Monster Hunter Freedom  1

Gotta catch'em all! Ah, no, quella era una altra cosa...

Be aware of the Hunter

Il principio su cui si basa Monster Hunter Freedom prende liberamente spunto dai giochi ruolo, Capcom utilizza solo alcuni degli elementi del 'gioco di ruolo' come si intende classicamente, modellandoli secondo le esigenza del gioco. L'avventura comincia con la creazione del personaggio, un editor accompagna il giocatore attraverso la nascita del proprio cacciatore, nella personalizzazione dei soliti parametri legati a sesso, capelli, viso e colore della pelle. L'introduzione al gioco vero e proprio è quella che si può considerare una citazione al mondo dei GdR: il cacciatore si sveglia all'interno della sua capanna, è venuto il giorno in cui diventerà a tutti gli effetti cacciatore di mostri e l'anziano del villaggio è pronto a dargli un paio di utili consigli su come cominciare la propria avventura. In seguito a questo dialogo fa dono al neo-cacciatore di un intero set di armi che vanno dal veloce pugnale fino all'ingombrante e lento spadone. La scelta dell'arma dalla scatola/inventario all'interno della casa è solo un piccolo assaggio di come sarà formato il gioco: il cacciatore vive in un mondo plausibile e reale, formato da creature carnivore ed erbivore, dotate ognuna di un particolare punto debole che andrà sfruttato scegliendo -poco prima della missione- l'arma giusta. Subito dopo aver selezionato la propria arma sarà possibile dare un occhiata ulteriore al villaggio, scoprendo dove sono posizionati i venditori e soprattutto iniziarsi all'arte delle missioni e quindi della caccia al mostro. Le quest selezionabili saranno principalmente di due tipi differenti: nelle prime sarà scopo della missione l'uccisione di un determinato mostro entro un determinato tempo, le seconde saranno invece missioni di gruppo votate alla ricerca di un determinato oggetto. Mentre le prime si possono considerare come 'classiche', le seconde imporranno al giocatore di utilizzare il proprio istinto di sopravvivenza, in quanto non si potranno usare oggetti del proprio equip e e si dovrà sopravvivere cibandosi ed equipaggiandosi con i drop dei mostri incontrati lungo la strada. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la struttura delle missioni che dovrebbe giustificare l'esistenza 'portatile' del gioco, risulta anche uno dei fattori in assoluto più limitanti con quest a volte decisamente troppo lunghe dalla durata che si avvicina anche all'ora intera. Le quest ottenute saranno effettuabili sia in single player che in multiplayer wireless, fino a quattro giocatori dotati di PSP e copia del gioco, per giocare in questa modalità basterà ritrovarsi all'intero della taverna in modalità online, in modo da incontrare i propri amici, procedere alla selezione della missione ed avventurarsi all'interno del mondo di Monster Hunter.

Cappa e spada.

Quando, poche righe più in alto, si faceva riferimento alla libera ispirazione al genere dei giochi di ruolo, lo si faceva per dare una spiegazione a quella che è la modalità portante di Monster Hunter Freedom: le missioni. Il gioco, come forse si sarà già intuito, è basato interamente da quest che è possibile farsi assegnare sia alla taverna che dall'anziano del villaggio. Monster Hunter Freedom non ha una vera storia, il pretesto su cui si basa tutta l'avventura è l'assoluta volontà del protagonista di diventare il miglior cacciatore del mondo, il tutto si risolve in una serie scollegata di missioni per conto terzi suddivise in differenti categorie a seconda della difficoltà (i rank delle missioni sono cinque, a cui vanno aggiunte le quest 'urgenti'). Una volta accettato la missione (o il contratto, come viene chiamato) il cacciatore avrà il permesso di allontanarsi dal villaggio e partire alla ricerca del proprio obiettivo. Il mondo di Monster Hunter pur essendo semplicisticamente suddiviso in aree tematiche (foresta, palude, e così via...) è probabilmente una delle migliori cose mai viste su portatile, con un ottima qualità anche nel dettaglio; le differenti aree della mappa sono suddivise tra di loro da un veloce tempo di caricamento che si va a sommare all'altro decisamente più lungo in fase di inizio e fine missione. All'interno dell'ambientazione di gioco si fa valere la compontente 'Freedom' del gioco: nel corso della propria missione sarà possibile uccidere un mostro per ricavarne oggetti e magari item utili ad essere mangiati che a volte necessiteranno cottura per essere sfruttati al meglio delle loro possibilità. La fase di battaglia non è legata a particolari vincoli, il cacciatore è libero di muoversi all'interno dell'ambientazione e di colpire i mostri che incontra (o di evitare di essere colpiti, nel caso dei carnivori), con il tasto triangolo è possibile sguainare la propria arma e colpire l'avversario in combinazione con il tasto cerchio. Le combinazioni d'attacco, così come i passaggi da armato a non armato, sono decisamente lenti rispetto alla velocità dei mostri che spesso e volentieri utilizzano la fuga come arma principale. Oltre agli evidenti problemi di lentezza della meccanica di combattimento, la telecamera non 'combatte' a favore del gioco e crea spesso e volentieri situazioni poco spiacevoli in cui si viene attaccati da un mostro non visto; l'unica possibilità di controllo della telecamera è la pressione del tasto dorsale L che permette di riposizionarla dietro le spalle del cacciatore. Il fattore di libertà, sia in fase di strategia che di gestione della propria energia, è amplificato dal fattore di farming degli oggetti, ovvero dalla possibilità di piantare e far crescere particolari piante utili per curare il proprio personaggio o per essere vendute; alla stessa maniera le abilità di estrazioni di minerali e di pesca aiutano ad aumentare le capacità del cacciatore e soprattutto il suo conto in banca.

Cappa e spada.


Graficamente ottimo e fluido, Monster Hunter Freedom rappresenta senza dubbio un punto di riferimento per la gestione della grafica 3D per tutti i giochi a venire, ed è inoltre l'evidente dimostrazione che è possibile sviluppare -bene- un gioco visibilmente complesso come un gioco di ruolo. Le musiche si adattano alla perfezione ai toni del gioco, con tutta una serie di motivetti in tutto e per tutto ispirati al mondo del gioco di ruolo moderno (soprattutto quello online) con arragiamenti orchestrali e canzoni epiche.

Monster Hunter Freedom è un buon gioco che potrebbe essere risultato ottimo se non fosse stato viziato da una serie di difetti e di limiti su cui è impossibile soprassedere per un gioco del genere. I lunghi caricamenti, la lentezza delle meccaniche di combattimento, la telecamera imprecisa e la lunghezza eccessiva di alcune quest minano la votazione finale di quello che rimane, al momento, uno dei migliori giochi per PSP. Sicuramente uno dei più addittivi e longevi. Buona caccia!

    Pro:
  • Longevo
  • Visivamente notevole
  • La struttura a missioni è additiva
    Contro:
  • Caricamenti davvero fastidiosi a tratti
  • La telecamera rende molto più complessi i combattimenti
  • Alcune quest sono troppo lunghe per un portatile

Nello sconfinato universo dei giochi di ruolo, ne esistono alcuni che -spesso a scapito del successo- decidono di stravolgerne le regole o, in alternativa, di utilizzarne solo alcune, creando qualcosa che spesso sta a metà tra il gioco di ruolo e lo slash'em up. Fa parte di questa categoria Moster Hunter, brand apprezzatissimo di Capcom nato su Ps2, che dopo essere riuscito a crearsi un affezionata nicchia di videogiocatori, è partito alla conquista del mondo portatile con Monster Hunter Freedom, remake del primissimo capitolo. La portabilità della console Sony, sulla carta potrebbe essere la mossa vincente per rendere la saga di Monster Hunter più conosciuta al pubblico ed accontentare i fan che potranno utilizzare ogni momento della giornata per la caccia ai mostri più rari.