Boiling Point: Road to HellLa Recensione di Boiling Point 

Intorno al punto di ebollizione targato Atari, si sono create innumerevoli e grandi aspettative. I programmatori russi di Deep Shadows saranno riusciti nell'intento di trasformare tutto questo hype in una eccellente esperienza videoludica?

La trama principale del gioco ricorda molto da vicino i canoni di un classico action movie

GTA va nella giungla
Boiling Point ha certamente subito l’influenza di GTA 3 nella sua struttura portante: come nel titolo made in Rockstar Games, anche qui avremo la totale libertà di azione negli oltre 625 chilometri quadrati che costruiscono il vastissimo ambiente di gioco (e non avremo mai alcun caricamento che blocchi l’azione… ma qualche scatto indigesto nei momenti in cui frulla l’hard disk non mancherà) con la possibilità di utilizzare un numero veramente alto di mezzi (25 per la precisione) a cominciare da auto, mezzi per l’acqua e per l’aria, fino ad un selvaggissimo carro armato. Ma i programmatori di Deep Shadows hanno un senso civico più elevato visto che per portare i vari trabiccoli, occorrerà prendere varie patenti (una sorta di tutorial decisamente utile per acquisire confidenza con le caratteristiche peculiari di aerei, motoscafi etc.). Come in GTA poi, oltre alla missione principale (ovvero salvare la figlia di Meyers e vi assicuro che gli imprevisti saranno all’ordine del secondo) potremo imbarcarci in tante altre sottoquest secondarie in grado di far arrivare l’esperienza di gioco a vette di longevità veramente impressionanti, oltre che indispensabili per ottenere il denaro necessario a comprare potenziamenti per le arme, veicoli etc.

La Recensione di Boiling Point La Recensione di Boiling Point La Recensione di Boiling Point

Un altro punto di contatto con GTA sarà il rapporto con le fazioni presenti sul campo: queste non solo ci saranno utili per ottenere varie missioni ma la diplomazia in alcuni casi sarà fondamentale per avere dei buoni alleati in particolari circostanze. Questo aspetto però è stato decisamente poco curato dai programmatori visto che il passaggio dei rapporti da conflittuali ad amichevoli avverrà in modo decisamente approssimativo e pressappochista. In pratica un’azione positiva o negativa nei confronti della fazione cancella in un solo istante la situazione precedente e questo può avvenire a volte in maniera fortuita ad esempio entrando per caso in una zona di giungla controllata dai ribelli senza averne la più pallida idea (difficilmente i guerriglieri mettono dei segnali per informare della loro presenza…). In tal modo tutta quella che poteva essere una componente gestionale , si trasforma in una sequenza di cambiamenti meccanici e a volte perfino involontari.

Il titolo dei programmatori di Deep Shadows si propone con un’anima da gioco di ruolo molto sviluppata

Gioco di Ruolo inside
Boiling Point però non è affatto un clone di GTA, tutt’altro visto che ha molti elementi peculiari. Oltre al fatto di essere tendenzialmente un FPS, il titolo dei programmatori di Deep Shadows si propone con un’anima da gioco di ruolo molto sviluppata a cominciare dai tanti dialoghi presenti a scelta multipla che influenzeranno in modo diretto lo svolgersi degli eventi, per passare poi alla gestione del nostro equipaggiamento che riprende molto da vicino gli archetipi del role playing. I pesos saranno infatti fondamentali per acquisire mezzi e armi ma diverranno indispensabili anche in talune situazioni per avere informazioni necessarie alla nostra missione. Non meravigliatevi quindi se vi ritroverete a fare i tassisti o i commercianti per ottenere un po’ di “dineiro”. Diviene quindi fondamentale frugare negli inventari dei gringos che faremo fuori e prendere tutti gli oggetti che ci potranno essere utili in seguito.

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Ma il divertimento dov'è?
La Recensione di Boiling Point Come potete capire, siamo di fronte ad una struttura di gioco molto ambiziosa che riesce nei suoi intenti visto che si è dimostrata capace di farci provare la sensazione di trovarsi veramente in un microcosmo completo e vivente anche al di là della nostra presenza. Se quindi, a livello “ontologico” Boiling Point si prende la nostra benedizione, non si può dire lo stesso per l’aspetto più interattivo e ludico: qui il fiasco da parte dei programmatori di Deep Shadows è assolutamente colossale. Risulta difficile pure cominciare ad elencare i difetti presenti in BP: si potrebbe partire dall’impressionante mole di bug grafici (ma che ricadono anche sulla componente interattiva), da un sistema di calcolo dei danni che nulla ha a che fare con Soldiers of Fortune 2 e si rivela assolutamente pressappochista. Ma, e questo è l’aspetto deleterio, difficilmente ci si diverte giocando a Boiling Point nelle parti non RPG: guidare i mezzi si rivela di una noia mortale e non mancheranno sezioni in cui dovremo fare decine e decine di chilometri senza fare altro che premere la freccia in avanti (e attenzione a non rompere il veicolo: non c’è modo di trovare una soluzione alternativa al camminare per ore se non suicidarsi e risvegliarsi curati in ospedale ma senza soldi e con l’inventario quasi vuoto!). Anche nelle parti più tipicamente FPS, il paragone con un discreto shooter vede uscire Boiling Point assolutamente a pezzi: il gioco sembra sempre essere sul filo di confine tra velleità simulative e approccio arcade senza però dimostrare di avere una natura ben precisa ma soprattutto incapace di svettare qualitativamente in nessun momento. Per non parlare poi dell’intelligenza artificiale di infimo valore, capace di sorprenderci solo nel momento in cui i nemici sono assolutamente nascosti alla nostra vista (e sotto il profilo ludico, la cosa non è certo piacevole…).

Il gioco sembra sempre essere sulla linea di confine tra velleità simulative e approccio arcade senza però dimostrare di avere una natura ben precisa ma soprattutto incapace di svettare qualitativamente in nessun momento

AAA: cercasi frame rate stabile disperatamente
Per quanto riguarda l’aspetto tecnico, Boiling Point ci offre gioie e dolori. Indubbiamente, sotto il profilo quantitativo, BP è impressionante: non mi riferisco solo alla grandezza dell’immensa mappa, ma anche alla mole di elementi su schermo con un orizzonte non solo lontanissimo ma capace di presentare tantissimi oggetti anche a lontanissima distanza. Particolare attenzione è stata poi posta sulla realizzazione della vegetazione e sotto questo aspetto BP non sfigura assolutamente con qualsiasi titolo presente oggi sul mercato, Far Cry incluso. Gli effetti speciali grafici sono ugualmente di primissima qualità così come la realizzazione poligonale dei vari edifici presenti nei villaggi in cui ci troveremo. D’altra parte però dobbiamo purtroppo anche annotare una mediocre realizzazione visiva dei personaggi (con il povero attore Vosloo che in versione digitale sembra ingrassato di 20 chili) e dei mezzi che mostrano un livello estetico piuttosto infimo. Ma ancora più grave è il problema del frame rate: nonostante il sistema di prova avesse delle caratteristiche molto più elevate rispetto alle specifiche hardware consigliate, nonostante i parametri grafici decisi dall’auto setting non siano stati modificati, il frame rate si dimostrava instabile in alcune situazioni per motivi non facilmente comprensibili visto che non si trattava di momenti con molti personaggi ed azione su schermo. L’unico modo per avere una fluidità quasi mai messa in discussione era abbassare il dettaglio e la risoluzione video di molto ma con risultati visivi veramente abbietti.

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Odi et amo anche per il sonoro: sin dal momento dell’istallazione saremo accompagnati da un rock-pop latino in stile “Dal Tramonto All’Alba” che si addice in modo sublime all’atmosfera del gioco. Il doppiaggio dei personaggi si attesta su di una qualità elevatissima, assolutamente degna di un lungometraggio filmico ed anche tutti gli effetti sonori presenti si dimostrano molto convincenti. Peccato poi dover anche annotare dei bug sonori con musiche campionate ad una frequenza molto bassa, frequente asincronia tra il parlato e il movimento labbiale dei personaggi ed una scelta piuttosto astrusa nel far partire dei brani quando saremo a bordo di un’autovettura.

nonostante il sistema di prova avesse delle caratteristiche molto più elevate rispetto alle specifiche hardware consigliate, nonostante i parametri grafici decisi dall’auto setting non siano stati modificati, il frame rate si dimostrava instabile in alcune situazioni per motivi non facilmente comprensibili

Una grande occasione perduta. E’ questo il commento in estrema sintesi per Boiling Point. Se sulla carta, la nuova produzione Atari avrebbe potuto dare filo da torcere alla stessa serie di Grand Theft Auto grazie all’implementazione di una maggiore componente RPG in un struttura molto libera simile alla gallina dalle uova d’oro di Rockstar Games, i programmatori di Deep Shadows non sono riusciti a forgiare la loro creatura con un gameplay sufficientemente valido e coinvolgente, carente sotto il profilo dell’intelligenza artificiale, dell’interazione con l’ambiente e della componente ludica in senso stretto. Come se non bastasse, non mancano grossolani bug grafici che ne minano anche la credibilità estetica: non meravigliatevi quindi se alcuni mezzi andranno contro ogni legge della fisica o vari nemici si incastreranno con pareti e porte degli edifici. Non parliamo poi del frame-rate, instabile anche su macchine potentissime e altalenante a volte per motivi non facilmente comprensibili. Nonostante tutti questi elementi appena elencati, Boiling Point merita una sufficienza stentatissima visto che presenta il miglior microcosmo virtuale pulsante e vivente che si sia visto in una produzione videoludica, capace di immergere il giocatore fino a quando i difetti elencati non si fanno fin troppo evidenti e fastidiosi. Si rincorrono le news sull’uscita di varie patch che colmeranno le carenze di Boiling Point: ci auguriamo che almeno in parte il titolo possa essere ottimizzato visto che tra le mani Deep Shadows aveva un capolavoro ma forse l’eccessiva pretenziosità dei programmatori russi ha portato alla realizzazione di un gigante dai piedi d’argilla.

Pro: Un microcosmo vivente e pulsante come non si era mai visto Componente RPG di ottima fattura Struttura di gioco liberissima e dinamica Contro: Gameplay insufficiente Bug grafici evidenti e macroscopici Instabilità del frame-rate incorreggibile

Bollito Misto
La Recensione di Boiling Point La struttura libera di Grand Theft Auto, la profondità da RPG in stile Vampires o Deus Ex, un sistema di calcolo dei danni degno di Soldiers of Fortune 2. Non mancano indubbiamente le citazioni degne di note per Boiling Point, la produzione di Atari realizzata dai programmatori di Deep Shadows e che è stato preannunciato dalla software house come un titolo capace di stupire ed appagare anche i giocatori più esigenti. Saranno andate così le cose? Vediamo di scoprirlo insieme…

La trama principale del gioco ricorda molto da vicino i canoni di un classico action movie: mister Saul Meyers (che ha le fattezze dell’attore Arnold Vosloo visto nei panni di Imothep nei primi due episodi della Mummia ma anche in Darkman 2 e 3) è un tranquillo ex mercenario in pensione che si gode la vita dopo un’esistenza piuttosto avventurosa. Quando tutto sembra andare per il verso giusto però, riceve una chiamata disperata della figlia, di professione giornalista d’assalto, che si trova invischiata in una situazione non troppo piacevole visto che viene rapita da una non meglio precisata organizzazione criminale in una nazione che ricorda da vicinissimo la Colombia (ovvero gruppi paramilitari, guerriglia antigovernativa, narcotrafficanti e compagnia andante…). In questo background così caotico, Meyers dovrà farsi largo e salvare la figlia: per nostra fortuna il nostro alter ego virtuale è piuttosto pratico di situazioni del genere…

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