No One Lives Forever 2: A Spy in H.A.R.M.'s WayNo-One Lives Forever 2: A Spy In H.A.R.M.'s Way 

Le nuove avventure dell'agente Cate Archer sono arrivate sui nostri schermi pronte per essere giocate fino in fondo grazie a No One Lives Forever 2: A Spy In H.A.R.M.'s Way.
In questa recensione, redatta dal nostro agente segreto Luca "Grem" Paladino, abbiamo sviscerato tutti gli aspetti più interessanti e controversi di questo nuovo titolo Monolith costruito su una versione potenziata del sempreverde LithTech Engine.

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Una storia in italiano.

Prima di entrare nel dettaglio della storia, voglio dare una notizia che sicuramente farà felici quelli fra voi (cioè la maggior parte) che non amano giocare in inglese: NOLF2 è totalmente localizzato in italiano, dialoghi compresi. Ma non solo: è ottimamente doppiato e non perde nulla dello smalto presente nella versione in lingua originale. Un'ottima notizia, non c'è che dire. Peccato, però, che nell'operazione di localizzazione siano sfuggite alcune frasi delle guardie indiane, che sono ancora in inglese. Certo, sentire una frase non tradotta in mezzo a tante frasi in italiano stona un po', però non è niente di tragico.
Ma passiamo ai fatti...
L'agente Cate Archer è un'operativa dell'agenzia UNITY, che si occupa di combattere il terrorismo ed ostacolare i piani criminali di associazioni come l'H.A.R.M. di cui è l'acerrima nemica.
Durante un summit fra terroristi, in un blindatissimo villaggio giapponese, l'agente Archer dovrà trovare la sua via per raggiungere e fotografare i personaggi coinvolti. Ma nel corso della missione accadranno due avvenimenti. Innanzitutto, verrà allo scoperto un misterioso piano OMEGA, che dovrebbe addirittura minare i pilastri stessi dell'equilibrio mondiale. In secondo luogo, H.A.R.M. deciderà di eliminare definitivamente Cate Archer, poichè si tratta di un nemico troppo pericoloso.
A questo punto, inizia la storia vera e propria e si può notare già da subito il particolare taglio cinematografico che viene dato all'intera vicenda, poichè dopo questi eventi parte una sigla in pieno stile anni 60 che ci proietta direttamente nel quartier generale della UNITY. Da qui, però, lascio a voi il piacere di scoprire il resto. Sappiate comunque che, nel corso delle sue avventure, Cate Archer dovrà attraversare mezzo mondo e, addirittura, entrare a far parte di H.A.R.M. per spiare l'organizzazione dall'interno.
Senza dubbio, quindi, la trama si presenta ricca e coinvolgente.

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Le cose serie: ma si spara?

Così come altri shooter in prima persona, anche NOLF2 ci mette a disposizione un arsenale di armi con cui combattere gli agenti nemici. Anche in questo caso, come ci potevamo aspettare, l'azione è presente in maniera cospicua. Ciò che rende differente questo gioco da tanti altri è il mix di generi e modalità diversi fra loro. Gli elementi sono quelli già visti altrove, azione, furtività, tattica ed esplorazione, ma sono mescolati in dosi di volta in volta differenti, così da mantenere sempre varia la struttura delle partite. Ma di questo parleremo più avanti, per adesso vediamo più precisamente com'è fatto il gioco.
Le missioni sono articolate attraverso più mappe e dovremo portare a termine degli obiettivi primari, conclusi i quali la missione viene considerata un successo. Avremo armi e gadget a disposizione che ci permetteranno sia di salvarci la vita nelle situazioni più pericolose che di raggiungere posti altrimenti inaccessibili.
A condurci per mano durante le nostre avventure e a fornirci l'equipaggiamento di volta in volta necessario, sarà Babbo Natale in persona che, nei panni di un corvo meccanico, ci fornirà indicazioni e materiale utile ogni volta che ne avremo bisogno. Dietro la figura di Babbo Natale si nasconde il direttore del Reparto Dispositivi (Divisione Giocattoli), che sarà colui al quale faremo riferimento per ottenere il nostro equipaggiamento e le informazioni realtive all'operazione in corso.
Oltre al classico arsenale da guerra, quindi armi automatiche, fucili a pompa, pistole col silenziatore ed armi da cecchino, potremo fare affidamento su strumenti più sofisticati che ci permetteranno di decodificare messaggi, scassinare serrature, stordire ed ingannare. Come ogni spia che si rispetti, dunque, la nostra Cate sarà equipaggiata con una microcamera ben nascosta nell'astuccio del rossetto ed in più potrà fare affidamento su uno storditore camuffato da ombretto ed un portacipria molto partoicolare, capace di decodificare messaggi cifrati e persino serrature elettroniche. Per le serrature convenzionali, invece, tornerà molto utile il tagliaunghie con limetta speciale incorporata.
Uno strumento che è una via di mezzo fra un'arma ed un gadget è la pistola sparatutto, che può essere caricata con differenti tipi di munizioni: proiettili tranquillanti, segnalatori radar e persino inibitori di telecamere.
Ma Cate potrà usare anche le armi trovate addosso ai suoi nemici, come le katana dei primissimi livelli oppure i fucili d'assalto delle truppe sovietiche in Siberia. Insomma, come si vede Cate Archer è tutt'altro che una ragazza sprovveduta e senza risorse.
Abbiamo detto che alcune armi si trovano addosso ai nemici e questo perchè una delle caratteristiche principali del gioco è la costante ricerca di informazioni ed oggetti nelle varie aree che esploreremo. Potremo frugare cassetti, archivi e persino i corpi dei nostri avversari e spesso troveremo delle risorse che torneranno molto utili in seguito. La trama si sviluppa sia attarverso le sequenze d'intermezzo, realizzate rigorosamente con il Jupiter Engine, sia attraverso le informazioni che troveremo sparse nelle varie aree.
Come accadeva anche nel capitolo precedente, il gioco sarà pervaso quasi del tutto da una forte ironia e ci troveremo spesso in presenza di personaggi e situazioni divertenti (ascoltate la discussione fra le due ninja: "I NINJA NON PORTANO L'OROLOGIO!"; oppure raccogliete le cassette del diario di Tom Goodman).

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Piccole spie crescono...

A differenza di altri titoli simili, dove c'è un forte elemento sthealth e dove l'azione non è sempre frenetica ma vira di frequente nel territorio dell'infiltrazione, qui abbiamo a che fare con una spia che cresce durante tutto l'arco della storia, mutando le proprie caratteristiche in maniera radicale e personalizzabile. La crescita è ben gestita attraverso un sistema di punti abilità (o skill point) mutuato, in una certa misura, dallo schema di base dei principali giochi di ruolo. In sostanza, ogni azione che Cate compirà con successo le garantirà un ammontare di punti che potranno essere spesi per migliorare le caratteristiche che le sono state assegnate.
Le caratteristiche di Cate sono le seguenti:

-INVISIBILITA': più alto il suo valore e più facilmente e velocemente riusciremo a confonderci con le ombre;
-RESISTENZA : indica la capacità di resistere ai danni e l'efficienza nel curarsi;
-MIRA : aumentando questo valore, Cate sarà in grado di mirare con maggiore precisione e stabilizzare il puntamento in minor tempo;
-CARICO : indica la velocità con cui Cate può spostare un carico pesante, come ad esempio un corpo inerte;
-ARMATURA : rappresenta l'efficienza con cui potremo indossare le armature e sfruttarne la protezione;
-ARMI : questa abilità influenza la velocità di ricarica delle armi ed il tempo impiegato per passare da una all'altra;
-GADGET : usare i mille strumenti della spia non è facile e così, aumentando questa abilità, Cate sarà capace di utilizzare i suoi gadget con maggiore efficienza e minor tempo;
-CERCARE : il suo valore influenza direttamente il tempo che impiegheremo a terminare le nostre ricerche e la probabilità che venga fuori qualcosa di utile.

C'è da dire subito che il paragone con i giochi di ruolo è servito solo ad introdurre il sistema di punti abilità e che non ci sono altre somiglianze con essi.
Portare a termine un obiettivo fornirà al giocatore un buon quantitativo di punti, ma a fianco degli obiettivi primari, obbligatori, è possibile risolvere degli obiettivi secondari, facoltativi, che ci premieranno ulterioriormente. Cercare e scoprire importanti indizi e documenti è il modo migliore per permettere all'agente Archer di accumulare esperienza da poter poi trasformare in utilissimi miglioramenti al momento opportuno.
Naturalmente, è vivamente consigliato spendere questi punti solo quando si ha la REALE necessità di migliorare qualche caratteristica e non prima.
Indubbiamente, la più importante delle abilità da sviluppare è l'invisibilità, senza la quale sarà molto arduo riuscire a portare a termine le missioni di infiltrazione. Ciò non toglie, però, che inun fps che si rispetti non può mancare la giusta dose di azione e così è bene dare qualche punto anche alle skill Armi ed Armatura. Ma, in fin dei conti, ogni giocatore sicuramente distribuirà i punti nella maniera che più gli è congeniale.

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Gameplay.

Le novità introdotte e la quantità di gadget presenti possono essere d'ostacolo al giocatore novizio, rendendo la curva d'apprendimento troppo alta. Per fortuna, però, i designer hanno saputo calibrare bene le difficoltà iniziali, introducendo progressivamente i vari elementi senza per questo rendere troppo complicato l'approccio. La mancanza di un tutorial non si fa sentire, poichè tutto quello che dovremo sapere lo impareremo rapidamente all'inizio ed in maniera decisamente indolore. Le prime missioni ci proietteranno sin da subito in una situazione tipica di gioco: dovremo infiltrarci, indagare e sicuramente affrontare dei combattimenti. Tutto questo mentre prenderemo confidenza con il nostro nuovo ruolo di spia.
Il cuore di tutto il gioco è rappresentato da una combinazione di azione e ricerca ed in base ai risultati ottenuti riceveremo dei premi utili, che siano punti abilità, nuovi oggetti o obiettivi secondari. Man mano che procederemo nella nostra avventura, impareremo a gestire sempre meglio le risorse e le situazioni che si renderanno disponibili, così se all'inizio risulterà difficile avvicinarsi ad una scrivania protetta da una guardia, in seguito saremo capaci di attraversare un cortile illuminato senza destare (troppi) allarmi e non solo in virtù dei punti abilità guadagnati.
L'approccio stealth è fondamentale in quasi tutto il gioco, ma in alcune missioni di più. La prima vera sfida che ci troveremo ad affrontare è l'operazione in Siberia, dove saremo chiamati a tirare fuori il meglio da noi stessi per penetrare in una base sovietica e sabotarla allegramente, sotto il naso delle guardie attonite ed anche un po' brille per la troppa vodka bevuta. Naturalmente, non tutto andrà come previsto e quindi più d'una volta saremo costretti a togliere di mezzo qualcuno che proprio non si vuole spostare da quel maledetto passaggio... Durante la nostra missione in Siberia, entreremo in contatto con l'esercito sovietico e sin da subito noteremo la forte (ed acida) ironia presente nel gioco, che ci illustrerà fin nei dettagli il decadimento prodotto dall'elefentiaca e macilenta struttura burocratica di quel periodo.
Naturalmente, le guardie non sono tutte uguali e se da un lato troveremo dei fantocci mezzi storditi dall'alcool e dal freddo, facili da eludere e quasi troppo indifesi per rappresentare una minaccia, dall'altro troveremo soldati più efficienti e curiosi che, spesso, si insospettiranno per un nonnulla. Basti pensare alle orme che lasceremo mentre camminiamo e che possono essere individuate facilmente, prima che spariscano nella neve. Non dovremo mai essere tropo sicuri di noi stessi, dunque, perchè basta poco per mettere in allerta le guardie, però non dobbiamo neanche costringerci al silenzio forzato, poichè in alcune situazioni si renderà obbligatorio festeggiare un capodanno anticipato a base di piombo e dinamite.
Un'azione del genere farà sicuramente scattare degli allarmi, ma, dopo aver combattuto, se riusciremo a nasconderci in tempo, pian piano la situazione tornerà tranquilla. In questo modo, al giocatore non solo è permesso fare degli errori che non siano fatalmente compromettenti, ma è anche fornita la possibilità di interrompere una fase a volte troppo estenuantemente stealth, in favore di una buona dose d'azione, che serve a rinfrancar gli animi e corroborar lo spirito.

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Gameplay.

Su questo punto c'è da dire che una delle maggiori critiche mosse al gioco è l'eccessiva enfasi che è stata posta sull'aspetto stealth, costringendo i giocatori ad interminabili sessioni di appostamenti e spostamenti furtivi, fino a rasentare in certi punti l'esasperazione vera e propria. In realtà, mi sento di difendere il lavoro fatto dai Monolith proprio in virtù di quanto detto poco prima, visto che tirare fuori le armi e fare un po' baldoria non è affatto pregiudicante e, anzi, a volte si può rivelare una tattica vincente. Ma poi basta saper distribuire bene, e senza troppa fretta, i punti abilità guadagnati per trasformare una missione difficile in una tranquilla passeggiata. Insomma, basta non essere troppo precipitosi e non aspettarsi il solito giochino spara-spara per potersi gustare questo titolo al 100%.
Per quanto riguarda l'aspetto sonoro, NOLF2 ci riserva belle sorprese, alternando dialoghi brillanti e divertenti a musiche in tema con l'operazione che stiamo svolgendo, ma sempre in chiave anni 60. Anche l'audio spaziale fa il suo dovere, poichè ci permette di avere un'idea della posizione dei nemici e della direzione che stanno prendendo. Fermarsi un momento ed ascoltare è uno dei modi migliori per riuscire ad ottenere il vantaggio più proficuo da una posizione strategica, senza contare che ascoltare i discorsi dei personaggi non giocanti si rivela spesso un'esperienza esilarante, che riesce anche a riempire quei momenti di sosta forzata fra un appostamento e l'altro. Ogni rumore è stato riprodotto alla perfezione, così sentiremo le guardie accendersi una sigaretta, tramite l'inconfondibile schiocco dell'accendino, li sentiremo aspirare boccate di fumo, tossire e canticchiare fra sè e sè, oppure potremo renderci conto dai loro passi se si stanno muovendo su un pavimento di pietra piuttosto che su una moquette. La ricca varietà di suoni prodotti rende sicuramente più verosimile il comportamento dei vari personaggi e contribuisce a creare un mondo vivo ed autonomo, dove noi non siamo affatto l'elemento essenziale ed anzi, a volte, siamo proprio quello di disturbo. Potremmo restare a guardare da lontano le guardie muoversi all'interno di un campo base, per esempio, e restare piacevolmente sorpresi da quante situazioni ed atteggiamenti circostanziali siano stati ricreati, fino a dare la buona illusione che stiano realmente badando agli affari loro.
Allora, muoversi furtivamente, passare da una posizione ad un altra, guadagnare un buon nascondiglio, riuscire a mettere le mani su quegli importanti documenti nascosti nell'edificio principale, scoprire anche i retroscena della vita digitale dei vari caratteri, assume tutto un altro aspetto e ci fa sentire sicuramente coinvolti più che da un punto di vista puramente visivo.
Ma le missioni non sono tutte uguali e non dovremo sempre infiltrarci in basi nemiche, infatti i designer hanno realizzato un buon lavoro nel riuscire a creare un ventaglio di situazioni e scenari vario e d'atmosfera. Passeremo, allora, dalla fredda Siberia ad una casa abbandonata, dall'aria molto sinistra, in un turbolento paesino del Texas, fino addirittura a sabotare la base di una banda criminale all'interno di un teatro in India. E allora vedete che tutti questi elementi messi insieme forniscono al giocatore un quadro di possibilità molto vasto ed il gameplay, naturalmente, ne risente tantissimo, in maniera positiva.

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Un motore da sballo.

NOLF2 si appoggia al supporto dell'ormai noto Jupiter Engine, la nuova incarnazione del sempre presente LithTech Engine. Le differenze col passato si vedono soprattutto dal punto di vista della forza bruta, dato che il numero di poligoni è aumentato di molto, rispetto a titoli più vecchi, come Aliens vs Predator 2. La versatilità del nuovo motore ha permesso di realizzare modelli molto particolareggiati e ricchi di dettagli ed animazioni. Le espressioni che possono assumere i volti sono davvero tante e tutte molto naturali, con il movimento delle labbra sincronizzato al parlato e gli occhi in grado di ruotare e seguire gli altri personaggi su schermo. Il supporto alle T&L, poi, ha di fatto colmato un gap che oramai s'era fatto troppo pesante e rischiava di diventare pregiudicante nella realizzazione dei titoli futuri.
Gli scenari risentono in maniera evidente dei nuovi effetti particellari e di riflessione introdotti. Giocare a NOLF2 con i pixel shader attivati ed il mapping ambientale è uno spettacolo per gli occhi che non ci farà assolutamente pentire dell'acquisto. Eppure, nonostante le potenti caratteristiche, non possiamo dire che il bersaglio sia stato centrato in pieno.
La presenza di una scheda video T&L, infatti, è assolutamente necessaria e quindi, se la vostra scheda non ce l'ha, non potete giocare. E' vero che ci sono in giro dei programmini che dovrebbero simulare questa funzionalità via software, però di fatto la quantità di calcoli da compiere diventa esorbitante ed il frame rate, praticamente, si ammazza da solo.
In pratica, senza troppi giri di parole, se avete una Kyro 2 non potete giocarci. A meno di non procurarvi un qualche programmino di emulazione delle T&L di cui ho parlato prima, ma questo assolutamente non garantisce risultati.
Ma questo è un prezzo necessario da pagare, se vogliamo avere una qualità video più elevata. Con tanta grafica da gestire, è ormai impensabile affidare ancora tutti i calcoli al processore. In questo senso, allora, NOLF2 si pone in linea con gli altri prodotti del genere, anche se - ad esempio - il Jupiter Engine non può competere col motore di un UT2003.

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Multiplayer.

L'opzione multiplayer non è stata trascurata ma, al contrario, è stata adattata allo spirito del gioco e presentata in una nuova veste.
Ricordate le missioni Assault di Unreal Tournament? Bene, lì c'erano due squadre di giocatori che si affrontavano in uno scenario costruito appositamente e dove c'erano degli obiettivi da portare a termine. Qui invece c'è una sola squadra, formata da un numero minore di giocatori, ma il resto è praticamente uguale perchè ci sono degli scenari creati apposta e nei quali saremo chiamati a portare a termine degli obiettivi prestabiliti. Stavolta, però, i nostri nemici saranno tenuti in vita dall'agile IA del gioco che presenterà un ottimo grado di sfida per tutti i giocatori.
Ma gli sviluppatori di Monolith non si sono accontentati di creare una modalità di gioco su misura e così sono andati oltre, realizzando una intera campagna multiplayer suddivisa in capitoli, da giocare anche separatamente, in cui indosseremo i panni di intrepidi agenti UNITY che dovranno visitare le stesse aree dove si svolgono le avventure di Cate Archer. In questo caso, il nostro compito sarà quello di sistemare certi aspetti preventivi delle missioni che affronteremo in single player oppure di colmare qualche lacuna nella trama principale. Ad esempio, la prima operazione ci vedrà in azione per portare in salvo l'agente Archer, dopo il primo incontro con Isaku. Non abbiate paura, perchè questo non è un grosso spoiler, dato che si tratta della vicenda che apre l'intero gioco.
La mancanza delle altre modalità, però, si fa sentire e se, all'inizio, può risultare divertente organizzare una squadra di spie fra amici, alla lunga si sente la necessità di un po' di sano vecchio deathmatch. Un multiplayer così è un multiplayer a metà e si corre il rischio di stancarsi presto a fare sempre le stesse missioni.
Per fortuna che nell'imminente espansione mamma Monolith pare che abbia inserito quelle modalità adesso mancanti, però è triste vedere come vengano venduti sempre di più prodotti con caratteristiche ridotte, che verranno inserite nell'immancabile addon.

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Tiriamo le somme.

Insomma , questa nuova avventura della bellissima agente Archer ci è piaciuto oppure no?
La varietà di situazioni e l'approccio cinematografico sono fra le risorse migliori di questo gioco e l'elevata dose di ironia che scorre in tutta l'avventura riesce a tenere lontana la noia che potrebbe derivare da un approccio troppo serioso, come capita in altri titoli. Il gameplay articolato e, a tratti, insidioso può costituire un ostacolo per chi si aspetta qualcosa di più semplice. Affrontare le missioni senza un minimo di creatività risulta senza dubbio un'esperienza ripetitiva e noiosa, ma basta poco per ribaltare il giudizio e far scaturire il divertimento. Penetrare fra le linee nemiche alla lunga può stancare, poichè ci costringe continuamente a nasconderci e a far sparire i cadaveri, senza contare che chi si aspetta grosse dosi di azione rimarrà sicuramente deluso. Questo vuol dire che NOLF2 è bello, ma non è per tutti. Gli amanti della tattica militare e del realismo alla Ghost Recon stiano lontani, perchè qui siamo nell'ambito dei giochi più immediati, ma al contempo stiano lontani anche i fanatici dell'azione ad ogni costo, perchè qui c'è da usare il cervello molto più che non il grilletto del fucile. Ma allora, a chi è orientato questo gioco? In effetti è un gioco destinato a chi non ha grossi pregiudizi e che vuole un'esperienza più ampia e che vada al di là delle solite missioni e dei soliti combattimenti. Nei due cd di NOLF2 troviamo un esplosivo mix di divertimento, ironia, intrighi, colpi di scena ed azione, tutto condito da un look anni 60 molto divertente.
Sia ben chiaro, però, che questo è essenzialmente un gioco single player e che, anche in modalità multiplayer, ci troveremo sempre e solo ad affrontare l'IA pilotata dal pc.
La presenza dei gadget e la varietà delle armi faranno sicuramente divertire coloro che amano sperimentare e ben presto impareremo tutti ad apprezzare i proiettili al cianuro della nostra pistola, molto più del solito, rumoroso, fucile automatico. Insomma, NOLF2 è un gioco fatto per chi sa fermarsi ad ascoltare ed ha una buona dose di inventiva nell'affrontare le situazioni, perchè è un titolo intrigante e stimolante, che esce fuori dalle definizioni standard e merita senz'altro di essere posto al di sopra della media degli altri shooter che affollano il mercato. In definitiva: NOLF2 è un piccolo gioiello, ma non è per tutti.

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Introduzione

Di NOLF2 avevamo già abbondantemente parlato nella nostra anteprima, resta adesso da vedere quante delle promesse fatte sono state mantenute e quante no. Avevamo ampiamente parlato del gameplay vario ed articolato, avevamo parlato di punti abilità e di come la nostra splendida Cate avrebbe fatto per infilitrarsi fra le fila nemiche e sabotare i pericolosi piani dell'associazione H.A.R.M., vera e propria fucina di leve criminali e piani terroristici.
Adesso che abbiamo finalmente il gioco completo fra le mani, possiamo vedere insieme di cosa si tratta e partiamo proprio dagli eventi che affolleranno il carnet di appuntamenti della spia più sexy mai creata in un videogame.