King Kong: the official game of the movie  0

Il gorilla più famoso del grande schermo incute terrore anche sullo schermo del GameBoy Advance.

Esplora da uomo. Picchia come Kong.

King Kong: the 8th wonder of the world si articola in due stili di gioco. Il primo è un adventure game inquadrato dall’altro, che ha per protagonisti i personaggi umani della storia ed è incentrato in particolare sulla ricerca di oggetti e su puzzle molto semplici. Il secondo è un picchiaduro a scorrimento nel quale il giocatore controlla King Kong, molto semplice nei controlli e frenetico nell’azione. Entrambi le sezioni del gioco sono affiancate da momenti narrativi sotto forma di dialoghi tra i personaggi e di sezioni animate che seguono la vicende dietro al film e alle altre versioni del gioco. Di volta in volta, la trama si focalizza sulle avventure del team di ricerca di Droscoli e sulle azioni di Kong, introducendo le fasi di gioco.

Esplora da uomo. Picchia come Kong.

L’operazione non è diversa dalla strada battuta delle versioni casalinghe del gioco, e tenta di creare un gioco dall’andamento narrativo molto in primo piano. Tuttavia, su GameBoy Advance l’operazione è molto poco immersiva. In effetti, l’unico elemento decisamente riuscito appare il comparto audio. Le musiche sono realizzate in maniera molto professionale, e riescono a provvedere a momenti di climax, di sorpresa e in generale a un’atmosfera decisamente azzeccata. Il resto del gioco, dalla costruzione dei livelli fino alla realizzazione estetica, appare meno ispirato. Della realizzazione tecnica del gioco non si possono certo decantare lodi, visto che si limita a un utilizzo decisamente di basso livello dell’hardware del GameBoy Advance. Se molti oggetti e fondali appaiono gradevoli, in generale il gioco si presenta con un look da prima generazione a sedici bit: difetto poco trascurabile, su un hardware che riparte da quella generazione ma si dimostra ben più capace di un PC Engine.

Esplora da uomo. Picchia come Kong.


Generi poco evoluti

L’estetica risente poi di un’eccessiva cartoonizzazione, con una specie di conversione in stile da cartone per giovanissimi dello spirito del nuovo Kong. Ma anche la costruzione dell’interazione non entusiasma. In primo luogo, le due sezioni (esplorativa/di lotta) appaiono non solo molto slegate tra loro, ma anche poco coinvolgenti in sé. In quella vista dall’alto, che ricorda certi adventure/puzzle dell’era a sedici bit, l’interazione ruota interamente sulla ricerca di oggetti nella mappa di gioco, e nell’alternanza tra i personaggi giocabili per utilizzarli al meglio. Il giocatore ha accesso a un team di tre personaggi. Droscoli è armato, e va utilizzato per ragioni offensive e difensive contro i pochi insettoni che fanno da nemici. Il suo compagno di avventure è specializzato nello smuovere oggetti pesanti e lanciare bombe per aprire varchi. La protagonista femminile ha invece la possibilità di raggiungere zone inaccessibili con un rampino, e di curare gli altri personaggi. Tutto questo stile di gioco ruota, così, intorno all’esplorazione della mappa, al risolvere pochi, elementari puzzle e al raccogliere oggetti che, combinabili, generano strumenti utili per l’avventura (ad esempio, con lo zolfo e gli scarabei sarà possibile costruire bombe). L’azione è abbastanza divertente, ma senza alcun tipo valido di diversivo e pochi nemici diventa troppo presto ripetitiva e poco appassionante. A spezzare sistematicamente la noia interviene allora, almeno sulla carta, la parte di gioco giocabile con Kong, che si sostituisce a quella esplorativa una volta sbloccati certi nodi narrativi. Ma anche questa componente del gioco è poco azzeccata e realizzata superficialmente. Il giocatore può di fatto solo correre incontro ai nemici (prima solo dinosauri, poi ci si sposta a New York), spostarsi per evitarne le cariche e abbattere contro di loro colpi su colpi a ripetizione sul bottone d’attacco. Portare a segno i colpi ricarica una barra che, al massimo livello, consente al giocatore di produrre gli stessi attacchi più rapidamente e con maggior livello di danno procurato ai nemici. Si capisce che si tratta di molto poco per una sezione di combattimento: anche i peggiori picchiaduro dell’epoca a sedici bit offrivano a volte maggiore varietà d’azione.

King Kong per GameBoy Advance è una versione minore rispetto a quelle per le altre console, e questo fa dispiacere. Sul portatile “classico” di Nintendo si rende evidente, ma solo per comparazione negativa, l'assenza di quello che vuol essere la versione giocabile del film di Jackson sulle altre piattaforme: spettacolo, coinvolgimento, stile Su GBA i programmatori hanno rinunciato a priori al tentativo di costruire un gioco con queste caratteristiche. Hanno puntato, invece, su un appiattimento cartoonesco dalla realizzazione obsoleta, formule una volta classiche, sperando nel fatto che oggi sembrino eccentriche: l’ action-adventure e il beat’em up a scorrimento. Entrambi gli stili di gioco, però, sono realizzati un po’ troppo superficialmente. Pur lasciandosi giocare, non dicono veramente nulla di nuovo. E anche ammettendo che non si stesse ricercando originalità, attività come la ricerca e la lotta ripetitive di questo gioco smettono di essere divertenti molto presto, specialmente per giocatori attenti e reattivi come i giovanissimi possessori di console portatili.

Pro

  • Azione di ricerca in stile Lost Vikings
  • Ottimo accompagnamento sonoro
  • Due stili di gioco

Contro
  • Fasi di ricerca alla lunga noiosissime
  • Sezione di lotta troppo ripetitiva
  • Svolgimento molto lineare e guidato
  • Realizzazione grafica obsoleta

L’uscita di Peter Jackson’s King Kong nelle sale cinematografiche è ormai imminente, ma le versioni videoludiche non hanno atteso l’opera filmica: la stanno precedendo. Tra tutte le conversioni, l’edizione del gioco per GameBoy Advance dimostra che, nonostante i continui restyling del portatile Nintendo, questa console sia di fatto (ma a torto) considerata da molti nell’industria come una semplice base commerciale per il pubblico dei giovanissimi. King Kong: the 8th wonder of the world è un gioco molto semplice e lineare, mai fastidioso ma neanche troppo appassionante e, soprattutto, appare più in linea con la sola trama del film e delle altre versioni che non con lo spirito che anima il Kong del duemila. La miscela di action adventure e picchiaduro che propone è ricalcata su quella tra FPS e brawler d’avanguardia delle altre versioni, ma si rivela molto meno coinvolgente e realizzata con troppo poco sforzo tecnico e di design, come per consegnare una versioncina ai più giovani. I quali, però, in genere sono proprio i giocatori più esigenti.