Strategia militare per la console Nintendo  0

Il genere forse più di nicchia della storia dei videogiochi sulla console più diffusa tra i giocatori occasionali: un matrimonio azzardato?

Anche su PC, e anche quando le risorse tecniche a disposizione non permettevano tutte le mirabilie grafiche a cui siamo abituati oggigiorno, il genere degli (prendete fiato!) strategici a turni a griglia esagonale (da ora in poi HTBS, Hexagonal Turn Based Strategy) non è mai stato esattamente il più popolare tra i videogiocatori. La griglia esagonale differisce da quella classica quadrata che possiamo trovare in strategici a turni di ben altra fama (Civilization o Advance Wars, giusto per fare due esempi) soprattutto per un motivo, e cioè che la distanza tra il centro di una casella e le sei adiacenti è sempre la stessa, mentre coi quadrati ciò non avviene: questo consente una razionalizzazione del territorio in qualche modo più realistica, e difatti il modello esagonale è sfruttato anche in campi ben più seri dei videogiochi, che meglio si adatta a quelle simulazioni settorialissime che, proprio in virtù di questa loro elevata specificità, si propongono di ricreare con esattezza rigorosa tutti gli aspetti di una determinata situazione.

Decisioni irrevocabili

Europe at War fa proprio questo: simula solo gli aspetti prettamente bellici della Seconda Guerra Mondiale, in un'area che comprende, oltre all'Europa, anche il Vicino Oriente, l'Africa del Nord, l'Atlantico Settentrionale e la parte orientale degli Stati Uniti. Gli sviluppatori, coadiuvati nella versione DS dagli italianissimi Impressionware, propongono sei scenari che in realtà sono sei punti di partenza dell'unica grande campagna presente: potete per esempio scegliere di partire dall'invasione della Polonia oppure dall'ingresso in guerra degli USA, e in ogni caso la situazione di partenza rispecchierà quella storicamente conosciuta.

Ovviamente è da scegliere innanzitutto lo schieramento, l'Asse (Germania e Italia) o gli Alleati (USA, Regno Unito, Francia e URSS) ma, mentre a livello strategico comandate sempre tutte le nazioni di un determinato schieramento, a livello tattico, vale a dire sul campo, prenderete il possesso delle truppe di un Paese solo quando questo è effettivamente entrato in guerra. Per fare un esempio, se partite dal 1939 al comando dell'Asse, sin da subito avete a disposizione le truppe tedesche impegnate sul fronte polacco, ma per comandare le truppe italiane dovrete aspettare la famosa ora delle decisioni irrevocabili, che scocca nel Giugno del '40. Non così quando si tratta di stabilire la direzione e le risorse della ricerca scientifica, ovviamente anch'essa esclusivamente a fini bellici: oltre alla tecnologia, gli unici altri aspetti che richiedono di abbandonare per un po' la mappa tattica sono l'acquisto di nuove unità, condizionato dalle risorse industriali e dalla tecnologia stessa (ci sono anche gli ufficiali, storicamente reali, che aggiungono parametri alle truppe). Le unità sono differenziate in base al tipo (di terra, di mare e aeronautiche) e poi per ogni tipo vi sono tre o quattro scelte: un carro armato è decisamente più potente di un normale corpo di fanteria, ma richiede molte più risorse e tempo di costruzione. Anche le varie caselle si differenziano per capacità di difesa, costo di movimento e così via, e poi ci sono le caselle speciali come le città, che vi danno le risorse industriali e petrolifere necessarie alla conduzione della guerra, e i porti per tutte le operazioni navali, caselle che vanno difese in maniera prioritaria. L'obiettivo finale è, per ciascuna fazione, conquistare il maggior numero di capitali della fazione avversaria, e ciò può avvenire sia ponendo termine alla partita rigorosamente nel 1945, sia lasciando il finale "aperto", e continuare dopo quell'anno, o magari finire prima.

Salvate il Soldato DS

Da tutto ciò potete dedurre quanto, in realtà, gli HTBS siano simili a tutti gli altri TBS che su DS riscuotono sempre un discreto successo, salvo la loro grande settorialità e rigorosità storica, e quanto siano molto più approcciabili di quello che si può pensare a prima vista. Anzi, un merito che Slitherine si attribuisce e non a torto è quello di aver creato un gioco facile da imparare e difficile da dominare. E' proprio vero, in quanto l'interfaccia si presenta molto semplice e lineare, in questo esaltata dal touch screen, e in pochi turni vi orienterete con destrezza tra le varie schermate; anche il fatto di aver limitato le tipologie di truppe e le direzioni della ricerca, se da un lato toglie un po' di profondità, dall'altro permette di conoscere prima e più a fondo ciò che si ha a disposizione, la qual cosa è assolutamente necessaria per vincere le varie battaglie.

Ciò non si trasforma, però, in una sfida banale e facile, perché l'IA è tutt'altro che stupida e approfitterà sia delle risorse a sua disposizione (che aumentano di turno in turno con l'aumentare dello sforzo bellico, esattamente come le vostre) che di un vostro minimo errore per farvi la pelle, e poi perché ben presto, come peraltro è avvenuto realmente, sarete impegnati su numerosi fronti e i mezzi a disposizione sembreranno sempre troppo pochi. Come rappresentante del suo genere insomma, EaW si comporta più che discretamente, e anzi compie un passo importante verso una poco probabile, ma comunque da apprezzare, rivalutazione presso il pubblico meno hardcore: i limiti stanno tutti nei limiti del genere stesso, che per vocazione è molto lontano dal concetto di varietà riuscendo ad appassionare solo chi è veramente interessato all'argomento specifico. Questa "vocazione" influisce anche sull'aspetto tecnico: ci stupisce l'introduzione affidata addirittura ad uno spezzone di cinegiornale d'epoca, ma poi è tutta grafica bidimensionale che punta all'essenzialità e alla leggibilità, tonnellate di testo (in un ottimo Italiano!) e una sola musichetta sufficientemente bellica e ispiratrice ma, appunto, unica. Il multiplayer, che avrebbe esteso oltremodo la longevità tutto sommato non incredibilmente elevata, non è purtroppo presente.

Multiplayer.it

7.3

Lettori (3)

8.7

Il tuo voto

Ad Europe at War non si può muovere alcuna critica che non sia tra quelle che di solito si possono fare ad un genere così di nicchia, e anzi va premiato il coraggio di portare tale genere su console prendendo anche le misure del caso. Paradossalmente però la maggiore semplicità del titolo si riflette negativamente, in quanto se non siete attratti da una simulazione tanto specifica non sarà EaW a farvi innamorare, mentre se siete appassionati del genere, ne avrete giocati certamente di più complessi e quindi soddisfacenti. Ciononostante non si può che riconoscere l'ottimo lavoro svolto: potreste rischiare dandogli una possibilità, e magari sarà la vostra porta d'ingresso per un mondo di cui non sospettavate neanche l'esistenza.

PRO

  • Meno complicato di quanto ci si aspetterebbe
  • Grande rigorosità storica

CONTRO

  • Alla lunga monotono
  • Estremamente settoriale