La Prima Guerra Mondiale - Recensione  0

WoW, un gioco sulla Prima Guerra Mondiale... hey! Ma cosa è successo durante la Prima Guerra Mondiale? Non ricordo praticamente nulla...

i videogiochi vivono di semplificazioni. È necessario che le azioni dei giocatori siano motivate e indirizzate verso un nemico chiaro e incontrovertibile

I perché di una guerra

Detto questo è facile capire perché al primo conflitto mondiale siano state dedicate poche riduzioni ludiche (ma se ci pensate bene, anche le altre arti sono state più parche nei suoi confronti) e, in molti casi, si è trattato di produzioni minori realizzate da sviluppatori di secondo piano. Va anche notato come il genere scelto per rappresentare questa guerra, sia stato sempre quello degli strategici (a turni o in tempo reale poco cambia) che, nella sua necessità oggettivizzante, tende implicitamente a raffreddare l’impatto emotivo, mentre, ad esempio, non si contano i giochi d’azione ambientati durante la Seconda Guerra Mondiale (tanto per fare due esempi celebri: la serie Medal of Honor e la serie Call of Duty… ma ci sarebbero moltissimi altri titoli da citare).

Minimalismo e confusione

Non per niente il gioco prodotto da 1C Company, sviluppato da Dark Fox (autori soltanto di un’espansione di Sudden Strike) si adatta pienamente al quadro tratteggiato nel paragrafo precedente: è uno strategico (in tempo reale) ed è una piccola produzione.
La prima cosa che salta all’occhio, avviando il gioco dopo l’installazione, è la mancanza di un tutorial. Non so voi, ma io sono talmente abituato ad avere a disposizione un tutorial che mi introduca nei giochi che ho avvertito immediatamente questa mancanza. La cosa mi ha, oltretutto, costretto a consultare il manuale (cosa che non facevo da tempo immemore… e a pensarci bene non ne sentivo nemmeno la mancanza). Niente di trascendentale, in realtà, visto che i controlli da imparare sono pochi e mi sarebbe bastato giocare un po’ per impratichirmi (vabbé, era tanto per drammatizzare). Risolta la pratica del “come giocare” (che se ci pensate bene è la barriera che spesso non ci permette di apprezzare a pieno alcuni titoli) ho avviato la prima campagna delle tre disponibili (quella dell’Intesa, le altre due sono la campagna Tedesca e quella Russa). All’inizio si rimane più sconcertati che spiazzati. La Prima Guerra Mondiale ha una grafica veramente minimale, per non dire brutta. Abituati ai colori ultravivaci, alle truppe ultradettagliate e ai campi di battaglia tridimensionali, questa grafica 2D con sprite piccolissimi e mal disegnati che si muovono per scenari essenziali quando non spogli fa venire alla mente alcuni vecchi strategici risalenti alla fine degli anni '90. Anche il sistema di controllo è ridotto all’osso, pur essendo quello classico degli RTS. Insomma, un’interfaccia nella parte bassa dello schermo permette di dare ordini alle truppe, sia tramite mouse, sia tramite le immancabili scorciatoie da tastiera. Sulla sinistra c’è una minimappa in cui sono indicate le nostre unità (in verde), le unità del nemico (in rosso) e gli obiettivi da raggiungere (delle frecce rosse). Sempre nella stessa zona, alcuni misuratori microscopici ci informano sullo stato del nostro esercito (o della singola truppa selezionata) permettendoci di sapere se dobbiamo andare alla ricerca di munizioni, se qualche soldato va curato e altro. Volendo, con un tasto apposito, possiamo visualizzare la descrizione degli obiettivi, che di solito consistono nel distruggere un ponte, scortare dei prigionieri, conquistare un’area strategica, difendere delle aree sensibili, più altre varianti che ruotano sempre intorno agli stilemi classici del genere. Le prime battaglie sono piuttosto confusionarie e mostrano subito il più grosso difetto de La Prima Guerra Mondiale: la difficoltà della gestione delle truppe e quella nel trovare e riconoscere le stesse.

Questi li ha addestrati Oronzo Canà

Mi spiego meglio. La grafica minimale non è un male assoluto e si riesce a digerire dopo qualche minuto, quello che non si riesce a digerire proprio è la difficoltà nel trovare una truppa in mezzo alle altre e nel muoverla in modo efficace sul campo di battaglia. Ovvero, quando si tratta di dove spostare un manipolo di uomini, il sistema di controllo fa il suo dovere, ma quando si tenta di attuare strategie che comportano movimenti studiati, ci si trova a dover combattere con dei pattern che sanno molto di casuale e un’incapacità cronica dei nostri soldati di agire in sincrono. Prendiamo ad esempio l’attacco ad una città (eventualità molto frequente): bene, se non sarete certosini nell’impostare le vostre mosse (e spesso non basterà nemmeno questo), rischierete fortemente di vedere i vostri uomini incastrati dietro qualche casa o in qualche cortile, mentre i nemici si divertono come pazzi a sparargli contro. Il problema è dovuto soprattutto al fatto che le truppe si muovono sovrapponendosi e che, in base ad un ordine di precedenza non chiarissimo, quando si trovano a passare in zone occupate, non studiano un percorso alternativo ma fanno spostare l’”ostacolo”generando un certo caos. Immaginate un carro armato che deve passare in mezzo ad una ventina di fanti e che li costringe a spostamenti improvvisi invece di cercarsi una strada alternativa. Il risultato finale sono uomini incastrati in manovre assurde mentre, magari, il nemico si sta scagliando contro di loro…

quando si tenta di attuare strategie che comportano movimenti studiati, ci si trova a dover combattere con dei pattern che sanno molto di casuale e un’incapacità cronica dei nostri soldati di agire in sincrono

Questi li ha addestrati Oronzo Canà

Ma parlavamo anche delle truppe “perse” per la mappa. Questa cosa capita soprattutto quando si trovano in una città o in mezzo al bosco. Come dicevamo i singoli soldati sono veramente molto piccoli e poco dettagliati. Questo comporta la facile “mimetizzazione” (ma forse sarebbe meglio dire confusione) con gli scenari di gioco. Ora, sarebbe stato molto gradito un quadro riepilogativo di tutte le truppe a nostra disposizione in cui selezionare anche quelle fuori schermo o particolarmente nascoste. Purtroppo non siamo stati accontentati e, in alcune mappe, prima di iniziare a fare le nostre mosse, dovremo andare in giro a visualizzare varie porzioni del campo di battaglia, per renderci conto delle nostre forze effettive. Come dicevamo prima, fare questo in città è molto arduo e spesso ci si rende conto di aver lasciato indietro qualcuno solo in seguito ad un massiccio spostamento o dopo aver sottolineato con il mouse mezza mappa. La mappa strategica in basso a sinistra serve veramente a poco, visto che è piccola e poco pratica.

Non mi basta mai

Ma non finisce qui. Altro elemento da imbufalimento ludico è la nebbia sul campo di battaglia. Ovviamente potremo vedere solo le zone dove si trovano dei nostri uomini (e fino a qui niente di strano), ma spesso il loro campo visivo sarà così limitato che… non permetterà di visualizzare nemmeno le truppe che gli stanno sparando addosso. Non è bellissimo essere crivellati di colpi da qualcuno che si trova dritto davanti a noi, su un terreno pianeggiante, senza poterlo vedere. La cosa capita molto spesso con l’artiglieria nemica che fa vere e proprie stragi prima di poter essere individuata. Ovviamente il contrario non è possibile visto che noi possiamo far sparare solo contro truppe che vediamo. La cosa costringe a lentissime esplorazioni piuttosto noiose, che servono solo a visualizzare truppe di cui conosciamo perfettamente la posizione. Unite il tutto al movimento scoordinato dell’esercito e alla difficoltà nel selezionare una singola truppa e capirete il perché del voto estremamente negativo a fine articolo.

non è bellissimo essere crivellati di colpi da qualcuno che si trova dritto davanti a noi, su un terreno pianeggiante, senza poterlo vedere

Non mi basta mai

Qualcosa di positivo in questo disastro c’è: in fondo la ricostruzione storica dei punti di forza e delle debolezze delle diverse truppe dei tre eserciti è ben fatta e richiede un approccio tattico molto diverso rispetto a quelli standard a cui siamo abituati. Ad esempio la “debolezza” della corazza dei carri armati dell’epoca, danneggiabili anche da delle semplici mitragliatrici, comporta un uso diverso di questi mezzi rispetto ad un qualsiasi strategico sulla seconda guerra mondiale. È anche vero che ci sono alcune opzioni di gioco interessanti, come la possibilità di costruire trincee, ostacoli per le truppe nemiche, sia a piedi che su mezzi da trasporto, che rendono alcune mappe molto godibili… a patto di riuscire a soprassedere sui grossi difetti precedentemente elencati. Comunque vi rimando al commento finale per le conclusioni di rito.

Box Hardware

Ovviamente La Prima Guerra Mondiale non richiede un gran computer per girare. La configurazione minima è veramente ridicola rispetto agli standard attuali: un PIII a 500 MHz, 128 MB di RAM e una scheda 3D compatibile con le DirectX 8.1 e dotata di almeno 32 MB di memoria. Per giocare al meglio portate il processore a 1,6 GHz, la RAM a 256 MB e raddoppiate la memoria della scheda grafica. Il caso è chiuso.

Commento finale

Rispetto a quanto detto nel corpo dell’articolo c’è poco da aggiungere. La Prima Guerra Mondiale è una produzione piena di difetti che soddisferà poco gli amanti del genere abituati a ben altro. L’unica molla che potrebbe spingere all’acquisto è l’ambientazione storica poco battuta, anche se, per soddisfarla, sarebbe forse meglio comprarsi un bel libro di storia, visto che l’opera di Dark Fox manca anche di una qualsiasi scheda di approfondimento degna di questo nome.

Pro

  • Ambientazione poco utilizzata nei videogiochi
  • Buona ricostruzione dei mezzi bellici della Grande Guerra
  • Gira veramente su tutti i computer
Contro
  • Sistema di controllo confusionario
  • Movimento delle truppe ai limiti della frustrazione
  • IA pessima

I perché di una guerra

La Prima Guerra Mondiale non l’ha mai capita nessuno. Dal 4 Agosto 1914 all’11 Novembre 1918 si svolse il più grande conflitto che l’umanità avesse mai visto (fino ad allora) in cui si confrontarono nazioni e imperi disposti su tutti i continenti. La guerra, per semplificare all’osso, fu il culmine di spinte nazionalistiche e rivalità mai completamente risolte provenienti dal secolo precedente. Furono svariati milioni i morti e, la conclusione della guerra, spinse alcune nazioni (come la Germania e l’Italia) verso una crisi che sarebbe culminata ed esplosa nella Seconda Guerra Mondiale.
I videogiochi non hanno mai tributato molto interesse verso questo conflitto. La causa di ciò è probabilmente la difficoltà nel semplificare e ridurre il tutto ad uno scontro fra “buoni” e “cattivi” come è possibile fare (e viene, purtroppo, regolarmente fatto) in tutti i giochi ambientati durante la Seconda Guerra Mondiale. Insomma, è difficile proporre la retorica del liberatore in un conflitto come questo che ha fatto sì partire il declino dell’Europa (declino che ancora stiamo vivendo) ma che manca di un “cattivo” riconoscibile… manca del suo Hitler. I videogiochi vivono di semplificazioni. È necessario che le azioni dei giocatori siano motivate e indirizzate verso un nemico chiaro e incontrovertibile. Non sto affermando che la Seconda Guerra Mondiale è meno complessa della Prima; ma sono convinto che l’immaginario collettivo non possa evitare di subire il fascino implicito di un personaggio come Hitler, in cui è possibile coagulare l’immagine del male assoluto, mentre può tranquillamente ignorare i movimenti diplomatici e le motivazioni di natura politico / nazionalista che hanno portato alla Grande Guerra.