Airborne TroopsLa recensione di Airborne Troops 

La Seconda Guerra Mondiale torna a far capolino nei nostri Personal Computer con un action contaminato da elementi stealth e adventure. Mancano solo due giorni al D-Day e lassù nello spazio aereo francese...

La recensione di Airborne Troops La recensione di Airborne Troops La recensione di Airborne Troops

Questa alchimia di generi porta ad un gameplay molto immediato ed arcade che se forse farà storcere il naso ai puristi del realismo e dell’azione furtiva, probabilmente conquisterà quel pubblico alla ricerca di uno shooter in terza persona con qualche variazione sul tema. Di certo però non si può però tacere su alcuni limiti della produzione come gli script decisamente semplificati con cui vengono gestiti i nemici all’interno della mappa e la stessa intelligenza artificiale si rivela piuttosto limitata: in fin dei conti, solo l’elemento numerico dei nazisti presenti su schermo dovrà essere preso in considerazione per decidere se attaccare massicciamente con le varie armi a disposizione (pistole, fucili, mitragliatori, lanciarazzi) o piuttosto avvicinarsi furtivamente alle spalle dell’unico soldato presente nelle vicinanze ed eliminarlo con una precisa coltellata alla gola.

In pratica il salvataggio potrà avvenire solo nel momento in cui concluderemo una missione: all’interno di queste saranno presenti dei checkpoint da cui ripartire solo però in quella singola sessione di gioco e non successivamente

Che Airborne Troops sia un titolo multipiattaforma maggiormente orientato alle caratteristiche dei giochi per console non lo si capisce solo dalla possibilità di utilizzare il joypad per giocare ma anche dall’assenza di poter salvare liberamente la nostra avventura in ogni momento. In pratica il salvataggio potrà avvenire solo nel momento in cui concluderemo una missione: all’interno di queste saranno presenti dei checkpoint da cui ripartire solo però in quella singola sessione di gioco e non successivamente. Gran parte dell’utenza PC non gradisce molto questo tipo di sistema. A riprova di questo ricordiamo che nei vari episodi per Personal Computer di Splinter Cell, il sistema a checkpoint delle versioni console (comunque ricaribili) fu sostituito dai salvataggi liberi. Probabilmente la scelta nasce dalla volontà di allungare la durata di gioco ma per questo avremmo decisamente preferito una componente multiplayer, purtroppo del tutto assente in Airborne Troops.

La recensione di Airborne Troops La recensione di Airborne Troops La recensione di Airborne Troops

Estetica Bellica
La recensione di Airborne Troops L’aspetto più riuscito di AT è sicuramente la rappresentazione grafica delle nostre avventure belliche. Il Renderware si dimostra un middleware che nel corso degli anni ha raggiunto una versatilità capace di regalare ottime performance. Airborne Troops senza richiedere specifiche hardware troppo esose (probabilmente dovuto al porting diretto da console per cui non è prevista nessuna possibilità di modificare i parametri grafici se non la risoluzione) riesce ad offrire un appeal visivo convincente, sia per le ambientazioni piuttosto ampie che danno la sensazione di trovarsi veramente negli scenari della seconda guerra mondiale che per tutti gli altri effetti grafici previsti: dall’ottima risposta degli oggetti ad esplosioni varie (comprese le esplosioni aeree improvvise che danno una maggiore sensazione di un background “vivo”), la produzione di Playlogic riesce a mantenersi su buoni livelli nel corso di tutta l’avventura bellica. Non si tratta certo di un titolo capace di mettere a dura prova le schede grafiche di ultima generazione per quanto riguarda il numero di poligoni su schermo e per l’implementazione di particolari features tecniche ma ugualmente svolge decisamente bene il suo compito. Molto meno convincente la componente sonora: si comprende la mancanza di una massiccia presenza musicale per l’interazione stealth, ma questo silenzio non viene compensato da effetti sonori al livello con la battuta dei nostri passi decisamente eccessivo ed il resto dei suoni che non brilla particolarmente.

L’aspetto più riuscito di AT è sicuramente la rappresentazione grafica delle nostre avventure belliche

Commento

Airborne Troops è un onesto shooter in terza persona di chiara impostazione arcade con un buona dose di azione stealth e qualche contaminazione di adventure che ha dalla sua una realizzazione grafica decisamente piacevole all’occhio del giocatore ed un background narrativo accettabile, se pur la seconda guerra mondiale sia divenuto un cliché piuttosto abusato nel campo dei videogiochi. Purtroppo il debutto di Playlogic non si può dire esente da difetti più o meno grossolani a cominciare da un’intelligenza artificiale dei nemici piuttosto limitata e gli script decisamente semplificati con cui vengono gestiti i nostri avversari all’interno della mappa. Lascia piuttosto perplessi anche la scelta della mancanza dei salvataggi liberi, una sorta di must per gli utenti PC che aveva portato gli stessi episodi di Splinter Cell a cambiare il system saving su Personal Computer. Nonostante tutto questo, Airborne Troops si mantiene nella sua interezza su di un giudizio sufficiente e che potrà soddisfare i giocatori alla ricerca di un action immediato con una spesa leggermente al di sotto dello standard (il titolo ha infatti un prezzo consigliato al pubblico di 39.90 € ).

Pro: Buona realizzazione grafica Gameplay immediato Buon connubio di elementi stealth, action e adventure Contro: Intelligenza artificiale e script dei nemici modesti Mancanza dei salvataggi liberi Accompagnamento sonoro sotto la media

La recensione di Airborne Troops Seconda Guerra Mondiale: una sorta di panacea per gli sviluppatori di videogiochi che da decenni (ma il boom è avvenuto dopo l’incredibile successo del primo Medal of Honor) utilizzano gli scenari del conflitto più terribile nella storia dell’umanità come sfondo alle proprie produzioni interattive. L’incipit di questa recensione non è affatto casuale visto che anche Airborne Troops è ambientato negli anni ’40, esattamente il 4 Giugno 1944, a due giorni dal D-Day, ovvero lo sbarco delle truppe alleate in Normandia. Il nostro eroe ed alter ego digitale si ritrova nello spazio aereo francese sotto l'occupazione nazista. In teoria il sergente americano John Welsh sta solo accompagnando un partigiano francese nell’infiltrazione tramite lancio sul suolo occupato dal nemico. Caso volle che un colpo della contraerea nazista colpisce proprio l’europeo e dovrà quindi essere Welsh a paracadutarsi fra le linee nemiche, ritrovare i contatti della resistenza francese e portare a termine alcune operazioni contro i nazi.

Ci ritroveremo immersi in un tipo di interazione a metà strada fra l’action e lo stealth, con qualche contaminazione adventure
Il plot narrativo ci fa giungere quindi nella Francia occupata dove nel corso di 7 missioni, ci ritroveremo immersi in un tipo di interazione a metà strada fra l’action e lo stealth. Sarebbe improprio accostare Airborne Troops a Splinter Cell ad esempio visto che le meccaniche di infiltrazione sono molto più immediate e richiedono minore attenzione ai nostri movimenti (sarà sufficiente non correre e se il nemico è alle spalle non sarà in grado di avvertire la nostra presenza). Inoltre alcune parti del gioco prevedono delle lunghe sparatorie più inclini al genere degli shooter in terza persona (la visuale con cui vivremo tutto il gioco) che agli stealth games. Ad arricchire le missioni ci penseranno alcuni elementi puzzle basati più che altro su switch e pulsanti da attivare o porte chiuse da aprire mediante l’utilizzo di chiavi disseminate lungo le mappe.

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