proporre un'estensione di gioco arricchita di poche novità. Vanno segnalati i soliti problemi al sistema di controllo che, seppur non pesando eccessivamente sul valore del gioco, ne rappresentano comunque un ulteriore ostacolo al godimento. Pro: Decisamente longevo. Difficoltà ben calibrata. Livelli extra da scaricare via internet. Contro: Controlli poco precisi in alcune situazioni chiave. Musiche sotto tono. Troppo uguale al primo.

Escapologia. Per anni questa parola è stata utilizzata solo ed unicamente in ambito di illusionismo, indicando la capacità dei maghi (o illusionisti) di sapersi liberare da camicie di forza, gabbie e quant'altro. Per alcuni l'escapologia vale quanto l'istinto di sopravvivenza, c'è chi ne ha fatto un arte dell'evasione dalle prigioni più rinomate del mondo ed altri ancora -come Tecmo- che sono riusciti persino a crearci intorno un videogioco. Exit, questo il nome del gioco in questione, altri non è un manuale di fuga dalle peggiori situazioni immaginabili, un compendio costruito unicamente sull'abilità del giocatore di riuscire a mettere ogni tassello al proprio posto per liberare la strada verso la libertà. Quando circa un anno fa Tecmo si presentò su PSP con Exit fu una vera e propria sorpresa: un gioco dai lineamenti grafici decisamente stilizzati, con una struttura semplice ed accessibile in cui l'unico scopo era riuscire a portare in salvo un certo numero di personaggi all'interno di ridotte ambientazioni 2D piene di ostacoli. Controcorrente ma apprezzato da pubblico e critica, ecco finalmente arrivato nei negozi il seguito delle avventure di Mr. Esc, alla perenne e costante ricerca di una via di uscita: Exit 2.

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