Final Fantasy II: Anniversary EditionFinal Fantasy II: Anniversary Edition - Recensione 

Secondo remake per Square-Enix in occasione dei venti anni della serie Final Fantasy.

In occasione delle celebrazioni dei vent’anni di Final Fantasy, Square-Enix, divenuta “maestra” al pari di Capcom nello “spremere” a più non posso i suoi marchi migliori, ottenendone il massimo fra remake, spin-off, edizioni speciali, etc, non poteva certo esimersi dal ripresentare, in versione riveduta e corretta, anche il secondo capitolo della sua saga di JRPG, la più famosa di sempre, al fianco del primo. Esattamente come il suo predecessore, Final Fantasy II Anniversary Edition rappresenta un ulteriore tributo al fortunatissimo franchise al quale Squaresoft deve tutto il suo successo. Certo, per molti aspetti è innegabile che questa sia anche un’operazione commerciale, come lo fu a suo tempo quando uscì in versione un pò diversa da questa per GBA e PlayStation, ma è pur vero che per noi è l’occasione per riscoprire (o scoprire) un titolo che è ritenuto fra i capostipiti dei moderni giochi di ruolo, in una veste grafica nuova e molto più gradevole rispetto all’originale.

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L’Impero

Questo secondo capitolo della saga è tra l’altro il primo a caratterizzare i protagonisti del gioco, a partire dall’attribuzione ad ognuno di essi di un nome, ma soprattutto, di una identità “storica”, morale e spirituale ben definita. E’ anche il primo in cui compaiono i simpaticissimi Chochobo, vero e proprio simbolo della saga. Final Fantasy II narra la storia di un mondo in fermento, in cui il malvagio Imperatore di Paramekia, Mateus, stringe un patto con un demone per ottenere in cambio dei poteri straordinari in grado di fargli controllare mostri e creature di ogni tipo, da utilizzare per invadere e dominare il pianeta. Quando le truppe paramekiane penetrano nella città di Finn, quattro giovani abitanti, Maria, Firion, Leon e Gus, tentano la fuga per scampare al massacro che stà avvenendo, ma vengono raggiunti e uccisi in un bosco. Tuttavia, grazie ad un incantesimo, con l’intervento della principessa Hilda e del suo delfino Minriu in quel di Altea, vengono resuscitati, pronti a dare battaglia al perfido tiranno. Il gameplay del gioco ruota attorno al tradizionale concetto di esplorazione&combattimenti&potenziamento tipico dei vecchi GDR. Il party viaggia per terre e mari, percorrendo varie tipologie di ambienti, raccogliendo informazioni parlando con personaggi non giocanti nei villaggi o in giro per il mondo, equipaggiamenti, oggetti e magie (nei forzieri oppure acquistandoli nei negozi adibiti), affrontando Sub-Quest e mostri di ogni risma (ben centosettanta quelli presenti in totale) per poi riprendere il proprio cammino seguendo le linee guida della storia.

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Una prima evoluzione

Final Fantasy II presenta un sistema di combattimento classico, con scontri casuali (troppo frequenti) e a turni in cui personaggi ed avversari, trasportati in una apposita schermata, si schierano gli uni di fronte agli altri in attesa di eseguire un’azione determinata dal proprio ATB e, nel caso degli eroi, dalle scelte compiute poco prima dal giocatore attraverso un menù a tendina. Tuttavia presenta le prime novità di rilievo per l’epoca, che lo differenziano ad esempio dal predecessore. Innanzitutto cambia il sistema che regola l’evoluzione dei personaggi: di fatto spariscono i punti esperienza (EXP) e quelli per le abilità (AP). Qui i membri del party evolvono in rapporto all’uso e alla frequenza che fanno di una particolare azione o abilità. Ad esempio se si vuole incrementare la Forza di un Pg allora è opportuno utilizzare sovente con lui il comando Attacca, mentre se viceversa si vuole accrescerne le peculiarità magiche bisogna agire sul comando Magia. Per aumentare invece parametri quali HP e MP è necessario subire, rischiando, danni di una certa entità portando a circa metà i relativi indicatori in battaglia. In questo modo è possibile caratterizzare ogni singolo elemento del team attribuendogli con la pratica determinate “abilità” visto che tra l’altro mancano le Classi di appartenenza. Quindi è possibile avere personaggi abili nell’uso della spada ma che non hanno preclusa l’uso della magia. Anche se in maniera limitata rispetto a chi viene perfezionato nell’utilizzo della stessa. Final Fantasy II prevede infatti che se si migliora in un aspetto, si “peggiora” nell’altro in modo da non creare eroi troppo potenti in tutto. Ad esempio se Firion a furia di utilizzare la sua spada diventa potente negli attacchi fisici (Forza) ecco che di pari passo le sue capacità magiche tenderanno e decrescere. Potrà utilizzare come detto prima delle magie, ma non con la stessa efficacia di una Maria allenata all’uso costante della stessa.

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Novità?

Altra novità importante di allora l’introduzione di un sistema che gestiva separatamente la “crescita” di armi e magie, come abbiamo avuto modo di apprezzare, almeno come concept, in una versione evoluta e modificata nel recente Final Fantasy XII. Di novità invece appositamente introdotte in questo remake ce ne sono poche, in termini di giocabilità addirittura nessuna (qualche ritocco e ricalibramento di alcuni aspetti qua e là). Queste infatti, se si esclude qualche nuovo scenario fra i dungeon da esplorare (due inediti, l’Arcane Labyrinth e l’Arcane Sanctuary), un nuovo Boss e qualche creatura, riguardano principalmente i comparti grafico e audio, visto che anche la modalità sbloccabile Soul of Rebirth (quasi un capitolo narrativo extra) è presa dalla versione del gioco per Game Boy Advance. Nel primo caso abbiamo una introduzione spettacolare in CG e alcuni filmati di intermezzo nelle fasi clou della storia, un bestiario ritoccato, una Art Gallery e un completo restyling di aree e personaggi. Questi sono riprodotti in maniera dettagliata per un engine 2D, con sprite definiti e molto carini, caratterizzati da colori brillanti. Nel secondo, qualche efficace ritocco ai suoni inerenti esplosioni, colpi, etc, e la rivisitazione della ottima colonna sonora allora realizzata da un giovane ma già talentuoso Nobuo Uematsu.

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Commento

Una discreta realizzazione tecnica nell’insieme, che trova l’apice in un comparto grafico di tutto rispetto, riferendoci al 2D, unita ad una trama che fa a pugni con un character design “fumettoso” per la sua drammaticità, fanno di questo autentico mito del genere un prodotto non destinato solamente ai fan più sfegatati della saga Squaresoft. Final Fantasy II: Anniversary Edition, pur con tutti i limiti del caso, soprattutto legati al gameplay vetusto e a tratti ripetitivo, nonostante non aggiunga nulla di veramente nuovo (grafica a parte) rispetto alle altre rivisitazioni, è uno di quei titoli che almeno una volta bisogna giocare nella propria vita di videogiocatore, per cultura personale, per passione per i JRPG e per apprezzare le origini di una saga per molti aspetti “magica”. Pro: Buona longevità. Nuova traduzione per una maggiore fedeltà dei dialoghi. Trama avvincente. Contro: In alcune occasioni difficilotto. Gameplay valido ma vetusto. I soliti combattimenti casuali troppo frequenti.

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