Kane & Lynch: Dead Men - Recensione  18

Due uomini, un ex mercenario pieno di rimorsi e uno psicopatico impasticcato, sono in viaggio verso il patibolo. Non tutto è pero perduto.

Kane & Lynch: Dead Men, direttamente dagli anfratti più bui della mente dei ragazzi di IO Interactive, realizzatori di Hitman e del sottovalutato Freedom Fighters, è un titolo difficile e scomodo da valutare. Difficile perchè è pieno di buone idee purtroppo non sempre ben realizzate, scomodo perchè in questi tempi di mania censoria e di caccia alle streghe, è un gioco che fa di tutto per essere additato come amorale e violento. Roba da far impallidire un qualunque GTA.
Se Tommy Vercetti o Carl Johnson potevano risultare simpatici nelle loro scorribande cittadine, Kane & Lynch al contrario sono i classici antieroi, due loschi figuri sadici e spietati che in qualsiasi altro videogioco o film sarebbero stati dei perfetti antagonisti. Non c'è nulla di eroico in loro, non c'è possibilità che scatti un minimo di empatia verso i due criminali incalliti.
In più si odiano e si detestano e non fanno nulla per nasconderlo: il loro continuo turpiloquio sta lì a dimostrarlo. Killer e rapinatori senza rimorso, macchine per uccidere votate al massacro senza riguardo per nessuno. L'inizio della storia è fulminante. I due si trovano, da perfetti sconosciuti, sull'autobus che li porta al braccio della morte quando vengono liberati da un commando facente parte della banda chiamata "I Sette". Kane, accusato di aver rubato loro dei soldi, avrà pochi giorni per riportarglieli, in caso contrario gli verrà uccisa la famiglia.
Come se non bastasse gli affiancano Lynch, uno schizofrenico impasticcato con dei leggeri problemi di autocontrollo, per sorvegliarlo e aiutarlo nella missione impossibile.
Da questo momento tutto quello che si muove, specialmente se indossa una divisa blu e una stella sul petto, viene abbattuta senza riguardo. Si viaggia tra la California e il Giappone, assaltando banche, grattacieli e facendosi addirittura strada in un'affollatissima discoteca, il tutto raccontato dalle loro voci e da scene di intermezzo realizzate col motore del gioco, dal taglio squisitamente cinematografico.

Coperture allo scoperto e mira sbilenca

La voglia di cinema di Kane & Lynch si esplicita in un classico gioco d'azione in terza persona, ormai lo standard quando si ha in mano un fucile automatico. Come in molti illustri predecessori, tutto il gioco è un continuo muoversi tra una copertura e l'altra, tra una manovra di accerchiamento e il fuoco di ordinato ai compagni, anche grazie all'ottimo level design che spinge a non buttarsi nella mischia a testa bassa, ad avanzare a fucile spianato verso i nemici. Dopo i primi minuti di gioco si nota però l'imperfetta realizzazione di queste meccaniche, a causa di una serie di gravi criticità che minano il cuore del titolo. Innanzitutto il mettersi in copertura avviene automaticamente, "basta" semplicemente appoggiarsi ad un muro per assicurarsi uno scudo dalle pallottole nemiche. Non sempre però si entra in copertura tempestivamente, col risultato di rimanere allo scoperto in balia del fuoco nemico. Ad aggravare questo fatto si aggiunge anche un problema quando si mira accuratamente mediante il tasto L2. Molte volte durante una copertura si continua a sforacchiare il muro sul quale siamo appoggiati piuttosto che il poliziotto che si trova due metri davanti a noi.
Anche l'intelligenza artificiale dei nemici non aiuta o anzi incide troppo nei momenti più concitati. Se talvolta vediamo degli ottimi movimenti di concerto dei nemici, il più delle volte si assiste a poliziotti che rimangono piantati in mezzo alla strada a sparare, o cosa ancora più grave, che si mettono in copertura lasciando quasi tutto il corpo visibile.
Per fortuna le armi in nostro possesso, afflitte dalla sindrome dell'innaffiatoio, sono decisamente poco precise, o meglio lo sono quando lo vogliono, col risultato che mentre a volte si abbatte un nemico con un singolo colpo di pistola da 30 metri, il più delle volte sarà necessario svuotargli addosso un caricatore, anche da distanza ravvicinata.

Coperture allo scoperto e mira sbilenca

Inoltre, i semplici comandi che si possono impartire ai propri compagni mediante i tasti frontali del pad non sembrano essere stati implementati alla perfezione. Possiamo semplicemente ordinargli di seguirci, di ripararsi o di attaccare un certo obiettivo. Non si ha mai l'impressione di essere il leader della squadra, un pò perchè gli ordini sono di "massima", al limite della profondità tattica, un pò perchè ci si ricorda di averli intorno solo quando rimangono bloccati da qualche parte, o quando si decide di usarli come carne da cannone nelle situazioni più concitate. Servono in pratica solamente per sbloccare i check point, per avviare le parti scriptate dell'azione che necessitano la loro presenza.
Le sparatorie diventano in breve tempo piuttosto ripetitive, rasentando la monotonia, e diventa quasi superfluo cercare di coordinare i propri compagni, lasciandoli di fatto agire per conto loro e curandoli all'occorrenza. Funzionale invece, e anche in tema con il tono decisamente forte del gioco, è l'escamotage usato per ovviare alla mancanza del numero di vite rimanenti a schermo. Dopo un certo numero di colpi presi, Kane va a terra e tutto sfuma sul bianco, fino a quando Lynch, o uno della sua squadra, non gli fa una bella iniezione di adrenalina. Dopo tre volte però Kane andrà in overdose, costringendoci a ricaricare l'ultimo salvataggio automatico.

Miccette e discoteche affollate

Anche l'impatto grafico del gioco non è esente da difetti. La costruzione poligonale dei personaggi e più in generale anche delle aree di gioco non brilla per la qualità della realizzazione. L'ottimo character design e la palette cromatica scelta per dare al gioco un azzeccato look realistico cozzano con una ricostruzione generale purtroppo povera di dettaglio.
Manca inoltre tutto quel campionario di effetti speciali che ormai rappresentano il minimo sindacale in una produzione moderna. Le esplosioni sono emblematiche di questa situazione: le bombe a mano lasciano un simpatico sbuffo bianco, mentre colpire un blindato con un RPG gratifica il giocatore con una tenue fiammella senza nessun segno di esplosione sulla carrozzeria. L'unica prelibatezza grafica presente è il solo appannamento della visuale che avviene durante i lanci di gas lacrimogeno da parte delle forze dell'ordine.
Un piccolo plus che tenta di far ergere il titolo dalla mediocrità cosmetica generale è la quasi completa distruttibilità degli ambienti, che funge da contraltare grafico al gioco delle coperture durante gli scontri a fuoco. Vetrate, colonne, balaustre, finestrini, ogni cosa può essere sforacchiata e distrutta dalle armi da fuoco. Peccato poi che i poliziotti o gli uomini della banda dei Sette si lascino impallinare come tordi, mostrando in bella vista testa e gambe.

Miccette e discoteche affollate

Commento

Kane & Lynch: Dead Men è un titolo che se avesse beneficiato di più tempo a disposizione per un processo di raffinazione e messa a punto sarebbe potuto diventare un piccolo classico. Il piglio adulto della narrazione, il carisma dei due protagonisti principali, la varietà delle ambientazioni e il generale ottimo design dei livelli non riescono a celare grosse criticità strutturali. Non funziona quello che è il cuore del titolo, di fatto inficiando pesantemente i pilastri su cui si basano le meccaniche di gioco. Se a questo aggiungiamo una qualità grafica appena sufficiente e una campagna single player di breve durata, ne esce fuori un quadro piuttosto negativo. Purtroppo quella che doveva essere una produzione decisamente interessante si rivela essere un gioco che si perde nella massa, che non riesce a competere con nessuno dei pesi massimi usciti negli ultimi tempi. Restano solo i due avanzi di galera, Kane e Lynch, due farabutti che meritano, decisamente, un trattamento migliore.

Pro

  • Componente narrativa adulta
  • Carisma dei due protagonisti
  • Modalità multiplayer Fragile Alleanza
Contro
  • Pessima intelligenza artificiale
  • Sistema di copertura poco pratico
  • Single player a tratti noioso e di breve durata