Kirby: Mouse Attack - Recensione  5

Anche al puffettoso pallino rosa di Hal Laboratory vengono dei laceranti attacchi di nostalgia...

Una questione di principio

La premessa che dà di nuovo occasione a Kirby di ostentare tutte le sue impressionanti potenzialità è probabilmente la più ridicola, in senso positivo, mai apparsa nella storia dei videogiochi: in un tranquillo e assonnato pomeriggio di Dream Land, il nostro amichetto rosa sta per affondare le fauci in una gustosissima fetta di torta quand’ecco che – Zap! – la torta sparisce! Ma la palletta è dotata di fine intuito investigativo e non perde tempo (davvero, neanche un secondo!) per giungere alla conclusione che si tratta null’altro che di un nuovo, malefico, sadico e perverso piano di King Dedede, la sua pinguinesca arcinemesi storica, il cui blasfemo e diabolico obiettivo è evidentemente… di mangiarsela lui! E così arriva per Kirby il tempo di imbarcarsi in una nuova, epica avventura attraverso otto mondi suddivisi in vari livelli, alla conclusione della quale, dopo aver affrontato mille e mille inenarrabili prove, finalmente potrà rimettere le mani sulla sua merenda faticosamente guadagnata. Certo, probabilmente quando arriverete alla fine la torta sarà ridotta ad un mucchietto di materia rancida e puzzolente, ma che vuol dire, è il principio che conta. E non ridete, vi potremmo citare guerre che sono iniziate per molto meno…
Peccato solo che, ben presto, il nostro si renderà conto del terribile errore: King Dedede stavolta non c’entra nulla, e a sgraffignare il dolce è stata una banda di ladri intergalattici, gli Squeak, che guidati dal perfido Daroach infesteranno da questo momento in poi tutti i livelli di gioco. Oddio, ciò non salva il pur innocente Dedede dal prendersi anche stavolta la sua abituale dose di mazzate, ma noi, bonari, chiuderemo un occhio e non staremo a sottilizzare sulla violenza gratuita esercitata dall’apparentemente innocente eroe rosa. Del resto, le buone, vecchie abitudini non andrebbero mai perse!

Caccia ai tesori

Chi ha anche una minima idea di cosa siano stati i platform di Kirby fino a L’Oscuro Disegno, non avrà problemi a figurarsi cosa ci si troverà di fronte una volta acceso il DS. L’abilità fondamentale del personaggio, che di base è quasi del tutto inoffensivo, è quella di aspirare i nemici e ingoiarseli (e la cosa sarà pure resa in maniera bambinesca e colorata, ma a pensarci bene è una morte degna di un survival horror!) per appropriarsi delle loro capacità d’attacco. Ne esistono diverse, oltre venti, in Mouse Attack, e se molte sono già arcinote ai cultori della serie, ne troverete un paio di totalmente nuove, e in generale un discreto lavoro di aggiornamento un po’ su tutte le abilità, con nuove mosse e così via. In più, Kirby può aspirare qualsiasi cosa e, invece di ingoiarla, trattenerla in bocca a mo’ di pellicano salvo poi sputarla per eliminare un’altra creatura nemica o un elemento dello scenario; infine, l’ultima delle peculiarità del personaggio è quella di gonfiarsi a dismisura per galleggiare placido nell’aria, il che equivale, alla fine dei conti, alla possibilità di volare in lungo e in largo per i mondi di gioco. Come potete desumere facilmente se avete già confidenza con la serie (e se non la avete, fidatevi!), nessuna novità di rilievo è stata apportata alla simpatica sfera: ed è qui che entra in gioco il touch screen, il cui utilizzo è tutto sommato parecchio parco ma abbastanza efficace. Lo schermo inferiore infatti visualizza nientemeno che la pancia di Kirby, che stavolta avrà la possibilità di immagazzinarvi fino a un massimo di cinque oggetti, abilità comprese (ma solo quelle che nel mondo di gioco si trovano imprigionate in una bolla), che potranno sia, semplicemente, essere utilizzate in seguito al momento più opportuno, sia, ed è questa la novità vera apportata alla formula di gioco, essere combinate tra loro per dar vita ad oggetti più efficaci o ad abilità del tutto nuove!

Anche lo schema di gioco non cambia: siamo sempre nel campo dei platform 2D più lineari e semplici che esistano.

Caccia ai tesori

Anche lo schema di gioco non cambia: siamo sempre nel campo dei platform 2D più lineari e semplici che esistano. Se il vostro obiettivo è semplicemente arrivare alla fine, l’impegno richiesto ad un giocatore di media esperienza è obiettivamente scarsissimo, pur proponendo level design e situazioni di gioco mediamente molto interessanti. Ma sarebbe un peccato ridursi solo a questo: l’attrattiva di Kirby risiede da un lato nello sperimentare le varie abilità a disposizione e tutte le tecniche che queste offrono, possibilità questa alimentata ora anche dal fatto di poter combinare due abilità diverse tra loro con la conseguente smania di sperimentare di tutto e di più, dall’altro soprattutto sta nella presenza di diversi segreti, concretizzati qui in forzieri del tesoro presenti fino a un massimo di tre in ogni livello. Se si vorrà completare tutta la collezione, 120 in totale, allora la sfida, soprattutto mentale, arriva a livelli molto stimolanti: intendiamoci, non vi si parerà mai davanti, a meno che non siate del tutto vergini di platform 2D, un ostacolo insormontabile, ma il capire la strada da prendere o l’abilità da utilizzare per giungere a quel determinato forziere provoca decisamente una bella sensazione! Tra i forzieri, oltretutto, ne esistono alcuni più grossi e presumibilmente più preziosi, solo che appena agguanterete uno di questi, comparirà uno Squeak: comincia così uno scontro coi boss, caratterizzato in maniera originale sia dal combattimento vero e proprio, che pure è portatore di una discreta difficoltà, sia da un inseguimento che vi vedrà impegnati a raggiungere la fine del livello prima che il ladro vi acchiappi!
E cosa contengono questi benedetti forzieri che tanto solleticano le brame di possesso dei topi malandrini? Di tutto! Da nuove potenzialità da sfruttare nel corso del gioco, a simpaticissimi extra come la possibilità di colorare Kirby, puzzle da comporre, lettore musicale con cui ascoltare i motivi del gioco e così via, fino a veri e propri livelli segreti! E poi, completare un gioco al 100% è sempre consigliabile, non si sa mai cosa potrebbe accadere dopo i titoli di coda…

Terre di sogno…

A rendere più polposa e completa l’esperienza ludica ci pensano la bellezza di 3 (tre!) minigiochi, sbloccati sin dall’inizio, tutti incentrati su pennino e touch screen, da giocare da soli per battere i propri record oppure in multiplayer, fino a quattro giocatori non necessariamente dotati ognuno della propria scheda di gioco; le sfide proposte sono interessanti e divertenti, ma obiettivamente con tutti i party game che ci sono oggi sul mercato, difficilmente vi vediamo impegnati ad organizzare una serata tra amici all’insegna del multiplayer di Kirby Mouse Attack… Diciamo semplicemente che per chi lo vuole c’è, ma la sua assenza non avrebbe tolto un decimo dal giudizio finale.
Tecnicamente parlando i Flagship hanno palesemente riciclato gli asset dei due giochi GBA: sprite ed elementi del fondale sono più di un semplice dejà-vu, il che non è necessariamente un male vista la qualità elevata (ci sono degli sfondi disegnati benissimo ed evocativi quanto quelli di un artista 2D Square, tanto per citare il top nel campo), ma lascerà un po’ l’amaro in bocca a chi desidera vedere l’hardware del DS sempre messo alla frusta. Qui i due processori ARM si limitano, rispetto agli antenati su GBA, a visualizzare più sprite ed effetti su schermo mantenendo stabile la fluidità. Senza infamia e senza lode, e siamo finalmente alla conclusione, il sonoro: le solite musichette carine e i soliti effetti simpatici, che ormai da secoli si accompagnano alla caratterizzazione di Kirby e del suo mondo. Se non avete mai digerito la zuccherosità della mascotte Hal, non sarà certo Mouse Attack a farvi cambiare idea…

Non ci saremmo certo offesi se Hal e Nintendo ci avessero proposto di nuovo lo stesso concept de L’Oscuro Disegno, magari con tutte le aggiunte e le implicazioni del caso; ci tocca però fare buon viso a cattivo gioco per questo pieno ritorno alle origini del personaggio, e a ben vedere non è neanche un grande sforzo visto che Mouse Attack si attesta agilmente sulla stessa, elevatissima qualità media un po’ di tutti i suoi predecessori. Non c’è molto da dire che non si possa dire su un qualsiasi altro Kirby: acquistatelo se amate il personaggio, acquistatelo se avete voglia di una sfida semplice e rilassante ma anche intrigante e stimolante, acquistatelo se siete a digiuno di platform 2D e volete cominciare. Pensateci due volte solo se la cosa vi è ormai venuta un po’ a noia: le poche novità dovute al touch screen sono carine e ben implementate, ma tutt’altro che rivoluzionarie.

Pro

  • Struttura collaudatissima
  • Level design sempre interessante
  • Il mondo di Kirby è pazzo e dolce come sempre!
Contro
  • Pochissime novità
  • Non vi sarà venuto un po’ a noia?

L’Oscuro Disegno, prima e fino a questo momento unica avventura di Kirby per Nintendo DS, è reputata da molti giocatori addirittura come la migliore esperienza ludica presente sul portatile a due schermi: oltre alla proverbiale maestria nel creare situazioni di gioco sempre interessanti e divertenti, gran parte del successo del titolo era dovuto all’idea di base che sfruttava il touch screen in lungo e in largo, con il giocatore che doveva essenzialmente creare, disegnandole sullo schermo, le piattaforme necessarie alla palletta per proseguire. Sarebbe stata dunque solo cosa buona e giusta ricorrere allo stesso schema per la nuova apparizione di Kirby su DS, schema peraltro pochissimo sfruttato in seguito da altri prodotti, e invece no! Con Mouse Attack si ritorna all’antico concept apparso sin dai tempi del NES, e al timone vi tornano i Flagship, team che, non a caso, firmava anche i due Kirby apparsi su GBA.