Medieval II: Total War KingdomsMedieval II: Total War Kingdoms - Recensione 

Questo è un buon periodo per le espansioni. Dopo l'ottimo Beyond the Sword per Civilization IV ecco un altro pacco che promette faville.

Medieval II: Total War Kingdoms - Recensione Medieval II: Total War Kingdoms - Recensione Medieval II: Total War Kingdoms - Recensione

Conquistadores e indiani in fila indiana

Immaginate ora uno scontro tra una piccola armata ben equipaggiata e un fiume di uomini pronti a fare da carne di macello pur di scacciare gli invasori. A guadagnare maggiormente da questa caratterizzazione è la profondità strategica e, soprattutto la longevità. L’accentuata differenziazione delle fazioni, infatti, rende ogni campagna rigiocabile più volte; e non lo diciamo tanto per dire.
Purtroppo però, proprio la campagna dei conquistadores può risultare alla lunga la più noiosa, soprattutto perché viene a mancare tutta la gestione dell’assalto al castello. I villaggi degli indigeni non hanno mura e quindi i combattimenti si traduco spessissimo in scontri bruti, in cui non è possibile neanche posizionare le truppe a piacimento, rendendo di fatto difficile elaborare tattiche alternative allo scontro diretto. Fa inoltre ridere vedere i nativi americani che utilizzano gli schieramenti militari tipici degli eserciti europei. Capiamo che difficilmente si potevano ricostruire le tecniche militari di ogni popolazione, soprattutto a causa del motore del gioco pensato appositamente per le battaglie medievali, ma siamo anche convinti che si poteva evitare di includere uno scenario che non permette, per la sua natura, di partecipare a battaglie dello stesso livello delle altre. Forse la storia della colonizzazione americana merita un Total War a parte.
Ovviamente le altre tre campagne non soffrono di questi problemi, visto che le loro ambientazioni sono più vicine all’originale e quindi non presentano le stesse incoerenze. Eppure il Medioevo europeo poteva offrire spunti per altre decine di campagne. Che gli sviluppatori abbiano tentato di coinvolgere maggiormente gli utenti statunitensi mettendo in scena un pezzo della loro storia?

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Olio bollente

Dal punto di vista del gameplay non ci sono molte differenze rispetto al gioco base che, comunque, difficilmente poteva essere migliorato. Le meccaniche delle battaglie, ormai rodate dalla vasta esperienza fatta da Creative Assembly nella realizzazione dei vari Total War, sono quelle che gli appassionati della serie ben conoscono e amano, mentre la modalità strategica non offre sorprese, se non un’ampliata gestione dell’aspetto religioso, che però non cambia moltissimo lo svolgimento delle partite. In realtà qualche aggiunta ai combattimenti c’è stata, come l’olio bollente che viene lanciato sugli assalitori avversari quando la fortezza è abbastanza sviluppata o come la possibilità di guidare uno dei due eserciti nelle battaglie multiple, potendo però passare da uno all’altro in qualsiasi momento. In generale, però, anche qui non c’è molto di nuovo da segnalare. Come al solito sarà possibile giocare anche in singoli scenari slegati dalle campagne (non moltissimi, in realtà).
Ma ora va segnalata qualche mancanza. Ad esempio, pur potendo organizzare schermaglie in ogni campagna, non sarà possibile far scontrare eserciti di campagne diverse (niente cavalieri teutonici contro conquistadores), questo probabilmente a causa della strutturazione del gioco in quattro parti distinte. Peccato perché una maggiore versatilità in tal senso sarebbe stata gradita e avrebbe ampliato l’interesse della modalità online.

purtroppo però, proprio la campagna dei conquistadores può risultare alla lunga la più noiosa, soprattutto perché viene a mancare tutta la gestione dell’assalto al castello

Olio bollente

Un altro difettuccio, riguardante il sonoro, è l’utilizzo delle stesse voci per tutte le fazioni. Sentir chiamare un capo Apache “Mighty Lord” fa un po’ ridere e, anche se ci si abitua subito, l’uso di voci differenti e più adatte ai vari eserciti non avrebbe fatto male.
Dal punto di vista tecnico non c’è moltissimo da dire visto che, sostanzialmente, quanto già saggiato nel gioco base si ritrova anche in questa espansione: truppe ben caratterizzate e realizzate, battaglie spettacolari a cui prendono parte migliaia di uomini, una ricostruzione maniacale delle diverse ambientazioni e le solite texture di grande qualità. Anche i nuovi campi di battaglia sono realizzati con la stessa cura di sempre. Cosa volere di più da un’espansione?

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Requisiti di Sistema


Requisiti Minimi: Processore: Pentium 4 1.8 GHz o AMD equivalente RAM: 512 MB Scheda Video: compatibile con le DirectX e dotata di 128 MB di memoria video DirectX 9.0C Lettore DVD Medieval 2: Total War Requisiti Consigliati: Processore: Pentium 4 3.0 GHz o AMD equivalente RAM: 2 GB Scheda Video: compatibile con le DirectX 9.0c e dotata di 256 MB di memoria video Configurazione di Prova: Processore: Intel Pentium 4 3,4 GHz RAM: 2 GB Scheda Video: NVIDIA 7800GT

Commento

Medieval II: Total War Kingdoms è un’ottima espansione che allunga l’esperienza del gioco originale di molte ore. Se avete amato l’ultima fatica di Creative Assembly non potete lasciarvi sfuggire questo pacco, anche perché quattro campagne extra non sono poca cosa, soprattutto così curate e vaste. Non sottovalutate inoltre il nuovo materiale per giocare online, che allunga ulteriormente la longevità del gioco. Niente di rivoluzionario, ma sicuramente una grandissima e graditissima conferma. In attesa di Empire: Total War non potevamo chiedere di meglio.

Pro Quattro campagne extra Decine di ore di gioco vi aspettano Molte nuove unità Contro La campagna dei conquistadores non è curatissima Qualche piccola aggiunta al gameplay non avrebbe guastato Non è possibile far combattere tra loro le truppe delle quattro campagne

L’installazione di Medieval II: Total War Kingdoms è lunga e divisa in ben quattro fasi in cui vengono installate altrettante campagne aggiuntive. Ogni campagna è avviabile in modo distinto così da non confondere i salvataggi e le impostazioni ed è ambientata in un differente territorio durante un particolare periodo storico, non solo del Medioevo: la campagna americana mette nei panni dei conquistadores spagnoli, pronti a tutto pur di prendere il controllo del nuovo mondo scoperto da Colombo; la campagna delle crociate permette di partecipare alla cosiddetta Crociata dei Re, iniziata nel 1189 e finita nel 1192; la campagna britannica, invece, è concentrata sulla guerra per il dominio dell’isola contesa fra le popolazioni sparse su tutto il territorio; la campagna teutonica, infine, rappresenta la lotta contro le popolazioni pagane portata avanti dai temibili cavalieri Teutonici. Il fil rouge che collega tutti i quattro eventi, e che dà un senso compiuto a questa espansione, è l’importanza data alla religione e la caratterizzazione degli eserciti che rendono unica ogni campagna. Insomma i conflitti saranno sia di tipo militare che di tipo culturale, e bisognerà imparare a gestire le truppe in modo molto differente a seconda della fazione scelta. Prendiamo ad esempio la campagna dei conquistadores dove scegliere di stare dalla parte degli spagnoli piuttosto che dalla parte degli indigeni cambierà completamente le strategie da adottare in battaglia, molto più di quanto succedeva nel gioco base: gli spagnoli possono contare su una tecnologia più sviluppata, e quindi su armi molto più potenti di quelle delle popolazioni locali, mentre gli indigeni sono quantitativamente maggiori rispetto agli invasori e devono compensare lo svantaggio nell’equipaggiamento con azioni di forza basate sulla quantità.