Marvel Nemesis: L'Ascesa degli Esseri Imperfetti  1

Electronic Arts ha prodotto il tie-in Marvel più ambizioso di tutti i tempi…

Gli Imperfetti

Alla Marvel hanno gli “Inumani”, i “Difensori”, gli “Invasori”, i “Vendicatori”… diciamo che gli “Imperfetti” mancavano all’appello, e questo videogame sopperisce alla cosa. Scritta dall’eccezionale Mark Millar, la trama di Marvel Nemesis non si limita a essere apocalittica (laddove di solito questo genere di situazioni sopperisce alla mancanza di idee), bensì risulta anche ben studiata e di grande spessore. Mentre la Cosa passeggia tranquillo nei pressi del ponte di Brooklyn, si verifica un avvenimento terribile ed eccezionale: dal cielo spuntano centinaia di piccole navi spaziali, che cominciano immediatamente a seminare morte e distruzione sulla città di New York. Da uomo pratico quale è sempre stato, Ben Grimm comincia a dispensare mazzate a destra e a manca per dimostrare agli alieni l’ospitalità tipica degli yankees. Ma il quadro generale è molto più ampio e preoccupante: i telegiornali trasmettono immagini che documentano la sconfitta di Hulk, di Capitan America e del Punitore. Gli invasori colpiscono duro e il problema è che non sono loro il problema più grosso, bensì i cosiddetti “Imperfetti”. Si tratta di un gruppo di superumani ulteriormente potenziati dalla tecnologia aliena e radunati da Van Roekel, un individuo dalle origini misteriose, il cui compito è mettere insieme una squadra di soldati dalle eccezionali capacità, non si sa bene con quale scopo. Gli “Imperfetti” sono così chiamati perché appunto sono esperimenti non perfettamente riusciti, laddove la letale Paragon rappresenta invece la perfezione sottoforma di guerriero.

Con una narrazione affascinante e una presentazione da pelle d’oca, Marvel Nemesis si fa amare “a prescindere” dagli appassionati di fumetti Marvel.

Il gioco

Per far luce su questa storia e liberare la città dall’invasione, la Cosa (qui somigliante alla propria versione cinematografica più che a quella dei comics) dovrà coordinare il proprio operato con svariati altri personaggi appartenenti al Marvel Universe: la Torcia Umana, Devil, l’Uomo Ragno, Elektra, Venom, Magneto, Iron Man, Wolverine e Tempesta. Ed è questa la meccanica di Marvel Nemesis: al giocatore, già dopo il primo stage, viene data la possibilità di scegliere il proprio personaggio fra quelli fin lì disponibili, e affrontare le missioni assegnate a ognuno di essi oppure operare delle scelte “alternative”, in una struttura che in pratica vanta dei possibili bivi e che ogni tanto vi metterà anche dalla parte dei “cattivi”, al comando di uno degli Imperfetti o di un supereroe controllato psichicamente da congegni alieni. Man mano che si prosegue nel gioco, si sbloccano personaggi ed extra. I primi vengono utilizzati nella modalità a incontri, mentre gli extra sono rappresentati da card tematiche e fumetti in versione elettronica (nella fattispecie una storia dei Fantastici Quattro e una degli X-Men, entrambe però in versione “Ultimate”). Una volta completate tutte le missioni, magari due volte per accedere a tutte le situazioni possibili e determinate dai “bivi”, ciò che rimane di Marvel Nemesis è la modalità versus, in cui è possibile scegliere uno dei diciotto personaggi disponibili (tra supereroi e Imperfetti), in versione normale o “controllata”, e affrontarne un altro all’interno di uno dei sette scenari che si vedono nello story mode. È possibile giocare in due oppure accedere al multiplayer online, che in questo caso appare ben fatto e rappresenta un gradito bonus.

La sostanza

Con una narrazione affascinante e una presentazione da pelle d’oca, Marvel Nemesis si fa amare “a prescindere” dagli appassionati di fumetti Marvel. La realtà dei fatti, però, è che il gioco sviluppato da Nihilistic Software, nella sostanza, non risulta all’altezza delle aspettative che vengono create nelle prime fasi. Dopo quanto visto in Shadow of Rome, Capcom avrebbe davvero fatto un buon lavoro con Marvel Nemesis, conferendo spessore e “senso d’impatto” ai combattimenti, che invece Nihilistic ha reso “scivolosi” e poco incisivi, forse per rispettare lo stile di EA. I personaggi dispongono di una rosa di manovre d’attacco tutto sommato sufficiente, che per le esigenze dello story mode vengono attivate sempre con la stessa combinazione di tasti. Ciò, però, rappresenta un punto debole nella modalità versus, visto che viene a mancare una sostanziale differenza tra i vari Wolverine, la Cosa e Iron Man.
Il numero dei nemici che compaiono nel gioco è discreto, e generalmente ogni stage ne è pieno, con una difficoltà che sale man mano che si avvicina la conclusione della vicenda. C’è anche un’altra cosa di cui gli stage sono pieni: oggetti interattivi, di varia natura, che è possibile utilizzare negli scontri. In modo molto efficace, oltretutto. E non si parla di mazze e bastoni: a seconda della forza del vostro personaggio, potrete sollevare cassonetti, automobili, camion o enormi cisterne. E potrete strappare e usare come armi delle travi, dei lampioni e tutta una serie di oggetti contundenti. Si tratta di un punto di forza del gioco, che solo nei livelli più avanzati si dimostra controproducente: con bidoni esplosivi dappertutto, talvolta si rischia di perdere tutta l’energia mentre si rimbalza da una detonazione all’altra, il tutto a causa di un solo colpo subito.

Personaggi, sistema di controllo e realizzazione tecnica

Come scritto in precedenza, i personaggi che il gioco mette a disposizione sono in tutto diciotto, anche se l’ultimo di essi, il dottor Roekel, potrete controllarlo solo nel versus mode. Ognuno è dotato di caratteristiche e poteri differenti, che però vengono gestiti sempre allo stesso modo: un tasto per attaccare, uno per saltare, uno per parare e uno per afferrare l’avversario. Le cose cambiano quando si preme il pulsante per attivare la barra dell’energia spirituale (chiamiamola così), che dà luogo a una serie di manovre diverse e più efficaci, anche a distanza: l’Uomo Ragno spara proiettili di ragnatela, Devil lancia il bastone, Iron Man fa fuoco con i suoi raggi repulsori, ecc. ecc. C’è anche una terza barra in gioco, ovvero quella della rabbia: più si combatte e più accresce, finché è possibile entrare in una sorta di “modalità furia” per un determinato periodo di tempo. Peccato che in questa condizione ci siano pochi vantaggi: la barra dell’energia spirituale non viene intaccata e quindi ci si produce in numerosi attacchi speciali, ma non si diventa invulnerabili alle offensive nemiche.
Il motore grafico del gioco vanta indubbiamente una grande potenza: i personaggi sono davvero belli da vedere e si muovono bene, con un numero discreto di azioni possibili. I nemici sono abbastanza vari e ben fatti, e le location non sono da meno, con un buon livello di dettaglio, una miriade di oggetti interagibili e delle dimensioni sufficienti per lo sviluppo dell’azione. Durante i combattimenti il gioco si produce in inquadrature spettacolari, mostrando ad esempio i nemici che vengono sbalzati in aria dai nostri colpi o da una esplosione. Peccato che questi “intermezzi” puramente estetici ci rendano momentaneamente vulnerabili agli altri avversari, situazione che purtroppo finisce per verificarsi nelle fasi finali. Le differenze tecniche tra le versioni PS2, Xbox e GameCube sono rappresentate dalla presenza, sulla console Sony, di sporadiche incertezze in casi di particolare affollamento e di una maggiore qualità delle texture e degli effetti su Xbox e GameCube. In tutti i casi le cutscene sono di ottima fattura, soprattutto la prima; e il commento sonoro si rivela di buona qualità, con un parlato ben recitato, degli effetti sonori funzionali e delle musiche valide.

Commento

Prendiamola in positivo: Marvel Nemesis: L’Ascesa degli Esseri Imperfetti ha il merito di creare un “precedente” per un tie-in dotato di una trama di grande interesse, nonché di una rosa di personaggi estremamente varia e importante. Se a svilupparlo fosse stato un team con più confidenza con i picchiaduro a scorrimento (ma in ambito poligonale l’unica che ha ottenuto determinati risultati è Capcom), che avesse conferito anche maggior spessore alle missioni, non avremmo avuto solo un gioco bello da vedere e con qualche spunto interessante, in primis l’uso smodato di elementi dello scenario, bensì un capolavoro assoluto tra i videogame supereroistici. Così non è stato, purtroppo: il titolo prodotto da EA non offre grande sostanza né intrattiene per molto tempo, dunque si accomuna agli “imperfetti” di cui narra l’origine e le gesta.

    Pro:
  • Tecnicamente valido
  • Stage estremamente interagibili
  • Story mode interessante e con la presenza di bivi
    Contro:
  • Mancanza di spessore
  • Rilevazione delle collisioni non sempre all’altezza
  • Non molto longevo

Chi legge fumetti Marvel o DC sa bene cosa sia un “crossover”: si tratta di storie che abbandonano il tema del personaggio unico per narrare l’incontro (o scontro) tra supereroi diversi ma che condividono la medesima realtà di appartenenza. Molto spesso questo genere di produzioni si contraddistingue per i propri punti deboli più che per la qualità della trama, soprattutto quando il crossover vede partecipare personaggi appartenenti a case editrici diverse (come il recente “Avengers vs Justice League of America”). In quel caso gli scrittori sono più preoccupati a mantenere lo status quo di un supereroe (nella fattispecie per non farlo sfigurare con i “colleghi”) che non a impiegarlo nel modo più intelligente in funzione della storia. Con l’arrivo della nuova generazione di autori di comics, episodi del genere sembrano sempre più rari…