Heavenly Sword - Recensione  10

Rossa, furibonda e sensuale: impugnate i vostri Sixaxis, Nariko è finalmente arrivata.

La Spada di Nariko

Fin da subito si nota il taglio incredibilmente cinematografico che i Ninja Theory hanno voluto donare alla loro creazione, grazie anche a un plot che non si limita affatto a fare da semplice pretesto per menare fendenti a destra e a manca. La trama di Heavenly Sword parla di vendetta, onore e orgoglio, come tante avventure prima d'ora, ma è talmente ben narrata e sviluppata che è difficile pensare di non trovarsi di fronte a una produzione hollywoodiana di prim'ordine.
Nariko impugna una spada sacra venerata dal suo clan, la Heavenly Sword, e sfida il pregiudizio della sua gente, che associa la donna a una terribile maledizione, per contrastare le armate del perfido e folle re Bohan. Affiancata dall'inseparabile e un po' matta Kai, una ragazzina dalla mira infallibile, Nariko affronterà Bohan e le sue truppe per salvare il suo clan e difendere la spada stessa, ma ben presto si troverà a fare i conti con la sua stessa arma, che oltre a privarla delle sue forze vitali, sembra lentamente montare in lei una rabbia e un desiderio di guerra che le erano sconosciuti.
Il plot si sviluppa attraverso una corposa serie di sequenze non interattive realizzate con il motore del gioco e in queste occasioni impreziosite da accorgimenti grafici che le rendono praticamente indistinguibili da filmati in CG veri e propri: la direzione artistica merita un sonoro elogio per la cura riservata ad ogni elemento narrativo, tanto che i luogotenenti di Bohan, nonostante il poco spazio a loro riservato sullo schermo, tramite poche e accorte frasi riescono a farsi conoscere e odiare quel tanto che basta a soddisfare la sete di vendetta di Nariko e, parallelamente, la nostra. La rossa protagonista di Heavenly Sword è anni luce avanti all'icona del femminismo videoludico Lara Croft, e Ninja Theory riesce nel difficile obbiettivo di proporre una nuova eroina senza scadere nei soliti clichét: Nariko è dolce e materna ma forte e decisa, sensualissima e incantevole, decisamente aldilà della "bomba del sesso" che viene spesso proposta negli action-game.
Bohan, d'altrocanto, è annoverabile tra i migliori cattivi di sempre, e la cura riposta nella realizzazione di questo psicopatico despota è stata tale da chiamare in causa perfino Andy Serkis, l'attore che prestò il suo corpo agli artisti della WETA Works per la realizzazione di Gollum nella trilogia de Il Signore degli Anelli di Peter Jackson.
Per la realizzazione di queste sequenze cinematografiche in Heavenly Sword, Ninja Theory si è avvalsa della collaborazione proprio dei WETA Studios e dei più sofisticati sistemi di motion-capture: il risultato sono una naturalezza e un realismo davvero sbalorditivi nelle animazioni dei vari personaggi, e sopratutto nella mimica facciale, pressocchè indistinguibile da quella di un comune - e reale - essere umano.
Contemporaneamente, il doppiaggio in lingua nostrana conta alcuni nomi tra i più importanti del settore, come Chiara Colizzi e Ennio Coltorti (rispettivamente, per fare un paio di esempi, la Sposa in Kill Bill e l'Agente Smith nella trilogia The Matrix), risparmiandoci la recitazione piatta e svogliata alla quale ci hanno abituato nella maggior parte dei casi i giochi localizzati: in Heavenly Sword il lavoro è svolto con estrema passione, e ogni sequenza, interattiva o meno, risulta decisamente godibile e avvincente, grazie anche a una splendida colonna sonora che fin dalle prime battute regala tracce coinvolgenti in grado di rendere semplicemente sensazionali i momenti più epici dell'avventura.

La trama di Heavenly Sword è talmente ben narrata e sviluppata che è difficile pensare di non trovarsi di fronte a una produzione hollywoodiana di prim'ordine.

La Spada di Nariko

Ma come si propone il gioco, quando non imita un film d'azione e il giocatore è chiamato a condurre Nariko o Kai verso la salvezza? Se le demo e i filmati proposti di recente avevano già lasciato ben sperare circa la resa visiva di Heavenly Sword, mettetevi il cuore in pace perchè, effettivamente, Nariko è la portabandiera della next-gen, nonostante i difetti che affliggono la versione finale del gioco Ninja Theory.
A stupire è innanzitutto la modellazione poligonale, straordinaria sopratutto nel caso dei protagonisti dell'avventura (Nariko e Kai, ma anche il padre Shen e le loro nemesi Squamata, Volpe, Grugno e naturalmente Bohan) e decisamente eccellente per quanto riguarda i nemici che si opporranno alla sanguinaria marcia della rossa portatrice della Spada: la varietà di quest'ultimi tuttavia non è particolarmente convincente, in quanto il gioco propone solo circa cinque o sei tipologie di avversari. E' comunque stupefacente la mole poligonale mossa sullo schermo, quando ad assaltare la nostra eroina saranno dozzine di nemici contemporaneamente, raggiungendo il picco del centinaio negli spettacolari stage finali; l'imponente spettacolo visivo è però minato da periodici per quanto brevi cali del frame-rate, che talvolta possono risultare fastidiosi, soprattutto e naturalmente nei momenti più concitati, quando il tempismo e la velocità dell'azione diventano fondamentali.
Le battaglie di Nariko tra l'altro sono impreziosite da una miriade di effetti particellari e luminosi che le rendono spettacolari ma non eccessivamente sgargianti, mantenendo uno stile visivo sobrio ed efficace: a compensare la spettacolarità di ogni videata sono infatti le location, decisamente tra le più belle mai realizzate per un videogioco. Raggiungere il castello di Bohan, circondato da enormi cascate mentre il sole crea affascinanti riverberi trafiggendo i flussi d'acqua, o attraversare viali di pietra in giardini dove i petali dei fiori e le foglie fluttuano dolcemente a mezz'aria sono solo pochi esempi dello stile e la certosina cura riposta nelle realizzazioni delle varie location, che negli esterni mostrano una profondità del campo visivo eccezionale, mentre negli interni si denota una cura per i dettagli quasi maniacale. Le ombre dinamiche, la praticamente totale assenza di aliasing e l'ottimo e abbondante utilizzo del HDR completano un quadro artistico più che soddisfacente, nonostante i cali di frame-rate già citati, appunto, e l'assenza del V-Sync, purtroppo non di rado percerpibile.

La Guerra di Nariko

La principale preoccupazione di chiunque aspettasse Heavenly Sword riguardava in special modo la qualità del gameplay: è difficile ormai proporre meccaniche originali senza strafare o, ancora peggio, ricadere nei tranelli di quei giochi dotati di sistemi di combattimento avanzatissimi e complessi ma, spesso, tutt'altro che divertenti. Ninja Theory da questo punto di vista ha svolto un ottimo lavoro, e Heavenly Sword si gioca che è un piacere, nonostante alcune pecche che, in ultima analisi, si rivelano notevoli per quanto collaterali.
Naturalmente l'arma principale di Nariko sarà proprio la Heavenly Sword, una spada sovrannaturale in grado di assumere tre assetti da combattimento: la semplice pressione dei tasti di attacco permette a Nariko di colpire in assetto veloce, mantenendo premuto il tasto L1 i colpi saranno sferrati a distanza maggiore e, mantenendo invece premuto R1, Nariko impugnerà la Sword con due mani mantenendo un assetto potente. Ovviamente per ogni configurazione è disponibile una cospicua serie di combo sempre più spettacolari, ma la cosa più interessante la possibilità di passare da un assetto all'altro in qualsiasi momento e durante qualsiasi combo: oltre ad aumentare la spettacolarità e la frenesia dei combattimenti, questa cosa è estremamente importante ai fini difensivi. I vari nemici usano infatti diversi assetti per attaccare, distinguibili dal peculiare colore che accompagna l'animazione: per parare i vari colpi, Nariko dovrà restare ferma nella configurazione corrispondente, e a quel punto premendo un altro tasto sarà possibile sferrare dei micidiali contrattacchi. A rendere più complesso il sistema di scambio di colpi c'è anche il fatto che alcuni nemici sono in grado di sferrare degli attacchi che non è possibile parare, e in quel momento entra in gioco la schivata, accessibile tramite il movimento dello stick analogico destro: se i primi combattimenti risultano così estremamente piatti e semplici, la difficoltà aumenta decisamente nel corso dell'avventura portandoci ad affrontare battaglie in cui è praticamente impossibile stare fermi senza districarsi tra continui cambi di assetto, schivate e contrattacchi. Senza contare, poi, le speciali tecniche utilizzabili quando un apposito indicatore lo permette, estremamente dannose e spettacolari.
Oltretutto, Nariko può afferrare praticamente qualsiasi cosa si trovi per terra, dalle armi ai cadaveri dei nemici, e scagliarla contro gli avversari, sfruttando quindi l'ambiente e gli oggetti a suo vantaggio.

La Guerra di Nariko


Decisamente diverso, invece, l'approccio di Kai alle battaglie in cui sarà coinvolta in prima persona, che fanno ampiamente uso del Sixaxis: la piccola e bizzarra cecchina si trova infatti a sfuggire ai nemici per poi bersagliarli da lontano, talvolta perfino in livelli a tempo in cui sarà necessario mirare con estrema precisione ai nostri bersagli. E' qui appunto che subentra il controller di PlayStation 3, nel momento in cui, cioè, manterremo premuto il tasto per sparare: la visuale passerà alla prima persona, come se la telecamera fosse idealmente posta nel nostro proiettile, e muovendo il joypad potremo influenzarne il movimento. Il sistema di controllo via Sixaxis è indispensabile anche in altri momenti di gioco, in alcuni puzzle che Nariko dovrà risolvere per procedere, ad esempio, o nelle spettacolari sequenze in cui utilizzeremo un cannone per respingere l'esercito nemico. Questi stage si riveleranno inizialmente abbastanza ostici, ma una volta preso confidenza con il Sixaxis diventeranno decisamente più coinvolgenti, nonostante la durata talvolta eccessiva.
Heavenly Sword si propone quindi come un action-game decisamente lineare, in cui l'attività preponderante è l'uccisione indiscriminata di nemici su nemici, mentre si attraversa nei panni di Nariko ogni location, risolvendo talvolta semplici enigmi. In alcuni momenti dell'avventura ci si cala nei panni di Kai per sforacchiare qualche nemico da lontano, mentre alcuni stage sono interamente dedicati allo scontro con i "boss" di turno, in genere i luogotenenti di Bohan, che spesso si concludono con spettacolari sequenze in cui saremo chiamati a premere il tasto giusto al momento giusto come in uno dei tanti Quick Time Event che caratterizzavano giochi come Shen Mue o Resident Evil 4.
Il problema di Heavenly Sword, a questo punto, non è di certo la varietà, che non manca per un gioco del genere, ma la facilità con la quale è possibile completare in poco tempo un'avventura già brevissima di per se: alla linearità dei vari stage si unisce infatti un'intelligenza artificiale non proprio soddisfacente, che spesso porta i nemici ad attaccare Nariko in due o tre quando a circondarla sono in dieci. Anche i combattimenti con i boss, per quanto spettacolari, non rivelano comportamenti particolarmente vari ed ostici, trasformandosi quindi in lunghi scambi di colpi in cui conta la resistenza del giocatore e il parsimonioso ed eventuale utilizzo delle ricariche di energia presenti nei paraggi.
Ed è un peccato, perchè Heavenly Sword è uno di quei rari giochi che, grazie alla trama eccellente e al comparto tecnico straordinario, alla fine dell'avventura lasciano davvero la voglia di continuare a giocare, ricordandoci davvero che talvolta un gioco si trova a dover mantenere più aspettative di quanto avrebbe dovuto, e in questi casi poi c'è davvero bisogno che lo faccia a lungo.

Giocando Heavenly Sword, in special modo verso la fine, ci si rende conto che, chiaramente, l'avventura di Nariko avrebbe dovuto offrire qualcosa in più: che siano stati i tempi stretti imposti dal produttore per velocizzarne il rilascio del gioco, o che sia stata proprio Ninja Theory a porre talmente tanta enfasi sull'aspetto cosmetico da dimenticarsi che lo spazio non bastava anche per il gioco, nessuno può dirlo. Di certo, Heavenly Sword è un action-game molto lineare (e non è necessariamente un difetto) che un giocatore pratico del genere può portare a termine in 5 ore o poco più, decisamente poco per un prodotto venduto a prezzo pieno. La sensazione di frettolosità nella chiusura del progetto si avverte anche nella mancanza di contenuti che spingano a rigiocare l'avventura: i vari extra sbloccabili fin dalle prime partite sono già accessibili su Internet e PSN da tempo, e completando il gioco si sblocca soltanto un livello di difficoltà superiore che, a dire il vero, non è tanto infernale come lascerebbe intendere. Heavenly Sword è un prodotto quindi decisamente splendido da guardare e giocare, ma che per via di alcuni problemi tecnici e ludici che di certo la fretta non ha corretto si mostra più per il capolavoro che sarebbe dovuto essere ma non è. Siamo sicuri però, che la serie, abbia un futuro più che mai radioso.

Pro:

  • Tecnicamente sbalorditivo, artisticamente impeccabile
  • Sistema di combattimento profondo e divertente
  • Buona varietà di stage e situazioni
Contro:
  • Estremamente breve e semplice
  • Extra praticamente assenti
  • Alcuni sporadici difetti grafici

Heavenly Sword è disponibile per PlayStation 3.

Heavenly Sword è uno di quei giochi che, poverini, quando arrivano sugli scaffali sono già carichi di responsabilità: non solo devono vendere per la software house che li ha sviluppati, ma magari viene loro addossato anche qualche mistico e fondamentale compito come, per esempio, fare vendere proprio la console sulla quale dovrebbero girare. In pratica, alcuni giochi nascono per essere delle killer-application, e non tutti ci riescono.
Heavenly Sword, per esempio, manca il bersaglio di un soffio. Ma andiamo con ordine.
Sviluppato da Ninja Theory, il titolo si è subito fatto conoscere nel mondo dei videogiochi grazie alle curve della sua protagonista, la bellissima Nariko, impegnata a brandire una spada dai poteri sovrannaturali e ad affettare con essa nemici su nemici. In realtà, fin dai primissimi filmati rilasciati e dalle demo via via più corpose, il gioco dei Ninja Theory ha saputo mostrare quantomeno uno scorcio di ciò che la PlayStation 3 riuscirà a offrirci a proposito di next-gen. Dietro al disco nel quale è contenuto il prezioso codice vitale del gioco si nasconde un fenomenale lavoro di ricerca stilistica e programmazione, che è riuscito a regalarci, ora che abbiamo potuto provare la sua incarnazione definitiva, una delle esperienze videoludiche più suggestive che si possano ricordare.
Se solo fosse durato più di un blockbuster cinematografico...