Project Gotham Racing 4 - Recensione  12

Tornano le città di Project Gotham Racing 4. Questa volta sono avvolte da pioggia e neve!

Project Gotham Racing 4 è un capitolo piuttosto significativo di una serie che ha segnato, letteralmente, il genere dei racing arcade sulle console targate Microsoft, fin dalla prima Xbox. Questo rapporto va inevitabilmente a cambiare con l’acquisizione del team da parte di Activision e con il marchio PGR che resta nelle mani di Microsoft che, però, ancora non ha chiarito come farà proseguire la saga e per mano di quale team di sviluppo (senza potersi escludere del tutto la possibilità che sia la stessa Bizarre ad occuparsene). Dopo aver già parlato diffusamente di tutte le novità introdotte in questo episodio, e dopo averlo provato a lungo, è arrivato il momento di tirare le conclusioni su questa nuova corsa a tutta velocità, dopo due anni da PGR 3 e dall’uscita di Xbox 360.

Nuova carriera Gotham
La novità più importante della struttura di PGR 4 è quella che ha colpito la modalità carriera. Laddove in PGR 3, la carriera Gotham consisteva in una serie di eventi che dovevano essere via via affrontati a diversi livelli di difficoltà, ognuno dei quali metteva in palio una medaglia di diverso colore e diversi quantitativi di Kudos, questa volta è stato introdotto un vero e proprio campionato simulato. Fatto di tappe, di trofei (ognuno composto da un numero variabile di eventi) e diviso in quattro categorie lungo un’unica classifica mondiale, da scalare con i punti che si ottengono al termine di ogni evento, che funziona come un piccolo campionato. I Kudos sono stati integrati molto più strettamente in questo meccanismo, dato che per arrivare al primo posto di ogni singolo campionato non sarà necessario solo il piazzamento sul podio, ma il numero di Kudos guadagnati in totale, che saranno la somma di quelli ottenuti a seconda del risultato su pista e delle evoluzioni realizzate durante le gare. Questa scelta da una parte dona alla carriera un grande senso di fluidità e di continua progressione, dall’altro, però, permette di salire agilmente di posizione in posizione anche ottenendo piazzamenti appena discreti, lasciando al giocatore la possibilità di avanzare di evento in evento con la consapevolezza di riuscire ad arrivare i primi posti del ranking mondiale anche solo con maggiore perseveranza (almeno fino alla categoria top, dove le cose si fanno davvero impegnative). Se ne guadagna in tranquillità, dato che si ha sempre l’impressione di poter fare meglio alla prossima occasione, e dato che non ci si danna più di tanto l’anima per una gara sbagliata, ma si perde un po’ la cattiveria con cui ci si costringeva a non perdere nessuna competizione negli altri episodi, in cui si finiva per ripetere ogni gara fino alla perfezione. Tra l’altro, una volta terminato un mini campionato, questo non potrà essere ripetuto fino all’anno successivo, dato che la stagione virtuale segue un susseguirsi di mesi e di tappe rigorose che non possono essere rigiocate. Il problema è che l’anno seguente il giocatore, difficilmente, sarà in grado di ricordarsi in cosa aveva sbagliato la prima volta con la sola possibilità o di interrompere prima del termine ogni gara che si pensa di poter correre in maniera più efficace o di affidarsi alla maggiore abilità di guida che, inevitabilmente, si acquisisce gara dopo gara. Per il resto, però, resta il piacere di guidare in uno dei migliori titoli del genere disponibile su Xbox 360, grazie soprattutto alle nuove piste (Qebec in particolare), che introducono nuovamente nella serie quei saliscendi e quella bontà del track design che ha sempre contraddistinto i giochi Bizarre.
Da segnalare l’introduzione di gare speciali ad invito in cui si possono vincere auto fuori del comune o classiche senza tempo e che vanno necessariamente vinte, costituendo prove davvero impegnative. In un gioco in cui si può comunque scegliere il livello di difficoltà a cui correre, l’Intelligenza Artificiale degli avversari, ancora più sviluppata che in passato, e gli stretti limiti di tempo delle gare di velocità rendono piuttosto impegnativo ottenere i piazzamenti migliori sin dal livello Normal.
La canonica struttura a medaglie è stata lasciata in vita per le gare arcade, che in sostanza sono una versione più “tranquilla” della vecchia carriera e che, probabilmente, verrà giocata da quelli che vorranno sbloccare gli obiettivi legati ad essa.

Spettacolo a due ruote sotto la pioggia e sotto la neve!

Ovviamente, l’introduzione delle due ruote era la sorpresa più inconsueta di questo nuovo capitolo. Il risultato è positivo di per sé, dato che comunque è molto divertente guidare le moto e dato che la selezione di mezzi a disposizione è davvero ottima, ma la convivenza con le auto funziona solo in parte. Le piste, soprattutto i percorsi più impegnativi pieni di curve a gomito, sono molto più abbordabili vestendo i panni del centauro anche rispetto alle auto più veloci, data la maggiore agilità con cui ci si può infilare in ogni curva, rendendo molto più semplice la vita, nonostante la maggior difficoltà nelle gare che finiscono a “sportellate”. Ottenere Kudos, inoltre, è molto più semplice, grazie alle spettacolari evoluzioni che si possono effettuare in sela ad una moto. A conti fatti, resta sempre la sensazione che guidare una macchina sia molto più divertente che non una moto, anche per il fatto che, quando ci si impenna o si fanno le evoluzioni, la visuale dal cupolino rende tutto più complicato, facendo perdere di vista la strada e costringendo, di fatto, a passare alla visuale esterna, perdendone in velocità e adrenalina.
Solo soddisfazioni, invece, suscita l’introduzione delle condizioni climatiche variabili, con pioggia e neve (la prima è davvero realizzata in maniera spettacolare) che cadono progressivamente sui tracciati creando giochi di luce e paesaggi davvero unici in un gioco di corse, e che, soprattutto, alterano sensibilmente ed in maniera convincente la risposta dei mezzi alla guida, con un grado di coinvolgimento davvero fuori dal comune. Il motore, soprattutto dalla visuale interna, non si sgancia mai dai 30 frame al secondo e l’HDR usato per rendere il sole che si riflette sulle carrozzerie, spesso imperlate di gocce d’acqua, riesce a restituire alcuni momenti di puro godimento visivo. Tutto questo, unito al colpo d’occhio di ambientazioni come Macau e Quebec e alla grande sensazione di velocità che si ottiene con i mezzi più potenti, soprattutto con la visuale interna, fa di PGR 4 uno dei giochi di corse visivamente più belli, nonostante qualche problema di aliasing.
Grazie anche ai piccoli ritocchi effettuati dal team al modello di guida e alla sensazione di maggior pesantezza dei mezzi, l’esperienza di guida offerta di PGR 4 risulta ancora superiore, pur non stravolgendo quanto già realizzato da Bizarre con il terzo capitolo. Mantenendo quel giusto equilibrio tra simulazione e arcade che ha saputo conquistare tanti giocatori nel corso degli anni.
Sempre nel segno di una maggior accessibilità di tutti i contenuti del gioco, anche l’ideazione dello shopping in cui investire i Kudos faticosamente guadagnati in pista con un sistema che non obbliga a comprare singolarmente ogni macchina, ma dei pacchetti divisi per origine o casa automobilistica. Oltre ad auto e moto si sbloccano nuove piste, modalità ed alcune sorprese per i più assidui.

Spettacolo a due ruote sotto la pioggia e sotto la neve!

Sfide in rete
La serie dei Bizarre è da sempre stata in prima fila nell’implementare tutte le novità più attese legate a Xbox Live. Anche PGR 4 non fa eccezione e, come Halo 3, il nuovo capitolo consente di salvare i replay delle gare, di farne la condivisione con amici e giocatori, e di realizzare foto che possono essere votate e scaricate su PC dopo averne fatto l’upload sul sito ufficiale del gioco. Molto carina la possibilità di trovare le nuove immagini scattate dagli altri giocatori appese alle pareti dei propri garage, nei quali è già possibile esprimere la propria preferenza per ognuna di essere ed, eventualmente, trasferirle sulla propria console. Immagini e replay, inoltre, sono facilmente rintracciabili usando un pratico e completo motore di ricerca che consente di frugare nell’archivio distinguendo tra percorsi, modelli d’auto e di moto e tipo d’eventi ritratti nelle immagini stesse.
Le gare online subiscono un bel boost con l’introduzione del matchmaking sulla falsariga di quello visto in Halo 2, con la possibilità di creare dei gruppi di amici con i quali affrontare le partite classificate, in cui a vincere è il team che, nel complesso, guadagna più Kudos. Nei match che abbiamo provato non abbiamo riscontrato alcun problema di lag, ma indubbiamente bisognerà valutare la cosa da ora innanzi quando il Live si riempirà di giocatori.
Da ricordare, infine, la presenza del nuovo capitolo di Geometry Wars, chiamato Waves. Questa volta, invece che una demo, nei garage si trova una versione completa che mette a disposizione una vita sola da far fruttare al massimo per realizzare punteggi che finiscono nella classifica mondiale online. Rispetto al precedente episodio, oltre a dover evitare i nemici, per far salire il moltiplicatore, bisogna raccogliere dei piccoli triangoli gialli che vengono rilasciati tutte le volte che si si distrugge uno degli avversari. Inutile dire che la magia del gioco è intatta e che sarà mania anche questa volta.

Obiettivi 360

PGR 4 è piuttosto generoso nell’elargire i punti obiettivo, soprattutto all’inizio. Sbloccare i primi 500 punti sarà una questione di pochi giorni di gioco. Discorso diverso raggiungere il bottino completo, ma siamo certi che la maggior parte dei giocatori avrà di che ritenersi soddisfatto.

Commento

In certi momenti, Project Gotham Racing 4 riesce a convincere a tal punto da dare l’impressione d’essere il miglior episodio della serie realizzato dai Bizarre, sin dai tempi di Metropolis Street Racer. In altri, però, si avverte un po’ la mancanza di novità sostanziali ad una formula collaudata, ma sin troppo familiare, e che avrebbe avuto bisogno che le meccaniche a due ruote fossero vincenti su tutta la linea per lasciare un segno significativo. PGR 4 farà felici gli appassionati della saga come e forse più del terzo capitolo, ma, probabilmente, non riuscirà a conquistare quelli che sino ad ora non si sono fatti irretire da uno dei racing più divertenti in circolazione. Gli effetti atmosferici, poi, sono una chicca da vivere di persona, per le novità che portano a questo che verrà ricordato come uno dei migliori giochi di guida, su quattro ruote, dell’anno. Le due ruote consideratele come una simpatica aggiunta, da valutare a seconda dei gusti.

Pro:

  • Effetti atmosferici
  • Longevità
  • Il nuovo Geometry Wars
  • Le moto funzionano...
Contro:
  • ... ma solo in parte
  • Poche novità sostanziali
  • Alcuni aspetti della modalità carriera