MX vs. ATV UntamedMX vs. ATV Untamed - Recensione 

Scaldate i motori e prenotate la lavanderia: si torna off-road!

Parola d’ordine: varietà

Saltato il tamarrissimo filmato introduttivo, vi troverete di fronte al più classico del menù.
Per quanto riguarda il Single Player, avrete la possibilità di affrontare la consueta “Gara Veloce”, una “Gara Personalizzata” e il “Torneo X-Cross”. Prima di soffermarci su quest’ultima modalità, vero fulcro del gioco, è d’obbligo analizzare le partite personalizzabili: è infatti tramite ad esse che si acquisisce dimestichezza con i vari stili di guida. I veicoli presenti sono suddivisi in 7 categorie, ognuna dotata di un particolare feeling. Così, se le moto da Enduro risultano agili e scattanti, altrettanto non si può dire dei Truck Rail, auto enormi dotate di grande stabilità. Oltre a selezionare località e livello dell’ IA (sono ben 9 i livelli di difficoltà presenti) è possibile scegliere uno degli 8 eventi disponibili, suddivisi in Opencross, Supercross, Endurocross, Outdoor Nationals, Supermoto, Waypoint, Minimoto e Freestyle.
Il Supercross richiede uno stile di guida improntato sulla tecnica di ripresa, ed è caratterizzato da salti, rampe e sezioni whoop da brivido.
L’Endurocross è la sua versione indoor, ed è ricchissimo di ostacoli come tronchi, rocce e copertoni che richiedono grande padronanza del mezzo per essere superati indenni.
L’Opencross è invece decisamente improntato sulle velocità più elevate, ed è caratterizzato da immensi e sconfinanti scenari. Il rischio di dispersione è acuito da alcuni tracciati veramente cervellotici; fortunatamente, in caso di errata interpretazione si viene catapultati sul percorso corretto dopo soli 3 secondi.
Infine, nel Freestyle, si viene introdotti in scenari sia aperti che chiusi in cui non esistono regole; a dominare saranno così i trick più disparati, anche se, come vedremo, il sistema di controllo non risulta pienamente efficace.

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Parola d’ordine: varietà

Il Torneo X-Cross non è altro che l’unione degli otto eventi sopra elencati. Per regalare una maggiore profondità è stata inserita la possibilità di modificare i componenti delle vetture, in modo da renderle ancora più performanti, oltre che più vicine ai propri gusti estetici. Per mettere le mani su carrozzeria, motore, telaio, trazione ed aerodinamica bisogna ovviamente ricorrere al dio denaro, che si ottiene grazie alle ricompense che vengono consegnate ad ogni torneo vinto.
La longevità è garantita da un gran numero di eventi, e dalla varietà degli stessi. Tuttavia, non è tutto oro ciò che luccica; l’entusiasmo portato dalle prime gare rischia di sfumare drasticamente dopo poche ore di gioco, data la lunghezza di certi eventi e la pressoché totale mancanza di mordente dovuta ad un’ IA schizofrenica; alterna infatti momenti di assoluta apatia, ad altri in cui mette a repentaglio la sua stessa gara pur di buttarvi fuori pista. Tentativi risibili, a cui potrete facilmente porre rimedio.

Prova su strada. Pardon, sterrato…

Come impone la tradizione, il sistema di controllo presenta un approccio spiccatamente Arcade, condito con qualche elemento realistico. La parola d’ordine è immediatezza, e a beneficiarne è ovviamente il fattore divertimento, anche se ai livelli di difficoltà più alti sono necessari alcuni accorgimenti propri solo dei giocatori più smaliziati. Di fondamentale importanza sarà quindi imparare a gestire adeguatamente i salti e, soprattutto, il conseguente atterraggio. Una volta superata la fase di apprendimento, vi accorgerete come la fisica che ne regola i meccanismi sia spesso eccessivamente approssimativa: non sarà inusuale vedere il proprio alter ego schiantarsi al suolo dopo un salto apparentemente impostato alla perfezione, il ché, oltre ad essere inspiegabile, è anche dannatamente frustrante. A soffrire di questo difetto è soprattutto la modalità Freestyle, dove i trick e le evoluzioni eseguibili in aria daranno punti solo in caso di un atterraggio corretto.
Per quanto concerne le ambientazioni, il gioco prevede sia circuiti all’aperto che percorsi indoor. Questi ultimi sono immensamente più tecnici, e necessitano di molte ore di allenamento prima di essere “domati” alla perfezione. Gli eventi outdoor sono invece più adrenalinici, e presentano una varietà di superfici notevole; nella stessa gara si può repentinamente passare da asfalto a fango, obbligando il giocatore ad adattare tempestivamente il proprio stile di guida.

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Multiplayer: quando Snake sale in sella

Colonna portante del titolo è ovviamente il multiplayer. Tramite Playstation Network è possibile gareggiare insieme ad altri 7 corridori sparsi per il globo, sia in partite classificate che “amichevoli”. In questo ultimo caso, oltre alle consuete modalità, è possibile prendere parte anche a 4 mini-games: Graffiti, Gara a sezioni, Snake e Tag. Graffiti ci vede protagonisti di folli acrobazie in punti specifici del tracciato: vince chi si totalizza il punteggio più alto. In Gara a sezioni non è necessario tagliare per primo il traguardo, ma bisogna invece conquistare specifiche sezioni del tracciato nel minor tempo possibile.
Infinitamente più originali sono i due mini-giochi restanti; Snake è una chiara citazione al gioco per cellulari reso celebre dalla Nokia: inseriti all’interno di una recinzione, il vostro obiettivo è quello di far sbattere i propri avversari contro la traccia letale lasciata alle vostre spalle. Infine, in Tag il vostro compito è quello di conquistare una palla e tenerla, senza farsi toccare, per il tempo prestabilito.

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Psone’s Return…

Il comparto tecnico è probabilmente l’aspetto più debole dell’intera produzione, tanto da rievocare i risultati ottenuti dalle precedenti console. A far storcere il naso sono soprattutto le texture, grezzamente spalmate sulle superfici, e i modelli poligonali, decisamente poveri di dettagli.
L’anti-aliasing non è stato implementato, mentre il frame-rate è soggetto a cali fastidiosi quanto inspiegabili, data la povertà di poligoni su schermo.
Di tutto altro tenore è il reparto audio, da sempre uno dei punti di forza della serie. La riproduzione dei vari rombi dei motori è piuttosto realistica, e soddisferà tutti gli appassionati.
Altrettanto convincente è la tracklist, che prevede la presenza di gruppi alla ribalta quali Nickelback e My Chemical Romance.

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Commento

Sebbene sia stato presentato come il nuovo punto di riferimento del genere Off-Road, Mx vs. Atv Untamed si rivela un titolo appena sufficiente, e ben lontano dai canoni di eccellenza toccati in precedenza dalla serie.
A minare la qualità del prodotto c’è un concept di gioco che, giunto alla settima incarnazione, appare irrimediabilmente stantio. Aggravano la situazione un comparto tecnico fortemente deficitario, e una gestione della fisica tutt’altro che impeccabile.
Vista la moltitudine di modalità, e il frenetico gameplay, cresce il rammarico per un prodotto che con una maggiore cura per i dettagli si sarebbe sicuramente laureato punta di diamante della serie; il gioco che ci troviamo tra le mani è invece poco convincente, e di fatto accontenterà solamente i fan più sfegatati.

Pro Un gran numero di veicoli ed eventi Multiplayer convincente Solito Gameplay… Contro …uguale da 10 anni Graficamente da generazione precedente. Fisica dei mezzi deludente.

MX vs. ATV Untamed è disponibile per Nintendo DS, Nintendo Wii, PlayStation 2, PlayStation 3, PSP e Xbox 360.
La versione testata è quella per Playstation 3.

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